Bene, raccolgo l’invito a chiarire e a farlo senza toni polemici o arroganti come altri è uso a fare….
Aprendo la discussione era mio sincero interesse ottenere risposte all’interrogativo essenziale: di fronte alla richiesta di uno studente (ma attenzione un particolare studente) che vuole saperne di più su quanto sta accadendo tra USA e Iraq, rispondere (in veste di docente che quotidianamente deve fare attenzione a non mostrarsi fazioso su argomenti di natura politica) nel modo che ho descritto è consentito? è corretto? è condivisibile?
In più restava del tutto evidente che il ritenere la guerra una soluzione del tutto errata a problemi del tipo di quello in corso, non ero io a sostenerlo bensì la Storia stessa e per giunta la nostra Costituzione.
Oltre ad interventi fuori luogo da parte di interlocutori ai quali, come ho detto, non valeva la pena rispondere, c’è stata questa tua affermazione:
>La guerra infatti, oltre a essere foriera di morte, dolore, ingiustizia, in una parola il "Male", è stata per secoli propulsione al progresso del genere umano.
"Grazie" alle "invenzioni" di guerra il genere umano ha potuto conoscere fasi di rapidissimo sviluppo culturale e tecnologico.
Cinico ma vero.<
alla quale ho replicato lapidariamente:
>Non è solo cinismo è invenzione e ignoranza della storia affermare quanto qui è stato affermato.<
Ammetto che tacciare d’ignoranza chi sostiene frasi del genere è quanto meno provocatorio, se una giustificazione può servire è che in affermazioni di tal genere io riscontro una visuale storica che mi irrita profondamente, che per il fatto stesso che chi arriva a dare connotazioni in parte positive (del tipo: non tutto il male vien per nuocere), come hai fatto tu, significa che anche persone che possiedono senso critico e buona fede cadono con una facilità incredibile in trappole del tipo in cui cadi tu.
Mi spiego meglio: nel momento stesso in cui si attribuisce al corso della Storia, in particolare a quella occidentale, una connotazione di ineluttabilità o di necessità, anche se essa produce cataclismi e tragedie, come s’è verificato ad esempio con le due guerre mondiali, per poi riconoscerne la magnifica accelerazione conseguita sul piano del progresso tecnologico e scientifico; si cade in una trappola elementare, ossia quella di valutare lo stesso progresso tecnologico come mirabile, sacrosanta e giusta contropartita al mare di sangue versato. Ecco questo non può essere condiviso e non solo perché si tratta di cinismo a buon mercato, ma anche e soprattutto perché denota una “lettura” della Storia superficiale e che presta il fianco alle più ignobili e basse speculazioni.
Spero che allora tu possa comprendere che la mia lapidaria replica era frutto di una preoccupazione di fondo da un lato e dalla personale indignazione.
Con questo t’invito in ogni caso a proseguire la discussione, perché confrontarsi è per me (e credo lo sia anche per te) un modo più che utile per ampliare le proprie conoscenze ed informazioni (non trascurando mai, però di improntare le proprie opinioni su quel senso di umiltà che deve essere alla base del confronto).
Grazie.




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