...mi precederà, posterò un articolo preso da il Foglio di venerdì 21 marzo titolato: Il Vaticano e gli alleati sbagliati: Mosca, Pechino, Berlino....
avanti..risparmiatemi la fatica di copiare!
saluti


...mi precederà, posterò un articolo preso da il Foglio di venerdì 21 marzo titolato: Il Vaticano e gli alleati sbagliati: Mosca, Pechino, Berlino....
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uh uh stiamo trepidamente in attesa![]()
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PaciFESSOOriginally posted by AngelodiCentro
il Vaticano nn è alleato con nessuno. questa è un'altra interpretazione di parte che nn corrisponde alla realtà.![]()
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Cos'hai contro la bandiera palestinese e le musiche arabe?


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ce l'hai con la chiesa che intona canti e suona le campane?
La musica e' vita, tu sei uno sfigato.


C'è poco da ridere. Tra te e gli zozzoni l'unica differenza sta nell'uso del sapone. Quanto alla pochezza degli argomenti è ben difficile distinguervi. In fondo loro sono almeno coerenti, tu no.Originally posted by AngelodiCentro
ringraziamo la gente come pieffebi grazie alla quale il valore della PACE viene strumentalizzata dagli insulti e dalle fesserie degli
"zozzoni" nelle piazze e nelle okkupazioni. qui hanno messo un tendone con lo stereo a tutto volume con il bandierone palestinese e le canzoni arabecomplimenti, bel lavoro pieffebi!
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Quanto alla conta dei morti.................in una guerra....lasciamo proprio perdere. Neppure gli zozzoni si abbassano a tanto. Per ora.
Shalom!!!


da www.ilnuovo.it
" Berlusconi: ora una politica estera comune della Ue
Il premier italiano sottolinea le divisioni del Consiglio d'Europa e come si sia preferito parlare di ricostruzione. Sulla Francia: "Ho giudicato il suo passo politico sulla crisi irachena come un errore" . [non sembra dunque una "interpretazione tendenziosa di pieffebi"]
- VERTICE USA-EUROPA NEL MESE DI GIUGNO
BRUXELLES - L'analisi è fredda, forse spietata, ma fotografa con esattezza il clima nel quale si sono svolti i lavori del Consiglio Europeo. '' L'Onu si è dimostrato impotente di fronte alla situazione di divisione, sono entrati in crisi i rapporti transatlantici, si è registrata una divisione in Europa ''. Da pochi minuti è stato reso noto il documento finale che evita accuramente qualsiasi riferimento alla risoluzione 1441 dell'Onu, non cita mai la guerra e si concentra solo sul tema della ricostruzione dell'Iraq.
Il premier italiano prende soprattutto atto della spaccatura fra i partner della Ue. Non la nasconde, rilancia: ora bisogna riformare i meccanismi Onu e far sì che l'Europa possa avere una difesa e una politica estera comuni per sedere alla pari al tavolo dei grandi del mondo . Il premier italiano non se lo nasconde. Per evitare di lacerarsi ulteriormente, il Consiglio d'Europa ha preferito guardare ''al futuro'' parlando della crisi irachena. Non si è voluto, insomma, ''tornare sulle divisioni'' delle ultime settimane, divisioni che sono comunque "rimaste nell'aria'' in un clima che Berlusconi definisce ''teso e di preoccupazione''.
Ma il premier italiano vuole evidenziare l'errore che a suo giudizio ha compiuto la Francia nel dire no all'intervento, nel minacciare il veto al consiglio di sicurezza dell'Onu. " Ho giudicato il passo politico della Francia sulla crisi irachena come un errore . Ciò non l'ho potuto ribadire direttamente a Chirac, ma ne ho parlato con il ministro degli esteri Villepin''. Berlusconi si riferisce alla volontà di Parigi di porre il veto ad una seconda risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Ma bisogna sapere andare avanti nella costruzione di un'Europa davvero unita, soprattutto in politica estera, Bisogna far sì che la Ue abbia, dice Berlusconi, " una sola voce per partecipare a pieno titolo al tavolo per la soluzione dei problemi dell'ordine mondiale ''. Un'Europa del futuro che dovrà essere necessariamente più ampia e arivare a comprendere, è l'auspicio italiano, anche la Federazione russa, anche Israele, la Bielorussia, l'Ucraina e la Turchia.
Anche l'Onu, e le nazioni che lo compongono, dovranno accettare un meccanismo di riforma dell'organizzazione e della struttura. A cominciare dal funzionamento dei consiglio di sicurezza e dalla permanenza del diritto di veto, "un residuato - lo definisce Berlusconi con una critica alla minaccia della Francia di utilizzarlo nei confronti di una delibera Usa a sostegno dell'intervento in Iraq - di importanza storica molto lontano nel tempo''.
Finita la guerra, bisognerà tornare a trattare. Sul Medio Oriente, a partire dall'esplosiva situazione israelo-palestinese. Un tema ''urgente e dimenticato'' e che i Quindici hanno ribadito di voler rimettere immediatamente in agenda. E Berlusconi offre Erice come sede per un tavolo di negoziato.
(21 MARZO 2003; ORE 16:41)
"
Questo non è Angelino, grazie a Dio!!!
Saluti liberali![]()


