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Discussione: comunisti

  1. #41
    SENATORE di POL
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    Predefinito Re: Dopo questa orgogliosa...

    Originally posted by mustang
    ...e splendida manifestazione di "fede" espressa qui sopra da aeroplanino, cedo le armi: è come discutere con angelodicentro.
    Sono entrambi rispettabilissimi ma con dei "fondamentalisti" di qualunque colore non si discute.

    saluti

    S^ giusto di fondamentalisti si tratta. A loro dell'anticomunismo non importa nulla. Lo trovano così...demodè, così....sciocco. Loro ritengono preistoria il comunismo che "è finito" nel 1989, ma attualissimo il fascismo che è stato sconfitto nel 1945.
    La cronologia dei marxisti-leninisti lysenkiani è, in osservanza ai fondamenti scientifici del materialismo dialettico, "antidogmatica e antimetafisca", per cui, ovviamente, dialettica della natura, il 1945 è a noi più vicino del 1989. Ovviamente tutto è relativo al punto di osservazione. Il loro è in un'altra dimensione....... e d'un altro mondo!!!

    Shalom!!!

  2. #42
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    Non è morto per il semplice fatto che in Italia non c'é mai stato! E stai tranquillo non ci sará mai, a meno che non interessi a Berlusconi instaurarlo, ma credo che se proprio dovesse scegliere un modello di dittatura preferirebbe il peronismo, o il franchismo, che sono sicuramente più affini al suo ideale di potere.

    Vorrei far notare che io ho sottomano almeno altre due versioni della lettera di Togliatti, e ne ho anche un'altra interessante, in cui Togliatti in persona scrive che vorrebbe fare la pelle a Sabbatucci (sic)... logicamente sono tutti falsi, ma tant'è... sono il vero problema dell'Italia, mica l'economia, le tasse, la disoccupazione, le figuracce internazionali...

    Cori, cori... (romanesco pure questo...)

  3. #43
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    Sì certo tutti falsi... come no.... e l'Unità lo sanno tutti che pubblicò la condanna dell'intervento sovietico in ungheria e che Togliatti disse che l'URSS si stava comportando in modo criminale e che era giunta l'ora di pensare a trasformare il PCI in una forza socialdemocratica saldamente ancorata ai valori della democrazia liberale. Sì...è senz'altro tutto vero. Mentre De Gasperi tramava per attuare un golpe franchista, d'accordo con la Cia e Bartali. Come no.
    Compagno Lysenko se tu non ci fossi dovrebbero inventarti....

  4. #44
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    PFB non so quante volte ho considerato sbagliato, sbagliatissimo, proprio discutendo con te l'atteggiamento del PCi nei confronti dei fatti di Budapest. Questo non significa che, proprio su l'Unità, non trovassero spazio, accanto ai comunicati del partito, anche i resoconti degli inviati (gli unici inviati italiani presenti a Budapest) che malgrado descrivessero la speranza di un popolo di avere libertà e malgrado parlassero chiaramente di occupaione sovietica vennero pubblicati e rappresentarono un primo, piccolo spiraglio che si venne a creare tra il PCUS e il PCI che volente o nolente doveva all'epoca rispettare il gioco in atto in cui era una pedina marginale.
    E non so quante volte abbiamo discusso della grande incoerenza di Togliatti, che secondo me era dovuta al fatto di aver ben chiara l'idea di dover giostrare tra un partito dittatoriale che ne difendeva gli ideali ed una democrazia di fatto che ne ricostruiva i meriti... mentre secondo te, a quanto ne so è dovuta al fatto che pur volendo essere Stalin c'erano gli americani ad impedirglielo.

    Ma fermiamoci un attimo, stiamo parlando e discutendo, ohibò, di un uomo e di un partito, addirittura di nazioni che non esistono più. Interessante, a chi può piacere, finché si vuole, ma con lo stesso interesse potremmo parlare di Diocleziano e dei barbari alle porte di Roma.
    Ora, io non credo che Ostrogoti e Visigoti possano impensierire il governo Berlusconi, e credo che nemmeno il cattivissimo (visto ti dò pure ragione) Togliatti possa farlo...

    Tanto più che Berlusconi lo sa benissimo al punto che con i nipotini di Togliatti, che non sono, consentimi, Bertinotti e Diliberto, e nemmeno quella mummia di Cossutta, il nostro premier ci va d'amore e daccordo e li sceglie come amici personali (Putin, di cui ti risparmio la storia personale che conoscerai meglio di me) o come partner d'affari (il governo cinese in cambio dei cui dollari rossi costruiamo una bella diga sul Fiume Giallo)...

