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  1. #91
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    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
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    Predefinito Re: MILANO AGOSTO 43

    Originally posted by Ferruccio
    Passando sui bastioni l'unico ricordo che era restato era il buco nella cinta dei giardini pubblici da dove Francesca entrava con i clienti .Noi guardavamo e sospiravamo:Addio Francesca !
    che porcaccioni però...anche senza le cassettine

  2. #92
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    Predefinito Re: Re: MILANO AGOSTO 43

    Originally posted by Pasquin0

    che porcaccioni peò...anche senza le cassettine
    E' vero.Del resto la Francesca del tiro a segno alla fiera sui bastioni di Porta Venezia fu la nostra " iniziatrice sessuale ".

    Spendavamo molto delle nostra" mancetta " per poterla " palpare".

    Nel suo genere un vero un " personaggio " ed ha la sua bella parte nei miei ricordi di allora.Era bionda.molto formosa e con la tipica voce cavernosa delle donne come Lei a quel tempo.

    Pensa: ho scritto Lei con al La maiuscola !

    Un saluto

  3. #93
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    Predefinito ERO UN BALILLA GIUGNO 45

    Dio solo sa quanto fossero normali quei giorni di Giugno.La vita riprendeva ma i segni della guerra erano li' a testimoniare la tragedia avvenuta.Mancavamo di tutto specie in fatto di viveri e mano male che la stagione era ormai estiva perche' non so come avremmo fatto a passare un'altro inverno come quella che era appena trascorso.Il pane restava nerissimo.

    In tanti punti della citta' come alle stazioni e dove comunque vi era molto passaggio comparivano i tabelloni con affisse tante
    fotografie di militari di cui i famigliari non avevano piu' notizie.Un colossale " Chi l'ha visto ? ".

    Ma noi ragazzi non accettavamo la nuova realta' e tutto ci sembrava improvvisamente diventato banale e noioso.Non succedeva piu' nulla di emozionante .

    Non c'erano piu' in piazzale Fiume i ragazzi toscani della Decima Mas con i quali avevamo scherzato tanto volte.Niente piu scherzi disgraziati ai passeggeri dei tram,niente piuì' allarmi aerei e lezioni nel rifugio nalle cantine della scuola.

    Le vaeita' e' che noi ormai eravamo dei disadattati e nel nostro
    animo,nella nostra formazione e maturazione quegli anni terribili
    avevano lasciato una impronta indelebile e che non pote' mai
    essere totalmente cancellata.

    Eravamo cresciuti nella violenza e violenza volevamo tanto che un giorno ce la prendemnmo con quel ragazzo di cognome Certo che aveva mandato il padre a protestare perche' il nostro
    professore Don Manazza ci aveva dato da mandare a memoria la poesia del Giusti " Sant'Ambrogio " cosa a suo giudizin
    inopportuna in quanto esprimeva sentimenti
    antitedeschi.Inseguimmo Certo per mezza Milano ma il fatto e' che ogni tanto riusciva a salire sun di un tram e cosi' il viaggetto si trasfrormava in una specie di " arrimorta" dopo di che la caccia
    proseguiva per le strade.Poi lo perdemmo di vista e Lui approfittando che ormai si era tutti promossi non si fece piu' vedere.Ciao " Certo " ! Perdonanci !

    La scuola fino' dopo due settimane e cosi' cesso' la componente
    primaria del nostro "disadattamento ".Via dalla scuola e via dai bastioni di Porte Venezia il nostro rifiuto della nuova realta' si
    riduceva e di parecchio.L'ambiente di casa influiva positivamente.

    Mi fece una certa impressione pochi giorni dopo la fine della scuola il ritorno alla nostra Masseria della Volpe in quel di Massino Visconti sopra Lesa ( Lagio Maggiore ) doie eravamo stati sfollati l'estete del 44.Il paese non sembrava piu' quello.
    Non piu' partigiani , non piu' rastrellamenti tedeschi o
    repubblicani.,non piu' mitragliamenti aerei ai battelli sul Lago Maggiore,non piu' bomdardamenti al ponte di Sesto Calende.

