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Discussione: Guerra e Pace

  1. #91
    Moderatamente estremista
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    Originally posted by Pieffebi
    Sì Massimo Fini dice che bisogna lasciare i popoli nel loro brodo. Lascairli infibulare, torturare, magari fare i sacrifici umani ...se ciò rientra nella loro cultura. E' il nichilismo diventato Etica. La Distruzione della Ragione, la chiamava un grande filosofo marxista.

    Shalom!!!
    Ti ricordo che lo stato è per definizione soltanto il monopolista dei mezzi di coercizione su un dato territorio. Non ha né un'etica, né una morale né un fine ultimo. Pensare di usare lo stato - che è coercitivo per definizione - per esportare la libertà mi sembra un po' come assoldare una puttana per predicare la castità. Certo, si tratta di problemi di cui si intende....

    L'alternativa a "lasciare i popoli nel loro brodo" (cioè lasciar fare alla gente ciò che più gli aggrada) è lo stato etico, quello che - tra la gioia degli illuminati di sinistra e di destra - fa il tuo bene (come piace a Pasquino) all'interno, e ti dice quanti bicchieri di vino puoi bere, quante sigarette puoi fumare e che ti fa scopare con il preservativo; mentre all'esterno porta la civiltà, la democrazia e la bibbia. Quello che piace a te, evidentemente.

    Tu chiamalo se vuoi... socialismo.

  2. #92
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    Avevo già capito che per gente come te l'Europa sarebbe di certo diventata o NazionalSocialista o Comunista.
    Tu chiamalo se vuoi.................. anarchismo utopico.


    P.S. = mai parlato di Stato Etico, ne' all'interno, ne' all'esterno, semmai di Politica Estera con la P e la E maiuscola a difesa di un mondo, ossia di un aggregato di interessi e valori. Chiamalo se vuoi.....Imperialismo Democratico. La cosa non mi offende.

  3. #93
    Moderatamente estremista
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    Originally posted by Pieffebi
    Avevo già capito che per gente come te l'Europa sarebbe di certo diventata o NazionalSocialista o Comunista.
    Tu chiamalo se vuoi.................. anarchismo utopico.


    P.S. = mai parlato di Stato Etico, ne' all'interno, ne' all'esterno, semmai di Politica Estera con la P e la E maiuscola a difesa di un mondo, ossia di un aggregato di interessi e valori. Chiamalo se vuoi.....Imperialismo Democratico. La cosa non mi offende.
    si', imperialismo democratico mi piace e permette a ciascuno di assegnargli il proprio giudizio di valore, derivato dal giudizio che da' a "imperialismo" e a "democratico", sia esso positivo o negativo.

  4. #94
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    Originally posted by ciaparat
    certo, sulla guerra siamo, mi sembra in sintonia. Non credo su tutto il resto, ma scusami se ho dato l'impressione di voler aggredire l'interlocutore.
    Non c'è tempo e non è questa la sede per spiegarti perchè neanche una delle parole che scrivi mi trovi d'accordo.
    espressioni come "noi (?!?) italiani", "lo stato siamo noi", "i nostri rappresentanti", &c., le puoi usare con PFB e, appunto, con gli statalisti (non è un'offesa: credi o non credi nello stato?) in genere; a me fanno solo sorridere.
    Per tornare a bomba, ho paura che proprio il tuo desiderio di "fare del bene" (in Somalia come in Kosovo) ti esponga al rischio di essere convinto, domani o dopodomani, della "bontà" della guerra in Iraq: che infatti gli statalisti di destra di questo forum difendono come un modo (forse un po' goffo) di "esportare" la democrazia - e quindi a fin di bene.
    Per chi come me non crede - in senso religioso - nello stato, questo pericolo non esiste.
    Si può anche aprire un nuovo thread sull'argomento dello stato come istituzione, organizzazione creata da uomini liberi.

    Quella logica delle istituzioni come create da noi, come parte del nostro essere comunità non sono comicità ma realtà.

    Sono considerazioni vive ed accettate in quasi tutti i paesi civili.

    Il senso di stato come comunità nel nostro paese purtroppo si porta appresso dei retaggi storici che configura l stato come ente esterno, come oppressore. Una distorsione tutta italiana alimentata da un regime politico che più che democratico, si è andato trasformando in oligarchia.

