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Discussione: i Forum di Babele

  1. #1
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    Predefinito i Forum di Babele

    L'universo (che altri chiamano i Forum) si compone di un numero indefinito, e forse infinito, di thread , con vaste discussioni di diversa natura, bordate da copiosi insulti. Da qualsiasi thread si vedono i post superiori e inferiori,interminabilmente.
    In fondo al Forum vi sono due gabinetti minuscoli, Accademia e Fondoscala. Uno permette di dormire in piedi; l'altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che si inabissa e s'innalza nel remoto. Nel corridoio c'è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze.... La luce procede da frutti sferici che hanno il nome di lampade.

  2. #2
    Omo de Panza
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    Predefinito

    Originally posted by pcosta
    L'universo (che altri chiamano i Forum) si compone di un numero indefinito, e forse infinito, di thread , con vaste discussioni di diversa natura, bordate da copiosi insulti. Da qualsiasi thread si vedono i post superiori e inferiori,interminabilmente.
    In fondo al Forum vi sono due gabinetti minuscoli, Accademia e Fondoscala. Uno permette di dormire in piedi; l'altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che si inabissa e s'innalza nel remoto. Nel corridoio c'è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze.... La luce procede da frutti sferici che hanno il nome di lampade.
    Mi ricorda qualcosa.. Peccato non averlo sottomano, possibile si potesse continuare la prodia....

  3. #3
    Imperturbabile
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    Predefinito Venerando adoratore di esagoni cremisi...

    Originally posted by pcosta
    L'universo (che altri chiamano i Forum) si compone di un numero indefinito, e forse infinito, di thread , con vaste discussioni di diversa natura, bordate da copiosi insulti. Da qualsiasi thread si vedono i post superiori e inferiori,interminabilmente.
    In fondo al Forum vi sono due gabinetti minuscoli, Accademia e Fondoscala. Uno permette di dormire in piedi; l'altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che si inabissa e s'innalza nel remoto. Nel corridoio c'è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze.... La luce procede da frutti sferici che hanno il nome di lampade.
    Affermano gli empi che il nonsenso è normale nel Forum, e che il ragionevole (come anche l'umile e semplice coerenza) è una quasi miracolosa eccezione.
    Parlano (lo so) della "forumisteria febbrile" i cui casuali thread corrono il rischio incessante di mutarsi in altri, e tutto affermano, negano e confondono come una divinità in delirio". Queste parole, che non solo denunciano il disordine, ma lo illustrano, testimoniano generalmente del pessimo gusto e della disperata ignoranza di chi le pronuncia. In realtà, il Forum include tutte le strutture verbali, tutte le variazioni permesse dai venticinque simboli ortografici, ma non un solo nonsenso assoluto. Inutile osservarmi che il miglior thread del girone esagonale che amministro s'intitola "Poesiola estiva", un altro "La Corazzata potemkin è una cagata pazzesca" e un altro "Siccome Lesbia era una maialona". Queste proposizioni, a prima vista incoerenti, sono indubbiamente suscettibili d'una giustificazione crittografica o allegorica; questa giustificazione è verbale, e però, ex bypothesi, già figura nel Forum. Non posso immaginare alcuna combinazione di caratteri

    dhcmrlchtdj

    che il divino Forum non abbia previsto, e che in alcuna delle sue lingue segrete non racchiuda un terribile significato. Nessuno può articolare una sillaba che non sia piena di tenerezze e di terrori; che non sia, in alcuno di quei linguaggi, il nome poderoso di un dio. Parlare è incorrere in tauto-logie. Questa epistola inutile e verbosa già esiste in uno dei trenta thread degli ultimi cinque mesi di una delle innumerabili pagine che appaiono all'interno del browser - e cosí pure la sua confutazione.
    (Un numero n di lingue possibili usa lo stesso vocabolario; in alcune, il simbolo "forum" ammette la definizione corretta di sistema duraturo e ubiquitario di gallerie esagonali, ma forum sta qui per pane, o per piramide, o per qualsiasi altra cosa, e per altre cose stanno le cinque parole che lo definiscono. Tu che mi leggi, sei sicuro d'intendere la mia lingua?)
    Lo scrivere metodico mi distrae dalla presente condizione degli uomini, cui la certezza di ciò, che tutto sta scritto, annienta o istupidisce. So di distretti in cui i giovani si prosternano dinanzi ai threads e ne baciano con barbarie le pagine macchiando il monitor e imbarazzando Internet Explorer per tacer degli allibiti occhi della propria madre, ma non sanno decifrare una sola lettera, dice che leggono ma non capiscono un cazzo.
    E vabbè.
    Le epidemie, le discordie eretiche, le peregrinazioni che inevitabilmente degenerano in banditismo, hanno decimato la popolazione. Credo di aver già accennato ai suicidi, ogni anno piú frequenti. M'inganneranno, forse, la vecchiezza e il timore, ma sospetto che la specie umana - l'unica - stia per estinguersi, e che il Forum perdurerà: illuminato, solitario, infinito, perfettamente immobile, armato di thread preziosi, inutile, incorruttibile, segreto. Aggiungo: infinito. Non introduco quest'aggettivo per un abitudine retorica; dico che non è illogico pensare che il mondo sia infinito. Chi lo giudica limitato, suppone che in qualche luogo remoto le parole inutili e gli insulti e gli esagoni cremisi che si trovano qui in Hdemia possano inconcepibilmente cessare; ciò che è assurdo. Chi lo immagina senza limiti, dimentica che è limitato il numero possibile dei discorsi ontopic e offtopic.
    lo m'arrischio a insinuare questa soluzione: il Forum è illimitato e periodico. Se un eterno viaggiatore lo traversasse in una direzione qualsiasi, constaterebbe alla fine dei secoli che gli stessi thread si ripetono nello stesso disordine (che, ripetuto, sarebbe un ordine: l'Ordine). Questa elegante speranza rallegra la mia solitudine.