    Il paesino era tornato il sonnolento borgo famoso per i suoi
    ombrellai.Il sentimenteo di confronto con la realta' precedente ritornava ma la' sul Lago Maggiore l'ambiente agreste ,il dolce panorama , un vita serena e famigliare piacevole facevano si' che la tensione interna si attenuasse pur nelle difficolta' specie alimentari che permanevano.Ricordo che la Nestle' ( lo seppi dopo
    da un compagno di scuola figlio der Dierttore Generale ) era stata
    costretta a fare delle specie di tavolette di cioccolata fatte di carrube rivestite da un velo di cioccolata e senza marca perche' si vergognavano di fare un prodotto simile.

    L'unico fatto veramente degno di nota era stato che al nostro arrivo avevamo notato come fossero spariti i paletti e fili che
    distinguevanmo i terreni sercondo i diversi propietarii in quella zona molto spezzettate a causa delle divisioni ereditarie.

    on ce ne capacitammo ma un giorno fummo visitati da un
    esponente politoco della zona che ci disse che ormai la proprieta'
    privata della terra non esisteva piu' e pertano ci sapessimo regolare. ma tutto fini' li'.Piano piano i paletti ed i fili riapparvero ne' il piccolo Lenin si fece piu' vedere.Una rivoluzione abortita ?
    Inziata e subito finita.Comunque questo dettaglio la dice lunga sullo spirito ideologico che anima vala formazioini partigiane
    comuniste che in quelle zona, da quando ranoe ne eravamo andati nel Settembre del 44 ,avevano dominato.Erano
    formazioni di sinistra facenti capo a Moscatelli.Ci dissero anche
    che alla fine di Aprile i tedeschi come saluto avevano fatto fuori le
    munizioni dei cannoni da 88 sparando dall'altra sponda del Lago Maggiore contro i paesini sul lato di Stresa.Io pero' danni
    conseguenti non ne vidi mai.

    Fini' cosi' quel periodo denso di avvenimento e tale per cui tante volte ho avuta l'impressione di avere vissuto veramente e compiutamente solo in quel periodo della mia vita e sopratutto quell'anno estate 44-estate 45.Maturammo in un clima che spero
    di avere reso efficacemente sopratutto per quelli piu' giovani che
    quei tempi non possono neppure figuirarsi , anzi non possono neppure credere a certe cose e a certi dettagli.

    Qui termina il mio racconto ERO UN BALILLA.Spero di avervi diverito ed interessato.Penso di avercela messa proprio tutta
    ma se non ci sono riuscito scusdatemi che.....NON SI E' FATTO APPOSTA come conluse qualcuno che avete studiato a scuola.

    Prego comunque Tomas di trenere in vita questo titolo ancora per qualche tempo nel caso mi tornassero alla mente altri episodi.

    Probabilmente riportero' episodi di qualche anno dopo pero' riconducibnili sempre come continuazione delle mie
    esperienze del 44-45 come i ricordi del referendum del 46 e le elezioni del 48.Un post-scriptum d'epoca.

    Un saluto a tutti.

    Ferruccio

  4. #94
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    Predefinito Re: ERO UN BALILLA GIUGNO 45

    Originally posted by Ferruccio
    Prego comunque Tomas di trenere in vita questo titolo ancora per qualche tempo nel caso mi tornassero alla mente altri episodi.

    Probabilmente riportero' episodi di qualche anno dopo pero' riconducibnili sempre come continuazione delle mie
    esperienze del 44-45 come i ricordi del referendum del 46 e le elezioni del 48.Un post-scriptum d'epoca.
    Carissimo Ferruccio,

    temo di non avere parole sufficienti a esprimere la mia gratitudine per il patrimonio di ricordi del quale ci hai reso partecipi...

    Non soltanto questo thread (che vorrei non finisse mai...) resterà in rilievo ancora a lungo (per consentire a te di aggiungere eventuali, ulteriori, episodi e ad altri di rivolgerti possibili domande...), ma ti chiedo io stesso di proseguire (compatibilmente con il tempo che potrai dedicarci...) nel descrivere anche il clima socio-politico del dopoguerra... Un testimone diretto e lucido, appassionato ma obiettivo, come te è davvero inestimabile, e ci sarà di prezioso aiuto per comprendere appieno fatti ed eventi dell'epoca...

    Ciao.

  5. #95
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    Predefinito Re: Re: ERO UN BALILLA GIUGNO 45

    Originally posted by Tomás de Torquemada


    Carissimo Ferruccio,

    temo di non avere parole sufficienti a esprimere la mia gratitudine per il patrimonio di ricordi del quale ci hai reso partecipi...

