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Discussione: Ripeto la domanda...

  1. #41
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    Veramente l'esercito iracheno si e' arreso.

    Ma la nostra posizione e' INDIPENDENTE dagli esiti delle guerre.

    Questa e' stata sanguinossima, decine di migliaia sono le vittime civili, per non parlare delle coscenze.

    Credi sia bello per un soldato seppellire con un bulldozer corpi di soldati iracheni nel deserto? Le fosse comuni fatte dagli Usa sono migliori di altre?

    Il fatto e', caro mustang, che la vostra politica e' sempre stata fallimentare dal punto di vista umano, vincente dal punto di vista militare e di dominio imperiale.

    Ma ora la gente non vuole piu' essere cittadina dell'Impero. Siete costretti a manipolare le notizie, terrorizzare la gente, creare le carte da gioco con i "ricercati" (in base a quale autorita', visto che esiste il tribunale internazionale, EVENTUALMENTE, per questo).

    Un boquet di stupidari di cui la gente si e' accorta, basta vedere i Tg della sera per capire come ci sia uno scollamento tra la realta' e le persone.

    Nessuno ha creduto alla "liberazione", ma tutti sanno che e' un'"occupazione".

    Tutti conoscono le colpe storiche degli Stati Uniti, tranne i loro cittadini, perche' a loro e' negata la liberta' di informazione e di espressione.

    Perfino la Cnn ha modificato gli applausi a Moore la notte degli oscar, in fischi.

    A che bassi livelli siete arrivati...

    Chirac e' un tuo compare, fa parte della tua congrega di corrotti che tu hai votato CONSAPEVOLMENTE, gente che va a presentarsi in tribunale, senza i propri avvocati, per fare una sceneggiata, come gia' aveva fatto anni fa.

    Non ti vergogni di questa gente, che usa i buchi, i cavilli, della nostra giustizia, per fare i propri porci comodi?

    Non ti vergogni degli appalti che gli Usa si sono auto- assegnati in Iraq? Con che autorita', chi li ha chiesti?

    E' un tentativo MALDESTRO di far sembrare legale il furto di petrolio.

    Vergognatetvi di giocare con la pelle delle persone.

  2. #42
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by yurj
    Veramente l'esercito iracheno si e' arreso.

    Ma la nostra posizione e' INDIPENDENTE dagli esiti delle guerre.

    Questa e' stata sanguinossima, decine di migliaia sono le vittime civili, per non parlare delle coscenze.

    Credi sia bello per un soldato seppellire con un bulldozer corpi di soldati iracheni nel deserto? Le fosse comuni fatte dagli Usa sono migliori di altre?

    Il fatto e', caro mustang, che la vostra politica e' sempre stata fallimentare dal punto di vista umano, vincente dal punto di vista militare e di dominio imperiale.

    Ma ora la gente non vuole piu' essere cittadina dell'Impero. Siete costretti a manipolare le notizie, terrorizzare la gente, creare le carte da gioco con i "ricercati" (in base a quale autorita', visto che esiste il tribunale internazionale, EVENTUALMENTE, per questo).

    Un boquet di stupidari di cui la gente si e' accorta, basta vedere i Tg della sera per capire come ci sia uno scollamento tra la realta' e le persone.

    Nessuno ha creduto alla "liberazione", ma tutti sanno che e' un'"occupazione".

    Tutti conoscono le colpe storiche degli Stati Uniti, tranne i loro cittadini, perche' a loro e' negata la liberta' di informazione e di espressione.

    Perfino la Cnn ha modificato gli applausi a Moore la notte degli oscar, in fischi.

    A che bassi livelli siete arrivati...

    Chirac e' un tuo compare, fa parte della tua congrega di corrotti che tu hai votato CONSAPEVOLMENTE, gente che va a presentarsi in tribunale, senza i propri avvocati, per fare una sceneggiata, come gia' aveva fatto anni fa.

    Non ti vergogni di questa gente, che usa i buchi, i cavilli, della nostra giustizia, per fare i propri porci comodi?

    Non ti vergogni degli appalti che gli Usa si sono auto- assegnati in Iraq? Con che autorita', chi li ha chiesti?

    E' un tentativo MALDESTRO di far sembrare legale il furto di petrolio.