    è innescato cioè un anello che ha creato una classe politica distante dal popolo che lo ha eletto a cui invece dovrebbero rendere conto e dall'altra un paese in cui gli elettori considerano chi viene eletto come un qualcuno di ineluttabile, una "cosa" che non gli appartiene che non li coinvolge. Cioè da una parte gli elettori si sono allontanati dalla politica dall'altra gli eletti hanno incentivato questo allontanamento. In questo modo gli eletti, i rappresentanti dello stato che avrebbero dovuto essere i NOSTRI rappresentanti sono diventati in nostri nemici. Una cosa assurda!

    Una cosa che non ha nulla di democratico. Sembra che così sia stato strappato il potere al popolo e questo è profondamente in contrasto con il significato di "democrazia".

    Sono d'accordo che il discorso è lungo e complesso e che non può essere trattato in poche righe ma ritengo un argomento importate di come stiamo vivendo il nostro rapporto con le istituzioni, con la democrazia, con i nostri rappresentati e quindi in una parola con lo stato.

    Per quanto riguarda le guerre non si tratta di essere convinti ma di tener conto dei fatti.
    Se un giorno dovessero trovare armi di distruzione di massa, la possibilità di usarli contro più paesi e si dimostrasse che il Rais ha armi ed un esercito per dominarre il medio oriente e che non intendesse consegnarle o distruggerle sarebbe necessario intervenire.

    Ma quella possibilità è abbastanza remota. Basta passare pochi minuti nell'ambasciata dell'Iraq in Italia per capire con chi abbiamo a che fare. Un paese potenzialmente ricco che vive nell'abbando e nel caos in cui primeggia solo la figura di Saddam. Niente a che vedere con Hitler la cui organizzazione ed il cui popolo lo avrebbe saputo seguire fino all'inferno, con una potenza militare ed una compattezza unica. Quella era una minaccia.

    Saddam è solo un ridicolo dittatore, violento e selvaggio che con il pugno di ferro domina un paese le cui strutture sociali e militari si reggono per miracolo. Un "gigante" (? ) dai piedi d'argilla.

    Con queste premesse è un po' difficile giustificare una guerra "preventiva". Dalle mie parti direbbero: "Ma de' ché?"

    Saluti

  5. #95
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    Originally posted by Pieffebi
    Sì Massimo Fini dice che bisogna lasciare i popoli nel loro brodo. Lascairli infibulare, torturare, magari fare i sacrifici umani ...se ciò rientra nella loro cultura. E' il nichilismo diventato Etica. La Distruzione della Ragione, la chiamava un grande filosofo marxista.

    Shalom!!!
    E le sembra un discorso valido? un ragionamento giusto?

    Non bisogna intervennire di fronte a queste cose?

    Combattere non è una bella cosa ma se si deve combattere almeno serva a fermare altre guerre, altre uccisioni, altre morti!

  6. #96
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    Originally posted by ciaparat
    Ti ricordo che lo stato è per definizione soltanto il monopolista dei mezzi di coercizione su un dato territorio. Non ha né un'etica, né una morale né un fine ultimo. Pensare di usare lo stato - che è coercitivo per definizione - per esportare la libertà mi sembra un po' come assoldare una puttana per predicare la castità. Certo, si tratta di problemi di cui si intende....

    L'alternativa a "lasciare i popoli nel loro brodo" (cioè lasciar fare alla gente ciò che più gli aggrada) è lo stato etico, quello che - tra la gioia degli illuminati di sinistra e di destra - fa il tuo bene (come piace a Pasquino) all'interno, e ti dice quanti bicchieri di vino puoi bere, quante sigarette puoi fumare e che ti fa scopare con il preservativo; mentre all'esterno porta la civiltà, la democrazia e la bibbia. Quello che piace a te, evidentemente.

    Tu chiamalo se vuoi... socialismo.
    Lo stato per definizione è "l'organizzazione politica e giuridica della società civile" (Devoto-Oli), mentre tu come altre persone lo continuate a vedere come una figura esterna alla società civile. Capisco le ragioni da cui nascono queste visioni ma spero riconosciate anche che sono visioni dettate da situazioni distorte da quello che dovrebbero rappresentare.
    Se la definizione di stato è quella che ho citato e te ed altri hanno la visione che citate qualcosa di sbagliato ci deve essere. Dato che non è pensabile che tante persone siano dei visionari vuol dire che la realtà ha distorto il significato e lo scopo dello "stato". Ma allora non dobbiamo prendercela con lo "Stato" ma con chi ha creato queste aberrazioni.