    Non soltanto questo thread (che vorrei non finisse mai...) resterà in rilievo ancora a lungo (per consentire a te di aggiungere eventuali, ulteriori, episodi e ad altri di rivolgerti possibili domande...), ma ti chiedo io stesso di proseguire (compatibilmente con il tempo che potrai dedicarci...) nel descrivere anche il clima socio-politico del dopoguerra... Un testimone diretto e lucido, appassionato ma obiettivo, come te è davvero inestimabile, e ci sarà di prezioso aiuto per comprendere appieno fatti ed eventi dell'epoca...

    Ciao.

    Grazie Tòmas per la tua fiducia e per i tuoi apprezzamenti.
    Faro' del mio meglio.

    Una saluto e buona domenica !


    ferruccio

  6. #96
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    Predefinito ERO UN BALILLA - ESTATE 1945

    Di quell'estate 1945 sul LagoMaggiore ho ben poco da raccontare.Finalmente riuscimmo a prendere conosccenza di tutti gli appezzamenti di terreno che facevano parte della Masseria della Volpe e che stavano sparpagliati sulla montagna retrostante.Nel 44 non ci erevamo mai fidati ad andarli a vedere
    per prudenza dato che la zona si diceva pullulasse di partigiani in numero di ciurca 10.000 con epicentro l'Eremo di San Salvatore alle nostre spalle.Visitammo anche l'Eremo che non portava traccia di combattimenti o della mitraglia pesante tedesca che tanto ci aveva spaventati.Al massimo avrebbe potuto ospitare un centinaio di persone.Piccola guerra psicologica dei partigiani ?
    Probabile.

    A fine Settembre il ritorno a Milano e la ripresa della scuola all'Istituto Leone XIII'.Si ripete' la sensazione di disadattamento
    che avevamo provato in Giugno.Ci sentivamo sempre orfani dell'ambiente e dell'atmosfera dei mesi precedenti ma cominciava invede anche il nuovo " adattamento " anche se in tutti era chiaro
    che noi avevamo vissito un stgione straordinaria della nostra ita.una stagione irrepetibile e della quale avremmo conservato
    tanti ricordi nel bene e nel male.Ci eravamo fatti uomini nella guerra e questo ci influenzo' sempre nel futuro.

    In generale la situazione era quella che si poteve definire di " miseria " generalizzata che vedeva pero' noi del Leone XIII°
    dei privilegiati nei confronti di tanti altri ragazzi.Milano era occupata dali alleati me da parte delle sinistre si manifestava
    ogni giorno l'intenzione di operare radicali cambiamenti sociali
    anche con la violenza.Comimncio' in quei giorni il ritrovamento di
    ingentissimi quantotativi di armi di ogni genere ,ritrovamenti che finirono in pratica circa venti anni dopo.Le armi ,anche pesanti,stavano per lo piou' celate in ambienti murati siti nelle
    principali fabbrioche cittadine e sempre venivano trovate ben oliat
    e con abbondanate munizionamento.Tra la roba ritrovata ci furono anche cannoni e financo un carro armato.Alla fine dei ritrovamento la concluione fu che c'erano armi suffcienti per armare alcune divisioni con armi leggere e medie, bombe a mano,
    resplosivi, radio, panzerfaust etc.etc.

    Arrivavanoi anche notizie da guera civile dall'Emilia dove la lotta di classe continuava quelle civile del 43-45.La gente cominciava ad avere paura e molti pavantavano il futuro.

    Comunque in questa atmosfera si ando' alle elezioni per la Costituente del 46 con relativo Referendum sulla monarchia che questa perse come e' noto.

    Ricordo che in casa mia erano stati sempre piuttosto freddi verso i Savoia come del resto i Milaensi in generale.Milano non era mai stata savoiarda.Quello che ricordo faceva piu' imbestialire mia madre era la fuga del Re e del Generali da Roma abbandonata ai tedeschi con il famoso o famigerato comunicato di Badoglio
    trasmesso da una incisione su disco dalla Radio.