    Vergognatetvi di giocare con la pelle delle persone.
    Vedo che lei ha una tensione morale davvero encomiabile quando ci sono in mezzo morti ,poveri , soprusi e ingiustizie .
    Quello che non riesco a capire è l'origine di questa tensione etica .
    Una persona come lei non dovrebbe avere nessuna tensione etica in quanto tutto è relativo e non c'è nulla di duratuto e vero a questo mondo . anzi incomincio a dubitare che sia tensione morale.

  3. #43
    Hanno assassinato Calipari
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    W il dubbio. Dubiti mai, tu?

    ---

    Prima di conquistare, bombardano di Naomi Klein

    Il 6 aprile scorso, il Sottosegretario
    alla Difesa statunitense, Paul
    Wolfowitz, ha dichiarato: l’Onu
    non avrà alcun ruolo nell’instaurazione
    di un governo transitorio in
    Iraq. Il regime diretto dagli Stati
    Uniti rimarrà in carica almeno per
    sei mesi, «probabilmente di più».
    Quando, quindi, gli iracheni
    potranno dire la loro sulla scelta del
    governo, le decisioni economiche
    chiave sul futuro del loro paese
    saranno già state prese dagli occupanti.
    «Deve esserci un’amministrazione
    efficiente fin dal primo
    giorno», ha dichiarato Wolfowitz.
    «La gente ha bisogno di acqua e di
    cibo e medicinali e le condutture
    debbono funzionare, deve funzionare
    l’energia elettrica e la responsabilità
    di questo spetta alla coalizione
    ».
    Il processo tramite il quale
    dovrebbero funzionare queste
    infrastrutture di norma si chiama
    “ricostruzione”, anche se i piani
    statunitensi sul futuro dell’economia
    irachena vanno ben al di là di
    questo. Più che ricostruire, si considera
    il paese una sorta di lavagna
    pulita, su cui i più convinti liberisti
    di Washington sono liberi di
    disegnare l’economia che
    vagheggiano loro: completamente
    privatizzata, in mano di
    estranei e aperta ai traffici.
    Alcuni tratti da evidenziare: il
    contratto di 4,8 milioni di dollari
    per amministrare il porto di Umm
    Qasr è già finito nelle mani dell’impresa
    statunitense Stevedoring
    Services e, per i subappalti, ci sono
    accordi analoghi per la gestione
    degli aeroporti. L’US-Aid (l’Agenzia
    per lo sviluppo internazionale
    degli Stati Uniti) ha invitato le multinazionali
    a fare offerte d’asta per
    tutto, dalla ricostruzione di strade e
    ponti alla distribuzione dei libri di
    testo. Non si specifica la durata dei
    contratti. Quanto ci manca perché
    procedano a fusioni in contratti a
    lungo termine per i servizi dell’acqua
    potabile, i sistemi dei trasporti,
    le strade, le scuole e i telefoni? A che
    punto la ricostruzione si trasformerà
    in privatizzazione larvata?


    Un paese privatizzato

    Il congressista repubblicano
    della California) Darrel Issa ha
    presentato un progetto di legge che
    chiede al Dipartimento della Difesa
    di dar vita a un sistema di telefonia
    cellulare Cdma (Code Division
    Multiple Acces) nell’Iraq del dopoguerra,
    al fine di avvantaggiare «gli
    statunitensi che ne detengono il
    brevetto». Come ha specificato
    Farad Manjoo a Salon, il Cdma è un
    sistema in uso negli Stati Uniti, non
    in Europa, ed è stato sviluppato da
    Qualcomm (che è tra quelli che più
    hanno contribuito per l’elezione di
    Darrel Issa).

    C’è poi il petrolio. L’amministrazione
    Bush sa di non poter parlare
    apertamente di vendita a Exxon-
    Mobil e Shell delle risorse petrolifere
    irachene. Lo si lascia però fare a
    Fadhil Chalabi, ex ministro del
    Petrolio iracheno, nonché dirigente
    esecutivo del Center for
    Global Energy Studies: «Abbiamo
    bisogno che nel paese entri un’enorme
    quantità di denaro. L’unico
    modo per procurarselo è privatizzare
    parzialmente l’industria
    », ha sostenuto.
    Chalabi fa parte di un gruppo di
    esuli iracheni che fanno da consulenti
    al governo statunitense sul
    modo in cui condurre in porto la
    privatizzazione, così che non sembri
    provenire dagli Stati Uniti. In
    appoggio, lo scorso 6 aprile, il gruppo
    ha organizzato a Londra un convegno,
    facendo appello all’Iraq
    perché dopo la guerra si apra alle
    multinazionali del petrolio.