    Ma qui mi si dice che invece il pericolo comunista c'è eccome... Ecco, io, e con me il 99% della popolazione europea, compresa quella dell'est, proprio non ce ne accorgiamo, mentre ci accorgiamo molto bene che l'economia va male, che le tasse salgono, che le pensioni cominciano a pesare troppo, che trovare un lavoro non precario è ormai un'impresa e che se mai mi viene voglia di farla, l'impresa, probabilmente verrò fatto fallire dalla concorrenza sleale di un farabutto che non paga le tasse ed a cui, a comando, verrà tutto condonato... Che sia questo il comunismo?

    Forse é solo una questione di termini...

  5. #45
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    Predefinito Sui popoli dell'Est...

    ...europeo non ci sono dubbi, quelli il comunismo lo hanno "assaggiato" di persona, mica per sentito dire.
    Infatti gran parte di quell'Est era per la guerra a Saddam.
    Non perchè fosse comunista, per carità.
    Perchè, come i comunisti, tutti i comunisti al potere e non, non amava la libertà per i suoi sudditi.

    Quasi come i tanti ex comunisti, che cercano di nascondersi, come fanno gli scarafaggi che fuggono dalla luce del sole, per farci dimenticare cosa erano e come la pensavano.
    Tutti "contro", chissà perchè, la guerra a Saddam, il "piccolo Padre" dell'Iraq, come Stalin fu il "piccolo Padre" dell'Urss.

    Dove la vedete la differenza tra comunista ed ex comunista?

    Ahhh: trovata.
    I primi non si nascondevano.

    saluti

  6. #46
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    Originally posted by Aeroplanino
    PFB non so quante volte ho considerato sbagliato, sbagliatissimo, proprio discutendo con te l'atteggiamento del PCi nei confronti dei fatti di Budapest. Questo non significa che, proprio su l'Unità, non trovassero spazio, accanto ai comunicati del partito, anche i resoconti degli inviati (gli unici inviati italiani presenti a Budapest) che malgrado descrivessero la speranza di un popolo di avere libertà e malgrado parlassero chiaramente di occupaione sovietica vennero pubblicati e rappresentarono un primo, piccolo spiraglio che si venne a creare tra il PCUS e il PCI che volente o nolente doveva all'epoca rispettare il gioco in atto in cui era una pedina marginale.
    E non so quante volte abbiamo discusso della grande incoerenza di Togliatti, che secondo me era dovuta al fatto di aver ben chiara l'idea di dover giostrare tra un partito dittatoriale che ne difendeva gli ideali ed una democrazia di fatto che ne ricostruiva i meriti... mentre secondo te, a quanto ne so è dovuta al fatto che pur volendo essere Stalin c'erano gli americani ad impedirglielo.

    Ma fermiamoci un attimo, stiamo parlando e discutendo, ohibò, di un uomo e di un partito, addirittura di nazioni che non esistono più. Interessante, a chi può piacere, finché si vuole, ma con lo stesso interesse potremmo parlare di Diocleziano e dei barbari alle porte di Roma.
    Ora, io non credo che Ostrogoti e Visigoti possano impensierire il governo Berlusconi, e credo che nemmeno il cattivissimo (visto ti dò pure ragione) Togliatti possa farlo...

    Tanto più che Berlusconi lo sa benissimo al punto che con i nipotini di Togliatti, che non sono, consentimi, Bertinotti e Diliberto, e nemmeno quella mummia di Cossutta, il nostro premier ci va d'amore e daccordo e li sceglie come amici personali (Putin, di cui ti risparmio la storia personale che conoscerai meglio di me) o come partner d'affari (il governo cinese in cambio dei cui dollari rossi costruiamo una bella diga sul Fiume Giallo)...

    Ma qui mi si dice che invece il pericolo comunista c'è eccome... Ecco, io, e con me il 99% della popolazione europea, compresa quella dell'est, proprio non ce ne accorgiamo, mentre ci accorgiamo molto bene che l'economia va male, che le tasse salgono, che le pensioni cominciano a pesare troppo, che trovare un lavoro non precario è ormai un'impresa e che se mai mi viene voglia di farla, l'impresa, probabilmente verrò fatto fallire dalla concorrenza sleale di un farabutto che non paga le tasse ed a cui, a comando, verrà tutto condonato... Che sia questo il comunismo?