    Fu questo a mio modesto avviso la ragione prima e fondamentale dalls sconfitta delal Monarchia.Ad una gran parte
    delle gente non interessava gran che la connivenza dei Savoia con il Fascismo.Oltre al resto erano diecine di milioni gli italiani che erano stati dalla parte di Mussolini.Quelle fuga peso' in modo
    determinante sul referendum e del resto a riprova di cio' come non ricordare che il 25 Luglio dfel 43 tutti inneggiavano al Re che era in quel momento il punto di riferimento di tutta una nazione.Molano era piena di bandiere con lo stemma sabaudo nreanche fosse il 4 Novembre antegiuerra e le gente sfilava dietro la bandiere del Re.

    Poi, all'8 di Settembre,piu' nulla.Quella fuga aveva tolta ogni
    fiducia al Re.E' vero che occorreva salvarsi dal cadere in mano ai tedeschi ma alla fine meglio cadere in mano ai tedeschi che tanta ignominia.Inutile scendere in dettagli.Ricordavo con orrore i
    cannoni della contraererea vicino a casa nostra senza culatta e con i proiettili sparsi per terra.Gli artiglieri fuggiti tutti lasciandoci
    alla merce' degli aerrei alleati.

    Tra i miei ricordi del 2 Giugno 46 ce ne e' uno che riguarda un
    nostro compagno di scuola.Non ricordo il nome ma di cognome faceva Manca di Villahermosa,anzi principe di VillaHermosa sesto o settimo in linea di sucecssioine al trono cosi'
    diceva.Naturalmente monarchico accesissimo.

    Bene, era nostra abitudine prenderlo in giro e farlo arrabbiare sopratutto dicendogli:ma va la' che il Re e' scappato ! Vergogna !.
    Al che lui si metteva a piangere e poi scappava nella Cappella del Collegio e si inginocchiava a pregare per il Re.Noi continuavamo i nostri lazzi stando sulla porta della Chiesa.

    Ricordo anche che pero' i miei malgrado i sentimenti tradizio -
    nalmente repubblicani votarono per la Monarchia.Mio padre
    diceva: va bene la Repubblica ma quale Repubblica ?
    Qui si fanno una Repubblica per il comodo di qualcuno.

    Con il 2 Giugno fini0 in pratica anche l'anno scolastico 1945-46
    della cosidetta " Prima Collegamento " cosi' allora si chiamavano le classi che precedevano i tre anni del Liceo Scientifico
    mentre quelli che precedevano il Liceo Classio si chiamavano terza e quarta ginnasio.

    SEGUE

  7. #97
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    Predefinito ERO UN BALILLA - 1946

    In quei momenti l'unica garanzia contro una nuova guerra civile e di un possibile colpo di stato comunista era recepita come la presenza degli eserciti alleati sul territorio nazionale.Si paventava molto la partenza degli americani che chiaramente non avrebbero potuto tenere mobilitato un esercito per presidiare l'Italia

    Difficile comunque separare quelli che sono i ricordi personali di
    quell'epoca dalla visione dovute a tante letture successive.

    E' comunque un fatto che da parte specie del ceto medio,piccoli industriali,negozianti,porofessionisti etc. grandissima era la volonta' di ricominciare da capo e tutti facevano programmi.

    Sulla sinistra l'unico programma si riassumeva in due parole.
    UNIONE SOVIETICA con STALIN onorato come un Dio vivente.

    La miseria ,la poverta' , la mancanza di mezzi e financo di cibo facevano il resto .Comunque si ripartiva ma a ripartire era
    sopratutto l'Italia picccolo e medio borghese travolta dalla guerra
    ma che conservava ancora dentro di se' la voglia di non soccombere.

    Anche in casa si facevano programmi e tra l'altro proprio in quell'anno mio padre rikevo' i macchinari di un suo fornitore scomparso a Mathausen e la cui produzione di valvole non era possibile reperire altrove se non di qualita' infima.Mio padre diceva spesso di quale tragico destino fosse statro vittima quel suo fornitore.Internato a Mathausen nella prima Guerra Mondiale e di nuovo la' prigionero dopo l'8 Settembre del 43 e la' morto di stent.Mio padre diceva quel suo amico era ossessionato e terrorizzato dai ricordi del primo Mathausen e ancora la' dove finire i suoi giorni ! Lo ricordava ancora.

