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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Separare....Separare.....Separare!!!

    da www.iltempo.it

    " ADESSO È URGENTE SEPARARE LE CARRIERE


    di ACHILLE CHIAPPETTI

    ERA EVIDENTE che la prima sentenza della Cassazione sul legittimo sospetto a Milano fosse uno spartiacque: una sorta di punto di non ritorno.
    Eppure, i magistrati non hanno tenuto presente un dato politico essenziale: la maggioranza degli italiani è convinta - a ragione - che un numero crescente di procure politicizzate e di sinistra abbia dato luogo ad un uso strumentale dell'iniziativa penale e dei poteri d'indagine; che non possa essere messo in dubbio che l'operato di quei magistrati sia finalizzato a porre fuori gioco il Polo. Inoltre, poiché molti dei pm della prima ora sono, data l'unicità della carriera, transitati negli organi giudicanti e perfino in Cassazione, è sempre più forte il timore che la politicizzazione si stia estendendo anche agli organi giudicanti. Per questi elettori, qualunque decisione della Cassazione avrebbe avuto una valenza politica: pro o contro Berlusconi.
    Né ci consola il fatto che la giustizia sia caduta in questo ginepraio non solo a causa dell'accanimento di alcune procure, ma anche perché il delegittimato Parlamento del 1993 si è privato della difesa dell'immunità. Ciò che conta è che il Governo molto difficilmente potrà mantenere la linea di moderazione seguita fino ad oggi. Una linea fondata sull'assioma: «Solo una minoranza di magistrati, specie pm, si lascia condizionare dalla propria fede politica. Il resto della magistratura è sano». Da qui le varie leggi sulle rogatorie, la Cirami, ecc.... che hanno fornito alla magistratura giudicante strumenti atti a neutralizzare le eventuali deviazioni dell'azione penale.
    La disapplicazione (più o meno reale) di tali leggi appare come una porta sbattuta in faccia alla moderazione governativa. Di talché, per tutelare se stessa e la volontà elettorale, alla maggioranza non restano che strumenti più drastici: la totale separazione tra pm e giudici e l'immunità dei rappresentanti popolari. Questo percorso della politica sembra ormai inevitabile.
    Tocca dunque ai giudici rendersi conto che la convivenza civile non si può fondare esclusivamente sul modo in cui essi intendono la legalità, cancellando la legittimazione sovrana delle istituzioni rappresentative. Devono rendersi conto che il Paese, quello sano, non quello dei girotondi, non può accettare che leader politici di ieri e di oggi, che sono parte della storia repubblicana, vengano condannati per le chiacchiere di qualche mafioso o di qualche arrivista da salotto. Questo rovesciamento dei valori rischia di ricadere sulla magistratura stessa e certo favorisce il plebiscitarismo come difesa estrema. E' dunque ai giudici (quelli veri) che spetta avviare la pacificazione con il solo strumento di cui essi dispongono: sentenze giuste e corrispondenti ai valori in cui il popolo sovrano si riconosce.
    In questa fase di crisi il ruolo del Capo dello Stato è essenziale: solo lui ha l'autorità per chiarire che non è il principio di legalità ad essere antitetico con quello di democrazia rappresentativa, ma lo sono la falsata applicazione della legge e l'ingiusto processo. Senonché, è probabile che i suoi appelli ai magistrati continuino a restare inascoltati.
    Ciò anche perché la sua presa sulla magistratura risulta drasticamente ridimensionata da quando a Cossiga fu impedito di esercitare le prerogative di presidente del C.S.M.
    Stando così le cose, a Ciampi non resta altro che accompagnare il Parlamento nella futura attività legislativa di riforma della giustizia e dell'immunità parlamentare, svolgendo un attento controllo per impedire qualsiasi tipo di eccesso.
    Achille Chiappetti

    sabato 1 febbraio 2003
    "


    Saluti liberali

  2. #2
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    riprendiamo un documento programmatico della coalizione liberaldemocratica:

    "

    Casa delle libertà

    Programma «Riforma della giustizia 2002»
    (7 febbraio 2002)

    Priorità nell'esercizio dell'azione penale e unitarietà dell'ufficio del pubblico ministero



    1. I procuratori generali delle Corti d'appello insieme ai procuratori della Repubblica formulano proposte di priorità che tengano conto delle emergenze criminali del Ministero di Giustizia.