    ( pcosta, merci)

  4. #4
    Omo de Panza
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    Predefinito

    eccezionale! Torna tutto, specialmente, io credo, la parte in cui si lorda il monitor di baci Chi ha l'e-mail di Borges che forwardiamo?

  5. #5
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    Predefinito

    dhcmrlchtdj

    "Questa richiesta è un po' strana", disse il dottor Unheimlich atteggiandosi in modo che il suo autocontrollo apparisse credibile. "Per quanto ne sappia è la prima volta che un monastero tibetano ordina un computer di queste dimensioni. Non voglio essere indiscreto, ma non avrei mai pensato che la vostra comunità potesse aver bisogno di una macchina del genere. Posso chiedervi che cosa ne volete fare?"
    "Volentieri", rispose il lama aggiustandosi i lembi della sua veste di seta. "Il vostro computer Cray++, è il più veloce del mondo nel macinare numeri. Tuttavia per il nostro lavoro ci interessano le lettere, non le cifre. Vi chiederò di modificare il circuito di output in modo da stampare parole e non colonne di numeri."
    "Mi sembra di non afferrare bene..."
    "Questo è un progetto al quale stiamo lavorando da tre secoli - da quando il monastero è stato fondato. È qualcosa che in qualche modo può essere distante dal vostro modo di pensare, per questo spero che vorrete ascoltare le mie spiegazioni senza alcun pregiudizio."
    "D'accordo"
    "È abbastanza semplice. Stiamo compilando la lista che contenga tutti i possibili nomi di Dio".
    "Prego?"
    "Abbiamo buoni motivi per credere" continuò il lama imperturbabile "che tutti questi nomi possono essere scritti con non più di undici lettere del nostro alfabeto."
    "E avete fatto questo per tre secoli?"
    "Sì, avevamo calcolato che ci sarebbero stati necessari trentacinquemila anni per portare a termine il nostro lavoro."
    "Oh!" il dottor Unheimlich apparve confuso "adesso comprendo perché volete noleggiare una delle nostre macchine. Ma qual è esattamente lo scopo del progetto?"
    Per una frazione di secondo il lama esitò e Unheimlich temette di averlo offeso. In ogni caso nella risposta non avvertì alcun sentimento di fastidio.
    "Definitela una pratica rituale, se volete, ma costituisce una parte fondamentale della nostra fede. I nomi dell'Essere Supremo - Dio, Jehova, Allah, ecc. non sono altro che etichette definite dagli uomini. C'è un problema filosofico di una certa complessità, che preferirei non discutere in questa occasione, ma abbiamo la certezza che fra tutte le possibili combinazioni di lettere si trovi il vero nome di Dio. Attraverso sistematiche permutazioni di lettere stiamo cercando di trovarli e di scriverli tutti. Vi sarà facile adattare il vostro computer a questo scopo. Con uno specifico programma una macchina di questo genere è in grado di permutare le lettere le une dopo le altre e stampare il risultato. Il lavoro che avrebbe richiesto trentacinquemila anni potrà essere portato a termine in tre mesi."
    Il dottor Unheimlich avvertiva appena i rumori attutiti che provenivano dalle sottostanti strade di Manhattan. Egli aveva la sensazione di essere in un mondo diverso, un mondo incontaminato pieno di montagne. Lassù nel mezzo di quelle remote altitudini questi monaci tibetani, generazione dopo generazione, componevano da trecento anni la loro lista di nomi privi di senso... Non c'era dunque limite alla follia umana? Ma il dottor Unheimlich non doveva manifestare i suoi pensieri. Il cliente ha sempre ragione...
    Rispose: "Non dubito che possiamo modificare il computer Cray++ in modo che stampi una lista di quel genere. Mi preoccupano di più l'installazione e la manutenzione. Inoltre, di questi tempi, non sarà facile inviarla nel Tibet."
    "Possiamo superare questa difficoltà. I componenti sono ormai di dimensioni sufficientemente piccole per poter essere trasportati in aereo - peraltro questa è una delle ragioni per cui abbiamo scelto la vostra macchina. Spedite i pezzi in India, ci incaricheremo noi del resto."
    "Desiderate assumere due dei nostri ingegneri?"
    "Sì, per montare e controllare la macchina durante i tre mesi di durata del progetto."
    "Vi manderò George Hanley e Chuck Smith..."