    Forse é solo una questione di termini...
    Il PCI era un partito disciplinato, regolato dal "centralismo democratico" e, infine, al di là delle presunte o reali diversità, la linea del partito fu chiara e univoca. Ciò non vuole dire che la crisi ungherese non avesse ingenerato una profonda crisi di coscienza in molti comunisti e "compagni di strada" (sempre molto pochi rispetto ai tanti fedeli della Santa Madre Unione Sovietica), e infatti in molti abbandonarono il partito o furono espulsi ed emarginati, o si defilarono in attesa....di tempi migliori.
    Proprio dalla tribuna dell'ottavo congresso del PCI, quello definito della "svolta" (cribbio quante svolte in un partito in qualche modo ....uguale a se stesso, nella sostanza profonda, dal 1926 al 1977), il compagno Palmiro Togliatti fu chiarissimo sulla questione ungherese, e la posizione sua fu quella approvata da tutto il partito (salvo le predette.....defezioni). E' da ricordare che persino una minoranza del PSI fu d'accordo nella sostanziale solidarietà con....i carri armati sovietici, e fu appunto definita corrente dei "carristi".
    Del resto la posizione di Togliatti, al di là delle ricostruzioni agiografiche degli "storici" di partito, era già stata chiara con l'intervista a "nuovi Argomenti" conseguente alla rivelazione del famoso "rapporto segreto" del XX congresso del PCUS sul "culto della personalità e le violazioni della legalità socialista" in epoca staliniana. E la lettura congiunta della relazione dell'VIII congresso e di tale intervista, collocata nel contesto storico politico di allora, rende sufficientemente conto dello stato di evoluzione "democratica" del partito comunista italiano, proprio nel momento in cui, secondo i predetti agiografi, con la teorizzazione della "via italiana al socialismo" sarebbero maturate le premesse (definite persino ...avanzate) di una sostanziale rottura del comunismo italiano con l'ortodossia totalitaria dell'ideologia "marxista-leninista", pur con qualche "residua ambiguità e doppiezza" (parola degli agiografi di Palmiro ).
    Togliatti non solo difese il monopartitismo sovietico e dichiarò, in quei suoi scritti e discorsi, assurde le critiche dei "democratici borghesi" e dei "revisionisti" che reclamavano l'avvento di un pluralismo pluripartitico nel paese dei soviet, ma affermò precisi fondamenti classisti (e "materialistico economici") all'invece, dichiarato auspicabile, "pluralismo" partitico, nel processo di trasformazione della società italiana verso.... il socialismo.
    Il pluralismo di cui parla Togliatti (fino al memoriale di Yalta stesso) non è un pluralismo democratico in senso occidentale, moderno e liberale, ma la rappresentazione politica (soprastrutturale) di un blocco sociale rivoluzionario o progressista, tutto teso alla trasformazione della società capitalistica, ove in realtà i ruoli dei partiti sono strettamente legati a quelli assegnati dall'ideologia marxista-leninista alle classi e frazioni di classe che rappresentano.
    Togliatti rivendicava, del tutto giustamente, che questo processo era perfettamente in linea con la dottrina marxista-leninista (nella concezione maturata in epoca staliniana, dunque ....con il trattino) della dittatura rivoluzionaria del proletariato e dello Stato.
    Precisati questi elementi essenziali, che sono stati già oggetto di parecchi mei post, e affermato che la presa di coscienza di questi dati storici è tutt'altro che indifferente alla comprensione della successiva storia d'Italia, fino all'attuale fase politica, affrontiamo il secondo tema.
    Il paragone fra l'influenza sul presente di Togliatti e quello degli Ostrogoti... può essere a sua volta.... paragonato alla differenza fra l'influenza sulle condizioni del nostro pianeta del Sole di una stella collocata, che ne so, soltanto a 4-5 anni luce.
    Tutto il passato influenza in qualche modo il presente. Se non ci fossero state le invasioni barbariche sarebbe cambiata sicuramente, in qualche modo, tutta la storia successiva e anche noi, con tutta probabilità, saremmo in qualche modo diversi. Ma la storia ....non si fa con i se.....se non per definire esperimenti mentali capaci di mettere alla prova determinati paradigmi interpretativi, in sede di "revisione" storiografica.
    Ben diverso è quello che possiamo dire sul PCI di Togliatti, non solo e non tanto perchè è stato il più grande partito comunista dell'occidente.... che è sopravvissuto fino ad un passato, su scala storica, molto, molto recente.
    Non solo perchè quel partito comunista influenzò moltissimo non solo la politica ma anche la cultura (anche la storiografia...) del nostro paese.
    Il punto essenziale è che quel partito non ha trasmesso soltanto un'ideologia, intrinsecamente estranea e antagonistica con quella della democrazia liberale pluralistica moderna (accettata pienamente dalla socialdemocrazia europea), accolta davvero dal PCI e, con residui ampi margini di ambiguità, solo in modo molto tardivo (tarda epoca berlingueriana). Ha trasmesso anche e forse soprattutto una mentalità, un'influenza sociale organizzata molto forte e diffusa, un'egemonia culturale, un'egemonia sua determinati settori del "potere giudiziario". Questo non solo e forse non tanto per cieca partigianeria ma per influsso culturale e politico (in senso ampio) nell'interpretazione dei fatti entro quadri fortemente influenzati da teoremi riconducibili a pregiudizi ideologici.....
