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  1. #51
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    Predefinito ERO UN BALILLA 1943-1945

    QUASI ALLA FINE DELL'ANNO SCOLASTICO 1943-44 FUI ESPUSSO DAL COLLEGIO PER DIVERSE MARACHELLE.

    IL FATT CHE TRA QUESTE VI FOSSE ANCHE IL FURTO DAL MAGAZZINO VIVERI DEL COLLEGIO DI SCATOLE DI WAFER SAIWA
    CON L'AGGRAVANTE DI AVERLE IN PARTE NESCOSTE IN SACRISTIA
    SOTTO L'ARMADIO DEI PARAMENTI SACRI DICE QUALE FOSSERO LE CONDIZIONI ALIMENTARI IN COLLEGIO.ERAVAMO QUASI ALLA FAME E CE'RA DA AUGURARSI DI NON CADERE MALATI NEPPURE DI
    INFLUENZA DATO CHE LA CURA PRINCIOPALE ERA QUELLA DI DARE AL MALATO SOLO DELLA MINESTRA.iL MIO FRATELLINO
    MARCO,CHE MI AVEVA SEGUITO IN COLLEGIO NELL'AUTUNNO DEL
    43 AL RITORNO DAL COLLEGIO FU DICHIARATO DAL
    MEDICO DI FAMIGLIA IN " STATO DI DENUTRIZIONE " CON ASSEGNAZIONE SPECIALE DI BISCOTTI SAVOIARDI PER FARLO
    RIPRENDERE.VISTO NUDO ERA NE' PIU' NE' MENOP CHE COME I
    BAMBINOICHE POI VEDEMMO NELLE FOTO DEI REDUCI DAI CAMPI DI CONCENTRAMENTO O QUASI.

    TRASCORSI LE ULTIME DUE SETTIMANE DI SCUOLA A PENSIONE DA UN CANONICO DI UNA CHIESA VICINA DOVE ERO STATO MESSO PER NON PERDERE L'ANNO.

    LA SCUOLA FINI' CON DIECI GIORNI DI ANTICIPO SUBITO DOPO LA PRESA DI ROMA DA PARTE ANGLO-AMERICANA.

    C'ERANO GIA' STATE DELLE LUNGHE VACXANZE IN INVERNO
    DURANTE LE QUALI SI STUDIAVA PER....POSTA.DAL COLLEGIO
    ARRIVAVANO I COIMPITI DA FARE E NOI DOVEVAMO MANDARE I NOSTRI SCRITTI A NOSTRA VOLTA PER POSTA.

    NOTIZIE IN COLLEGIO NE AVAMO POCHE O NULLA.L'UNICO FATTO CHE RICORDO E' APPUNTO LA CADUTA DI ROMA.PER IL RESTO NULLA.RICORDO UNICAMENTE CHE A CASA PER LE VACANZE
    INVERNALI RIVIDI MIO CUGINO FRANCO CHE ERA DIVENTATO UN PARTIGIAO METROPOLITANO NEL i° GAP DI MILANO QUELLO AGLI
    ORDINI DI GIOVANNI PESCE.LO DESCRIVERO' MEGLIO IN UN CAPITOLETTO CHE GLI DEDICHERO'.

    LA VITA IN COLLEGIO ERA MOLTO DURA PER MOTIVI ALIMENTARI,MANCANZA DI RISCALDAMENTO ANDATA SEMPRE PIU' AGGRAVANDOSI E RICORDO CHE QUANDO I FAMIGLI DEL RETTORE AMMAZZAVANO IL MAIALE ANDAVAMO A VEDERE IL SANGUINARIO SPETTACOLO DELKLKA MORTE DEL MAIALE URLANTE PER POTERE AVERE UN POCO DI " SANGUINACCIO " CALDO.

    TUTTI I RAGAZZI MANIFESTAVNO UNA AUMENTATA TURBOLENZA
    DIVENTANDO OGNI GIORNO POIU' INSOFFERENTI DI OGNI
    DISCIPLINA QUESTA VENIVA TENUTA A SUON DI " CAMERINO DI RIGORE " DOVE VENIVANO MESSI I RIOTTOSI SENZA NEPPURE LA POSSIBILITA' D' ANDARE AL GABINETTO.i NOSTRI BISOGNI LI FACEVAMO NEL PITALE CHE POI NASCONDEVAMO NELLA STUFA
    SPENTA PER NON SENTIRE IL PUZZO.GRANDE ABBONDANZA POI DI SCAPACCIONI PIUTTOSTI VIOLENTI CHE TI FACEVAMNO VOLARE UN METRO PIU' IN LA.NELLA CAMERATA.DORMITORIO POI VI ERA LA CLASSICA PUNIZIONE DELL'ORA IN GINOCHHIO SOPRA I CECI.UN TORTURA !