    Dal parapetto la veduta faceva venire le vertigini, ma è noto che ci si abitua a tutto. George Hanley non era più impressionato dai duemila piedi di strapiombo che separavano il monastero dai campi che nella pianura sembravano formare una scacchiera. Appoggiato alle pietre corrose dal vento, l'ingegnere contemplava con occhio pigro le montagne lontane, di cui non si era dato pena di conoscere il nome.
    Questo, pensava George, era il progetto più matto a cui aveva preso parte. "Progetto Shangri-La", l'aveva battezzato qualche collega spiritoso. Settimana dopo settimana il computer Cray++ aveva coperto migliaia di fogli di parole senza senso. Paziente e inesorabile, il computer aveva disposto le lettere dell'alfabeto in tutte le possibili combinazioni, esaurendo una serie dopo l'altra. I monaci ritagliavano certe parole appena uscite dalla stampante e le incollavano in enormi registri. Entro una settimana, con la benedizione del Cielo, essi avrebbero finito.
    "Ascolta, George," disse Chuck con insistenza "Mi sembra che abbiamo dei problemi."
    "La macchina è guasta?" Questa era la peggiore eventualità che George poteva immaginare. Questo fatto poteva ritardare il loro ritorno, e niente poteva essere così orribile. In quella situazione perfino vedere degli spot commerciali in TV poteva sembrare manna dal cielo. Almeno avevano la sensazione di avere un collegamento con casa loro.
    "No, niente di simile" Chuck si sedette sul parapetto. Era una cosa inusuale in quanto soffriva di vertigini. "Semplicemente, ho scoperto lo scopo dell'operazione."
    "Ma lo sapevamo!"
    "Sapevamo che cosa i monaci volevano fare, ma non sapevamo perché. Si tratta di una cosa folle."
    "Dimmi qualcosa di nuovo" ringhiò George.
    "Ascolta, George, il vecchio lama mi ha chiarito le cose. Sai che egli ogni pomeriggio va a vedere i tabulati che escono dalla stampante. Bene, stavolta mi è sembrato particolarmente eccitato. Quando gli ho detto che eravamo all'ultimo ciclo egli mi ha chiesto nel suo simpatico accento inglese, se sapevo che cosa stavano cercando di fare. Io ho risposto: "Certo!" e lui me l'ha detto. "Vai avanti!"
    "Bene, loro credono che quando avranno scritto tutti i Suoi nomi - che secondo loro sono circa nove miliardi - sarà raggiunto lo scopo di Dio. La razza umana avrà realizzato il compito per cui è stata creata e non ci sarà nessun motivo perché continui a vivere. Questa idea mi sembra una bestemmia."
    "Allora che cosa si aspettano? Il nostro suicidio?"
    "Non ce n'è bisogno. Quando la lista sarà terminata, Dio interverrà e sarà finita."
    "Adesso capisco. Quando avremo finito sarà la fine del mondo."
    Chuck ebbe una risatina nervosa.
    "È ciò che ho detto al vecchio lama. E sai che cosa è successo? Mi ha guardato in un modo strano, come un professore guarda un allievo particolarmente stupido, e mi ha detto: "Oh! Non sarà una cosa così insignificante."
    George rifletté un istante.
    "È un tipo che ha evidentemente idee larghe" disse "ma, detto questo, che cosa cambia? Sapevamo già che erano matti."
    "Sì. Ma non capisci che cosa può accadere? Quando la lista viene terminata e le trombe dell'angelo non suonano, essi possono concludere che la colpa è nostra. Dopo tutto utilizzano la nostra macchina. Questa faccenda mi piace molto poco."
    "Ti seguo" disse lentamente George "ma ne ho viste altre. Quando ero ragazzo, in Louisiana, un predicatore annunciò la fine del mondo per la domenica seguente. Centinaia di tipi ci credettero. Alcuni, vendettero persino le loro case. Ma quando videro che non era successo niente non si arrabbiarono come si poteva pensare. Essi pensarono che aveva fatto male i calcoli e la maggior parte non smise di credere in lui."
    "Nel caso che tu non l'abbia notato, ti faccio presente che non siamo in Louisiana. Siamo soli, noi due, fra centinaia di monaci. lo li adoro, ma preferirei essere altrove quando il vecchio lama si accorgerà che l'operazione fallirà."
    "Sono settimane che lo desidero. Ma non possiamo fare nulla finché il contratto non scade e verranno a prelevarci per tornare a casa."
    "Naturalmente" disse pensosamente Chuck "potremmo tentare un piccolo sabotaggio."
    "Lasciamo perdere. Questo potrebbe peggiorare le cose."
    "Penso proprio di no. Dai un'occhiata. Lavorando ventiquattro ore al giorno, la macchina finirà le operazioni fra quattro giorni. L'aereo arriva fra una settimana. O.K. - tutto quello di cui abbiamo bisogno è trovare qualcosa che debba essere sostituito nel momento della revisione - qualcosa che sospenda il lavoro per un paio di giorni. Naturalmente metteremo tutto a posto, ma non troppo in fretta. Se calcoliamo bene il tempo, dovremmo essere all'aeroporto quando l'ultimo nome uscirà dalla macchina. A quel punto non riusciranno più a prenderci."