    L’amministrazione Bush ha dimostrato
    la propria gratitudine, promettendo
    che vi sarebbero stati una serie
    di posti per gli esuli iracheni nel
    governo transitorio. C’è chi dice
    che è troppo semplicistico sostenere
    che questa guerra sia una
    guerra per il petrolio. Hanno ragione.
    Si tratta di petrolio, di acqua, di
    strade, di treni, di telefoni, di porti
    e di droghe. E se questo processo
    non si arresta, il “libero Irak” sarà il
    paese più in vendita della Terra.
    Non può certo stupirci che tante
    multinazionali anelino al mercato
    iracheno: non solo perché la ricostruzione raggiungerà un valore
    fino a 100.000 milioni di dollari, ma
    anche perché c’è il fatto che negli
    ultimi tempi «il libero commercio»
    attraverso strumenti meno violenti
    non ha funzionato molto bene.

    Un numero crescente di paesi in via
    di sviluppo rifiuta la privatizzazione,
    mentre l’Alca (l’Area di libero
    commercio delle Americhe), l’assoluta
    priorità commerciale di
    Bush, è ferocemente impopolare in
    tutta l’America Latina. I colloqui
    preliminari dell’Omc (Organizzazione
    mondiale del commercio)
    sulla proprietà intellettuale, l’agricoltura
    e i servizi si stanno impantanando,
    con tutta una serie di
    accuse perché Stati Uniti ed Europa
    non hanno finora mantenuto le
    passate promesse.

    Che cosa farà, quindi, una
    superpotenza in recessione impegnata
    nello sviluppo? Che significa
    passare da un Libero commercio
    che lotta per l’accesso al mercato
    bussando alla porta dell’anticamera
    dell’Omc a un Libero commercio
    che conquista nuovi mercati sui
    campi di battaglia delle guerre preventive?

    In fondo, le trattative con
    paesi sovrani possono essere
    ardue. Molto più semplice strangolare
    un paese, occuparlo e poi ricostruirlo
    come vuoi
    . Bush non ha
    abbandonato il libero commercio,
    come sostengono alcuni, solo che
    ha una nuova dottrina: “prima di
    acquistare, bombarda”.

    Oltre Bagdad

    E questo va ben oltre uno sfortunato
    paese. Gli investitori predicono
    esplicitamente che, quando la
    privatizzazione si sarà radicata in
    Iraq, anche altri paesi come l’Iran,
    l’Arabia Saudita e il Kuweit si
    vedranno costretti a privatizzare il
    loro petrolio per riuscire ad essere
    competitivi. «In Iran, si propagherebbe
    semplicemente come il fuoco
    », ha dichiarato Rob Sobhani,
    consulente energetico, al The
    Wall Street Journal. Entro breve,
    gli Stati Uniti potrebbero essersi
    aperta a suon di bombe un’altra
    strada verso una nuova area di
    libero scambio.