    ERAVAMO DIVENTATI DEI SELVAGGI.RICORDO CHE UNA VOLTA BERSAGLIAMMO CON GROSSI SASSI E PEZZI DI TEGOLE DI UNA CHIESETTA SUL COLLE CROSIO IL TRENINO DELLA VALSERIANA
    CHE RISALIVA FATICOSAMNENTE LA VALLE DA PONTE NOSSA A
    CLUSONE.NON CI FURONOI FERITI PER PURO CASO.IL COLLEGIO PROIBI' GITE SULLA COLLINETTA VICINA PRIMA CHE CI SCAPPASSE
    IL MORTO.

    DEI BALILLA NEPPURE IL RICORDO MA IN COMPENSO ERAVAMO
    SPESSO OCCUPATI CON LAVORI SCRITTI CHE FACEVANO CAPO ALL'AZIONE CATTOLICA.RICORDO DEI PREMI COSTITUIT DA " BRIULLANTI DI CARTA ADESIVACOME PREMIO DEI NOSTRI COMPITI .....CATTOLICI.

    FU UN ANNO IN PRATICA DI QUASI TOTALE ISOLAMENTO E FU UNA VERA LIBERAZIONE QUANDO TORNAMMO A CASA NEL GIUGNO DEL 1944.LASCIAI COSI' LA CASA DEL CANONICO CHE MI AVEVA ACCOLTO E RICORDO LA SUA GRANDE SALA DA PRANZO DOVE FINALMENTE MANGIAVO IN MODO CHE PER NME ERA ADDIRUTTURA KLUCULLANO.iL CANONICIO AVEVA UNA
    VEACCHISSIMA PERPETUA E TUTTI E DUE SI DIVERTIVANO UN MONDO A SENTIRE I RACCONTI DELLE MIE MARACHELLE NEL VICINO COLLEGIO.

    POI DI NUOVO A MILANO.LA MIA CITTA' E LA MIA CASA.FìNALMENTE ! INIZIO' ALLORA UN ANNO PER ME ECCEZIONALE.C'ERA LA GUERRA ANCHE QUELLA CIVILE MA PER UNO COME ME CHE VENIVA DAL COLLEGIO ERA IL PIU' BEL MONDO POSSIBILE,UN MONDO DI AVVENTURA E DI LIBERTA'
    CHE IO VISSI INTENSAMENTE. ERO LIBERO !




    UN SALUTO


    SCUSATE MA SCRIVO STAMPATELLO PERCHE' ALTRIMENTI NON RIESCO A VEDERE BENE LA BATTUTE SBAGLIATE.

  2. #52
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    Predefinito ERO UN BALILLA 1943-1945

    Subito dopo il ritorno da Clusone mia mamma scuci' da tutta la mia biacheria l'etichetta con il nr 47 che era il mio numero di identificazione al guardaroba del Collegio dove le suore ci consegnavano quello di cui avevamo bisogno e dove lo
    riconsegnavamo per il lavaggio e cosi' cessai definitivamente di essere il nr 47 di quella specie di lager che era stato il Collegio Aneglo Maj per ben tre anni.

    Non ho ricordi particolari di quel Giugno-Luglio 1944 se non che
    in Milano la vita era difficile.Noi venivamo riforniti da un mio nonno materno che da Lodi ci portava diversa roba mentre mia mamma spesso si cuiceva anche il pane in un fornetto apposta che si metteva sopra la cucina a gas ( quando il gas c'era ).

    Tutti sentivano Radio Londra e ricordo bene la voce del Colonnello Stevens con il suo BUONA SERA dal tono leggermente mena gramo e poi anche la voce di Fiorello La Guardia Sindaco di New York.Ricordo moltyo bene anche una voce italiana da Radio Bari controllata dagli inglesi che incitava a far fuori i fascisti ed i tedeschi nonche' i cosidetti Messaggi Speciali con frasi convenzionali diretti alla resistenza.

    Nel frattempo mia padre aveva acquistato una piccola fattoria
    sopra Lesa sul Lago Maggiore e questo per trovarci un posto tranquillo poiche' temeva una ripresa dei bombartdamenti e comunque una situazione pericolosa nel futuro a Milano.

    La fattoria si chiamava " Masseria della Volpe " e stava appena fuori dal paese di Massino sulla strada di San Salvatore.Era una autentica bicocca senza luce e senza acqua dove l'acqua da bere la si otteneva da una piccolissima sorgente da dove l'acqua usciva goccia a goccia cascando in un secchio che si riempiva molto lentamente.Per l'acqua da lavarsi mio nonno,.idraulico,aveva fatto fare una cisterna per raccogliere l'acqua piovana e fu appunto con Lui che voleva finire i lavori d'idraulica che andai al Massino:Era esattamente il 20 Luglio del 44 e lo ricordo bene perche' l'indomani acquistammo il Corriere
    della Sera e c'era la notizia dell'attenatato a Hitler.

