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Discussione: Fiat

  1. #21
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    Originally posted by w il '68
    Trent'anni nella direzione nord'est della sip prima e telecom poi mi consentono di dire che i premi vengono dati ai soliti yesman (quando non sono dipendenti dalla "tessera"); quanto alle responsabilità: l'importante è non fare errori e i migliori sono quelli che non decidono niente per cui non sbagliano mai! La normalità è andare dal "capo" con un problema ed uscire con altri 3 oltre al tuo, da quando l'azienda è stata completamente privatizzata il problema è "trovare il capo" che se non è impegnato al telefono sicuramente è in riunione, per cui spesso le decisioni te le prendi. Quanto ai dirigenti di alto livello facciamo alcuni casi: di fazio e i suoi ho giò detto, di cantarella e i suoi siamo tutti al corrente dei risultati, prendiamo cimoli e suoi, io ogni volta che sono in autostrada dietro ad un tir che a 90 km/ora sorpassa un altro a 85 km/ora (e succede spessissimo) lo licenzierei invece di dargli 200 milioni (lire) di stipendio al mese, e le poste: oltre alla striscia gialla (a protezione di una privacy inesistente) cosa hanno migliorato? l'apertura è passata dalle 8e10 alle 8e30 precludendo a me la possibilità di andarci durante la settimana, per non parlare dei pacchi (hanno privatizzato il servizio) prima mi trovavo l'avviso nella cassetta della posta e il giorno dopo (a volte lo stesso giorno) lo ritiravo, ora dopo tre giorni rischio di fare una coda a vuoto e per essere sicuro di trovarlo mi conviene andare dopo una settimana, la domanda è da cosa sono giustificati i migliardi annui di stipendio?




    Per quanto riguarda le Poste un liberale ti risponderebbe che non c'è un altro servizio alternativo, a cui rivolgerti.

    Il fatto è che la risposta non risolverebbe nulla.

    Per le Autostrade, poi, il servizio non può essere che unico.

    Tante volte mi chiedo in che pasticcio ci troviamo.

    Quello che è sicuro è che non esistono soluzioni brillanti, rapide ed efficaci. Chi le propone o è un illuso o mente.

  2. #22
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    Cara afam (se non ricordo male sei una signora), le soluzioni immediate, concordo con te, non esistono però si potrebbero impostare per esempio invece di fare la quarta corsia ad un'autostrada si potrebbe cercare di dirottare il trasporto merci gradualmente su ferrovia o acqua l'italia è una penisola (nord-sud) ed ha il po (est-ovest). ciao

  3. #23
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    Do altre notizie per approfondire il thread.


    "In due anni e mezzo il valore di Fiat Auto si è ridotto ad un dodicesimo. Questa è oggi la foto della crisi nella quale versa l’azienda torinese. Nel marzo del 2000, quando fu conclusa l'alleanza tra Torino e Detroit, la General Motors iscrisse in bilancio la partecipazione acquisita al valore di 2,4 miliardi di dollari.

    L'intera Fiat Auto veniva quindi valutata 12 miliardi. Oggi la società vale un dodicesimo, cioè un miliardo, partendo dai calcoli che hanno portato la Gm a svalutare nella trimestrale la sua partecipazione, riducendo il suo valore in bilancio di oltre il 90% e portandolo a 200 milioni.

    Il capitale sociale di Fiat auto era già stato azzerato per perdite e ricostituito fino a 1,8 miliardi di euro tra maggio e giugno dalla Fiat auto holding di Amsterdam, che al momento non ha in cassa risorse per procedere all'ulteriore iniezione di mezzi.

    Questi sono i fatti il resto sono parole. A breve andrà presa una decisione: salvare l’auto o venderla a Detroit. Traccheggiare fino al 2004 sarebbe un errore costosissimo soprattutto per la collettività, gli azionisti di minoranza e le banche.

    Se si decide di salvare l’auto, Fiat potrebbe reperire molte delle risorse attraverso la vendita dei gioielli di casa (Italenergia, Toro, Comau, Magneti Marelli, la partecipazione in Ferrari, ecc.). Oppure vendere a Gm, che pagherebbe una cifra simbolica e si accollerebbe tutti i debiti. Ma al gruppo rimarrebbero tutte le altre attività a partire dal business ricchissimo dell’energia attraverso Italenergia.

    Per gli azionisti minori, i piccoli risparmiatori, la seconda soluzione sarebbe auspicabile. Non dimentichiamoci che Fiat Auto conta molto all’interno del gruppo. Una sua alienazione, con successiva concentrazione nel business dell’energia, delle assicurazioni, magari creando un polo motoristico Alfa-Ferrari, potrebbe portate i titoli nuovamente verso i 20 euro nel medio periodo e a 30 euro nell’arco di uno, due anni. Di fatto ad aprile del 1998 il titolo valeva 46 euro, quota probabilmente inavvicinabile per i prossimi 3 anni.

