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Discussione: Veleni laicisti

  1. #131
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    Originally posted by guelfo nero
    Ricordo, a scanso di equivoci, che il "concordato" del 1984 non è in vigore, anzi non esiste affatto, data la Sede vacante e quel del 1929 non lo è più perchè rigettato dallo stato italiano.
    I veri cattolici oggi non sono concordatari.
    La Chiesa cattolica, oggi acefala, non può fare i concordati che tanto lustro e utilità le hanno dato in passato.

    Guelfo Nero
    Caro Pier,
    infatti io sopra svolgevo delle considerazioni prescindendo dalle opinioni circa la validità o meno dell'Accordo madamense del 1984

  2. #132
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    lo so, lo so ma sai che devo un po' custodire l'ortodossia: repetita iuvant.


    Guelfo Nero

  3. #133
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    Originally posted by guelfo nero
    lo so, lo so ma sai che devo un po' custodire l'ortodossia: repetita iuvant.


    Guelfo Nero

  4. #134
    scemo del villaggio
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    Originally posted by Augustinus
    Con tutto il rispetto ... forse ... non abbiamo la stessa nozione di relativismo
    Già ... il cattolico deve ragionare con la Chiesa. Su questo sono d'accordo. Ma proprio ragionando con la Chiesa, deve concludersi che la stessa deve cercare forme e modus vivendi che le consentano, nei vari contesti storici, di poter vivere e svolgere la sua missione in pace e libertà, senza subire persecuzioni più o meno velate. Questa era la massima dello stesso Cardinal Pacelli, a dispetto del sanguigno e venerato Papa Ratti, durante, ad es., la crisi con lo Stato fascista negli anni '30, sull'Azione Cattolica. Ecco, dunque, il vero sentire della Chiesa: la sua grande capacità di adattamento, considerando ciò che, nelle contingenze del momento, la stessa può ottenere. Purtroppo chi si richiama costantemente al Concordato del '29 non inquadra i fatti nel loro contesto storico e sociale. Certamente la mentalità dell'epoca era diversa da quella dell'ultimo scorcio del XX secolo. Non riconoscere questo dato significa essere dei sognatori, dei nostalgici ed utopisti, quando invece la Chiesa invita ad essere dei pratici (proprio al fine di poter trarre, in quel contesto storico e sociale, i massimi benefici possibili, altrimenti ne avrebbe solo danni). Forse ciò deriva dal fatto generazionale . Mah ... Ma soprattutto ci si dimentica che molte norme concordatarie erano state sottoposte al vaglio della Corte costituzionale, la quale, più di una volta, aveva minacciato di intervenire pesantemente sul Concordato. Se si era astenuta, almeno sino al 1982, a pronunciarsi sulle norme concordatarie, ciò era dovuto a ragioni di politica del diritto (evitando allo Stato italiano una responsabilità internazionale per violazioni di un accordo tra soggetti internazionali).
    La Chiesa non avrebbe mai potuto permettere ciò. Questa ragione, oltre alla consapevolezza che lo Stato italiano premeva per una revisione degli Accordi, ha spinto alla modificazione dei Patti, cercando di trarvi il maggior numero di benefici possibili.
    Realismo storico, dunque. Non chiacchiere. Ed in effetti, proprio questo realismo ha portato negli anni '90 ad accordi con altri Stati (come Malta e Polonia), che, paradossalmente, sono quasi sulla falsariga proprio dei Patti del '29. Ma questo perchè ciò era consentito dai diversi contesti sociali e politici di quegli Stati.
    Come vede, dunque, e ribadisco: ci vuole senso storico e senso della realtà sociale, al fine di poter trarre quanto più è possibile.
    Riguardo a quelli che chiama sofismi duri e puri, evidentemente non conosce la dottrina ecclesiasticistica italiana, la quale ha, sin da subito, evidenziato come gli accordi madamensi abbiano inteso lasciare, in certe formule, ampi spazi di manovra per la Chiesa. Galante Garrone è stato, forse, solo uno degli ultimi ad evidenziare ciò.
    Ecco perchè, realisticamente ed onestamente, ciò che è molto per gli uni (anche il mio interlocutore scrive che "il diavolo non si accontenta mai" ...) è troppo poco per altri. La via mediana in questi casi, è sempre la migliore e certamente quella più vantaggiosa. Per la Chiesa, ovviamente.

