da www.giornale.it
" Fazio: la Fiat è in crisi perchè non si è rinnovata
Se la Fiat è in crisi è perchè non si è saputa rinnovare. Non ha investito nella ricerca, non ha sviluppato nuovi prodotti significativi e apprezzati dal mercato, non ha tenuto il passo della concorrenza.
Parla chiaro il governatore della Banca d’Italia per spiegare la crisi del gruppo di Torino.
“ Tra la metà degli anni ‘80 e la metà degli anni ‘90 la Fiat ha investito 4 miliardi di dollari in ricerca, la Volkswagen 20 miliardi e la Bmw circa il doppio della casa torinese”, dice Antonio Fazio. I ridotti investimenti nella ricerca non hanno consentito di sviluppare in tempo i modelli richiesti dal mercato: In sostanza la gamma Fiat è arretrata rispetto a quella della concorrenza diretta .
Corso Marconi ha preferito gestire una situazione di quasi monopolio sul mercato interno vivacchiando sul quotidiano . Tutto questo mentre gli altri costruttori si rinnovavano e si presentavano alla clientela, anche italiana, con offerte differenziate, avanzate e costantemente aggiornate.
Non è un caso se oggi solo Fiat perde quote di mercato, mentre tutti gli altri diretti concorrenti le aumentano pur con i limiti imposti dall’attuale situazione di crisi congiunturale.
Intanto da Torino arrivano solo segnali negativi. Il piano di ristrutturazione va avanti e verrà applicato come proposto. Ma, soprattutto, dai vertici del gruppo automobilistico arrivano segnali chiari di una volontà di disimpegno degli azionisti Fiat dal settore automobilistico .
“A questo punto - ha detto il presidente Paolo Fresco - non è più una questione di "se" la Fiat spa eserciterá l'opzione di vendita della propria divisione automobilistica alla General Motors ma di "quando", come e a quale prezzo” . Intervistato dal Wall Street Journal così il presidente della conglomerata industriale di Torino, traccia lo scenario futuro del Lingotto. Insomma: la Fiat auto sarà presto venduta a Gm, il destino del settore auto italiano è questo. Stando a Fresco la probabile decisione da parte vertici di Gm di scaricare in parte o totalmente sotto la voce "oneri straordinari" l'investimento fatto nel 2000 per il 20% della Fiat Auto per 2,4 miliardi di dollari inciderá sulle negoziazioni future per l'acquisto della quota rimanente .
Ma la crisi Fiat continua a preoccupare il governo. Il presidente del Consiglio, che tra oggi e domani incontrerà i vertici della Casa automobilistica ha ribadito la propria contrarietà alla chiusura degli stabilimenti. “Posso garantire a chi ora vive con la paura, l'angoscia della perdita del lavoro, che troveremo soluzioni, lo Stato farà la sua parte. Nessuno deve temere che questa grave crisi possa portare a negatività dolorose per il suo lavoro”, ha detto il premier.
Intanto però sul fronte governativo vengono avanzate non poche critiche sul piano di ristrutturazione prospettato dalla Fiat. “Il piano presentato dalla Fiat negli ultimi giorni a sindacati e governo lo reputo irricevibile ”, ha dichiarato il sottosegretario alle Attività produttive Mario Valducci che reputa inaccettabile la completa chiusura di Termini Imerese. Secondo Valducci “non è stato presentato un piano vero che faccia capire dove voglia arrivare l'azienda» e va chiarito «qual è e quale sarà il ruolo di Gm nel sistema auto italiano”
12 Ott 2002 "
Cordiali saluti




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