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Discussione: Due Anni per la Pace

  1. #21
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    da www.ansa.it

    " GERUSALEMME - ''In tutte le occasioni internazionali, nei Consigli europei e nei G8 ho sempre posto sul tavolo il problema di Israele: io ho l'orgoglio di essere stato l'amico piu' deciso, piu' sincero e piu' vicino a Israele''. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in visita in Medio Oriente. Berlusconi, che e' ''in continuo contatto con il presidente Bush'', intende ''aggiungere le iniziative dell'Italia e dell'Unione Europea (di cui prendera' il 1ø luglio la presidenza semestrale di turno) per ''svolgere tutte le attivita' utili per dare supporto al premier palestinese Abu Mazen che si e' impegnato a combattere il terrorismo''. Il presidente del Consiglio ha spiegato che Abu Mazen ''si e' impegnato a combattere il terrorismo'' e ha quindi garantito che gli sara' dato ''il massimo supporto da tutta la diplomazia internazionale affinche' possa davvero combattere il terrorismo''. Successivamente, Berlusconi ha anche fatto sapere che sta ancora ''valutando'' la possibilita' di un incontro con il premier palestinese durante il suo tour diplomatico tra Israele, Giordania ed Egitto. ''Non c'e' stata nessuna cancellazione - ha pero' precisato Berlusconi - perche' non era stato fissato nulla''.

    MO: BERLUSCONI, ATTACCHI A ISRAELIANI SONO COME A ITALIANI

    GERUSALEMME - ''Devo confessarle di aver sempre seguito le vicende israeliane e gli attacchi ai civili innocenti portati dal terrorismo, con una partecipazione non diversa da come se fossero attacchi portati al mio popolo''. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rivolgendosi al premier israeliano Ariel Sharon prima dell'inizio del loro colloquio.

    MO: SHARON, GERUSALEMME NOSTRA CAPITALE PER L'ETERNITA'

    GERUSALEMME - ''Gerusalemme e' la capitale del popolo ebraico da piu' di 3 mila anni, e' la capitale unita dello stato di Israele per l'eternita'''. Lo ha detto il primo ministro israeliano, Ariel Sharon, ricevendo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tra le consuete imponenti misure di sicurezza Sharon ha accolto calorosamente Berlusconi non rinunciando a una decisa sottolineatura sul ruolo di Gerusalemme. ''Questa e' la terra delle 3 religioni ma e' - ha evidenziato - promessa a un solo popolo, quello di Israele''.
    Sharon si e' augurato che ''con la futura presidenza italiana della Ue speriamo che i nostri rapporti miglioreranno e ci auguriamo una posizione europea piu' bilanciata, come e' quella italiana, che ci permetta di cooperare di piu'''. L'Italia - ha continuato - e' ''tra i migliori amici'' di Israele. Il premier israeliano ha spiegato che la visita di Berlusconi ha ''un profondo significato, sia come amico di Israele, sia per le sue posizioni contro il terrorismo'', che sono come quelle israeliane, e cioe' ''per nessun compromesso, perche' il terrorismo non e' negoziabile''. Sharon ha anche sottolineato che durante il governo Berlusconi i rapporti bilaterali si sono ''intensificati''.
    09/06/2003 17:00
    http://www.ansa.it/fdg01/20030609170...00109139.shtml "

    Shalom!!!

  2. #22
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    dal quotidiano IL GIORNALE

    " il Giornale del 10/06/2003


    --------------------------------------------------------------------------------

    Berlusconi-Sharon, asse mediterraneo
    Vertice a Gerusalemme ed è subito intesa. Il Cavaliere: sono l'amico più deciso di Israele

    Renato Pera
    --------------------------------------------------------------------------------