    Ritornando alla masseria vidi per terra un pacchetto vuoto di sigarette NAVY CUT e lo raccolsi chiedendomi come mai si trovasse li'.Fu il primo segnale che noi noin eravamo affatto nel posto creduto tranquillo da mio padre bensi' in piena zona di attivita' partigiana.Le sigarette erano parte di quanto gli aerei
    alleati gettavano ai partigiani con i quali stavano ( lo seppi dopo ) ufficiali inglesi ex prigionieri di guerra fuggiti l'8 Settembnre dai campi di concentramento.

    I partigiani stavano sulla montagna che dava sopra i paesi lungo la sponda del Lago Maggiore mentre i tedeschi,che utilizzavano gli alberghi di Stresa per i feriti provenienti dal fronte,stavano appunto nei paesi sottostanto come Arona.Meina, Lesa. Stresa
    etc.

    Correva voce di una fatto tragico accaduto verso la fine del 43 quando alcune SS provenienti da Milano e su delazione avevano
    preso un gruppo di ebrei e li avevano buttati nel Lago annegandoli.
    Una parte di questi era riemersa giorni dopo andando a finire sulla spiaggia di Meina dove c'era l'Hotel Milano che era stato il
    loro ultimo rifugio.Cio' aveva provocato un grande turbamento
    e diede fiato ai partigiani benche' i tedeschi dei presidi locali non
    c'entrassero per nulla nell'accaduto.

    Nella zona tra il lago e Domodossola e la zona del Lago d'Orta
    operavano diverse formazioni partigiane di diversa estrarzione
    politica.Riccordo un manifesto verde affisso ai muri di Massino e firmato dai fratelli Di Dio.

    I partigiani limitavano le loro azioni a piccole scorribande e spari
    contro singoli tedeschi e questi reagivano con rastrellamenti
    ma non ricordo fatti sanguinosi conme quelli accaduti in altre parti d'Italia. Le reazioni tedesche tutto consideratio erano piuttosto moderate.Una sola volta si videro dei soldati della Xa Mas.

    Un giorni ci fu anche uno scambvio di prigionerei tra tedeschi e
    partigiani seguito da una gran pranzo in una trattoria del paese.
    Quind dopo pochi gironi altro rastrellamento con anche uso di un carro armato.

    Il paese cambiava spesso di mano ed io,che ero incaricato di comperare al mattino il pane,cautamente mi informavo su
    chi " comandasse " quel giorno.

    Tanto per cambiare il cibo faceva molto difetto e noi venivamo
    riiforniti settiamanalmente da mia madre che in treno e poi a piedi ci portava tutto quello che poteva.Noi eravamo alla Masseria
    con mia noinna Lucia.Poi c'ero io, mio fatellino Marco,mia sorellina Anna e due mia cugine un poco piu' grandi di noi.

    Ricordo perfettamente che durante un rastrellamento tedesco
    una mitragliatrice pesante comincio' a sparare ed il rumore ci terrorizzava.Tutti stavamo acquattati sotto il bordo di una finestra per evitare eventuali pallottole dirette contro la Masseria
    dai tedeschi.Ad un certo punto vidi il pavimento riempirsi di acqua.
    Fui sopreso perche' nella masseria acqua non ce ne era.Non era acqua era pipi' di mia sorella mia nonna e le mie cugine che se la stavano facendo addosso.

    Non avendo con noi orologi mi era fatto in cortile una specie di meridiana che era necessaria quando se stavamo sopravvemto al campanile del paese non ci arrivava piu' il suono dall'orologio della parrocchiale.

    La mia clessidra aveva solo due posizionira di pranzo e cioe' le
    12 ed ora di merenda e cioe' le sedici.Avevamo con noi una piccola volpina che quando le davamo delle croste di
    formaggio andava a nasconderle sotto mucchietti di terra come se facesse della sue scorte private e non perdeva mai d'occhio tali ripostigli.In realta' e' un abitudine che hanno spesso i cani ma io non lo sapevo e la consideravo una reazione del cagnolino
    alla situazione nostra di scarsita' di cibo.L'unica cosa che abbadonava era la frutta ma ormai ne avevamo la nausea ( mi e'
    rimasta tuttora dopo quasi sessanta anni ).La frutta non poteva essere venduta data la scarsita' dei mezzi di traspoprto ed inoltre gli americani avevano bombardatoa il ponte sul Ticino a Sesto Calende ostacolando ancora di piu' il traffico ferroviario.

    SEGUE



    Un saluto

  3. #53
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    Predefinito

    Devo dire che se mio padre avesse avuto l'intenzione di metterci veramente come si dice, all'avventura, non avrebbe potuto scegliere di meglio.Peraltro eravamo e me ne resi conto solo piu' tardi in un punto privilegiato per osservare di persona avvenimenti che poi furono raccontati spesso con distorsioni notevoli da quella che fu la realta'.