    Augustinus
    Da "sì sì no no" di febbraio 1984:

    (...) Nel protocollo addizionale che "fa parte integrante dell'Accordo che apporta modificazioni al Concordato lateranense" si legge "In relazione all'art. 1. Si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano".
    Ora, incredibilmente, questa sostanziale modifica è stata non imposta alla Chiesa, ma concordata tra Stato italiano e Santa Sede, così come, d'altronde, richiede l'art. 7 della Costituzione italiana, che recepisce i Patti lateranensi quale parte integrante della medesima. Il che significa che la Santa Sede ha accettato la tesi laicista dell'aconfessionalità dello Stato e il declassamento della Religione Rivelata al livello di qualsiasi altra credenza umana.

    In altri testi coevi (qui sto riassumendo io) si fa esplicito riferimento alla Dichiarazione deuterovaticanista sulla libertà religiosa e si dichiara ("Mons." Vincenzo Fagiolo, "Vescovo" di Chieti) che il principio della religione di Stato "non poteva più essere difeso".

    (Qui riprendo la citazione di "sì sì no no") Il "Concordato" del 1984 rinnega dunque quale pretesa infondata e irragionevole, condannata dal tempo, la dottrina costante della Chiesa in materia di rapporti tra potere civile e potere religioso nonché di libertà religiosa nel'ordine civile: dottrina ribadita da una serie ininterrotta di Pontefici fino a Paolo VI (escluso, naturalmente) contro la marea montante e oggi dilagante del laicismo massonico, del liberalismo sedicente cattolico e infine del modernismo. Ricordiamo brevemente qui la "Mirari Vos" di Gregorio XVI, la "Quanta cura" di Pio IX, la "Libertas praestantissimum" di Leone XIII, la "Vehementer" di San Pio X, l'allocuzione "Ci riesce" di Pio XII.
    La dottrina perenne della Chiesa circa la confessionalità dello Stato e la libertà religiosa è così mirabimente riassunta da Leone XIII nella "Libertas":
    "Iddio è quegli che creò l'uomo socievole e lo pose nel consorzio de' suoi simili, affinché i beni, onde ha bisogno la natura di lui, e ch'ei, solitario, non avrebbe potuto conseguire, li trovasse nell'associazione. Laonde la società civile, proprio perché società, deve riconoscere e onorarne il potere e il dominio sovrano. Ragione adunque e giustizia del pari condannano lo Stato ateo o, CH'è LO STESSO, INDIFFERENTE VERSO I VARI CULTI, E AD OGNUNO DI LORO LARGO DE' DIRITTI MEDESIMI.
    POSTO PERTANTO CHE UNA RELIGIONE DEBBA PROFESSARSI DALLO STATO, QUELLA VA PROFESSATA CHE è UNICAMENTE VERA, E CHE PER LE NOTE DI VERITà, CHE EVIDENTEMENTE LA SUGGELLANO, NON è DIFFICILE A RICONOSCERSI, MASSIME IN PAESI CATTOLICI (...).
    (...) Parlare di "dignità", di "diritti" delle false religioni, e perfino dell'ateismo, significa non più "sentire cum Ecclesia".
    Non erano questi i tempi favorevoli per una revisione - se revisione si richiedeva - del Concordato: lo Stato italiano, coerente con il suo laicismo, ha trovato quali interlocutori uomini di Chiesa incoerenti, perché senza fede, senza amore alla Chiesa e alle anime, dimissionari dal proprio compito spirituale, quanto mai arrendevoli sui diritti di Dio, in nome di un aperturismo che favorisce, come di fatto sta favorendo da oltre 20 anni (ormai sono 40, n.d.r.) soltanto i nemici della Chiesa.
    Il testo stesso del nuovo Concordato indica nei documenti del Concilio Vaticano II il terreno d'incontro tra il vecchio laicismo di Stato e il recente laicismo ecclesiale. Più esattamente l'"Accordo di revisione dei Patti lateranensi" è stato ispirato dalla Costituzione "Dignitatis Humaane" sulla libertà religiosa, il più discusso e discutibile testo conciliare (tanto "discusso e discutibile" che dalla data della sua promulgazione ha inizio con sicurezza la vacanza formale della S. Sede, n.d.r.). Ricordiamo qui il tempestivo intervento di Sua Ecc.za Mons. de Castro Mayer presso Paolo VI con uno studio, nel quale dimostra appunto l'inconciliabilità della "Dignitatis Humanae" con la "dottrina data per certa dal Magistero di una lunga serie di Papi" (e ciò valga anche per il forumista "Thomas Aquinas", cui è caldamente consigliata la lettura dello studio succitato, che si può leggere in "sì sì no no" a.IX n. 10, unitamente a quella dello studio dell'abbé Bernard Lucien sullo stesso tema). Ricordiamo anche che l'intervento dell'allora vescovo di Campos restò senza esito e perfino senza risposta, secondo l'abituale comportamento di "Papa" (le virgolette sono mie, n.d.r.) Montini con quanti non condividevano la sua linea.