    Sette giorni dopo mentre i piccoli ponies di montagna scendevano per la strada a spirale, Hanley disse:
    "Ho un po' di rimorsi. Non scappo perché ho paura, ma perché mi dispiace. Non vorrei vedere la faccia di quelle brave persone quando la macchina si fermerà. Mi sto chiedendo come la prenderà il vecchio lama."
    "È buffo" rispose Chuck "ma quando lo ho salutato ha capito benissimo che noi ci mettevamo in salvo, ma la cosa per lui è indifferente perché sa che la macchina funziona in modo automatico e che il lavoro sarebbe finito presto. Dopo di che per lui non ci sarebbe stato un dopo."
    George si girò sulla sella e guardò indietro alla strada sulle montagne. Le costruzioni dei monasteri si stagliavano scure nel sole al tramonto. Piccole luci brillavano di quando in quando come gli oblò sul fianco di un transatlantico. Che cosa sarebbe capitato al computer? si interrogò George. I monaci l'avrebbero distrutta nella loro ira e nel loro disappunto? o magari si sarebbero seduti quietamente e avrebbero ricominciato da capo i loro calcoli?
    Sapeva esattamente che cosa accadeva in ogni momento sulla montagna, dietro la muraglia. Il gran lama e i suoi assistenti, seduti e con i loro vestiti di seta, esaminavano i fogli, mentre alcuni novizi li ritagliavano dopo averli prelevati dalla stampante e li incollavano sull'enorme registro. Nessuno parlava. Non si sentiva altro che il rumore della stampante, dal momento che il computer Cray++ lavorava in perfetto silenzio mentre elaborava migliaia di calcoli al secondo.
    "Eccolo!" urlò Chuck indicando un punto giù nella valle "ed è davvero splendido."
    Era davvero splendido, pensò George. Simile a una minuscola croce d'argento il vecchio aereo da trasporto DC3 si era posato laggiù sul piccolo aeroporto. In due ore li avrebbe portati via verso la libertà e la salvezza. Questo pensiero aveva lo stesso sapore di un liquore pregiato. Chuck cullò questo pensiero mentre il pony scendeva pazientemente la china.
    Cominciavano a scendere le tenebre sulle alte cime dell'Himalaya. Fortunatamente la strada era buona, come lo può essere una strada in quelle regioni, ed entrambi avevano delle torce. Non si profilava alcun pericolo, solo un po' di disagio a causa del freddo pungente. Il cielo sopra di loro era perfettamente chiaro ed illuminato dalle stelle amiche. Almeno non si sarebbe corso il rischio che il pilota non riuscisse ad effettuare il decollo a causa delle condizioni del tempo, pensò George. Era l'unico pensiero che lo assillava. Cominciò a cantare, ma dopo un po' si interruppe. Questa vasta arena di montagne che brillavano come dei fantasmi incappucciati non incoraggiava il suo entusiasmo. George diede un'occhiata all'orologio.
    "Dovremmo esserci fra un'ora" disse a Chuck che lo seguiva. Poi aggiunse: "Credi che il computer abbia finito i calcoli? Mi sembra che doveva essere verso quest'ora."
    Chuck non rispose, e George si girò sulla sella. Vide la faccia di Chuck pallida e rivolta verso il cielo. "Guarda" mormorò Chuck.
    A sua volta George alzò gli occhi verso il cielo. (C'è sempre un'ultima volta per tutte le cose). Sopra di essi, silenziosamente, le stelle, ad una ad una, si stavano spegnendo.
    (Un vecchio lama aveva appena finito di incollare sull'enorme registro una piccola striscia di carta che conteneva la parola dhcmrlchtdj...)

    (Pierre Menard o A.C.Clarke)

  6. #6
    Omo de Panza
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    Predefinito

    Originally posted by pcosta
    dhcmrlchtdj
    [...] (Pierre Menard o A.C.Clarke)
    Il racconto è assai gustoso (sia in sè, sia, ipertestualmente, come collegamento a Borges) e non lo conoscevo. Toglimi una curiosità: mica il dottore davvero si chiamava Unheimlich, vero?

  7. #7
    Imperturbabile
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    Predefinito Notariqon, temurah, gematrya, ovvero, samba para ti...

    Le ventidue lettere fondamentali le incise, le plasmò, le soppesò, e le permutò, e formò con esse tutto il creato e tutto ciò che c'è da formare per il futuro (II, 2). Sefer Yetsirah

    Adhuc logicus non potest invenire veram legem cum logica: generalis autem artista cum ista arte invenit [...]. Et plus potest addiscere artista de hac arte uno mense quam logicus de logica uno anno.De logica, Raimondo Lullo


