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" LA POLEMICA SUL CALO DELL’AUTOTASSAZIONE
Fisco, scontro aperto fra Tremonti e Visco
Il ministro: taccia chi ha mal governato. La replica: pensi a mantenere gli impegni
8 agosto 2002
di Raffaello Masci
ROMA. Cinque miliardi di euro in meno dall’autotassazione, il 40% dei quali dovuti a minori versamenti da parte dei primi 20 contribuenti Irpeg del Paese. Il fatto è tutto qui e preoccupa il governo perché sottrae risorse ai processi di riforma in cantiere, ma preoccupa anche i sindacati che temono tagli alla spesa sociale e alle pensioni. Su questi dati si è subito aperta un’intensa querelle tra il titolare del ministero dell’Economia, Giulio Tremonti, e il suo predecessore Vincenzo Visco. La responsabilità ha spiegato Tremonti, è della Dit, della Super Dit e delle altre agevolazioni fiscali per le grandi imprese introdotte dal governo di centrosinistra.
Tremonti basa l’osservazione sul calo molto forte dell’Irpeg. Secondo dati a disposizione del ministro ci sarebbe stato addirittura un minor gettito di 4-5 miliardi di euro riconducibile a un numero ristretto, una decina, di grandi imprese, a seguito anche del meccanismo di rivalutazione volontaria introdotta da Giuliano Amato nel 2000. Tremonti ha poi puntato il dito con veemenza contro Visco «novello Dracula». «Ci eravamo illusi - ha detto il ministro - che, durante l'inglorioso e malinconico tramonto del governo Amato, Dracula si fosse rassegnato alla pensione, in un qualche remoto sepolcro, nei Carpazi. Errore! Dracula continuava avido e voglioso a succhiare il sangue dei contribuenti della piccola e media impresa e dei lavoratori, per donarlo alla grande impresa».
Più che divergenza politica è oramai un’ostilità personale quello che lega Tremonti al suo predecessore, e che ha alimentato polemiche fin dall’insediamento dell’attuale governo , quando si cominciò a parlare di un controverso «buco» nei conti pubblici. «La qualità di un ministro delle Finanze si dimostra anche dalla capacità di portare a casa i soldi e di mantenere gli impegni di bilancio - ha replicato, più sommessamente, Visco - ed è inutile, infantile e bambinesco cercare di attribuire ad altri gli effetti della propria incapacità». Quanto al merito delle scelte che Tremonti gli rimprovera, Visco sostiene che «era tutto preventivato, e Tremonti non ci dica che non glielo avevamo detto.
Era preventivato, per esempio, il fatto che le banche quest'anno avrebbero pagato pochissimo perché c'è la crisi di Borsa. Ma anche che l'Eni avrebbe avuto un risultato bassissimo perché aveva avuto anni record, e ora, poiché le previsioni scontano un peggior andamento futuro dei profitti, ha ridotto gli acconti». Quanto alle scelte di politica fiscale fatte a suo tempo dall’Ulivo - quelle stesse che Tremonti aveva definito «favori fiscali» - Visco sostiene che «Negli anni un cui siamo stati noi al governo c'erano la Dit e la SuperDit, che venivano usate da tutte le imprese: medie, grandi e piccole. E il gettito Irpeg andava alla grande.
Tremonti ha ora abolito queste misure da oltre un anno, con i provvedimenti dei primi 100 giorni, e quindi non può attribuire a questi particolari effetti». La replica di Visco ha fatto innervosire ancora di più Tremonti: « Chi ha mal governato negli ultimi anni, invece di criticare chi sta facendo l'interesse del Paese, dovrebbe vergognarsi e tacere - ha inveito - abbiamo trovato un Paese in cui le piccole imprese e i comuni cittadini hanno fatto l'autoliquidazione, in cui molte grandi imprese, utilizzando legalmente i favori fiscali del centrosinistra, hanno potuto fare “autoliquidazione zero”. L'andamento dell'economia c'entra poco o niente. Il 2001, l'anno fiscale su cui è stata fatta l'autoliquidazione di quest'anno, è stato per moltissime imprese un anno buono, per alcune imprese un anno di utili record. Eppure: “autoliquidazione zero” ».
E’ il senso complessivo della politica fiscale del governo, replicano i sindacati, ad aver agevolato l’evasione: «Hanno cambiato politica fiscale e questo è il risultato - ha commentato il segretario confederale della Cgil , Paolo Nerozzi - I precedenti governi avevano ridotto di molto l'evasione fiscale e avevano fatto aumentare il gettito. Questo governo, invece, con tutte le manovre, iniziate con il pacchetto Tremonti, ha determinato una radicale caduta del gettito e la convinzione che le tasse si possono anche non pagare». Anche Confindustria ha espresso obiezioni al ministro, osservando che la riduzione del gettito è dovuta a tre cause principali: il cattivo andamento della congiuntura, la caduta della Borsa e la rivalutazione dei beni d’impresa. Ciò detto, Confindustria sottolinea che «malgrado gli strumenti agevolativi introdotti nella passata legislatura, le imprese italiane affrontano la difficile situazione dell'economia internazionale con l'handicap aggiuntivo di una pressione fiscale che continua a non avere eguali in Europa ».
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Saluti liberali




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