    EX FRUCTIBUS COGNOSCETIS EOS

    Oggi la "Dignitatis Humanae" ha dato i suoi frutti velenosi per l'Italia, in un Concordato che ne completerà e accelererà la scristianizzazione (oggi i verbi possono essere coniugati al passato e al presente, n.d.r.) con fatali conseguenze per la Chiesa, per i cattolici italiani e per la stessa indipendenza della Santa Sede.

    RESPONSABILITà

    Mons. Fagiolo pretende giustificare il consenso all'abrogazione del principio per il quale la religione cattolica era riconosciuta la sola religione dello Stato italiano anche con l'asserzione che quest'ultimo "non avrebbe potuto a lungo stare al rispetto di quel principio".
    E' una motivazione che rivela ancor più il vuoto mentale e spirituale del nostro "episcopato" (virgolette, al solito, mie). E' evidente, infatti, che la Chiesa non deve e non può cedere sui principi solo perché la controparte non sarebbe disposta ad accettarli e a rispettarli o anche perché le mutate circostanze storiche rendono arduo e forse impopolare il riaffermarle. La missione della Chiesa è di rendere testimonianza alla Verità, costi quello che costi. E' l'esempio che ci hanno lasciato Nostro Signore Gesù Cristo, gli Apostoli, i Martiri.
    Ma per i neomodernisti uomini della Chiesa questo linguaggio è follia. Si riempiono la bocca della parola "evangelizzazione", ma in realtà hanno da un pezzo rinunciato a "evangelizzare".
    E' vero, in mancanza di accordo tra le parti lo Stato avrebbe potuto procedere a una revisione unilaterale dei Patti con un procedimento di revisione costituzionale o, come ha già fatto per lo scioglimento dei matrimoni concordatari, con un intervento della Corte Costituzionale (il quale però non ha sanato, a giudizio dello scrivente, il "vulnus" alla Costituzione, n.d.r.). Tuttavia questa eventualità sarebbe stata di gran lunga preferibile al vergognoso tradimento concordato dalla Santa Sede con lo Stato italiano ai danni della Chiesa cattolica. Intanto il laicismo di Stato sarebbe stato costretto ad assumersi le responsabilità del proprio comportamento, oltre che dinanzi a Dio, anche dinanzi agli uomini. E, soprattutto, la Santa Sede avrebbe luminosamente riaffermato per gli uomini di buona volontà i diritti inalienabili e intangibili della Verità. Invece, consentendo a un siffatto "Accordo di revisione" del Concordato, la Santa Sede si è fatta complice dello Stato nel conculcare i diritti di Dio e ha permesso al laicismo di conseguire il proprio scopo senza incontrare resistenze e apparendo anzi quale non è mai stato e non può essere: unamico e collaboratore della Chiesa. Non possono che conseguirne inganno e confusione per le anime (inganno e confusione i cui effetti il sottoscritto puntuamente riscontra nel modo di "ragionare" su questi temi di tanti, troppi studenti sedicenti "cattolici", n.d. r.).
    Il presidente del Consiglio (il noto cattolico e galantuomo Bettino Craxi, n.d.r.), nel lasciare palazzo Madama, dopo la firma del nuovo Concordato, ha potuto dichiarare:
    "Bisogna far valere i principi dell'Italia laica (leggi laicista, nota del testo) e repubblicana e tutto questo mi sembra che sia espresso assai bene nel Concordato".
    Purtroppo è vero. Dalla sponda ecclesiale, intanto, si esalta la sconfitta della Chiesa come una vittoria (ancora vent'anni dopo, come vediamo, n.d.r.), il declassamento della Religione cattolica in un Paese cattolico come una promozione, l'arretramento della verità come un progresso, il sacrificio dei principi come una conquista.
    Ma, al di là di ogni farisaica ipocrisia, gli ecclesiastici che hanno stipulato l'"Accordo di revisone" possono soltanto dire.