    Cio' diede a me la possibilita' di cominciare a lavorare durante l'estate dopo le vacanze da inizio Settembre e meta' Ottobre e fu una esperienza che mi resto' utile.Facevo il tornitore su tornio revolver ed ero sotto la guida di un capofficina vecchio stampo. Hai rotto una punta prima del dovuto ? Eccoti quella nuova.!
    Girarsi,.Pedata nel culo.A me la pedata non la dava ma la sua occhiata questo voleva dire ma io avrei preferito prenderla come gli altri apprendisti.Il trattamento di favore mi metteva a disagio.Era un fabbrichetta primitiva in tempi dove se non si sapeva " tirare la lima " , tipica operazione da aggiustatoiri,non si era nessuno in oiffcina ed io di lima tiravo parecchio dato che
    per smerigliare i pezzi solo di lima di poteva fare non essendoci in giro ne' nastri abrasivi ne' altro.Venni a contatto cosi' con diversi miei coetanei di famiglie operaie e cosi' vidi che il mondo non era
    solo quello dei benestanti dell'Istito Leone XIII= che ormai
    mangiavano il "pudding " perche' la parola budino suonava poco shick.Questo mi rimase in mente come fosse un presagio di quello che sarebbe successo dopo .con la lingua italiana in difficolta' di fronte al conformismo linquistico filo inglese o americano indice di una servaggio culturare e di una perdita di indentita' che si esprimera' con l'uso di parole straniere anche la' dove non c'e' nessuna necessita'.

    A quel tempo mio padre acquisto' una vetturetta nuova.Era una Topolino Fiat 500 balestra lunga.Andammo a prenderla con un carroa a cavalli.Proprio cosi'.La macchinma veniva consegnata senza gomme e quelle bisognava procurarsele al mercato
    nero.Costarono quasi quanto la macchina e durarono si e no 10.000 km.Ma avere alllora una Fiat 500 era un privilegio di pochi ed io non vedevo l'ora di quando aveei potuto fare la patente e cio' tre anni dopo.

    In quell'anno in Agsto feci una straordinaria esperienza.Insieme a altri dieci amici ed un prete discesi il fiume Po da Milano fino a Venezia.
    Una occasione straordinaria per vedere che cosa era l'Italia di allora.Ci mettemmo sedici giorni ma restammo via quasi un mese
    perche' nella laguna andammo a campegfgiare su di una isoletta vivcino a Burano.

    Ma questo ve lo racconto la prossima volta.


    Un saluto a tutti e grazie della Vsotra pazienza.


    f

  8. #98
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    Predefinito ERO UN BALILLA

    Un completamento:una cosa che in quegli anni 45-46 che appariva a tutti era l'ambiguita' comunista.I comunisti stavano al Governo e cio' derivava da una loro posizione di forza nell CLN ma
    nello stesso tempo operavano specie sulle piazze come una forza di opposizione promuovendo agitazioni e ostacolando ogni azione di Governo che non collimasse con i loro
    programmi di cmquista del potere.

    Restera' sempre memoria di quanto commissero un poco in tutta
    l'Italia del Nord ma specie in Emila dove furono migliaia gli eliminati per ragioni di oddo di classe.Poi la cosidettas amnistai
    Togliatrti ai fascisti contribui' ad arginare questa strage dato che essa non collimava con quelle che erano le reali possibilita' di conquista del potere per via legale data anche la presenza fino a Dicembre del 47 degli alleati occupanti militarmente l'Italia,

    Il clima sociale comunque resto' molto cattivo ed ostacolo' non poco il desiderio di ripresa del ceto medio.E' vero:era stata data
    all'Italia una Costituzione ma questo non e' che fosse avvertito dalle gente come un toccasana.

    A Milano ricordo anche la presenza di ua organizzazione terroristica comunista.LA VOLANTE ROSSA che operava sopratutto nella zona di Lambrate-Citta' Studi.Ricordo l'assassinio del giornalista missino Franco De Agazio direttore prima dell'ASso di Bastioni e poi del meridiano d'Italia,giornali della nuova destra.

    La VOLANTE ROSSA ebbe financo la possibilita' di sfilare in occasione del Centanario delle Cinque Giornate di Milano.Nella fato si vede che alcuni si coprono il volto non volendo essere riconosciuti.

    Nella campagna era stato istituito il cosidetto IMPONIBILE DI
    MANO D'OPERA e questo per far fronte alla disoccupazione agricola.C'era cioe' un impiego obbligatorio di salariati agricoli in proprozione alla terra posseduta dalla diverse aziende agricole.