Se questo e' il tono dei vertici della Cdl, faccio i miei complimentiOriginally posted by Pieffebi
C'è poco da ridere. Tra te e gli zozzoni l'unica differenza sta nell'uso del sapone. Quanto alla pochezza degli argomenti è ben difficile distinguervi. In fondo loro sono almeno coerenti, tu no.
Quanto alla conta dei morti.................in una guerra....lasciamo proprio perdere. Neppure gli zozzoni si abbassano a tanto. Per ora.
Shalom!!!![]()


ecco, è quando sento un politico dire che vuole sedersi attorno a un tavolo per risolvere i problemi dell'ordine mondiale che mi viene davvero paura...Originally posted by Pieffebi
[B" una sola voce per partecipare a pieno titolo al tavolo per la soluzione dei problemi dell'ordine mondiale ''. Un'Europa del futuro che dovrà essere necessariamente più ampia e arivare a comprendere, è l'auspicio italiano, anche la Federazione russa, anche Israele, la Bielorussia, l'Ucraina e la Turchia.
[/B]
comunque, oltre alla Russia e a Israele, ci sono dei bei posti anche dalle parti delle Isole Figi...


Forse preferisci che i problemi del mondo siano risolti dall'anarchia dei mercati finanziari....
da www.cnnitalia.it
" Le Borse scommettono su una guerra-lampo
Ultimo aggiornamento 21 marzo 2003, 184 ora italiana (17
4 GMT)
MILANO (CNN) -- Le Borse europee scommettono su un esito rapido e vittorioso della guerra in Medio Oriente e chiudono in forte rialzo venerdì al termine di una seduta condotta con gli occhi puntati sulle vicende irachene.
A guidare i listini, in una giornata che ha visto crescere anche i volumi, sono stati i titoli del settore assicurativo, i bancari e i tecnologici. Guadagni attorno al 3% per i principali listini, piazza Affari chiude a +2,74% a 16.885 punti, riportandosi così ai livelli di inizio mese. Simile il progresso del Mib30 (+2,94% a 23.183 punti), mentre il Midex ha guadagnato l'1,87% a quota 19.921.
Fra le altre Borse, Zurigo ha segnato la performance migliore con un rialzo del 3,91%, seguita da Parigi (+3,43%). Leggermente più cauta Londra (+2,53%), mentre Francoforte saliva del 3,3% in corrispondenza della chiusura degli altri listini del Vecchio Continente. Il desiderio di vedere terminare rapidamente l'incertezza che attanaglia i mercati da diversi mesi ha spinto oggi gli investitori a riportarsi con decisione sui titoli azionari, senza effettuare particolari distinzioni settoriali.
A funzionare da volano per l'intero mercato sono stati i titoli assicurativi (+6,8% EuroStoxx di settore) e i bancari (+4,6%), che da alcune settimane mostrano la più elevata sensibilità ai movimenti borsistici nel bene e nel male. In evidenza anche i tecnologici (+4,3%), che si muovono favorevolmente seguendo i progressi del Nasdaq, portatosi ai massimi degli ultimi due mesi.
Anche a Milano è stata una giornata di rialzi pressochè generalizzati, con assicurativi e bancari in evidenza. Il recupero corale mette in prima fila Capitalia (+6,43%), San Paolo Imi (+5,21%), Bnl (+5,56%), Banca Intesa (+4,53%) e Unicredit (+4,31%) e, fra le compagnie assicurative, Generali (+5,4%) e Alleanza (+4,77%).
Da sottolineare l'exploit di Parmalat, oggi in rialzo del 10,15%. In realtà il titolo della società emiliana deve la prestazione odierna a una serie di ricoperture che hanno soltanto in parte colmato il terreno perduto a febbraio dopo l'annuncio dell'emissione di un prestito obbligazionario, poi rimandato dalla stessa società.
Le sale operative riferiscono di incontri individuali che la dirigenza di Parmalat sta tenendo con le singole banche d'affari per spiegare la propria strategia. Relativamente sotto tono oggi il titolo Eni (+0,97%) e soprattutto Enel (+0,72%).
Per quanto riguarda quest'ultima, il mercato non ha reagito con particolare favore all'annuncio dell'acquisizione della totalità del capitale di Wind, operazione anticipata da Radiocor martedì scorso.
Il prezzo pagato per il 26,6% ceduto da France Telecom (1,33 miliardi) è leggermente inferiore a quanto paventato dagli analisti, ma restano intatti i dubbi sulla valenza strategica di questa operazione. Moody's e S&P, pur confermando il merito sul credito del gruppo elettrico, hanno intanto posto i rispettivi rating sotto osservazione con implicazioni negative. "
Cordiali saluti