Superior stabat lupus…
Sulla legge finanziaria per il 2007 sono stati già versati fiumi d’inchiostro e tutto, nel bene e nel male, sembra essere già stato detto e scritto. Secondo gli estensori (il Governo in carica) è ovviamente un’ottima base di partenza per il futuro, ridistribuendo reddito senza aggravio fiscale e garantendo sviluppo.
Osserviamo una certa confusione regnare tra le fila della maggioranza: dapprima l’entità complessiva doveva essere di 33 Miliardi di Euro, scesi successivamente a 30, per risalire a 33 nel testo presentato al pubblico, e per assestarsi definitivamente su tale cifra, nonostante il tentativo di un correttivo, smentito da lì a pochi giorni dopo, che la portava a 34,5 MLD.
Ma non è il solo ed unico esempio di incertezza della Maggioranza: ne fanno fede l’introduzione dal 1° Ottobre dell’obbligo di versamento di imposte e contributi con Mod. F24 telematico, rimasto poi tale solo per le Società di Capitali e soggetti assimilati, mentre per gli altri contribuenti tutto è rinviato all’anno nuovo.
Inoltre, per l’introduzione del “reverse charge” a carico dei subappaltatori operanti nel settore edile (operazione partita il 12 Ottobre) e per l’eliminazione di alcuni Tribunali, il Sole 24 Ore di oggi 13 Ottobre ci dà notizia (pag. 29) del loro rinvio rispettivamente la prima al prossimo 1° Gennaio 2007, mentre la seconda (paventata chiusura dei Tribunali) non si farà più.
Sbandierata anche come elemento di lotta all’evasione fiscale, la Legge Finanziaria 2007 si basa invece (non lo diciamo noi, ma ben più autorevoli Enti o personaggi, quali, tra gli ultimi solo in ordine di tempo, la Corte dei conti ed il Governatore della Banca d’Italia) principalmente su imposizione fiscale e pochi tagli alla spesa improduttiva. Su questo argomento ci sia consentito rinviare il cortese lettore al precedente scritto “Bravo Ravaglia” gentilmente pubblicato da La Voce repubblicana e rinvenibile sul sito
www.prichiavari.com
La lotta all’evasione fiscale è sempre stata un grande cavallo di battaglia del Centrosinistra, anche in campagna elettorale. In linea di principio non si può che essere d’accordo, ma nessuno, tantomeno i più tenaci propugnatori di tale lotta, ci hanno mai detto chi fossero gli evasori, tanto che ognuno aveva oramai indirizzato e consolidato il proprio pensiero sui soliti lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, professionisti). I pochi che inizialmente avevano osato obiettare qualcosa, erano stati rimbrottati dal Viceministro Prof. Visco con un lapidario ”costoro vogliono proteggere gli evasori!”.
Senonchè abbiamo dovuto attendere fino all’ 11 ottobre scorso per conoscere la composizione degli evasori per bocca di Bruno Vespa durante la trasmissione televisiva “Porta a Porta” .
L’evasione annua si attesta nel nostro Paese a 311 Miliardi di Euro, così contraddistinti: Duecento miliardi provengono dall’evasione normale, Cento miliardi dall’evasione criminale, Sette miliardi dalle grandi Società di Capitali ed infine quattro miliardi dai lavoratori autonomi. Nella prima cifra, ha continuato Vespa, sono da comprendere 2.600.000 lavoratori dipendenti in nero e quelli col doppio lavoro, mentre il 50% delle grandi Società di Capitali dichiarano per più anni consecutivi risultati d’esercizio negativi (in perdita). Ho trasecolato! Perché allora tutto quell’accanimento contro i lavoratori autonomi, quando la loro evasione rappresenta poco più dell’1% del totale? Mi è tornata in mente una favoletta di Fedro: “Superior stabat lupus, longeque inferior agnus…” Tutti sappiamo come finisce la favola di Fedro.
Chiavari, 13 Ottobre 2006
Paolo Bertuccio - Coordinatore Sezione Pri - Leone Garbarino - Chiavari