"Corriere del Veneto", giovedì 6 febbraio 2003
"I RETROSCENA DI QUEL CONCLAVE SULL'ISOLA DI SAN GIORGIO"
di Lorenzo Tomasin
(l'autore è un bravissimo giovane insegnante veneziano, classe 1975, già studente modello del Foscarini, laureato alla Normale di Pisa con il massimo dei voti e già collaboratore culturale di "Gente Veneta", il settimanale della diocesi. L'articolo è molto ben documentato e scritto in stile fluente.Sentite però il finale, dove parla di Pio VII, il Papa uscito da quel conclave):
"Sarà il pontefice del tentativo di riavvicinamento tra Chiesa e nascente impero napoleonico. Ma sarà anche l'esitante prelato (sic!) dinanzi al quale Napoleone, nella chiesa di Notre Dame, afferrerà la corona con le sue mani e, ponendosela sulla testa, pronuncierà (sic!) parole famose, che suonano come uno schiaffo a qualsiasi autorità costituita, né solo ecclesiastica: 'Dio me l'ha data, e nessuno me la tocca'".
Ora, a parte il fatto che le parole esatte furono "Dieu me la donne, gare à qui la touche", noi ringraziamo Dio per quell'esitazione di Pio VII, che gli impedì di avallare un'usurpazione. Napoleone ebbe modo pochi anni dopo di sperimentare la giustizia divina, anticipata dalla scomunica che quello stesso "esitante prelato" gli inflisse. Le sue parole suonano quindi oggi come simbolo dell'arroganza umana: di lui è "silenzio e cenere la gloria che passò", mentre la Chiesa è nonostante tutto più viva che mai.
(...)




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) parole di Stalin: "Quante divisione ha il Papa?".