    La gente tutto considerato e ,come si dice, in mezzo a tutto,
    propendeva certamente piu' per i partigiani che non per i tedeschi ed i fascisti anche perche' in quella zona notevole era stato il prestigio dei fratelli Di Dio che non erano comunisti.Caduti
    mi sembra tutti e due almeno uno certamente.

    I partigiani di orgine strattamente locale lo erano piu' per sfuggire ai bandi di arruolamento di Graziani che non per grandi
    ideali patriottici o cosi' a me sembro'.L'entita' delle forze partigiane
    non era evidente e la leggenda diceva che tra Massino ed il lago
    d'Orta i partigiani fossero piu' di 10.000.Benche' della fattoria di
    mio padre facessero parte anche piccoli appezzamenti di terreno sparsi sul monte noi ci guardammo bene dall'andare a controllare per non entrare nella zona dove dovevano esserci questi 10 mila
    partigiani.Era una notizia messa evidentemente in giro piu' per
    ragioni psicologiche che altro.Mai i partigiani impegnarono in combattimento chicchessia e mai controbatterono i tedeschi la
    cui azione compresa la famosa mitragliatrice pesante che aveva fatto orinare dallo spavento le donne dicasa era per lo piu' di
    carettere psicologico e dimostrativo.E' anche vero che in quella zona non ci furono mai incendi di paesi o di cascine ne' fucilazioni reciproche salvo la fucilazione ma solo nel 45 di un elemento
    partigiano risultato una spia dei tedeschi.Cio' avvenne in occasione di un nsotri ritorno alla masseria mesi dopo per
    recupoerare alcune nostre cose e per questo ne sono informato.

    Ripeto che la gente del paese era piuttosto indifferente come chi
    e' capitato in una bufera ed attenda che prima o poi passi.

    Ambiente che desto' molto la mia attenzione fui invece l'ambiente degli sfollati da Milano giu' a Lesa e Solcio che ogni tanto
    fequentavamo essendoci la' un coppia di amici di famiglia.

    Giu' sul Lago l'atmosfera era un poco irreale.Era un ambiente di
    piccola e media boirghesia benestante di cui mi colpi' l'indifferenza a quanto andava succedendo poco sopra .
    Sembrava che quanto accadeva non li riguardasse nemmeno
    mentre noi sopra eravamo consci di vivere ai limiti della tragedia di una guerra civile della quale inoltre arrivavano invece i riflessi di avvenimenti tragici sul Ticino dove le Decima Mas si era scontrata con i partigiani con molti morti,agguati sanguinosi, cascine bruciate ed episodi efferati da ambo le parti oppure in Valsesia dove la lotta tra partugiani coimunisti di Moscatelli e le forse della RSI era feroce o cosi' si disse poi.Io la' non c'ero.

    La buona borghesia ripeteva in quelle circostanze gli stessi " riti " cui era abituata giu' in citta'.La partita di calcio scapoli-sposati.
    gli inviti reciproci.Ricordo un : venite domani da noi alle cinque che abbiamo una torta ? --Insomma la piu' parte erano degli indifferenti e non parteggiavano per nessuno.Aspettavano che tutto finisse come in fondo quelli di sopra, contadini.Ma quell'atteggiamento dei piu' mi e' restato nella memoria e non fu il solo epidosio del genere in quei mesi.

    Per finire il " pezzo " di oggi devo ricordare un particolare buffo.In
    una casa vicino alla nostra bicocca stava sfollato il primo violino
    del Teatro alla Scala che spesso si esercitava con il proprio strumento ma gli riusciva difficoltoso perche' la mia cagnetta
    volpina, sollecitata dal suono del violino ,ululava accompagnando
    la musica e piu' i toni salivano e piu' la cagnetta faceva
    altettanto quasi fosse una soprano che seguisse con il canto la musica.Ci fu un rottura con il vicino che ci impose di far tacere la cagnetta. Si incazzava veramente e tirava moccoli contro la cagnina.

    La situazione comunque andava peggiorando sempre piu' sia per
    azioni di guerriglia dei partigiani che per azioni di controguerriglia da parte tedesca e fascista.Poi ci si misero anche gli americani che cominciarono a bombardare fino alla distruzione il ponte di Sesto Calende ma in particolatre a mitragliare i battelli della navigazione lacustre.

    Alcuni aerei americani il 20 Settembre prima mitragliariono un
    battello che stava andando da Stresa a Baveno quindi scesero a mitraglaire quelli che ancora indenni stavano nuotando per
    arrivare all'imbarcadero,.Una carneficina e in quei giorni furono ben tre i battelli affondati sul Lago Maggiore con diecine e diecin di morti e feriti.Una azione criminale e malvagia di cui nessuno piu' parla.Danni colleterali si direbbe oggi.Io pero' non dimentico.

    Un certo giorno , in occasione di una delle sue visite mia
    madre concluse che quello non era affatto un posto tranquillo e che era meglio andarcene a casa tutti abbandonando la masseria sul lago.