    ABBIAMO RIDATO L'ITALIA A SATANA E SATANA ALL'ITALIA

    Sottoscrivo dalla prima all'ultima parola (benché personalmente consideri con C.A. Agnoli anche il Concordato del '29 un turpe inganno laicista, ma questo richiederebbe una discussione a parte). Mi permetto solo di aggiungere che non si tratta di un "fatto generazionale", come dimostra la presenza di tanti coetanei (penso) di Augustinus tra i sedevacantisti o comunque tra coloro che rifiutano il Vaticano II. E' una questione di conoscenza della dottrina e soprattutto di onestà intellettuale.

  5. #135
    scemo del villaggio
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    Predefinito La via mediana

    Ah, la "via mediana" tra la fedeltà alla Verità e il cedimento all'errore non esiste. Mi ricordi i gentiluomini manzoniani del "ne quid nimis", "che il giusto mezzo lo ponevano esattamente là dove si trovavano loro" (citazione a memoria).

  6. #136
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    Predefinito

    Originally posted by franco damiani
    Da "sì sì no no" di febbraio 1984:

    (...) Nel protocollo addizionale che "fa parte integrante dell'Accordo che apporta modificazioni al Concordato lateranense" si legge "In relazione all'art. 1. Si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano".
    Ora, incredibilmente, questa sostanziale modifica è stata nn imposta alla Chiesa, ma concordata tra Stato italiano e Santa Sede, così come, d'altronde, richiede l'art. 7 della Costituzione italiana, che recepisce i Patti lateranensi quale parte integrante della medesima. Il che significa che la Santa Sede ha accettato la tesi laicista dell'aconfessionalità dello Stato e il declassamento della Religione Rivelata al livello di qualsiasi altra credenza umana.

    In altri testi coevi (qui sto riassumendo io) si fa esplicito riferimento alla Dichiarazione deuterovaticanista sulla libertà religiosa e si dichiara ("Mons." Vincenzo Fagiolo, "Vescovo" di Chieti) che il principio della religione di Stato "non poteva più essere difeso".