    Insomma:il climo socio politico era pesantissimo e peggioiro' in vista delel elezioni del 1948 quando le sinistre coalizzarono nel FRONTE POPOLARE:Fu la fine dei socialisti che primo partito delka
    sinistra alle elezioni del 46 si ritrovarono a rimocrhio dei comunisti e ne divennero una filiale riducenodsi ad un partito minore o quasi.Neppure dopo i fatti di Ungheria seppero risollevarsi anzi nel PSI ci fu financo una forte corrente detta " carrista " che appunto sosteneva l'intervento sovietico.Che vergogna ! Ma questi sono fatti di un decennio dopo.


    Ci vediamo per il capitolino sulla discesa del Po da Milano a Venezia:episodio basil re nella mia vita di ragazzo.


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  9. #99
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    Predefinito ERO UN BALILLA 1945-47

    Ricordo perfettamente le urla di mio padre quando Eimaudi nel 47
    nel Governo De Gasperi opera la restrizione brutate del credito e con questo stronca l'inflazione che era l'arma piu' potente in mano ai comunisti.Credo che cio' avvenisse dopo che De Gasperi aveva buttato fuori i comunisti dal Governo.

    In famiglia le cose si fecero molto difficili ma la proprieta' del palazzo in Milano ci consenti' di reggere a fronte delle banche.

    Scusate se saltello su e giu' ma quando si parla di cose avvenute mezzo secolo fa e' ineluttabile.

    SEGUE

  10. #100
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    Predefinito ERO UN BALILLA -VIAGGIO SU PO 1946

    La barca parti' dalla darsena di Porta Ticinese a Milano verso le
    9 del mattino.Era il 30 Luglio del 1946 e subito imbocco' il Naviglio Pavese che dopo ben quattrdici conche arriva a Pavia
    per gettarsi nel Ticino.

    Sopra c'ero anch'io ed in divisa dei boy-scouts.Avevo conosciuto questa organizzazione l'anno prima tramite un mio compagno di classe e avevo preso a frequentarla partecipando a qualche campeggio.Facevo parte di un reparto dell'ASCI ( Asssociazione Scautistica Cattoloca It.) in una squadriglia di altri sei ragazzi.Era la squadriglia delle ANTILOPI che aveva un capo sqadriglia,un vice ed un " addetto ai materiali " per lo piu'materiale da campeggio
    ed annessi.

    Dello scautismo mi piaceva prima di tutto il senso dell'esplorazione e dell'avventura poi il fatto di essere responsabilizzato e motivato.Tutto il contrario dell educazione impartita dai Rev.Padri Gesuiti.Era un tipo di educazione molto inglese e del resto il suo fondatore Lord Baden Powell lo era ed aveva fondato gli scouts addirittura durante la guerra anglo-boera precisamente durantre l'assedo di Mafeking.

    Essendo ancora vivo in me il ricordo dei Balilla tutto consifderato
    classifivavo gli scouts come dei Balilla " democratici ".Io i balilla li avevao conosciuti piu' che altro per le sfilate e per la previdenze
    di cui anch'io avevo goduto ( colonie estive,cure specialistiche etc.) ma la differenza la vedevo.I balilla erano una organizzazione improntata sul patriottismo nazionalistico ed era
    legata strettamnente con il Partito Nazionale Fascista ai cui valori ( non dico ideologia ) si ispirava.Data la guerra la mia partecipazione all' Opera Nazionale Balilla fu molto limitata ed avveniva sopratutto in sede scolastica e fino al 1941 quando fui mandato in Collegio a Clusone.Ricordo soporatutto le sfilate
    nella varie feste nazionali o i saggi ginnici a scuola.Pero' anche i
    balilla qualche cosa mi diedero sopratutto il senso della Nazione tanto che reputo la mia educazione una miscela tra I Baòlilla e
    e lo scautismo..

    Devo dire che ques'utlimi mi infuenzarono molto di piu' se non altro perche' questa esperienza la feci quando ormai avevo tra
    quattordici anni e oltre mentre la prima era qulche cosa che
    apparteneva ancora all'infanzia.Devo anche dire che lo scoutismo era qualche cosa di ben piu' formativo che non i Balilla dando al ragazzo delle vere responsabilita'.