    Cosi' riunimmo le nostre poche cose e portandoci dietro ognuno
    il suo materasso raggiungemmo Sesto Calende in treno ,traghettammo di al' su una barca,demmo con gli altri il regolare assalto al treno per Milano ( ci ando' bene perche' i mitragliamenti dei treni civili era ormai all'ordine fdel giorno ) e arrivanno cosi' dopo l'ora del coprifuoco a Milano Stazione Centrale.Qui restammo fino al mattino.Ad un certo punto della
    notte vedemmo venire verso di noi un militare tedesco.Ci preoccupammo.Invece il militare si fermo' davanti a mia cugina
    Angelina.Scatto' sull'attenti con un suono secco di tacchi e diede
    alla ragazza un gran pezzo di pane quadrato nonche' un bel pezzo di salsiccia affumicata.Quindi fece un regolamentare dietro
    front e si allontano'.Ancora oggi quando passo dalla biglietteria
    della Stazione Centrale di Milano lo rivedo davanti a noi.

    Quella sera mangiammo pane e salsiccia.Non abbiamo avuto
    neppure il tempo di dirgli grazie.Glielo dico adesso.

    Un saluto a tutti.

  4. #54
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    Predefinito ERO UN BALIL.LA - 1944-45

    La situazione che trovammo a Milano a fone Settembre del 44 era
    certamente peggiore di quella di due mesi prima.

    C'era stata l'esecuzione a Piazzale Loreto di quindici ostaggi da parte della Muti di Milano a seguito dell'attentato gappista in viale degli Abruzzi contro gente che riceveva dai tedeschi verdura ed avanzi di cucina della loro caserme.'Cea uno stillicidio di azionei partigiani in citta' e fuori.

    Della caduta di Firenze non ricordo nulla ma ricordo molto bene
    la bomba notturna di PIPPO che uccise un intiera famiglia in viale Piceno.

    Essendo prossima l'epoca della riapertura delle scuole e non potendo io piu' toirnare nel Collegio a Clusone si pose il problema dove finire la scuola media.In Milano praticamente le scuole erano
    pressocche' chiuse e gli alunni venivano istruiti con i programmi
    tramite lezioni saltuarie e con compiti a casa.Tale sistema era gia' stato d'attualita' anche a Clusone il passato inverno.Mia madre
    scoperse che l'unica scuola che funzionasse con regolarita' era quella dei Gesuiti, il Collegio Leone XIII° ed io vi venni iscritto come esterno.Gli interni erano gia' andati via da Milano e stavano
    in una dipendenza del Collegio a Truggio in Brianza.

    Fu cosi' che verso i primi di Ottobre fui convocato in segreteria
    per le pratiche usuali e ci andai arrivando dai bastioni.Il Leone XIII° stava in un un palazzo ottocentesco sito all'inzio di corso di Porta Nuova venendo da via Fratebenefratelli, sulla sinistra.

    Arrivando notai una gruppo di ragazzi sul marciapiedi opposto all'ingresso del Collegio che guardavano proprio verso il Collegio.
    Girando lo sguardo notai che il marciapiede era ingombro di detriti.
    Mi avvicinai e seppi dai ragazzi che nella notte il Collegio era stato colpito da una o due bombe lanciate da Pippo.Non era crollato ma la " dondolata " era stata notevole.
    Devo dire che, e Voi ne sarete certamente scandalizzati.che i ragazzi erano letteralmente festanti.A nessuno dsi loro andava giu' di essere gli unici scolariregolari o quasi in Milano.

    Poco dopo usci' dal collegio uno dei padri.,Era un giovane prefetto con capelli scuri ed accento meridionale.Posso anche sbaglare ma per me era proprio il Rev.Padre De Rosa oggi anziano condirettore delle Rivista ufficiale della Chiesa Cattolica
    " LA CIVILTA' CATTOLICA ".

    Semplicemente ci disse che il collegio causa Pippo era inagibile e
    che avremmo ricevuto a casa comunicazione su come si sarebbe
    affrontato l'anno scolastico.Noi ce ne andammo certi che per noi l'anno scolastico fosse gia' finito e si sarebbe proseguito con il sistema dei compiti a casa e lezioni saltuarie.

    Non fu cosi'.I Reverendi padri Gesuiti affittarono lo stabile della vicina Via Parini dove si troiava il Collegio delle Orsoline trasferitesi con le alunne pure loro fuori Milano.Era pure quello uno stabile ottocentesco dotato di Chiesa refettorio palestra e tutto quanto servivca e li ci presentammo che doveva essere il 18 o 19 Ottobre del 1944.Notammo che li a due passi in piazzale Fiume angolo con quella che oggi e' via Turati c'era il comando della Decima Mas .La zona era circondata da filo spinato che tagliava a meta' via Parini all'ìincrocio coin via Appiani.