    A marzo 2000 valeva ancora attorno 35 dollari, livelli massimi toccati in occasione dell’accordo con GM. Adesso Fiat in Borsa si deve accontentare di viaggiare a 8 euro circa. Da settembre i prezzi si muovono all’interno di un canale ribassista molto rigido. Le ultime vicende hanno spinto le quotazioni al rialzo nell’ultimo mese, ma un primo segnale positivo arriverà solo con il superamento di quota di area 9,3/9,5 euro con un primo target a 10,3 euro. Un ritorno sotto 8 euro spingerà le quotazioni a 7 "

  4. #24
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    Originally posted by w il '68
    Cara afam (se non ricordo male sei una signora), le soluzioni immediate, concordo con te, non esistono però si potrebbero impostare per esempio invece di fare la quarta corsia ad un'autostrada si potrebbe cercare di dirottare il trasporto merci gradualmente su ferrovia o acqua l'italia è una penisola (nord-sud) ed ha il po (est-ovest). ciao




    Naturalmente, W il '68, è l'impostazione che è stata data allo sviluppo italiano dopo la guerra che ci ha portato a questi risultati.

    Si preferi' sviluppare il trasporto per autostrade, invece di intervenire sulle ferrovie e le vie del mare.

    Mi pare di ricordare che qualcuno, sin da allora, non era d'accordo.

    Ma ero giovane e, allora, si usciva da una guerra distruttiva.

    Certo, si potrebbe cercare di cambiare, ora. Ci vorrebbe molto tempo e pazienza e capacità di sopportazione dell'attesa.

    Dovremmo comprendere ed essere tutti d'accordo. Ci si riuscirà?

    Mi sembra che tutti abbiano molta fretta di vedere risultati subito.

    Non è un buon momento.

  5. #25
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    Sempre sul caso Fiat :

    - Fresco pare intenzionato a non anticipare la put su GM
    - pare sia stato Agnelli a non volere l'intervento governativo assegnando alla banca USA Morgan Stanley ( uno dei 5 colossi mondiali ) il ruolo di advisor ( consulente )

    Riporto poi un passo di un'intervista a Stephen Roach , capo economista della stessa Morgan S. , che parla dell'impatto sociale del caso Fiat e del come un pezzo di Europa debba cambiare , a suo avviso , in merito alla mentalità nel lavoro , alla flessibiltà , che da noi manca ed è quella che metterà in grosse difficoltà gli operai di termini imerese licenziati ( non essendo flessibili non sono pronti forse a fare altro nella vita ).

    " L'esplosione di un caso delle dimensioni di quello Fiat danneggia ulteriormente un'economia già indebolita come quella europea?
    "Certo. Quel che è peggio è che non finirà qui. Altri casi del genere emergeranno nei prossimi mesi in tutta Europa. Il loro effetto sarà amplificato dalla scarsa abitudine ad affrontare ristrutturazioni traumatiche".
    Non potrà negare che la crisi Fiat insiste su un territorio vulnerabile. Lei sa qual è la situazione in Sicilia?
    "Certo che la conosco. E' una durissima medicina per un paese e una regione già martoriati da un alto tasso di disoccupazione. Ma è una lezione per l'intera Europa, che deve imparare ad essere più flessibile nel mercato del lavoro per diventare più competitiva sullo scenario globale. Gli europei devono abituarsi a convivere con situazioni del genere. La Fiat si muove in modo aggressivo, impone un trattamento doloroso: è giocoforza che debba succedere se si vuole guardare al futuro, nell'attuale delicatissima situazione".
    Non potrà negare che la crisi Fiat insiste su un territorio vulnerabile. Lei sa qual è la situazione in Sicilia?
    "Dobbiamo tutti convincerci che la sicurezza del posto e la garanzia del reddito sono a rischio nell'attuale clima economico. Più si aspetterà ad abituarsi a gestire crisi di tale gravità, più alto sarà il rischio che altre se ne dispieghino. E saranno sempre più dure da gestire. Vede, io sono tornato poche settimane fa da un giro di undici paesi europei, Italia compresa, e presso tutti i capi azienda con cui ho parlato ho riscontrato un senso di sconforto, e spesso di vera disperazione sul dove e come l'economia sta andando, quale non mi aspettavo e non avevo mai visto in tanti anni di lavoro. Il deterioramento dell'economia dell'intera Europa nel corso dell'estate è stato di sorprendente rapidità, sicuramente molo più veloce del peggioramento delle condizioni in America"." L'esplosione di un caso delle dimensioni di quello Fiat danneggia ulteriormente un'economia già indebolita come quella europea? Non potrà negare che la crisi Fiat insiste su un territorio vulnerabile. Lei sa qual è la situazione in Sicilia? Non potrà negare che la crisi Fiat insiste su un territorio vulnerabile. Lei sa qual è la situazione in Sicilia?

 

 
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