Mi spiace ma a me dei democristiani non importa niente. Io non porto il cervello all'ammasso, a nessun ammasso. Il discorso del Presidente Berlusconi è stato chiarissimo. L'Italia è fin dal primo momento, indubitabilmente, senza esitazioni, dalla parte degli Stati Uniti d'America e delle altre grandi democrazie impegnate ad affrontare un tiranno assassino. Fin dal primo momento l'Italia ha detto che non avrebbe partecipato direttamente o inderettamente alle operazioni militari, ONU o non ONU. L'Italia in ragione della divisione del lavoro concordata con le altre potenze democratiche, ha assunto un ruolo corrispondente alle sue possibilità e alla contingenza, che la vuole prossima alla presidenza di turno dell'Unione Europea. L'Italia non ha assunto nessuna posizione di equidistanza fra Bush e Chirac, ma ha appoggiato Bush e deplorato l'azione di Chirac erosiva dell'unità europea e atlantica. All'interno del ruolo assunto, l'Italia ha cercato la mediazione fra le posizioni diverse, operando fino all'ultimo al fine di verificare la percorribilità di una via non militare al disarmo dell'Iraq di Saddam, tenendo conto dei ruoli delle varie organizzazioni internazionali: ONU, NATO, Unione Europea.....
L'Italia considera, ha detto chiaramente Berlusconi alle Camere, legittima e NON illegale l'azione militare anglo-americana, fondata sulla risoluzione 1441 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti, che già prevedeva "gravi conseguenze" per l'Iraq nel caso Saddam avesse, come ha fatto, per l'ennesima volta preso per i fondelli la Comunità Internazionale. Il resto sono chicchiare democristiane che non mi interessano, ne' interessano le Opposizioni, che di democristiani da sopportare ne hanno già troppi per loro conto.
Saluti liberali
da www.iltempo.it
" Sì a basi, non per attacchi
L'aula della Camera dei deputati ha approvato la risoluzione della maggioranza sulla crisi irachena. I voti a favore sono stati 304, i no 246. Due gli astenuti. Brevissimo il testo del documento: «La Camera, udite le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, le approva». Berlusconi, questa mattina, ha spiegato che l'Italia, come d'altronde Francia e Germania, concederà agli Stati Uniti l'uso delle basi e il permesso di sorvolo del suo spazio aereo e mantiene il proprio sostegno politico all'azione americana in quanto anche la risoluzione 1441 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu mantiene la sua «legittimità» e prevede già la possibilità di «un disarmo forzoso». «L'Italia non è una nazione belligerante e non parteciperà direttamente a operazioni militari, non invierà nè uomini nè mezzi», ha scandito il premier precisando però che «non partirà nessun attacco all'Iraq da aerei che partono da basi italiane» . Cioè che l'utilizzo delle basi italiane servirà solo per transiti e spostamenti e mai in nessun caso per l'avvio di operazioni di guerra dal suolo italiano.
DISCORSO INTERROTTO VARIE VOLTE DALLE OPPOSIZIONI. Interrotto numerose volte dalle proteste dell'opposizione - ed anche dall'esposizione di una bandiera arcobaleno della pace lasciata cadere dalla tribuna del pubblico - il presidente del Consiglio non ha risparmiato le accuse ad una opposizione che «non ha il senso dello stato, della lealtà e della democrazia» e che sta usando la crisi irachena in modo «demagogico», nascondendosi «in maniera strumentale» dietro gli «aspetti giuridici» che, ad avviso di Berlusconi e del Governo, «non sussistono».
ADOPERARSI SUBITO PER RITROVARE L'UNIONE NELLA LOTTA AL TERRORISMO. Due aspetti il premier ha sottolineato per l'immediato futuro, dopo aver specificato che ormai «obiettivamente le possibilità di una guerra sono molto alte»: la necessità, già domani a Bruxelles, di ritrovare l'unità dell'Europa e l'assolut indispensabilità di far «restare pienamente in vigore la grande Alleanza mondiale contro il terrorismo» che deve sopravvivere «al di là di ogni contrasto sull'Iraq». Visibilmente teso, Silvio Berlusconi non ha risposto alle interruzioni dell'opposizione aspettando impassibile che il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, riportasse l'ordine e il silenzio nell'aula di Montecitorio.
NON CONCEDERE LE BASI SAREBBE UNA TRAGICA FARSA. Il presidente del Consiglio, prima di spostarsi al Senato per ripetere l'intervento sulla crisi irachena, ha motivato la scelta dell'Italia di non «tradire» il legame transatlantico: «sarebbe una farsa tragica - ha detto - se l'Italia adottasse scelte contrarie all'interesse internazionale, a quello dell'Europa e contro quei valori intangibili che ci uniscono agli alleati al di la' della Manica e dell'Oceano; sarebbe inutile - ha aggiunto - sottolineare la gravità di un atto di diniego» verso gli Stati Uniti. Infine Berlusconi ha lanciato segnali anche al di là del Tevere ripetendo che il Governo si sta muovendo con «prudenza», «con spirito di sincera attenzione verso l'opinione pubblica e sensibile al richiamo spirituale del Santo Padre».
Ultimo aggiornamento mercoledì 19 febbraio ore 16.00 "
Shalom!




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) è divisa tra gollisti francesi da una parte e italiani-danesi-portoghesi dall'altra, la stessa ELDR ha delle defezioni interne come quella del PRI che sostiene l'intervento. E' chiaro che poi i gruppi sono riusciti a mediare tra le varie posizioni, così come