    (Qui riprendo la citazione di "sì sì no no") Il "Concordato" del 1984 rinnega dunque quale pretesa infondata e irragionevole, condannata dal tempo, la dottrina costante della Chiesa in materia di rapporti tra potere civile e potere religiosao nonché di libertà religiosa nel'ordine civile: dottrina ribadita da una serie ininterrotta di Pontefici fino a Paolo VI (escluso, naturalmente) contro la marea montante e oggi dilagante del laicismo massonico, del liberalismo sedicente cattolico e infine del modernismo. Ricordiamo brevemente qui la "Mirari Vos" di Gregorio XVI, la "Quanta cura" di Pio IX, la "Libertas praestantissimum" di Leone XIII, la "Vehementer" di San Pio X, l'allocuzione "Ci riesce" di Pio XII.
    La dottrina perenne della Chiesa circa la confessionalità dello Stato e la libertà religiosa è così mirabimente riassunta da Leone XIII nella "Libertas":
    "Iddio è quegli che creò l'uomo socievole e lo pose nel consorzio de' suoi simili, affinché i beni, onde ha bisogno la natura di lui, e ch'ei, solitario, non avrebbe potuto conseguire, li trovasse nell'associazione. Laonde la società civile, proprio perché società, deve riconoscere e onorarne il potere e il dominio sovrano. Ragione adunque e giustizia del pari condannano lo Stato ateo o, CH'è LO STESSO, INDIFFERENTE VERSO I VARI CULTI, E AD OGNUNO DI LORO LARGO DE' DIRITTI MEDESIMI.
    POSTO PERTANTO CHE UNA RELIGIONE DEBBA PROFESSARSI DALLO STATO, QUELLA VA PROFESSATA CHE è UNICAMENTE VERA, E CHE PER LE NOTE DI VERITà, CHE EVIDENTEMENTE LA SUGGELLANO, NON è DIFFICILE A RICONOSCERSI, MASSIME IN PAESI CATTOLICI (...).
    (...) Parlare di "dignità", di "diritti" delle false religioni, e perfino dell'ateismo, significa non più "sentire cum Ecclesia".
    Non erano questi i tempi favorevoli per una revisione - se revisione si richiedeva - del Concordato: lo Stato italiano, coerente con il suo laicismo, ha trovato quali interlocutori uomini di Chiesa incoerenti, perché senza fede, senza amore alla Chiesa e alle anime, dimissionari dal proprio compito spirituale, quanto mai arrendevoli sui diritti di Dio, in nome di un aperturismo che favorisce, come di fatto sta favorendo da oltre 20 anni (ormai sono 40, n.d.r.) soltanto i nemici della Chiesa.
    Il testo stesso del nuovo Concordato indica nei documenti del Concilio Vaticano II il terreno d'incontro tra il vecchio laicismo di Stato e il recente laicismo ecclesiale. Più esattamente l'"Accordo di revisione dei Patti lateranensi" è stato ispirato dalla Costituzione "Dignitatis Humaane" sulla libertà religiosa, il più discusso e discutibile testo conciliare (tanto "discusso e discutibile" che dalla data della sua promulgazione ha inizio con sicurezza la vacanza formale della S. Sede, n.d.r.). Ricordiamo qui il tempestivo intervento di Sua Ecc.za Mons. de Castro Mayer presso Paolo VI con uno studio, nel quale dimostra appunto l'inconciliabilità della "Dignitatis Humanae" con la "dottrina data per certa dal Magistero di una lunga serie di Papi" (e ciò valga anche per il forumista "Thomas Aquinas", cui è caldamente consigliata la lettura dello studio succitato, che si può leggere in "sì sì no no" a.IX n. 10, unitamente a quella dello studio dell'abbé Bernard Lucien sullo stesso tema). Ricordiamo anche che l'intervento dell'allora vescovo di Campos restò senza esito e perfino senza risposta, secondo l'abituale comportamento di "Papa" (le virgolette sono mie, n.d.r.) Montini con quanti non condividevano la sua linea.

    EX FRUCTIBUS COGNOSCETIS EOS

    Oggi la "Dignitatis Humanae" ha dato i suoi frutti velenosi per l'Italia, in un Concordato che ne completerà e accelererà la scristianizzazione (oggi i verbi possono essere coniugati al passato e al presente, n.d.r.) con fatali conseguenze per la Chiesa, per i cattolici italiani e per la stessa indipendenza della Santa Sede.

