da www.corriere.it
" Due anni per trovare la «strada» della pace
DAL NOSTRO INVIATO
GERUSALEMME - C’è un punto di partenza: la polveriera mediorientale. E uno d’arrivo: la convivenza più pacifica possibile, fra due popoli e due Stati, Israele e la Palestina. C’è una scadenza: il 2005. Ci sono quattro padrini: Stati Uniti, Unione Europea, Onu e Russia. Due giocatori ufficiali: il premier israeliano, Ariel Sharon, e il suo omologo palestinese, Abu Mazen. C’è un comprimario misterioso: Yasser Arafat. E un’infinità di comparse, non sempre benintenzionate.
Ci sono almeno tre snodi cruciali: Gerusalemme, il «diritto al ritorno» dei profughi palestinesi e il destino di un centinaio di insediamenti israeliani nei territori occupati.
Da oggi è ufficialmente aperta la partita più importante dall’inizio del nuovo millennio: la road map per la pace in Medio Oriente.
GLI OBIETTIVI - Ridisegnare la mappa della regione, tracciando i confini di due Stati indipendenti, che si riconoscono e legittimano reciprocamente. Uno già esistente, Israele, che dovrà essere libero dall’incubo degli attentati terroristici. L’altro ancora da costruire, la Palestina. Che dovrà dotarsi di una costituzione, un regime democratico, libere elezioni, istituzioni, insomma una piena autonomia. Ma l’obiettivo primario è la fine di un conflitto che coinvolge i Paesi vicini, Siria e Libano, e che alimenta il terrorismo internazionale.
TRE FASI - Il percorso è diviso in tre fasi. La prima: fine della violenza e fine degli attentati. Israeliani e palestinesi riprendono la cooperazione per la sicurezza. E’ prevista la ristrutturazione delle forze di polizia e sicurezza palestinesi. Il governo di Ramallah intraprende le riforme politiche, mentre Israele si impegna a restituire condizioni di vita accettabili ai palestinesi e l’esercito si ritira dalle zone occupate dal 28 settembre del 2000, data ufficiale d’inizio della seconda Intifada. La seconda fase: dovrebbe iniziare nel giugno del 2004, focalizzata sulla definizione di confini provvisori e l’attribuzione di sovranità al nascituro Stato palestinese, purché basato su una nuova costituzione e un’efficace lotta al terrore. Indispensabili quindi le elezioni, che avrebbero dovuto tenersi il 20 gennaio scorso, e sono state rinviate. E’ programmata anche una conferenza internazionale, per verificare i progressi sulla rotta della pace e cercare di ripristinare i rapporti, anche commerciali, fra Israele e gli Stati arabi.
Alla terza fase si passerà, teoricamente nel 2004, quando il Quartetto giudicherà maturi i tempi per consolidare la riforma e la stabilizzazione delle istituzioni palestinesi, in vista dei negoziati per un accordo definitivo israelo-palestinese, l’anno successivo. Nel frattempo si terrà una seconda conferenza internazionale.
E. Ro.
Esteri "
Shalom!!!




Rispondi Citando
0 "