    Finora, il dibattito sulla stampa
    a proposito della ricostruzione in
    Iraq è risultato molto nitido: «è
    straordinariamente sconcio - sono
    state le parole dell’incaricato dei
    Rapporti con l’estero dell’Unione
    europea, Chris Patten - che tutti i
    contratti più succulenti siano
    riservati agli Stati Uniti». Devono
    imparare a condividere: Exxon
    dovrebbe invitare la francese Total-
    FinaElf per lo sfruttamento dei più
    lucrosi giacimenti petroliferi;
    Bechtel dovrebbe offrire un’opportunità
    alla britannica Thames
    Water nei contratti per le condutture.
    Patten potrà pensare che l’unilateralismo
    statunitense sia esasperante,
    e Tony Blair potrà chiedere
    la supervisione dell’Onu in
    materia, ma non è questo il punto.
    A chi interessa che delle multinazionali
    si aggiudichino gli accordi
    migliori nella liquidazione post-
    Saddam, pre-democrazia? Che
    cosa importa se la privatizzazione
    è unilaterale ad opera degli Stati
    Uniti, o multilaterale ad opera
    degli Stati Uniti, dell’Europa, della
    Russia e della Cina? In questo
    dibattito il grande assente è il
    popolo iracheno
    , che - magari -
    aspirerebbe a conservare qualcuno
    dei propri beni. All’Iraq si
    dovrebbero ampie riparazioni una
    volta concluso il bombardamento,
    ma in assenza di qualsiasi processo
    democratico, non si pianificano
    certo riparazioni, ricostruzioni o
    riqualificazioni. Quello di cui si
    tratta è un furto: un furto massiccio
    mascherato da intervento caritatevole;
    una privatizzazione senza
    rappresentanza
    . Un popolo,
    morto di fame e stremato dalle
    sanzioni, poi polverizzato dalla
    guerra, emergerà dal trauma per
    accorgersi che il proprio paese è
    stato venduto all’asta e calpestato.
    E scoprirà anche che la sua recente
    cosiddetta “libertà” - per la quale
    hanno perso la vita tanti suoi cari
    - già porta con sé le catene, per le
    irreversibili decisioni economiche
    che sono state prese mentre cadevano
    ancora le bombe.
    Poi si dirà al popolo iracheno di
    votare per i suoi nuovi capi, e gli si
    porgerà il benvenuto nel meraviglioso
    mondo della democrazia.

    * Autrice di No Logo. Di recente
    ha pubblicato Recinti e finestre,
    Baldini&Castoldi editore. Questo
    articolo è tratto da La Jornadamasiosare.

    (Traduzione di Titti Pierini)

  4. #44
    Makeru ga, katta
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    Predefinito Re: Certamente, come predicavano...

    Originally posted by mustang
    ...i pacifisti al soldo dei nazisti e fascisti negli anni trenta. Abbasso la guerra imperialista giudaica contro i popoli tedeschi e italiani, alla ricerca di buona terra africana.

    I pacifisti degli anni '30 erano la totalità di inglesi e francesi che, memori dei patimenti della prima guerra mondiale (basta di dire questa bischerata del "soldo dei nazisti", please. Gli inglesi proprio non sono mai stati al soldo di nessuno), volevano evitare un altro scontro con la Germania. Tra questi anche il primo ministro inglese Chamberlain, che firmò l'accordo di Monaco. L'unico che voleva resistere era Churchill.
    La cosa buffa di tutto questo era che pure Hitler voleva evitare lo scontro. Solo che volle "bluffare" un pò troppo.

  5. #45
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    marce, l'Inghilterra si preparava alla guerra. La capacita' militare che hanno sfoderato dopo il 41, non e' da paese attaccato e colpito.

  6. #46
    Makeru ga, katta
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    Originally posted by yurj
    marce, l'Inghilterra si preparava alla guerra. La capacita' militare che hanno sfoderato dopo il 41, non e' da paese attaccato e colpito.