    L'Europa a presidenza italiana farà di tutto perché Israele possa raggiungere quella pace alla quale ha diritto. Lo ha detto Silvio Berlusconi al premier israeliano, Ariel Sharon, assicurandogli che cercherà da presidente della Ue di accelerare i tempi del varo del suo Piano Marshall per il Medio Oriente. "A questo punto sarebbe il caso di chiamarlo Piano Berlusconi", gli ha fatto osservare il padrone di casa.
    La prima giornata del tour medio-orientale del presidente del Consiglio ha avuto inizio attorno alle 13, quando la Cadillac nera con a bordo Berlusconi - sbarcato meno di mezz'ora prima a Tel Aviv - ha varcato i cancelli di Misrad Rosh Hamemshala, equivalente locale di Palazzo Chigi. Inni nazionali, passaggio in rassegna di un reparto di formazione composto anche da giovanissime soldatesse, strette di mano dei notabili locali e, quindi, i due discorsi ufficiali.
    Sharon è in pratica entrato in argomento fin dalle primissime parole, dicendosi lieto di avere il premier italiano ospite "nella capitale di Gerusalemme unita per l'eternità, una capitale che è tale da tremila anni, terra delle tre religioni monoteiste promessa però soltanto a un popolo, una terra sottoposta da tre anni a un crudele attacco". L'Italia è uno dei migliori amici d'Israele, ha proseguito, "e la speranza è che questa amicizia si rifletta durante la vostra presidenza della Ue sui rapporti tra Europa e Israele". Berlusconi gli ha risposto, parlando a
    braccio, assicurando gli l'appoggio suo personale oltre che dell'Italia in questo difficilissimo momento. "Ho sempre seguito le vostre vicende, gli attacchi a civili innocenti - ha dichiarato - con una partecipazione non diversa da quella che proverei se questi attacchi fossero portati al mio popolo, alla mia gente. E ogni volta che partecipo a qualche vertice internazionale ho l'orgoglio di essere l'amico di Israele più convinto, più deciso". Tanto amico da avere messo a punto questo Piano Marshall "che inizialmente avrebbe dovuto applicarsi soltanto alla Palestina, ma che ora deve interessare tutta l'area". Il Piano prevede, come si sa, l'impegno dell'Europa e dell'Occidente a dare un contributo concreto all'economia regionale, "e questo impegno va preso al più presto perché possa poi approdare al tavolo dei futuri, auspicabili negoziati tra israeliani e palestinesi, in modo che anche i palestinesi possano avere una terra dove vivere con le loro famiglie e lavorare". Al Piano, insomma, Berlusconi attribuisce un'importanza quasi decisiva per la soluzione della crisi medio-orientale, ed ha ricordato a questo proposito il commento di un capo di governo del G8, secondo il quale "se a Camp David ci fosse stato un impegno di questo tipo da parte dell'Occidente, l'Anp non avrebbe potuto dire di no". Del Piano si tornerà a parlare appena i ministri delle Finanze del G8 riferiranno sull'esito di una specie di "studio di fattibilità" loro affidato ad Evian. E ad Evian, ha ricordato Berlusconi, come in precedenti consessi internazionali "ogni volta che si è parlato del futuro della Grande Europa ho sottolineato la necessità che di questa Europa faccia parte anche Israele, per le sue affinità religiose, sociali e politiche con il Vecchio Continente" . Musica questa per le orecchie di Sharon, sottoposto in questi giorni a duri attacchi da parte dell'ala più intransigente del Likud, che lo accusa tra l'altro di "premiare i terroristi" dopo la sua decisione di smantellare diciotto mini-insediamenti. I due premier hanno avuto nella residenza di Sharon una colazione di lavoro, al termine della quale si sono presentati davanti ai giornalisti per una conferenza stampa i cui temi non si sono discostati granché da quelli delle dichiarazioni di poche ore prima. Sharon, rispondendo a una domanda, ha auspicato che "la Ue a presidenza italiana possa avere nei confronti di Israele un atteggiamento più bilanciato, come quello dell'Italia". Berlusconi ha rinnovato la sua offerta della sede di Erice, nel Trapanese, come sede dei negoziati, ai quali non ha escluso possano partecipare anche alcuni Stati arabi moderati. "Il mio compito come componente, dal 1° luglio, del Quartetto - ha aggiunto - sarà anche quello di fare pressioni su Abu Mazen perché passi dalle parole ai fatti e combatta effettivamente estremismo e terrorismo".
    Oggi il nostro premier si trasferisce ad Amman, per un incontro con il re Abdallah, e in serata sbarca al Cairo dove domani sarà ricevuto da Mubarak. Si era parlato, prima del rientro in Italia, di un ritorno in zona per un colloquio a Ramallah con Abu Mazen: questo incontro, è stato chiesto, deve considerarsi cancellato dopo la dura presa di posizione dell'Anp? "Stiamo vedendo, stiamo verificando... ma non si può certo cancellare ciò che non è stato programmato". La presa di posizione dell'Anp è stata ribadita ieri sera dal ministro degli Esteri palestinese, Nabil Shaath: "II colloquio con Abu Mazen ci sarà solo se il premier italiano sarà disposto a incontrare anche il presidente Arafat".
    "


    Shalom!!!