    2. Il Ministro di giustizia, sulla base di queste indicazioni e di quelle proposte dal Ministro dell'interno e dal Ministro delle finanze al Parlamento, propone le priorità da seguire nell'esercizio dell'azione penale. Valutazione ed approvazione da parte del Parlamento di criteri generali di politica contro la criminalità e di priorità.

    3. Valutazione ed approvazione da parte del Parlamento di criteri generali di politica contro la criminalità e di priorità.

    4. Monitoraggio continuo sull'efficacia operativa delle priorità proposte dal Parlamento e verifica dell'efficacia dell'iniziativa penale.

    5. Relazione annuale da parte del Ministro di giustizia al Parlamento sullo stato della giustizia e sul risultato del monitoraggio.

    6. Unità dell'azione penale e struttura unitaria degli uffici del pubblico ministero per consentire ai procuratori della Repubblica ed ai procuratori generali di coordinare l'attività di indagine per rendere più efficace l'azione repressiva ed evitare la personalizzazione della funzione del pubblico ministero.



    Ruoli delle professioni legali: giudici, pubblici ministeri, avvocato, notai



    1. L'istituzione della scuola superiore delle professioni legali presentata dal ministro a nome del Governo consente un concorso unico per tutte le attività legali idoneo a garantire la migliore selezione attitudinale e professionale.

    2. Concorsi riservati ad avvocati per coprire il 10% della vacanze dell'organico.

    3. Periodo di formazione professionale organizzato dalla scuola superiore della giustizia ordinaria per tutte le professioni legali.

    4. Valutazione da parte della scuola delle attitudini a svolgere le funzioni giudiziarie.

    5. Pubblici ministeri e giudici dopo 5 anni di effettivo servizio possono rispettivamente passare a ruoli diversi attraverso un concorso interno.



    Assistente legale dei magistrati, carriere dei giudici e dei pubblici ministeri, qualificazioni professionali, temporaneità degli uffici direttivi



    1. Istituzione della figura dell'assistente legale giuridico del giudice e del pubblico ministero.

    2. Le promozioni dei magistrati non possono eccedere il numero delle vacanze.

    3. Trattamento economico collegato alla valutazione ai fini della promozione.

    4. Temporaneità degli uffici direttivi e di tutte le funzioni del magistrato per la durata di tre anni con rinnovo dell'incarico per altri due.



    Codice etico dei giudici e dei pubblici ministeri: disciplina ed incompatibilità



    1. Codice di etica giudiziaria per tutelare l'immagine di indipendenza dei giudici e dei pubblici ministeri.

    2. Le attività non giudiziarie debbono corrispondere a criteri che tutelano l'indipendenza del magistrato.

    3. Deontologia giudiziaria come materia di insegnamento nella formazione iniziale dei giudici e dei pubblici ministeri.



    Scuola superiore della giustizia ordinaria



    1. Formazione iniziale e continua del personale della giustizia: giudici, pubblici ministeri, personale amministrativo e tecnico degli uffici giudiziari e del Ministero della giustizia.

    2. Struttura permanente per garantire con continuità la formazione del personale della giustizia, come esistono in tutti i paesi d'Europa.

    3. Direttore della scuola nominato dal Ministro della giustizia di concerto con il Csm.



    Riforma del codice di procedura penale per l'attuazione del giusto processo e per la distinzione tra l'attività investigativa della polizia e l'attività d'indagine del pubblico ministero



    1. Attuazione dei principi del giusto processo stabiliti nell'articolo 111 della Costituzione.

    2. Specificazione dei compiti investigativi della polizia giudiziaria e del pubblico ministero.

    3. Specificazione dei modi e dei termini di acquisizione della notizia di reato da parte del pubblico ministero con nuove regole.

    4. Collegialità delle decisioni in materia di applicazione e revisione delle misure cautelari personali.
    "

    Migliorare, Migliorare, Realizzare.

    Saluti liberali

  3. #3
    Alessandra
    Ospite

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    Sono assolutamente contraria alla separazione delle carriere, nonchè ad un concorso unico per le professioni legali così profondamente diverse tra di loro. Che poi torni in voga questo argomento dopo che a Berlusconi non gli è tornata la sentenza della Cassazione mi fa convincere ancora di più di non essere d'accordo.