    Questa influenza ideologica non è finita con la trasformazione del PCI in PDS e poi in DS, e non sono stati disarmati i teoremi di ricostruzione della storia d'Italia informati dai paradigmi formatisi in epoca di "guerra fredda" e di disinformacija sovietica.
    Basta leggere la relazione diessina in commissione stragi, fortemente ideologizzata e CONTINUISTA con le ridicolaggini made anni settanta e ottanta ( sorte sia in ambienti politici e culturali informati dalla tradizionale lettura COMUNISTA dei fatti d'Italia, sia in ambienti giudiziari apertamente vocati a trasformare la giurisdizione in sturmento di lotta sociale e politica).
    Questo non c'entra con Togliatti e la natura reale, ideologica e politica, al di là delle ricostruzioni "storiografiche" degli agiografi di partito, e compagni di strada, del PCI fra il 1943 e il 1989 e soprattutto fra il 1945 e il 1977? C'entra eccome!!!
    Un vecchio proverbio cinese recita: "quando bevi l'acqua pensa alla sorgente". E infatti......
    Ma c'è un punto decisivo. E sta proprio nell'atteggiamento di grandissima parte della sinistra italiana "post-comunista" (salvo alcune, anche numerose e degnissime eccezioni di veri socialdemocratici riformisti, pienamente maturi sul piano della sinsitra liberal europea) rispetto al passato della sinistra italiana, con la tendenza preponderante al giustificazionismo, all'agiografia, alla conservazione, alla minimizzazione delle responsabilità e al rovesciamento delle accuse (ridicolo) contro chi fu dalla parte giusta, anche sbagliando spesso.
    Ora, la socialdemocrazia europea è stata spesso più anticomunista degli anticomunisti, anche se con oscillazioni e contraddizioni. Non occorre leggere dei reazionari "revisionisti" per saperlo. Basta limitarsi al buon Donald Sassoon, che cerca di fare del suo meglio.....per salvare il salvabile del "comunismo occidentale", senza riuscire però ad evitare di notarne le persistenti differenze di fondo dal socialismo continentale. E la natura fondamentalmente anticomunsta delle maggiori socialdemocrazie occidentali.
    Dunque... una sinistra democratica moderna, riformista, consapevole, de-ideologizzata e vocata alla ricerca di nuove ragioni d'essere nel mondo capitalistico moderno e globalizzato.....non solo non ha nulla da temere dall'anticomunismo democratico, ma ne fa parte integrante, seppur con proprie, legittime specificità.
    Certo, non si deve essere mai dei manichei, e sicuramente essere anticomunisti non vuole dire sputare in faccia a milioni di lavoratori che hanno in buona fede creduto che quei partiti ne rappresentassero al meglio non solo gli interessi immediati, ma anche le prospettive storiche di emancipazione.... Ne' si deve pensare che chi era dalla parte sbagliata non abbia mai fatto cose giuste e chi era dalla parte giusta non abbia mai fatto cose sbagliate, anche gravemente sbagliate.....
    Ma deve essere chiaro e netto che il PCI dal 1945 al 1989, e soprattutto dal 1945 al 1977 fu sostanzialmente, profondamente, radicalmente, irrimediabilmente, anche con alcuni suoi meriti storici da non disconoscere, dalla parte sbagliata. Dalla parte sbagliata non solo per la collocazione internazionale (che è conseguenza di scelte ideologiche e politiche A TUTTO CAMPO...storicamente determinate), ma per l'insieme della visione politica e ideologica, per l'insieme della sua visione strategica complessiva, volta comunque ad approdare a un tipo di società e di struttura politica dello Stato che non poteva non essere largamente incompatibile con "le libertà borghesi" che poi sono LE LIBERTA' fondamentali di qualunque società moderna, che possono semmai essere progressivamente allargate, mai soppresse o limitate (conseguenza diretta, invece, la loro erosione e soppressione... di una concezione classista della democrazia, di una visione Etica dei compiti dello Stato, e di una visione sostanzialmente collettivista e statalista dei rapporti economici-sociali).
    Ora, il fare i conti con questa storia in modo radicale, senza buttare via il bambino con l'acqua sporca, ma anche senza tenersi ettolitri di acqua putrida con la scusa di salvare il bambino.... non è esattamente quello che la gran parte della sinistretta massimalista post-comunista ha saputo fare in modo chiaro e sincero. E questo non solo e non tanto per una istitintiva reazione di difesa o per spirito di conservazione, o per rispetto per le generazioni più anziane che hanno creduto nel mostro sovietico e che non sono del tutto convinte tutt'oggi che fosse davvero un mostro..... ma per conservazione di elementi di fondo della mentalità di sempre, se non dell'ideologia. E la mentalità è appunto quella che induce a credersi dogmaticamente e in modo fondamentalistico e fondamentalmente religioso (e il comunismo fu una religione travestita da "scienza", un'eresia secolare del giudeo-cristianesimo) il Bene, il Progresso, la Giustizia, l'Onestà , la Cultura, l'Intelligenza..... contro le Tenebre della Conservazione reazionaria e Fascista, sovrastruttura di innominabili interessi e privilegi.