  3. #23
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    da www.israele.net

    " Berlusconi: Israele candidato naturale all'ingresso nella UE

    10 giugno 2003

    Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi e' arrivato in Israele lunedi' per colloqui con il primo ministro israeliano Ariel Sharon e il presidente Moshe Katsav.
    Ricevendo Berlusconi, Sharon ha detto: "Se la posizione dell'Europa sul Medio Oriente fosse piu' equilibrata e piu' simile a quella italiana, Israele potrebbe accrescere il suo livello di cooperazione con l'Europa".
    Berlusconi ha detto che considera Israele un naturale candidato all'ingresso nell'Unione Europea "perche' abbiamo una cultura comune" e per la posizione di Israele quale unica democrazia in Medio Oriente".
    Berlusconi prosegue martedi' il suo viaggio in Giordania e in Egitto, per poi tornare a Gerusalemme il giorno successivo per un eventuale ulteriore incontro con Sharon.
    Diplomatici israeliani esprimono soddisfazione per il fatto che Berlusconi e' il primo leader dell'Unione Europea giunto di recente in Israele che ha deciso di non incontrare Yasser Arafat. Berlusconi, secondo Gerusalemme, ha compreso la necessita' di rafforzare il primo ministro palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e la necessita' di Israele di combattere il terrorismo. Anche i ministri degli esteri di Slovacchia e Bulgaria, durante le loro recenti visite in Israele, hanno evitato di incontrare Arafat, marcando una emergente divisione rispetto ai leader dell'Europa occidentale.
    Anche Washington ha chiesto alla diplomazia internazionale di aiutare Abu Mazen lasciando perdere le visite di rito ad Arafat, il quale e' evidentemente compromesso con le attivita' terroristiche che minano alla base il primo ministro palestinese e il suo impegno nel processo di pace.
    (Jerusalem Post, 9.06.03)
    "


    Shalom!!!

  4. #24
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    da www.cnnitalia.com

    " Gli Usa difendono la "road map"
    Bush chiede responsabilità a israeliani e palestinesi

    Ultimo aggiornamento 11 giugno 2003, 13:00 ora italiana (11:00 GMT)

    WASHINGTON (CNN) -- La Casa Bianca tiene duro sul piano di pace per la Palestina, la cosiddetta "road map", e chiede con fermezza a Israele e Palestina di comportarsi "responsabilmente" e abbandonare l'uso della violenza.

    Quel dialogo che sembrava essersi faticosamente avviato la scorsa settimana, dopo che il primo ministro israeliano, Ariel Sharon, il suo omologo palestinese, Mahmoud Abbas, e il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, si sono incontrati ad Aqaba, in Giordania, per dare avvio al percorso di pace descritto dalla road map.


    Dopo le violenze del fine settimana, martedì un elicottero israeliano ha sparato due missili contro la vettura su cui viaggiava Abdel Aziz Rantissi, alto dirigente del movimento fondamentalista palestinese Hamas. Rantissi è sopravvissuto per miracolo e, dal letto di ospedale in cui giace, ha giurato vendetta nei confronti di Israele, annunciando che gli attacchi non cesseranno.



    Anche i Paesi arabi moderati si mobilitano. A un giorno dall'attentato, l'Egitto sta orchestrando una missione diplomatica per puntellare gli sforzi del governo Abbas, che cerca una tregua con l'ala più estrema dei movimenti che lottano per la liberazione della Palestina contro Israele.

    Omar Suleiman, responsabile dell'Intelligence egiziana, incontrerà mercoledì il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Yasser Arafat, Abbas e il capo della sicurezza palestinese, Mohammed Dahlan. Non è ancora chiaro se Suleiman si recherà o meno a Gaza, per incontrare i leader di hamas, uno dei movimenti fondamentalisti più irriducibili nonché quello toccato direttamente dall'attacco dell'esercito israeliano.

    Hamas combatte la 'pace di Aqaba'

    Hamas è contro il piano di pace prefigurato ad Aqaba. Venerdì, ad appena due giorni di distanza dallo storico summit, l'organizzazione ha reso noto di aver rotto le trattative con il governo palestinese per un cessate il fuoco, massima concessione concessa da Hamas a chi chiede agli estremisti di deporre le armi.