    Giù le grinfie dai nove miliardi di nomi di Miozzio

    "Questa richiesta è un po' strana", disse il dottor Unheimlich atteggiandosi in modo che il suo autocontrollo apparisse credibile. "Per quanto ne sappia è la prima volta che un monastero tibetano ordina un computer. Non voglio essere indiscreta, ma non avrei mai pensato che la vostra comunità potesse aver bisogno di una macchina del genere. Posso chiedervi che cosa ne volete fare?"
    "Volentieri", rispose il lama Pcostong aggiustandosi i lembi della sua veste di taffetà e seta a fiorellini rosa e blù e posando sul tavolo il regolo che aveva usato per calcolare il cambio delle valute, perchè era un estroso e gli euri gli facevano schifo. "Il vostro computer Gennarino V, può eseguire tutte le operazioni matematiche utilizzando fino a 10 decimali. Tuttavia per il nostro lavoro ci interessano le lettere, non le cifre. Vi chiederò di modificare il circuito di output in modo da stampare parole e non colonne di numeri."
    "Mi sembra di non afferrare bene..." , disse Unheimlich come diceva ogni volta che sentiva la puzza di un maniaco che si stava schermendo dall'idealtypen del principe azzurro prima ancora di essersi fatto toccare con mano...
    "Questo è un progetto al quale stiamo lavorando da tre secoli - da quando il monastero è stato fondato. È qualcosa che in qualche modo può essere distante dal vostro modo di pensare, per questo spero che vorrete ascoltare le mie spiegazioni senza alcun pregiudizio."
    "D'accordo"
    "È abbastanza semplice. Stiamo compilando la lista che contenga tutti i possibili nomi di Miozzio".
    "Prego?"
    "Abbiamo buoni motivi per credere" continuò il lama imperturbabile quasi quanti si dice lo fosse nel profondo fondo del suo fondo il dottor Unhetc "che tutti questi nomi possono essere scritti con non più di nove lettere del nostro alfabeto."
    "E avete fatto questo per tre secoli? Fico!"
    "Sì, avevamo calcolato che ci sarebbero stati necessari quindicimila anni per portare a termine il nostro lavoro."
    "Oh!" il dottor Unhetcetcetc apparve confuso "adesso comprendo perché volete noleggiare una delle nostre macchine. Ma qual è esattamente lo scopo del progetto?"
    Per una frazione di secondo il lama esitò e Unheimlich temette, ancora una volta, di aver indossato il maglioncino d'angora macchiato di marmellata alla pesca o che le si vedesse il pizzo delle autoreggenti scivolate sotto il jeans. In ogni caso nella risposta non avvertì alcun sentimento di fastidio.
    "Definitela una pratica rituale, se volete, ma costituisce una parte fondamentale della nostra fede. I nomi dell'Essere Supremo - Miozzio, Jehova, Allah, Piciollo, Vendicatore Calvo, Terza Gamba, Batacchio ecc. non sono altro che etichette definite dagli uomini. C'è un problema filosofico di una certa complessità, che preferirei non discutere in questa occasione, ma abbiamo la certezza che fra tutte le possibili combinazioni di lettere si trovano i veri nomi dello Zzio. Attraverso sistematiche permutazioni di lettere stiamo cercando di trovarli e di scriverli tutti."
    "Vedo. Voi avete cominciato con AAA AAA AAA e arriverete a ZZZ ZZZ ZZZ." (In pratica"Azz!", ridacchiò Unhetc!)
    "Esattamente, salvo che noi adoperiamo il nostro alfabeto speciale. Vi sarà certamente facile modificare la lavastoviglie in modo che usi il nostro alfabeto. Ma un problema che vi interesserà di più sarà la messa a punto di circuiti speciali che riescano a filtrare ed eliminare le combinazioni prive di significato. Per esempio, nessuna delle lettere deve apparire più di tre volte successivamente."
    "Tre? Siete sicuro che non sia due." , disse l'imperturbabile dottore pensando al se la parola più ovvia (e cioè "cazzo", pardon...),si scrivesse con una o due zeta.
    "No. Tre. Ma la spiegazione completa richiederebbe troppo tempo, anche se voi foste in grado di comprendere la nostra lingua."
    Unhetc si affrettò a dire: "Certo, certo, continuate."
    "Vi sarà facile adattare il vostro computer a questo scopo. Con uno specifico programma una macchina di questo genere è in grado di permutare le lettere le une dopo le altre e stampare il risultato. Il lavoro che avrebbe richiesto quindicimila anni potrà essere portato a termine in cento giorni."
    Il dottor Unheimlich avvertiva appena i rumori attutiti che provenivano dalle sottostanti strade di Manhattan, dove probabilmente le sue amiche stavano preparandosi per gozzovigliare mentre il suo dolce 3/4 si allungava sereno e pacifico davanti alla televisione con una birra in mano. "Vabbè", le venne da pensare alla visualizzazione del quadretto. Ella aveva la sensazione di essere in un mondo diverso, un mondo incontaminato pieno di montagne. Lassù nel mezzo di quelle remote altitudini questi monaci tibetani che non avevano idea di cosa volesse dire un gol di Crespo nè di cosa fosse una beauty farm, generazione dopo generazione, componevano da trecento anni la loro lista di nomi privi di senso... Non c'era dunque limite alla follia umana? Ma il dottor Unhetcetera non doveva manifestare i suoi pensieri. Il cliente ha sempre ragione come dice Allanim tutte le mattine quando si reca in ufficio...
    Rispose: "Non dubito che possiamo modificare il computer Gennarino V in modo che stampi liste di quel genere. Mi preoccupano di più l'installazione e la manutenzione. Inoltre, di questi tempi, non sarà facile inviarla nel Tibet."
    "Possiamo superare questa difficoltà. I componenti sono di dimensioni sufficientemente piccole per poter essere trasportati in aereo - peraltro questa è una delle ragioni per cui abbiamo scelto la vostra macchina. Spedite i pezzi in India, ci incaricheremo noi del resto."
    "Desiderate assumere due dei nostri boys?"
    "Sì, per montare e controllare la macchina durante i tre mesi di durata del progetto."
    "Non ho dubbi che la direzione del personale possa risolvere il problema" disse Unheimlich scrivendo una nota sul palmo aperto della mano, vizio che le era rimasto da quando in prima elementare non riusciva ad imparare la tabellina del 7. "Ma restano da risolvere due altre questioni..."'
