
Originariamente Scritto da
H.I.M.
Sono veneto, ma vivo da sei anni a Catania. Il macco fritto è una ricetta siciliana.
La ricetta è semplice: in abbondante acqua si fanno bollire x 1 h e 1/2 delle fave secche (precedentemente ammollate in acqua e bicarbonato x almeno 12 h) con una carota, una cipolla, 4 spicchi d'aglio ed un pomodoro. Si aggiungono dei chiodi di garofano (insispensabili con i legumi per evitare i noti problemi di ehm... aerofagia

) e solo alla fine del sale.
Si tolgono le fave da fuoco e mantenendo un po' dell'acqua di cottura si passano al minipimer fino ad ottenere una purea liscia e abbastanza compatta - attenzione quindi all'acqua che non deve essere troppa altrimenti il gioco non funziona.
Dopodiché si lascia raffreddare disponendo le fave in una teglia da forno o altro recipiente rettangolare. Una volta che il tutto si è rappreso e consolidato, si taglia a parallelepipedi di circa 5-7 cm di altezza x 3 cm di larghezza e 3 di altezza e si infarinano e si friggono in abb. olio e.v di oliva. L'optimum sarebbe aver tenuto la purea di fave in frigo, così che quando si tuffano i tocchi nell'olio, lo shock termico farà sì che all'esterno si forma una croccante crosticina mentre l'interno tenderà a riprendere una consistenza cremosa.
Salare ed accompagnare con una fresca insalata di pomodori e cipolla di Tropea, e un buon bicchiere di bianco o rosato piuttosto acidulo (indicato per sgrassare la bocca dai fritti).
PS: Pur non essendo un mangione, io amo la cucina, mi dicono anche che cucino molto bene, mi appassionano le ricette tradizionali, i prodotti locali, le tecniche etc etc. sono un fanatico dei piatti tradizionali e sparerei nella schiena a chi ne dà libere interpretazioni, magari per la pigrizia di cercare il tale ingrediente.
Tuttavia, quando ne parlo o scrivo le ricette mi sento un imbecille, un paraculo come quelli che, con sguardo pensoso e un poco sofferto, assaggiando un vino dicono di sentire profumi di cuoio, segatura o altre amenità... capita anche a voi?