    Saluti liberali

  7. #47
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    SOCIALISM: THE ULTIMATE EVIL


    By Balint Vazsonyi

    [First published July 15, 1997 in The Washington Times, under the title: "Behind the benign masks of socialism"]

    PBS has begun to air a documentary series under the title "Russia's War: Blood Upon the Snow." Surprisingly, judging by an early segment, a belated exposure of Soviet bestiality under Stalin is on the minds of the makers. Belated, because the facts have been available since 1956 at the latest. Surprising, because American television generally conveys the sense - more and more each year - that Communists were martyrs, that the Soviet Union really meant well, and that anyone disagreeing with that view was either senile (President Reagan) or a pathological bigot (Senator Joseph McCarthy).

    I must be forgiven for a measure of suspicion. It is not easy to believe that, of all networks, PBS would suddenly have a complete change of heart about Communism. I will therefore speculate about the real purpose of the series, with every intention of happily eating my words in the event of being wrong.

    Not one, but two warning signals go off. The first is about World War II which, it appears, is a major focus of the series. There has been an unmistakable tendency in our media (culminating around the 50th anniversary of VE-Day) to chronicle the victory as largely the accomplishment of the Red Army, underplaying - if not ignoring altogether - the role of Britain and the United States. One wonders if our journalists ever visited the American graves, stretching as far as the eye can see, on the Western shores of Europe. One wonders if our journalists have heard of the Battle of Britain that broke the back of Luftwaffe, the German air force. That made all the difference for the Red Army, since the Soviets had no air force of their own.

    The second alarm bell has been ringing since about 1994, when the Russians first put out word that they, too, were "victims of Communism." Could the PBS series, made with the wholesale participation and cooperation of the Russian Government, aim to hammer home just such a notion? Incessant references by the narrator to Stalin as "the Georgian" would point in that direction. Hitler, we are reminded, was Austrian. Yet, in 1945 and since, no one has sought to absolve Germany and Germans of their culpability. Not even the Germans themselves.

    What harm, I hear you ask, can possibly come from the exposure of horrendous crimes, properly documented at last? The first concern has to do with the confusion already surrounding the word "communism." Technically speaking, Communism is simply the final phase, the ultimate goal of Socialism. In other words, it is a variant of Socialism. So is what we call Nazism. "Nazi" is short for National Socialist, merely another variant of Socialism. Stalin ordered Nazis to be referred to as "Fascists" only to avoid the obvious analogy with Soviet Socialism. Germans never were "fascists" - the Third Reich was ruled by the National Socialist German Workers' Party.

    Socialism, by whatever name and in all its forms, is the ultimate evil. Sooner or later, it destroys everything in its path: law, morality, family, prosperity, productivity, education, incentive - finally life itself. Portraying Stalin as the cause of evil puts the cart before the horse. Socialism creates the conditions for a Stalin; socialism creates the conditions for a Hitler.