    Prima che terminasse la frase, il lama Pcostòn tirò fuori dalla tasca un foglietto: "Questo è un documento comprovante il mio conto presso la Banca Asiatica'." Immediatamente Unheimlich si ricordò che in tali casi bisogna sempre guardare l'anulare destro: non per gelosie bensì per evitare complicazioni, si sa mai una megera gelosa solo perchè se l'è sposato...
    "Grazie. Perfetto... Ma, se permettete, la seconda questione è così sciocca che esito a parlarne. Capita spesso che si dimentichi qualche cosa di ovvio. Che tipo di generatore di energia elettrica possedete?" (il padre di Unheimlich aveva sempre isistito su questo: una donna non deve MAI fare domande stupide, insensate va bene, ma stupide MAI!)
    "Abbiamo un generatore elettrico Diesel di 50 KW di potenza, 110 volt. È stato installato cinque anni fa e funziona bene. Ci facilita la vita, al monastero. L'abbiamo acquistato soprattutto per far girare le ruote delle preghiere."
    "Ah sì, certamente, avrei dovuto pensarci" fece eco il dottor unheimlich. Suo padre aveva infatti avuto cura di specificare che se poi uno riesce a dare una risposta ad una domanda insensata, per prima cosa doveva annuire, per seconda, ricordarsi di scappare.
    Dal parapetto la veduta faceva venire le vertigini, ma è noto che ci si abitua a tutto. Erano passati tre mesi e Salvatore Cacace, meglio noto col nome di George Hanley, pornostar per scelta e gigolò per abitudine, non era più impressionato dai duemila piedi di strapiombo che separavano il monastero dai campi che nella pianura sembravano formare una scacchiera. Appoggiato alle pietre corrose dal vento, contraendo per abitudine e vanità i tricipiti lubrificati, contemplava con occhio pigro le montagne lontane attraverso le sue lenti specchiate, di cui non si era dato pena di conoscere il nome.
    Questo, pensava George, era il progetto più matto a cui aveva preso parte. "Progetto Shangri-La-Toccamelo-quà", l'aveva battezzato qualche collega spiritoso. Settimana dopo settimana il computer Gennarino V aveva coperto migliaia di fogli di parole senza senso. Paziente e inesorabile, il computer aveva disposto le lettere dell'alfabeto in tutte le possibili combinazioni, esaurendo una serie dopo l'altra. I monaci ritagliavano certe parole appena uscite dalla stampante e le incollavano in enormi registri. Entro una settimana, con la benedizione del Cielo, essi avrebbero finito.
    Hanley ignorava attraverso quali calcoli misteriosi essi erano arrivati alla conclusione che non occorreva studiare raggruppamenti di dieci, venti, cento lettere. Uno dei suoi incubi ricorrenti era che i piani venissero cambiati e che il gran lama (che essi avevano soprannominato Ron Jeremy, anche se non gli somigliava molto) avesse improvvisamente deciso di complicare un po' di più I'operazione e di continuare il lavoro fino all'anno 2060. Essi sarebbero stati anche capaci di farlo, tanto, cò stì chiari di lune, chi la vede la pensione?.
    George udì la pesante porta di legno sbattere al vento mentre Chuck lo raggiunse sulla terrazza.
    Chuck fumava, come al solito, uno di quelle sigarette arrotolate a mano formate di tabacco al 10%per i quali si era reso popolare tra i lama, i quali sembravano desiderosi di godere tutti i piccoli piaceri della vita e la maggior parte di quelli grandi. Con o senza collirio.
    C'era una cosa che li giustificava: potevano essere pazzi, però non sembravano dei puritani. Le frequenti spedizioni al villaggio non erano disinteressate...
    "Ascolta, George," disse Chuck con insistenza "Mi sembra che abbiamo dei problemi."
    "La macchina è guasta?" Questa era la peggiore eventualità che George poteva immaginare. Questo fatto poteva ritardare il loro ritorno, e niente poteva essere così orribile. In quella situazione perfino vedere degli spot commerciali in TV poteva sembrare manna dal cielo. Almeno avevano la sensazione di avere un collegamento con casa loro.
    "No, niente di simile" Chuck si sedette sul parapetto. Era una cosa inusuale in quanto soffriva di vertigini. "Semplicemente, ho scoperto lo scopo dell'operazione."
    "Ma lo sapevamo!"
    "Sapevamo che cosa i monaci volevano fare, ma non sapevamo perché. Si tratta di una cosa folle."
    "Dimmi qualcosa di nuovo" ringhiò George.
    "Ascolta, George, il vecchio porco mi ha chiarito le cose. Sai che egli ogni pomeriggio va a vedere i tabulati che escono dalla stampante. Bene, stavolta mi è sembrato particolarmente eccitato (ehh, vabbèh!). Quando gli ho detto che eravamo all'ultimo ciclo egli mi ha chiesto nel suo simpatico accento napoletano, se sapevo che cosa stavano cercando di fare. Io ho risposto: "Certo!" e lui me l'ha detto. "Vai avanti!"
    "Bene, loro credono che quando avranno scritto tutti i Suoi nomi - che secondo loro sono circa nove miliardi - sarà raggiunto lo scopo di Zzio. La razza umana avrà realizzato il compito per cui è stata creata e non ci sarà nessun motivo perché continui a vivere. Questa idea mi sembra una bestemmia."
    "Allora che cosa si aspettano? Il nostro suicidio?"
    "Non ce n'è bisogno. Quando la lista sarà terminata, Zzio interverrà e sarà finita."
    "Adesso capisco. Quando avremo finito sarà la fine del mondo."
    Chuck ebbe una risatina nervosa.
    "È ciò che ho detto al vecchio Pcostòng. E sai che cosa è successo? Mi ha guardato in un modo strano, come un professore guarda un allievo particolarmente stupido, e mi ha detto: "Oh! Non sarà una cosa così insignificante."
    George rifletté un istante.
    "È un tipo che ha evidentemente idee larghe più delle mutande" disse "ma, detto questo, che cosa cambia? Sapevamo già che erano matti."
    "Sì. Ma non capisci che cosa può accadere? Quando la lista viene terminata e le trombe delI'angelo non suonano, essi possono concludere che la colpa è nostra. Dopo tutto utilizzano la nostra macchina. Questa faccenda mi piace molto poco."