    Era il 20 Ottobre circa oer 11 quando suono' il GRANDE ALLARME:Il rettore ci disse di uscire dal Collegio che non aveva un rifugio antiaereo neanche appena affidabile e di cercare posto in qualche casa vicina.Lo trovammo in una casa di Via Appiani,casa recente dotata di rifugio regolamentare ed insieme al nostro dre Prefetto Padre Dossi scendemmo nel rifugio.Ma qui avemmo una brutta sorpresa.Gli inquilini dissero al Padre che quello era un rifugio privato e pertaNto ce ne andassimo in un rifugio pubblico.

    Le preghiere di Padre Dossi nion sortironoi nessun effetto e tutti
    e quindci noi della Terza Media ci ritrovamnmo in strada.
    Da allora ho sermpre avuto l'idea che molte volte la cosidetta gente bene ( quelle era una casa di benestanti in nun quartiere
    della Milano cosidetta "su" come si dice ) fosse molto meno bene di quanto apparisse.Non so perche' collegai questo fatto a quanto avevo visto sul Lago Maggiore giu' a Solcio.con tanta brava gente che sembrava neppure accorgersi di quanto succedeva intorno.

    Eravamo li sul marciapiede incerii sul da farsi quando sopra di noi sentimmo un rumore fortissimo,.assordante di motori.Pochi secondi e sbuco' dai tetti una formazione di aerei
    americani.Volavano bassissimo , non piu' di 200/250 metri,forse meno e si vedeva benissimo la stella bianca sulla fusoliera.Erano
    quadrimotori con ala alta che piu' tardi serppi essere dei Liberators B-24.Io sentivo lo sfintere aprirsi.
    Se quelli mollavano le bombe ( eravamo vicinissimi alla Decima Mas ) noi eravamo fritti.

    Fortunatamente gli aerei proseguirono e noi ci incamminammo
    per tornare in Collegio ma saranno' trascorsi uno due minuti non
    di piu' quando sentiommo fortissime esplosioni provenire
    da grosso modo la stazione Centrale.Le esplosioni proseguirono per almeno un minuto.

    Io poi a mezzogiorno con il cessato allarme tornai a casa e nulla seppi fino all'indomani quando venendo a sciuola fui informato che era stata bombardata una frazione di Milano .Gorla ,con centinaia di morti inclusi duecento e piu' bambini delle elemantari.

    Un mio compagno di scuola, un certo Dellorto che abitava a Precotto frazione di Milano contigua a Gorla mi disse che quella mattina rientrando aveva trovato sul marciapiedi di casa un
    piede di donna ancora dentro alla scarpa.

    Questo fu l'inziio dell'anno di scuola 1944-1945.

    Un saluto.


    Per i piu' giovani:guardate che scrivo sopratutto per Voi per darVi
    l'idea del nostro mondo di allora che Voi forse neppure Vi immaginate che cosa fosse.

  5. #55
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    Sono storie stupende Ferruccio...

    Continua, ti prego... Sono veramente curioso di vedere il seguito...

    Io non sono fascista ma le tue storie sono comunque stupende... Sono una validissima testimonianza della vita di allora...

    Continua, continua...

    __________
    Saluti liberaldemocratici di Destra

  6. #56
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    Predefinito

    Originally posted by Aledex
    Sono storie stupende Ferruccio...

    Continua, ti prego... Sono veramente curioso di vedere il seguito...

    Io non sono fascista ma le tue storie sono comunque stupende... Sono una validissima testimonianza della vita di allora...

    Continua, continua...

    __________
    Saluti liberaldemocratici di Destra
    Grazie Aledex ! Quanto scrivi mi incoraggia e motiva a proseguire con ancor maggiore motivazione.

    Tieni presente che con il 44-45 aandavo ormai per i quattordici
    e pertanto i ricordi si infoltiscono cosa che rende piu' agevole il mio lavoro.

    Ogni tanto per varii motivi mi torrnano in mente dettagli,
    Per esempio giorni fa su RAI 3 in una trasmissione sul gerqrca fascista BOTTAI ho saputo chi aveva introdotto nelle elementari statali il cosidetto " lavoro manuale ".

    La nostra classe a Milano , la IV° D , la mia , aveva avuto assegnato il lavoro di ebanista e cioe' lucidatori di mobili.

    Per un anno armati di carta vetra delle diverse misure. di mordente e vernice per mobili avevamo imparato questo lavoro.
    Come e chi ci aveva dato questo tilpo di " apprendimento " non si sa.

    Alla fine c'era stato anche il cosidetto " capolavoro " e cioe'
    qualcosa di simile all'esame che gli apprendisti dovevano fare in una azienda per essere assunti.

    Io aveva fatto un porta carte i n legno da scrivania e con quello
    passai l'esame.Il giorno stesso lo persi sul tram e non mi e' rimasto quel bel ricordo !

    A presto !