    Nel fine settimana uccisi cinque israeliani, quattro militari e un civile

    Nel successivo fine settimana, Hamas, assieme alla Jihad islamica e alle Brigate dei martiri di Al Aqsa, ha organizzato una serie di attacchi che hanno portato all'uccisione di quattro militari israeliani a Gaza e civile israeliano ad Hebron. Secondo Israele, dietro agli attentati c'è la mano di Rantissi. Ufficialmente, i tre gruppi hanno rivendicato l'azione, quasi a dimostrare di voler lanciare un segnale ad Abbas, che chiede la cessazione delle violenze contro militari e civili israeliani.

    Fonti militari israeliane hanno affermato che la decisione di colpire Rantissi è motivata dalla volontà di colpire una personalità che aveva orchestrato, attraverso il proprio coinvolgimento, istigazione e coordinamento, alla serie di attacchi contro Israele che si sono intensificati dall'approvazione della road map.

    Gli Usa: ora è più difficile per l'Anp, tenere a freno terroristi

    Gli Stati Uniti hanno criticato, per bocca del presidente, l'azione israeliana. Bush ha affermato di non credere che l'attacco a Rantissi contribuisca "ad aiutare la sicurezza di Israele". Il presidente degli Usa, rammaricandosi della perdita di vite innocenti, ha espresso la propria preoccupazione sul fatto che "ora sarà senz'altro più difficile, per il governo palestinese, contrastare la strategia del terrore".

    Israele si giustifica: abbiamo mirato ai terroristi. E hanno ucciso due passanti

    I militari di Gerusalemme hanno anche spiegato che il secondo attacco con elicottero, avvenuto martedì a Gaza, era indirizzato contro estremisti palestinesi che avevano lanciato sei missili 'Qassam' artigianali contro obiettivi israeliani. I missili, tuttavia, non avevano colpito alcuno. La reazione di Israele, invece, ha causato la morte di due passanti, come riferiscono testimoni oculari palestinesi.

    "Continueremo a combattere i leader delle organizzazioni terroristiche, che addestrano delle persone per uccidere gli ebrei", ha affermato Sharon, promettendo che la lotta contro i nemici della pace "continuerà".
    "


    Shalom!!!

  5. #25
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    dal quotidiano IL GIORNALE

    " il Giornale del 12/06/2003


    --------------------------------------------------------------------------------

    E' Abu Mazen la speranza di Berlusconi
    Il Premier sconvolto dalla strage in Israele ma invita a Roma il leader palestinese
    Renato Pera
    --------------------------------------------------------------------------------