    Non farti imbrogliare da questo falso mito, yuri. Gli inglesi ebbero grandi difficoltà nello svolgere operazioni militari nei primi due anni di guerra. La classe militare inglese fino alla metà dello scorso secolo è sempre stata tradizionalmente arretrata. Ancora nel 1917 ad esempio i generali più in vista non consideravano le mitragliatrici come armi decisive, e comunque prettamente difensive e non offensive (tipico di generali abituati a combattere contro tribù africane armate di lancie, e fremevano all'idea dell'assalto alla baionetta), ed ancora negli anni '20 molti componenti dello stato maggiore inglese consideravano i carri come obsoleti e la cavalleria come futura regina dei campi di battaglia (i panzer dimostrarono tutto il contrario quando la cavalleria polacca partì alla carica, senza fare ritorno).
    Nel '40, quando i tedeschi invasero l'Olanda, i bombardieri monomotori inglesi attaccarono le postazioni tedesche. Squadroni di appena tre aerei, privi di scorte di caccia, e lanciandosi contro postazioni munite di forte difesa antiaerea: ben pochi fecero ritorno. Sempre nello stesso anno i quadrimotori che andavano a bombardare la Germania subivano pesanti perdite. Dati storici dimostrano che nei primi due anni di guerra persero la vita molti più piloti inglesi che civili tedeschi. Naturalmente negli anni successivi avrebbero fatto molto di peggio, ma anche in quel caso non cambiò niente. La produzione tedesca continuava come prima (anzi, aumentò) e nel radere al suolo le città si ottenne solo il risultato di far aderire molti più tedeschi al partito nazional-socialista (il numero più alto di iscritti lo si ebbe nel '45).
    La BEF (British Expeditionary Force) arrivò in Francia pensando di dover affrontare ancora sanguinose battaglie di trincea, ma dovettero correre immediatamente verso il mare inseguiti dai panzer di Rommel e Guderian. Gli inglesi ottennero risultati solo contro noialtri, privi di carri pesanti ed armi anticarro. Guidati dai pochi comandanti che credessero veramente all'uso di queste armi (Weavell ed O'Connor) gli inglesi si sarebbero presi tutta la Libia, se nello stesso momento Churchill non avesse ordinato di imbarcarsi per andare in Grecia. Il risultato di questo bel capo di lavoro fu che gli inglesi dovettero sloggiare anche da lì, e lasciarono tempo alle forze dell'asse di portare in Africa i carri di Rommel.
    Infine, anche nel '41, avevano l'idea che i giapponesi non fossero capaci di infliggere loro perdite. Rilocarono in Asia caccia che erano già obsoleti ad inizio guerra per idee razziste verso i "musi gialli", e questi caccia furono subito spazzati via dagli Zero. Persero Singapore perchè misero tutte le difese sul mare pensando ad uno sbarco, ma i nipponici invece li attaccarono via terra sbucando dalla giungla malese.
    Credimi, gli inglesi le stavano prendendo, e molte. Se sopravvissero fu per tutta una serie di fattori (pochi sub tedeschi ad inizio guerra, il non voler invadere la Gran Bretagna da parte di Hitler, il volerla attaccare via aerea con bombardieri tattici, gli aiuti americani ed infine il 22 giugno 1941), ma la loro preparazione militare era veramente pessima. I loro successi furono dovuti principalmente agli errori dell'asse.

  7. #47
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    Io ho, l'impressione che, invece, l'Inghilterra fece di tutto per far dilagare la Germania in tutta Europa, per poi passare a raccogliere, in forze superiori, i frutti di una "liberazione". Non si sviluppano tecnologie decisive in un paio di anni, ne strategie di bombardamento del tipo mostrato successivamente.

    A mio parere, di ignorante in materia

  8. #48
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    Originally posted by yurj
    Io ho, l'impressione che, invece, l'Inghilterra fece di tutto per far dilagare la Germania in tutta Europa, per poi passare a raccogliere, in forze superiori, i frutti di una "liberazione". Non si sviluppano tecnologie decisive in un paio di anni, ne strategie di bombardamento del tipo mostrato successivamente.

    A mio parere, di ignorante in materia

    Non è che io sia un esperto, ma anche nei fatti storici gli inglesi hanno dimostrato che se ne sarebbero stati volentieri fuori dall'Europa. Se ci entrarono fu perchè erano vincolati da un'alleanza con la Polonia; non avessero avuto questo vincolo, se ne sarebbero restati volentieri a casa loro, ed i francesi avrebbero fatto lo stesso.
    Una volta iniziata la guerra e compreso il modo di comportarsi dei nazisti, la loro guerra diventò anche la liberazione per quei popoli occupati dall'esercito tedesco. Nessuna nazione è così altruista. Gli alleati combattevano per sè stessi, e naturalmente approfittarono di questo per accattivarsi le simpatie dei popoli che incontravano sulla strada per Berlino.

  9. #49
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    Predefinito Bene, ora litigate fra voi per decidere...

    ...chi fosse e chi non fosse favorevole alla guerra alla fine degli anni '30.

    Certamente la cosidetta "gente" inglese e americana, canadese e australiana, le madri e i padri dei ragazzi che sarebbero poi partiti, erano "contro"; esattamente come lo sono tutti, contro la guerra...ma sempre con qualche se e con molti ma.
    E i ma e i se li hanno alla fine trovati i governanti di quei paesi che avevano le palle e l'occhio lungo. Hanno lottato contro la "loro opinione pubblica", e di questo dovremo ringraziarli sempre, l'hanno convinta e hanno vinto, e con loro hanno vinto la libertà e la democrazia.

    saluti

  10. #50
    Hanno assassinato Calipari
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    Ma se sono entrati in guerra quando hanno visto che Stalin stava vincendo!!

 

 
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