  4. #4
    SENATORE di POL
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    Io sostengo, non da oggi, la battaglia delle Camere Penali...che è propria anche della parte più liberale della CdL, anche se ragioni di opportunità politica l'hanno diluita inopinatamente (critica che sollevo non certo da oggi).

    " UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE
    Via Margutta 17 (00187) Roma Tel: 06/32500588 Fax: 06/3207040
    E.mail: camerepenali@libero.it <mailtoamerepenali@libero.it> - Internet: www.camerepenali.it <http://www.camerepenali.it>


    La Giunta della Unione delle Camere Penali

    Rileva

    Che nonostante le reiterate prese di posizione, sfociate persino nella proclamazione di alcune giornate di astensione dalle udienze, il Governo continua ad evitare ostinatamente qualsiasi confronto con l’Avvocatura sulla riforma dell’Ordinamento Giudiziario (così come su ogni altra riforma relativa al processo penale) ed a prediligere un rapporto preferenziale ed esclusivo con alcuni settori della Magistratura Associata

    Rileva altresì

    Che vengono sistematicamente ignorati i contributi, le proposte e le motivate ragioni espresse dai penalisti italiani sulla questione delle separazione delle carriere tra giudici e p.m. nel tentativo di legittimare agli occhi della opinione pubblica, come possibile soluzione del problema, una sempre più blanda e comunque insignificante separazione delle funzioni che, secondo l’orientamento che sembra prevalere, potrebbe addirittura essere vincolata unicamente a limiti circondariali

    Ribadisce

    L’assoluta ed inderogabile necessità di avviare, finalmente nelle sedi proprie, un ampio confronto sulle questioni ordinamentali che coinvolga sia il Parlamento nella sua interezza, che tutte le componenti del mondo giudiziario con pari dignità

    Insiste

    Nel ritenere la separazione delle carriere tra giudici e p.m. un presupposto indispensabile per l’attuazione dei principi indicati nel novellato art. 111 della Costituzione e per garantire la terzietà del Giudice e l’autonomia della Giurisdizione.


    Delibera

    l’astensione dalle udienze e dalle attività giudiziarie in conformità del codice di autoregolamentazione del giugno 1997, integrato il 30/3/00, per i giorni 16, 17, 18 settembre 2002 ed individua nel primo giorno di ogni mese, a partire dal prossimo ottobre, una occasione per dedicare al tema della separazione delle carriere iniziative e manifestazioni da realizzarsi secondo modalità che verranno di volta in volta stabilite.

    Roma 5 luglio 2002


    IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
    (Avv. Domenico Battista) (Prof. Avv. Giuseppe Frigo)
    "

    Saluti liberali

  5. #5
    Nihil.
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    Originally posted by Pieffebi


    " UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE
    Via Margutta 17 (00187) Roma Tel: 06/32500588 Fax: 06/3207040
    E.mail: camerepenali@libero.it <mailtoamerepenali@libero.it> - Internet: www.camerepenali.it <http://www.camerepenali.it>


    La Giunta della Unione delle Camere Penali

    Rileva

    Che nonostante le reiterate prese di posizione, sfociate persino nella proclamazione di alcune giornate di astensione dalle udienze, il Governo continua ad evitare ostinatamente qualsiasi confronto con l’Avvocatura sulla riforma dell’Ordinamento Giudiziario (così come su ogni altra riforma relativa al processo penale) ed a prediligere un rapporto preferenziale ed esclusivo con alcuni settori della Magistratura Associata

    Rileva altresì

    Che vengono sistematicamente ignorati i contributi, le proposte e le motivate ragioni espresse dai penalisti italiani sulla questione delle separazione delle carriere tra giudici e p.m. nel tentativo di legittimare agli occhi della opinione pubblica, come possibile soluzione del problema, una sempre più blanda e comunque insignificante separazione delle funzioni che, secondo l’orientamento che sembra prevalere, potrebbe addirittura essere vincolata unicamente a limiti circondariali

    Ribadisce

    L’assoluta ed inderogabile necessità di avviare, finalmente nelle sedi proprie, un ampio confronto sulle questioni ordinamentali che coinvolga sia il Parlamento nella sua interezza, che tutte le componenti del mondo giudiziario con pari dignità

    Insiste

    Nel ritenere la separazione delle carriere tra giudici e p.m. un presupposto indispensabile per l’attuazione dei principi indicati nel novellato art. 111 della Costituzione e per garantire la terzietà del Giudice e l’autonomia della Giurisdizione.