  7. #57
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    Predefinito ERO UN BALILLA 1944-45

    Ho gia' detto che l'Istituto Leone XIII° dei Rev.Padri Gesuiti aveva
    ripreso a funzionare utilizzando sede del Collegio delel Osrolien in via Parini a qualche cento metri dal collegio andato distrutto a causa di una o due bombe di PIPPO.

    Era un ambiente ben diverso dal Collegio di Clusone.I Padri erano per lo piu' persone piuttosto raffinate e di cultura notevolissimna che li portatava pero' a voler sempre avere l'ultima parola.In
    pratica avevano sempre ragione loro.In sottordine stavano i cosidetti Fratelli,sorta di persone di servizio permanenti che facevano tutti i lavori piu' umili.Una specie di proletariato religioso.

    Sovrastavano tutti i Padri due figure di sacerdotil Preside Re.Padre Andretta ed il nostro Padre Spiirituale Padre Fossati, due santi uomini in tutto e per tutto dei quali conservo grande memoria e che in fin dei conti furono gli unici a darmi veramente
    qualcosa.L'educazione dei Padri Gesuiti era basata su una grande sfiducia in noi ragazzi.Tendevano a deresponsabilizzarci
    alquanto e mantenevano sempre una certa distanza con noi.

    Niente scapaccioni e niente dialetto bergamasco:Niente fame anche e quando inizio' il doposcuola e di conseguenza la
    refezione di mazzogiorno.Notai come i pasti fossero qualitativamente e quantitativamente regolari ed accettabili.

    Nella mensa c'era l'inconveniente dello sfasciarsi di sedie e tavoili conseguenza del fatto che le Orsoline avevano portato via tutto ed erano stata utilizzata mobiliia di recuperato dal bombardamenteo.Ogni tanto qualcuno sprofondava sul pavimento.Un giorno cadde tutta una tavolata.
    Dopo il doposcuola noi correvamo alle vicine giostre e li' si comncluedeva la nostra giornata.

    Il Luna Park dei vicini bastioni di Porta Venzia era una autentica " corte dei miracoli ".Vi confluivano ragazzi,adulti,militari italiani e tedeschi.Noi ci divertivamo sulle giostre che erano quelle di allora calcinculo compreso ,gabbia a spinta,etc.

    Ma l'attrazione piu' importante stava in fondo verso Porta Venezia ed era un casottello dove si poteva fare il tirassegnoi
    alle pipette di gesso ferme o in movimento.La particolarita' di questo tirassegno stava nel fatto che non si vincevano
    i soliti pupazzetti di peluche o simili.Il premio era dato dalla
    proprietaria stessa e cioe' Francesca.una bionda sui trentanni.

    In ordine crescente se si arrivava ad un certo punteggio
    raggiungibile pero' dopo ripetute serie di cinque palline o piumini c'erano questi premi: palpare il sedere di Francesca, mettere la mano sotto la camicetta e toccsrlr di conseguenza il seno oppure metterla una mano sotto al sottana ed in mezzo alle gambe.

    Non c'era premio piu' grosso.Se uno voleva la COSA ed era maggiorenne da un pertugio nella rete che circondava i giardini pubblici poteva accoppiarsi con Francesca pagando.

    Lei metteve una coperta sul prato etc.

    Noi ragazzini potevamo guardare stando intorno a qualche distanza magari dietro una pianta ma ad un certo punto
    sul finire dell'anno scolastico eravamo ammmessi a stare in cerchio intorno.Ricordo che la Francesca emetteva grida che dopo
    cap ii che erano uan simulazione dell'orgasmo ed una volta ricordo che gridava in milense :ìUh che bel ! Uh che bel !

    Dai POdri Gesuiti la parola SESSO era proibita in quanto tutto
    quanto riguardaava il sesso i Gesuiti lo ignoravano lasciando che la natura facesse il suo corso.L'educaziomne dei Gesuitio era
    quello che era ma in questo in mezzo a tutto avevano ragione perchè cosi non creavano nei ragazzi ne' complessi ne' sensi di colpa .cosa invece molto comune come conseguenza
    dell'educazione religiosa in genere.

    Questo non toglie che mi pentii di avere raccontato tutto questo in confessione al Padre Spirituale Padre Fossati.Temetti gli
    prendesse un colpo quando serti' cosa combinavamo fuori dal Collegio.

    Talvolta alla sera nel giardino pubblico vicino al Luna Park si esibiva a grande richiesta ed a pagamento un soldato tedesco
    che tenendo il pubblico a debita distanza faceva esplodere una di quelle bome a mano con il manico in legno in dotazione all'esercito tedesco.Si metteva l'elmetto e tenendo la bomba
    diritta sulla testa ed il manico di legno appoggato all'elmetto la faceva esplodere.Io questo non lo vidi mai ma mi fu raccontato dai compagni.Non so se fosse vero o meno ma la' non ce'ra piu' da stuprisi di nulla.