    RESPONSABILITà

    Mons. Fagiolo pretende giustificare il consenso all'abrogazione del principio per il quale la religione Cattolica era riconosciuta la sola religione dello Stato italiano anche con l'asserzione che quest'ultimo "non avrebbe potuto a lungo stare al rispetto di quel principio".
    E' una motivazione che rivela ancor più il vuoto mentale e spirituale del nostro "episcopato" (virgolette, al solito, mie). E' evidente, infatti, che la Chiesa non deve e non può cedere sui principi solo perché la controparte non sarebbe disposta ad accettarli e a rispettarli o anche perché le mutate circostanze storiche rendono arduo e forse impopolare il riaffermarle. La missione della Chiesa è di rendere testimonianza alla Verità, costi quello che costi. E' l'esempio che ci hanno lasciato Nostro Signore Gesù Cristo, gli Apostoli, i Martiri.
    Ma per i neomodernisti uomini della Chiesa questo linguaggio è follia. Si riempiono la bocca della parola "evangelizzazione", ma in realtà hanno da un pezzo rinunciato a "evangelizzare".
    E' vero, in mancanza di accordo tra le parti lo Stato avrebbe potuto procedere a una revisione unilaterale dei Patti con un procedimento di revisione costituzionale o, come ha già fatto per lo scioglimento dei matrimoni concordatari, con un intervento della Corte Costituzionale (il quale però non ha sanato, a giudizio dello scrivente, il "vulnus" alla Costituzione, n.d.r.). Tuttavia questa eventualità sarebbe stata di gran lunga preferibile al vergognoso tradimento concordato dalla Santa Sede con lo Stato italiano ai danni della Chiesa cattolica. Intanto il laicismo di Stato sarebbe stato costretto ad assumersi le responsabilità del proprio comportamento, oltre che dinanzi a Dio, anche dinanzi agli uomini. E, soprattutto, la Santa Sede avrebbe luminosamente riaffermato per gli uomini di buona volontà i dioritti inalienabili e intangibili della Verità. Invece, consentendo a un siffatto "Accordo di revisione" del Concordato, la Santa Sede si è fatta complice dello Stato nel conculcare i diritti di Dio e ha permesso al laicismo di conseguire il proprio scopo senza incontrare resistenze e apparendo anzi quale non è mai stato e non può essere: unamico e collaboratore della Chiesa. Non possono che conseguirne inganno e confusione per le anime (inganno e confusione i cui effetti il sottoscritto puntuamente riscontra nel modo di "ragionare" su questi temi di tanti, troppi studenti sedicenti "cattolici", n.d. r.).
    Il presidente del Consiglio (il noto cattolicio e galantuomo Bettino Craxi, n.d.r.), nel lasciare palazzo Madama, dopo la firma del nuovo Concordato, ha potuto dichiarare:
    "Bisogna far valere i principi dell'Italia laica (leggi laicista, nota del testo) e repubblicana e tutto questo mi sembra che sia espresso assai bene nel Concordato".
    Purtroppo è vero. Dalla sponda ecclesiale, intanto si esalta la sconfitta della Chiesa come una vittoria (ancora vent'anni dopo, come vediamo, n.d.r.), il declassamento della Religione cattolica in un Paese cattolico come una promozione, l'arretramento della verità come un progresso, il sacrificio dei principi come una conquista.
    Ma, al di là di ogni farisaica ipocrisia, gli ecclesiastici che hanno stipulao l'"Accordo di revisone" possono soltanto dire.

    ABBIAMO RIDATO L'ITALIA A SATANA E SATANA ALL'ITALIA

    Sottoscrivo dalla prima all'ultima parola (benché personalmente consideri con C.A. Agnoli anche il Concordato del '29 un turpe inganno laicista, ma questo richiederebbe una discussione a parte). Mi permetto solo di aggiungere che non si tratta di un "fatto generazionale", come dimostra la presenza di tanti coetanei (penso) di Augustinus tra i sedevacantisti o comunque tra coloro che rifiutano il Vaticano II. E' una questione di conoscenza della dottrina e soprattutto di onestà intellettuale.
    Mi permetta una curiosità: che cos'è "Sì sì no no"?
    Da quanto scrive pare di acpire sia una rivista, che peraltro non mi pare di aver mai sentito nominare in ambito scientifico-giuridico. Da quanto scrive, mi pare che essa sia priva di scientificità; mi pare che sia qualcosa a livello divulgativo, tipo quotidiano o settimanale o qualcosa di simile ... .