    "Ti seguo" disse lentamente George "ma ne ho viste altre. Quando ero ragazzo,a Putignano, un predicatore annunciò la fine del mondo per la domenica seguente. Centinaia di tipi ci credettero. Alcuni, vendettero persino le loro case. Ma quando videro che non era successo niente non si arrabbiarono come si poteva pensare. Essi pensarono che aveva fatto male i calcoli e la maggior parte non smise di credere in lui."
    "Nel caso che tu non l'abbia notato, ti faccio presente che non siamo a Putignano. Siamo soli, noi due, fra centinaia di monaci. lo li adoro, ma preferirei essere altrove quando il vecchio Pcostòng si accorgerà che l'operazione fallirà."
    "Sono settimane che lo desidero. Ma non possiamo fare nulla finché il contratto non scade e verranno a prelevarci per tornare a casa."
    "Naturalmente" disse pensosamente Chuck "potremmo tentare un piccolo sabotaggio."
    "Lasciamo perdere. Questo potrebbe peggiorare le cose."
    "Penso proprio di no. Dai un'occhiata. Lavorando ventiquattro ore al giorno, la macchina finirà le operazioni fra quattro giorni. L'aereo arriva fra una settimana. O.K. - tutto quello di cui abbiamo bisogno è trovare qualcosa che debba essere sostituito nel momento della revisione - qualcosa che sospenda il lavoro per un paio di giorni. Naturalmente metteremo tutto a posto, ma non troppo in fretta. Se calcoliamo bene il tempo, dovremmo essere all'aeroporto quando l'ultimo nome uscirà dalla macchina. A quel punto non riusciranno più a prenderci."
    "Non mi va" disse George "sarebbe la prima volta che diserto il lavoro. Inoltre questo tipo di comportamento li renderebbe sospettosi. Teniamoci forte e vediamo quello che succederà."
    Sette giorni dopo mentre i piccoli ponies di montagna scendevano per la strada a spirale, Hanley disse:
    "Ho un po' di rimorsi. Non scappo perché ho paura, ma perché mi dispiace. Non vorrei vedere la faccia di quelle brave persone quando la macchina si fermerà. Mi sto chiedendo come la prenderà Pcostòng."
    "È buffo" rispose Chuck "ma quando lo ho salutato ha capito benissimo che noi ci mettevamo in salvo, ma la cosa per lui è indifferente perché sa che la macchina funziona in modo automatico e che il lavoro sarebbe finito presto. Dopo di che per lui non ci sarebbe stato un dopo."
    George si girò sulla sella e guardò indietro alla strada sulle montagne. Le costruzioni dei monasteri si stagliavano scure nel sole al tramonto. Piccole luci brillavano di quando in quando come gli oblò sul fianco di un transatlantico. Erano naturalmente delle lampade elettriche attaccate agli stessi circuiti del computer Gennarino V. Che cosa sarebbe capitato al computer? si interrogò George. I monaci l'avrebbero distrutta nella loro ira e nel loro disappunto? o magari si sarebbero seduti quietamente e avrebbero ricominciato da capo i loro calcoli?
    Sapeva esattamente che cosa accadeva in ogni momento sulla montagna, dietro la muraglia. Il gran lama e i suoi assistenti, seduti e con i loro vestiti di seta, esaminavano i fogli, mentre alcuni novizi li ritagliavano dopo averli prelevati dalla stampante e li incollavano sull'enorme registro. Nessuno parlava. Non si sentiva altro che il rumore della stampante, dal momento che il computer Gennarino V lavorava in perfetto silenzio senza nemmeno fare il solito :"Uè, jamm' belli jà!" mentre elaborava migliaia di calcoli al secondo.
    Tre mesi di quella vita, pensava George, erano sufficienti per far impazzire chiunque.
    E c'è gente che lo faceva gratis per avere i calchi di gesso degli attributi dei Led Zeppelin.
    Le donne...
    "Eccolo!" urlò Chuck indicando un punto giù nella valle "ed è davvero splendido."
    Era davvero splendido, pensò George. Simile a una minuscola croce d'argento il vecchio aereo da trasporto DC3 si era posato laggiù sul piccolo aeroporto. In due ore li avrebbe portati via verso la libertà e la salvezza. Questo pensiero aveva lo stesso sapore di un liquore pregiato. Chuck cullò questo pensiero mentre il pony scendeva pazientemente la china.
    Cominciavano a scendere le tenebre sulle alte cime dell'Himalaya. Fortunatamente la strada era buona, come lo può essere una strada in quelle regioni, ed entrambi avevano delle torce. Non si profilava alcun pericolo, solo un po' di disagio a causa del freddo pungente. Il cielo sopra di loro era perfettamente chiaro ed illuminato dalle stelle amiche. Almeno non si sarebbe corso il rischio che il piloti non riuscisse ad effettuare il decollo a causa delle condizioni del tempo, pensò George. Era l'unico pensiero che lo assillava. Cominciò a cantare, ma dopo un po' si interruppe. Questa vasta arena di montagne che brillavano come dei fantasmi incappucciati non incoraggiava il suo entusiasmo. George diede un'occhiata all'orologio.
    "Dovremmo esserci fra un'ora" disse a Chuck che lo seguiva. Poi aggiunse: "Credi che il computer abbia finito i calcoli? Mi sembra che doveva essere verso quest'ora."
    Chuck non rispose, e George si girò sulla sella. Vide la faccia di Chuck pallida e rivolta verso il cielo. "Guarda" mormorò Chuck.
    A sua volta George alzò gli occhi verso il cielo. (C'è sempre un'ultima volta per tutte le cose). Sopra di essi, silenziosamente, le stelle, ad una ad una, si stavano spegnendo e apparve qualcosa che non era nè un aereo nè un uccello, però era vestita di fuxia e cantava "Chi mmi dicee ttiamoooooooo" senza nemmeno sapere chi fosse Rino Gaetano...
    Era il dottor Unhetc, più splendido splendente di Raffaella Carrà!
    La gente era attonita e tutti si chiedevano cosa sarebbe successo quando:"BUM, BUM BUM; SBAING!!!"
    Un colpo di lupara turbò la quiete e l'incanto, era il padre di Unhetc che cercava di incocciare la figlia che invece di studiare stava svolazzando ormai irraggiunta nei cieli superni con in mano il ritratto, cioè il nome, di Miozzio.
    E fu così che divulgò il verbo, il nome e il suo segreto e tutte le donne tifarono per lei.
    Un pò meno suo padre