    " SE VUOI DA QUALCUNO UN APPORTO DAGLI UNA FUNZIONE" era una delle massime di Lord Baden Powell.Peste e corna degli
    inglesi ma occorre dire che lo scoustismo era l'espressione del meglio dello spirito inglese.Leggevamo Kipling con tutto cio' che esso significava.Non dimentichiamio che l'Impero Ingkese si era formato non solo per i grandi interessi che ne erano all'origine ma proprio anche per il senso dell'avventura e dell'esplorazione
    che fu proprio degli ingelsi per secoli fino a portarli a dominare il mondo con in piu' il senso della " Mission " tipica protestante
    che dava all'esplorazione all'avventura anche una motivazione religiosa.Vediamo che la vicina cattoloca Irllanda l'unica cosa che combino' fu solo una gran quantita' di emigranti ìa causa della miseria.Esagero un po' ma un fondamento c'e'.

    Fu durante un campeggio sul Lago di Como a Piona che fu offerta al mio reparto una tipica lancia quelle con il divanetto verso poppa e tre postazioni per rematori.,Era in pessime condizioni e per questo fu chiamata " SCASSA ". Non co chi fu ma qualcuno forse il nostro capo-reparto che poi era anche un prete lancio' l'idea di mettere a posto la Scassa e andare da Milano a Venezia navigandoi prima sul Ticino poi sul fiume Po' e poi in Laguna.

    Lavorammo qualche settimana nel mio cortile per sistemare e
    riverniciare la barca e come ho detto il 30 Luglio del 46
    partimmoa dalla Darsena di Porta Ticinese.

    Eravamo in undici.A parte il prete che stava sempre a bordo eravamo divisi in due squadre di cinque che si alternavano giorno dopo giorno.Cinque stavano in barca e cinque andavano in bicicletta.Quelli in bicicletta erano a loro volta divisi in due suadre.
    Una di tre ragazzi doveva provvedere alle provviste , cucinare un pasto a mezzogiorno previo appuntamento di tutti in un dato
    punto del fiume che stabilivamo su carte militari 1:100.000 utilizzate sia dalla barca che dai ciclisti.Alle sera provvedenao a stablire con lo stesso sisytema il lugo dove sitemare le tendfe per la notte etc.Alla sera poi dopo cena si accendeva anche un grande falo' che serviva amnche a temnere blontane le zanzarte che a miliardi infestavano quelle zone.

    C'era poi una suadra di due ragazzi che seguiva il piu' possibile dagli argine la barca per ogni evenienza ed inoltre la precedeva
    quado era prossimo un ponte di barca ( ponti stradali veri non ce ne erano piu' essendo andati tutti distrutti ( e individuavano il punto dove la barca poteva passare segnalandolo con due grandi bandiere rosse.Se nessun punto era praticabile allora si
    chiedeva agli addetti di aprire il ponte cosa che ci veniva sempre concessa senza difficolta'.

    Fu una grande avventura ed un grande espertienza che ci mise a contatto con la realta' di una vasta zona 'd'Italia nell'immediato dopoguerra ed inoltre ci permise di vsitare citta' come Pavia,
    Cremona,Mantova,Ferra,Chioggia.

    Questa era il tipo di avventura che ci permise di uscire della nostra psicosi di esperienze belliche che erano state la nostra vita fino al 1945 e di cui Vi ho gia' detto.In un certo senso ci " guari" dalla guerra anche se i posti che attraversavamo portavano ancora i segni e comunque la memoria della guerra sopratutto nella sua fase finale.

    ma del viaggio Milano-VeneZia vi parlero' in seguito in dettaglio:intanto Vi basti sapere che in tutto restammo fuori un
    mese completo dando notizie a casa per posta e ricevendo da da
    casa solo un paio di fermo-posta.

    SEGUE

    Un saluto a tutti e buona domenica.Finalmente non piove.
    Ma e'possibile che ad ogni pioggia stagionale vien giu' mezza Italia? Al tempo dei Balilla io non ricordo cose del genere.

    Il mio amico Prof:Florianio Villa presidente dei gelogi dice che
    questo e' dovuto a tutti gli abusi,speculazioni.manefregheismo
    del regime attuale partendo dal 1845.C'erano piu' geologi al tempo dell'Impero Romano e quello che dicvevano veniva rispettato.Il primo dovere di una Stato dovrebbe essere quello di
    avere cura del territorio sul quale sorge.Invece...........l'inmcuria e' stata massima ed ora i risultati si vedono e si toccano.


    CIAO TUTTI !

 

 
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