    Una variante a cio' era uno scherzo direi psicologico e che
    ordivamo ai danni dei passeggeri del tram che transitava per Viale Vittorio veneto.

    Erano tempi di attacchi aerei e quanto altro e tutti erano molto
    tesi.Noi acquistavamo per qualche lira un cinquanta centimetri di nastro da mitragliatrice dai quasi coetanei delle Decima Mas ed andavamo a piazzare il tutto sui binari del tram.alpassagio del quale cio' provocava il rumore di una raffica che seminava il panico specie nei passegeri e nel tranviere.Il tram si bloccava e tutti scappavano via terrorizzati pensando ad un attacco aereo.
    Noi ci godevamo lo spattacolo fuori portata ma poi smettemmo
    perche'i tramvieri avevano mangiato la foglia e non era il casd di insistere.

    La fiera di Porta Venzzia era un parte molto importante della nostra vita di scuola.Alla scuola andavamo con il massimo entisiasmo poiche' ognio giornio si puo',dire fosse una nuova avventura.Poi tornavo con i compiti gia' fatti a casa con il tram.
    I miei erano molto contenti di avermi messo all'Istituto leone XIII°
    ed io coin loro.


    Di quanto accadeva fuori dal Coillegio neppure una parola.La nostra era come un'isola sul mare in tempesta.A dare tono alla scuola erano anche le lezioni di scherma che facevano parte dell'educazione fisica ma solo per chi pagava.La retta era a detta di mia madre abbastanza salata.

    La giornata cominciava alle ore 8 con una Santa Messa con relativa Santa Comunione motivo per il quale chi si era comunicato faceva colazione ( a pagamentoi ) in Istituto.
    Non sempre la colazione arrivava a buon fine perche' bastava
    una parola di uno qualsiasi che interrompesse il silenzio perche' la colazione venisse tolta ma si pagava lo stesso, anche se la colazione veniva lasciata sui tavoli e si saliva in classe.Inchiostro (
    da versxare nell'apposito calamaio ) quadreni diari carte per i temi in classe ,gomme, matite,penne etc tutto si aquistava alla cartoleria interna o quasi.

    Dopo il pranzo c'era il doposcuola ( a pagamento ) che era ottimo perche' con un poco di faccia tosta grazie ai padri prefeftti si risolvevano tutte le difficolta' in particolare di latino.

    Avevamo anche imparato che quando si chiedevano lumi al
    doposcuola se c'era un certo prefettio era meglio mettersi davanti alla sua cattedra spalle alla classe e non mettersi vicino a lui onde non essere discretamente " palpati ".

    Il nostro insegnante pero' non era un gesuita ma un prete solito Don Manazza altezza metri 1,50 circa.Dotato di una bacchetta di bambu' teneva con questa a posto tutta la classe sia con tre vergate sulla mani ( voleva le nocche rivolte all'insu' ) sia con
    bacchettate sulle gambe nude.

    Un giorno ebbe da dire con il padre di un nostro compagno di classe perche' aveva dato da studiare a memora la poesia del Giusti "Sant'Ambrogio " il che era stato interpretato in chiave antitedesca.Dopo il 25 Aprile il compagno si ebbe anche qualche minaccia da qualcuno che ricordava l'episodio.Ma fini' in nulla.

    La nostra giornata,salvo il sabato, finiva alle ore 17 ora di uscita e che ci vedeva volare fuori e correre verso i bastioni di Porta Venezia dove da mesi stava sistemato un Luna Park impossibilitato ormai a trasferirsi data la situazione di pericolo.



    PS Scusare ma questa ultima parte mi e' uscita sbagliata.Va'collocata prima della descrizione delle nostre imprese alle giostre sui Bastioni di Porta Venezia.


    Un saluto a tutti.Ditemi se Vi annoio.

  8. #58
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    Predefinito Re: ERO UN BALILLA 1944-45

    Originally posted by Ferruccio
    Un saluto a tutti.Ditemi se Vi annoio.

    Ti leggo con la stessa attenzione con la quale ascoltavo mio padre nei suoi racconti...Con immenso piacere.

    MarcoL.

  9. #59
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    Predefinito Re: ERO UN BALILLA 1944-45

    Originally posted by Ferruccio
    Un saluto a tutti.Ditemi se Vi annoio.
    Annoiarci? Sarebbe difficile immaginare, carissimo Ferruccio, uno spaccato più interessante ed emozionante della vita quotidiana di quel periodo... Grazie, anzi, per il patrimonio di ricordi che stai elargendo a noi tutti...

    Ciao.

  10. #60
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    Predefinito

    La noia non fa parte di questa discussione, così ricca di informazioni preziose sulla vita di allora...

    E' una discussione interessantissima, fatta di moltissimi ricordi e emozioni legate alla vita di allora...

    Anche io ho raccolto alcune testimonianze presso mia nonna... Ve le pubblico subito...

    __________
    Un saluto

 

 
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