    Dissoluta giovinastra...


  8. #8
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    Il racconto è assai gustoso (sia in sè, sia, ipertestualmente, come collegamento a Borges) e non lo conoscevo. Toglimi una curiosità: mica il dottore davvero si chiamava Unheimlich, vero?



    Diciamo che è una traslazione alla Hoffmann dall'heimlich all'unheimlich, come nel Fliegende Holländer (II, 4).
    Nell'originale il dottore si chiamava... Wagner.







    ( naturalmente questa pretenziosamente dotta spiegazione è falsa. L'utilizzo di Heimlich era solo un cosidetto 'hook', un trucchetto per agganciare l'attenzione del lettore nelle prime battute del racconto. Comunque era davvero Wagner il nome originale )

  9. #9
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    Originally posted by pcosta





    Diciamo che è una traslazione alla Hoffmann dall'heimlich all'unheimlich, come nel Fliegende Holländer (II, 4).
    Nell'originale il dottore si chiamava... Wagner.







    ( naturalmente questa pretenziosamente dotta spiegazione è falsa. L'utilizzo di Heimlich era solo un cosidetto 'hook', un trucchetto per agganciare l'attenzione del lettore nelle prime battute del racconto. Comunque era davvero Wagner il nome originale )
    Hey,Pcostòn, ti ho hoockato anche io, ora non fare che dopo la fatica che ho fatto non ti prendi la briga di leggertelo tutto sennò non ti hoocko più, eh
    Mi saluti il dottor Watson

  10. #10
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    Il racconto è sempre più gustoso e sto appena riprendendomi dal ROTFL.

    Toglimi una curiosità: mica il gran lama davvero si chiamava Pcostòn, vero?

 

 
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