    Delibera

    l’astensione dalle udienze e dalle attività giudiziarie in conformità del codice di autoregolamentazione del giugno 1997, integrato il 30/3/00, per i giorni 16, 17, 18 settembre 2002 ed individua nel primo giorno di ogni mese, a partire dal prossimo ottobre, una occasione per dedicare al tema della separazione delle carriere iniziative e manifestazioni da realizzarsi secondo modalità che verranno di volta in volta stabilite.

    Roma 5 luglio 2002


    IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
    (Avv. Domenico Battista) (Prof. Avv. Giuseppe Frigo)
    "

    Saluti liberali
    Insiste

    Nel ritenere la separazione delle carriere tra giudici e p.m. un presupposto indispensabile per l’attuazione dei principi indicati nel novellato art. 111 della Costituzione e per garantire la terzietà del Giudice e l’autonomia della Giurisdizione.


    Sì, Pieffebì, hai fatto benissimo a sottolineare questo passaggio.

  6. #6
    SENATORE di POL
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    Wink

    Non è certo un caso.....

  7. #7
    email non funzionante
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    Uhm... fatemi capire: per quanti lettori di questo forum la Cassazione è politicizzata e, se lo è, cosa cerca di ottenere?

  8. #8
    Alessandra
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    Escludimi in partenza. Ci sono giudici certamente politicizzati, e ci saranno pure in Cassazione, ma la Cassazione di per sè non credo possa dirsi politicizzata. Ritengo profondamente controproducenti per chi li fa (leggasi Berlusconi e company), i proponimenti sulla separazione delle carriere a seguito di una sentenza in cui si è risultati (leggasi sempre Berlusconi), soccombenti.

  9. #9
    SENATORE di POL
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    Originally posted by Skepto
    Uhm... fatemi capire: per quanti lettori di questo forum la Cassazione è politicizzata e, se lo è, cosa cerca di ottenere?

    Personalmente non ritengo la decisione della Cassazione sul trasferimento dei processi milanesi per legittima suspicione determinata da una politicizzazione della Suprema Corte. Ritengo ineccepibile quella decisione in punto di diritto, ma discutibile rispetto all'interpretazione dei fatti in questione, relativamente anche alla possibile relazione con le contraddittorie affermazioni del Procuratore Generale.

    Saluti liberali

  10. #10
    Nihil.
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    Originally posted by Skepto
    Uhm... fatemi capire: per quanti lettori di questo forum la Cassazione è politicizzata e, se lo è, cosa cerca di ottenere?
    Non è certo Berlusconi a delegittimare la Corte di Cassazione.
    Nella sua requisitoria al processo Imi Sir-Lodo Mondadori, la Boccassini ha elegantemente descritto la Suprema Corte come un organo sottoposto a un «apparato militare costruito da avvocati per corrompere i giudici». «C' era un controllo militare del territorio, dove per territorio intendo la Suprema Corte».
    Capito? Altro che giudici "politicizzati", a dar retta alla eroica Ilda tutti i magistrati cassazionisti erano nel libro paga di Previti!
    E allora mi fanno davvero sorridere tutte quelle anime belle che oggi si scandalizzano perché un imputato [Berlusconi] si è permesso di muovere qualche legittima critica ad una sentenza; mentre appena qualche mese fa nulla rimproveravano alla Boccassini nel momento in cui quest'ultima si permetteva di lanciare pesanti accuse addirittura su di una fantomatica "militarizzazione della intera Cassazione da parte degli imputati"; dichiarazione di per sé gravissima dal momento che le accuse - è bene ricordarlo - erano generiche e prive di fondamento, e furono per di più fatte da un PM in udienza e durante una requisitoria, e quindi incompatibili con la deontologia e la professionalità di un magistrato.

 

 
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