  7. #137
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    Predefinito Re: La via mediana

    Originally posted by franco damiani
    Ah, la "via mediana" tra la fedeltà alla Verità e il cedimento all'errore non esiste. Mi ricordi i gentiluomini manzoniani del "ne quid nimis", "che il giusto mezzo lo ponevano esattamente là dove si trovavano oro" (citazione a memoria).
    Qui non si tratta di scegliere tra Verità ed errore. Il punto non è dottrinario. Ma politico e giuridico, considerando i momenti storici ed i contesti diversi. Si tratta, cioè, di scegliere semplicemente tra posizioni (politiche) estreme che, entrambe, possono arrecare danno alla Chiesa. Il giusto mezzo è, appunto, quello di non optare - da un punto di vista politico - per posizioni estreme e cercare soluzioni equilibrate, considerando le contingenze storiche del momento, al fine di ottenere il massimo vantaggio. E questo è pienamente coerente con la dottrina di sempre della Chiesa.

    Augustinus

  8. #138
    scemo del villaggio
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    Predefinito Re: Re: La via mediana

    Originally posted by Augustinus
    Qui non si tratta di scegliere tra Verità ed errore. Il punto non è dottrinario. Ma politico e giuridico, considerando i momenti storici ed i contesti diversi. Si tratta, cioè, di scegliere semplicemente tra posizioni (politiche) estreme che, entrambe, possono arrecare danno alla Chiesa. Il giusto mezzo è, appunto, quello di non optare - da un punto di vista politico - per posizioni estreme e cercare soluzioni equilibrate, considerando le contingenze storiche del momento, al fine di ottenere il massimo vantaggio. E questo è pienamente coerente con la dottrina di sempre della Chiesa.

    Augustinus
    Il punto invece è proprio dottrinale, come ho ampiamente dimostrato (ma li leggi i messaggi prima di rispondere?) e tu stai solo cercando un anestetico per la tua coscienza. Personalmente non ho più nulla da dire e penso sarebbe ora che la discussione finisse. Certo che vien da ridere a leggere del "massimo vantaggio". Almeno il senso del ridicolo dovrebbero averlo tutti. Invece, insieme al buon senso e al senso comune, il modernismo toglie anche quello.

  9. #139
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    Predefinito Re: Re: Re: La via mediana

    Originally posted by franco damiani
    Il punto invece è proprio dottrinale, come ho ampiamente dimostrato (ma li leggi i messaggi prima di rispondere?) e tu stai solo cercando un anestetico per la tua coscienza. Personalmente non ho più nulla da dire e penso sarebbe ora che la discussione finisse. Certo che vien da ridere a leggere del "massimo vantaggio". Almeno il senso del ridicolo dovrebbero averlo tutti. Invece, insieme al buon senso e al senso comune, il modernismo toglie anche quello.
    Anch'io personalmente non ho più nulla da dire

  10. #140
    scemo del villaggio
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    Predefinito Per l'ironia bisogna essere tagliati...

    Originally posted by Augustinus
    Mi permetta una curiosità: che cos'è "Sì sì no no"?
    Da quanto scrive pare di acpire sia una rivista, che peraltro non mi pare di aver mai sentito nominare in ambito scientifico-giuridico. Da quanto scrive, mi pare che essa sia priva di scientificità; mi pare che sia qualcosa a livello divulgativo, tipo quotidiano o settimanale o qualcosa di simile ... .
    SCUSA LE MAIUSCOLE, MI SONO VENUTE INVOLONTARIAMENTE:
    l'IRONIA NON è IL TUO FORTE: SAI BENISSMO (ALTRIMENTI NON POTRESTI MODERARE UN FORUM "CATTOLICO") CHE "Sì Sì NO NO" NON è UNA RIVISTA "SCIENTIFICO GIURIDICA" MA IL GLORIOSO QUINDICINALE CATTOLICO ANTIMODERNISTA FONDATO DA DON FRANCESCO MARIA PUTTI NEL LONTANO 1975 E LA CUI LETTURA, BENCHé ESSO SIA OGGI SU POSIZIONI LEFEBVRIANE, è PER MOLTI DI NOI (SO CHE GUELFO NON è D'ACCORDO, MA TANT'è) FONTE COSTANTE DI EDIFICAZIONE E DI ARRICCHIMENTO. DA ESSA HO TRA L'ALTRO PRESO IL TITOLO DELLA MIA "RUBRICA" "SEMPER INFIDELES". PARE CHE LO LEGGANO TUTTI ANCHE IN VATICANO.

 

 
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