    Quello che dico è: "Ricreiamo la visione corretta dello stato. Creiamo un nuovo rapporto tra stato ed individui che lo compongono. Riportiamolo nei giusti binari con il popolo al centro delle istituzioni.".
    Questo non è affatto quello che propongono alcuni politici che invece intendono la disgregazione dello stato come soluzione.

    Dividendolo in una miriade di mini stati.

    Ove questi rapporti si ricreano il risultato si è ottenuto ove non si ricreano avremo il moltiplicarsi del problema. La realtà comunale, provinciale e regionale di molte zone d'Italia dimostra che i rapporti tra cittadino ed istituzioni locali non sono migliori di quelle con lo stato centrale. Pertanto per un caso positivo avremo migliaia di casi in cui il rapporto cittadino-Stato è ulteriormente peggiorato.

    Il fine reale è per queste forze politiche, di tipo territoriale di appropriarsi di un potere che altrimenti non potrebbero raggiungere su un piano più ampio.

    Se lo Stato e quindi le istituzioni della società a cui apparteniamo impongono dei vincoli al comportamento dei singoli è perché vi sono delle ragioni "sociali" cioè degli altri individui che rappresentano la maggioranza della società o perché hanno ricevuto l'incarico dai nostri rappresentanti di tutelare la nostra salute.

    In entrambi i casi non è lo stato etico come entità estranea ad imporre al popolino ignorante le sue leggi ma è lo stato come entità organizzativa dei cittadini che organizza, dirige e coordina i comportamenti e le relazioni tra gli individui in rispetto alla volontà della maggioranza dei componenti dello Stato, del paese, della società.

    So di andare fuori tema e quindi qui mi fermo

    Saluti

  7. #97
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    Originally posted by Pieffebi
    Avevo già capito che per gente come te l'Europa sarebbe di certo diventata o NazionalSocialista o Comunista.
    Tu chiamalo se vuoi.................. anarchismo utopico.


    P.S. = mai parlato di Stato Etico, ne' all'interno, ne' all'esterno, semmai di Politica Estera con la P e la E maiuscola a difesa di un mondo, ossia di un aggregato di interessi e valori. Chiamalo se vuoi.....Imperialismo Democratico. La cosa non mi offende.
    Non ci vedo niente di liberale in tutto ciò.

    Come si può parlare di libertà se poi si propugna l'oppressione e l'imperialismo per imporre uno stato "libero".

    Un esempio personale. Con le precedenti giunte di sinistra nel mio paese si aveva la libertà per i negozianti di aprire la domenica o meno.

    Con la nuova giunta "liberale" di destra si è imposta la chiusura domenicale ed ora la domenica per fare la spesa mi occorre andare nel paese vicino.

    Un esempio di come alcuni "liberali" intendono il "liberismo".

    Saluti

  8. #98
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    Originally posted by il Pasquino
    E le sembra un discorso valido? un ragionamento giusto?

    Non bisogna intervennire di fronte a queste cose?

    Combattere non è una bella cosa ma se si deve combattere almeno serva a fermare altre guerre, altre uccisioni, altre morti!
    Infatti io non sono un "pacifista", come Massimo Fini.

    Shalom!

  9. #99
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    Originally posted by il Pasquino
    Non ci vedo niente di liberale in tutto ciò.

    Come si può parlare di libertà se poi si propugna l'oppressione e l'imperialismo per imporre uno stato "libero".

    Un esempio personale. Con le precedenti giunte di sinistra nel mio paese si aveva la libertà per i negozianti di aprire la domenica o meno.

    Con la nuova giunta "liberale" di destra si è imposta la chiusura domenicale ed ora la domenica per fare la spesa mi occorre andare nel paese vicino.

    Un esempio di come alcuni "liberali" intendono il "liberismo".

    Saluti

    Allora lei è d'accordo con Massimo Fini.

    Shalom!

  10. #100
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    Originally posted by Pieffebi
    Allora lei è d'accordo con Massimo Fini.

    Shalom!
    non capisco perchè ma sembra che mi eviti.

    Mi risponde per epitaffi e non riesco ad intraprendere un discorso valido con lei.

    Sono così odioso o pericoloso?

    Con questo discorso su Fini non ho capito un accidenti. O è stato troppo enigmatico o io sono diventato un po' duro di comprendonio!

    La prego sia meno sintetico. Mi illustri!

    Saluti

 

 
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