    Socialism was much the same before and after Stalin, before and after Hitler. In my native Hungary, a mere six months of Leninist rule during 1919 (years before Stalin) destroyed the national fabric to the point where its legacy tears apart the country even today. Socialism remained the same under Beria, Malenkov, Khrushchev, or Brezhnev. As for the murder of tens of millions, the torture and the gratuitous cruelty, they may have been ordered or sanctioned by leaders, but they were committed by people against other people. Russians committed them, just like Germans or Japanese. And Russia went on to enslave civilized nations with consequences we cannot as yet assess.

    Yes, Stalin and Hitler, the prize disciples of Lenin, were twins. So were Communism and Nazism. In Budapest, when the Gestapo left, the NKVD (then GPU) did not even bother to change the building in which the tortures and murders took place. They kept the building, and the personnel.

    Therefore, let us be clear about Stalin's role. He may have been top of the heap, but no "lone ranger." And let us, also, assess accurately the role of Russia's Red Army in the defeat of the Third Reich. Why did they fight? What were they after?

    When Hitler came to power, Russia remained firmly at Germany's side. Such a tradition goes back many centuries, especially with reference to Poland - a favorite plaything of Prussian kings and Russian Tsars. Only after Germany's vicious attack on Russian civilians, as well as on the military, did Russian blood boil to the point of an all-out campaign. Subsequently, pursuing the enemy beyond their border provided feed for Russia's centuries-old appetite for expansion.

    Thus, the Red Army was motivated by the triple passions of defending the beloved homeland, revenging unspeakable atrocities on its soil, and conquering fresh rich territories for Mother Russia.

    By contrast, America's armed forces in Europe defended the cause of liberty for all. They responded to the suffering of others with righteous indignation.

    Above all, they gave their lives without any expectation of gain.

  8. #48
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    Risponderei pure al tuo post, ma tanto mi censuri, quindi che scrivo a fare? Solo perche' giusto nel lasso di tempo in cui ti prendi la briga di cancellarmi qualcuno legga il mio post e si faccia un paio di domande.

    Ciao.

    E continui a parlare di liberta'

  9. #49
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    Originally posted by Felix
    bravo Ulan! rinnovo qui i complimenti per l'ottimo post già fatti sul principale.
    Bisogna dirlo, riperterlo fino allo sfinimento: il comunismo è stato (ed è in parte ancora) un'aberrazione (dis)umana, una lugubre cavalcata dell'apocalisse che ha seminato morte e distruzione nel XX secolo.
    Finchè ci sia ancora in giro della gente folle o imbecille che sventola bandiere rosse ed esibisce falci e martelli incrociati, non potremo mai stare tranquilli. Rischiamo di ricadere un giorno o l'altro nell'abisso del terrore scavato dal demone rosso evocato da carlo marx.

    saluti anticomunisti
    Vorrei porgere una domanda che mi pongo spesso in questi giorni, visto il clima da elezioni del 48 in cui berlusoni ha fatto cadere l'italia:ma allora i fascisti e gli ex-fascisti come Fini perchè non devono rispondere dei crimini di Mussolini e Hitler? E gli americani, che hanno da dire a proposito dei vari regimi latino-americani con campi di concentramento, sparizioni e torture, e sul caso Gladio?
    L'amico Putin non deve rispondere dei crimini del KGB visto che ne faceva parte?
    Perchè Berlusconi invece di inneggiare a queste false crociate contro fantomatici bolscevichi non si dedica al suo paese che sta andando in rovina?Ma qualcuno gli ha ricordato che è presidente del consiglio e non pagliaccetto?
    P.S.Complimenti al Berluska per l'ennesimo Show da Vespa.
    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

  10. #50
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    Originally posted by Vietcong
    Vorrei porgere una domanda che mi pongo spesso in questi giorni, visto il clima da elezioni del 48 in cui berlusoni ha fatto cadere l'italia:ma allora i fascisti e gli ex-fascisti come Fini perchè non devono rispondere dei crimini di Mussolini e Hitler? E gli americani, che hanno da dire a proposito dei vari regimi latino-americani con campi di concentramento, sparizioni e torture, e sul caso Gladio?
    L'amico Putin non deve rispondere dei crimini del KGB visto che ne faceva parte?
    Perchè Berlusconi invece di inneggiare a queste false crociate contro fantomatici bolscevichi non si dedica al suo paese che sta andando in rovina?Ma qualcuno gli ha ricordato che è presidente del consiglio e non pagliaccetto?
    P.S.Complimenti al Berluska per l'ennesimo Show da Vespa.
    Chiedo scusa, sono più di una e non una.
    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

 

 
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