    Abu Mazen dovrebbe venire a Roma per incontrare Silvio Berlusconi tra pochi giorni, forse addirittura il 15 giugno. Lo ha fatto sapere lo stesso presidente del Consiglio, al termine di una lunga conferenza stampa con il presidente egiziano Hosni Mubarak, aggiungendo di "non avere alcuna difficoltà a vedere anche Arafat". Ma l'annuncio è venuto quattro ore prima della nuova esplosione di violenza a Gerusalemme e a Gaza, che a questo punto rende azzardato anche il semplice abbozzo di un'agenda. E dà un tocco di amarezza alle parole dei due premier, ispirate a wishful thinking del quale gli episodi del pomeriggio hanno fatto scempio. Subito dopo l'attentato di Gerusalemme il premier ha voluto scrivere a Sharon: "Caro Ariel, sono sconvolto e angosciato per il terribile e spaventoso attentato. Ti prego di accogliere i sentimenti della mia più profonda e personale partecipazione". E il ministro degli Esteri Frattini da Roma gli ha fatto eco: "L'atto è tanto più grave perché rischia di ostacolare la ripresa del processo di pace". Di "cooperazione con i palestinesi per mettere fine alla violenza" aveva parlato il raìs, dopo avere sottolineato il particolare ruolo che nel processo di pace assumerà tra breve l'Italia. In quanto presidente della Ue dal primo luglio, infatti, Berlusconi rappresenterà l'Europa insieme con Usa, Russia e Onu in quel Quartetto incaricato di vegliare sull'attuazione delle varie tappe della road map. Lo stesso Mubarak ha poi posto l'accento sulla assoluta necessità che Israele aiuti Abu Mazen a raggiungere questo obiettivo. "Sharon deve assolutamente aiutare il nuovo premier palestinese, deve dargli mezzi, automobili, agenti di polizia se vuole che si raggiunga e si mantenga la stabilità nella regione: non dobbiamo perdere la speranza, la pace è un dono troppo prezioso. Anche con la massima collaborazione di tutti, la violenza non si fermerà se Sharon non aiuterà Abu Mazen".
    Berlusconi, come potenziale veicolo di pace, ha indicato ancora una volta il suo Piano Marshall, "quel progetto per la ricostruzione economica della Palestina presentato un anno fa a Barcellona e due settimane fa al G8 di Evian". Ed ha ricordato l'offerta italiana di Erice "come sede dei negoziati che secondo la road map dovrebbero avere inizio in autunno". Subito dopo, richiesto di un giudizio sul fallito attentato del giorno prima ad Ahdulaziz Al-Rantissi, ha rivolto un'esortazione a Israele: "Pensiamo anche noi che il popolo e il governo di Israele devono mettere in campo, se vogliono la pace, molta saggezza, molta lucidità, molta prudenza". Il Cavaliere ha poi assicurato che, per quanto riguarda la, posizione della Ue sulla questione palestinese, la presidenza italiana dovrà tenere conto di tutto ciò che desidera il Consiglio Europeo: ma sia chiaro - ha precisato - che io in questo momento parlo solo investe di presidente del Consiglio italiano". Inevitabile, in conclusione, una domanda a Berlusconi sul mancato incontro con Arafat che ha reso di fatto impossibile la visita a Ramallah per vedere Abu Mazen. "Il mio viaggio in Israele era programmato da molto tempo - ha ricordato il nostro premier - ed è noto a tutti che i capi di governo e i ministri degli Esteri che si sono recati in Israele non hanno potuto vedere Sharon se aveva in agenda un incontro con Arafat. Insomma, se vedevo Arafat non potevo vedere Sharon, e non è certo dipeso dalla mia volontà. Ho in programma un incontro a Roma con il presidente eletto dell'Anp, stiamo cercando il giorno adatto che potrebbe anche essere il 15 giugno". Ma secondo lei, gli è stato chiesto, Arafat ha ancora un ruolo importante? "Se ha imposto ad Abu Mazen di vedermi in questo momento, evidentemente ce l'ha ancora un ruolo importante. Comunque non avrò alcuna difficoltà ad incontrare anche Arafat".
    "

    Shalom!!!

  6. #26
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    da www.israele.net

    " ANALISI E COMMENTI

    L'ininterrotto terrorismo di Hamas

    Da un articolo del Jewish Institute for National Security Affairs, 14 giugno 2003

    L'attentato di mercoledi' all'autobus di Gerusalemme (17 morti) non era una vendetta di Hamas per il fallito tentativo israeliano di uccidere Abdul Aziz Rantisi, l'istigatore politico, finanziario e religioso del terrorismo contro gli ebrei in Medio Oriente. Il fatto che l'attentato si avvenuto in quel giorno anziche' in un altro giorno, e che sia riuscito a produrre una strage di quelle dimensioni dipende esclusivamente dal fatto che quel giorno e in quel luogo si e' verificata una breccia nel sistema difensivo anti-terroristico israeliano.
    Secondo gli esperti, un attentato suicida di questo tipo necessita di almeno due settimane per essere preparato e realizzato. Dal vertice Bush-Sharon-Abu Mazen di Aqaba in poi, il servizio difensivo israeliano ha sventato piu' di 50 tentativi di attentato, compreso quello di un sedicenne originario di Tulkarem destinato dai gruppi Jihad Islamica e Fronte Popolare palestinese a farsi esplodere nella citta' israeliana di Netanya. Ogni giorno le Forze di Difesa israeliane danno la caccia e scovano terroristi pronti a uccidere ebrei. Ogni giorno le Forze di Difesa israeliane riescono a fermare qualche tentativo prima che venga attuato. Da quando, nel settembre 2000, i palestinesi hanno scatenato questa fase della loro guerra terroristica contro Israele, centinaia e centinaia di attentati di vario tipo sono stati sventati in tempo. Ogni tanto, invece, un attentato riesce. L'attentato "riuscito" a Gerusalemme non era la vendetta per Rantisi. Non c'entra nulla la "spirale di violenza".
    Coloro, presidente Bush compreso, che dicono che l'operazione israeliana contro Rantisi "danneggia la Road Map" o "il processo di pace" non colgono il punto della questione della violenza contro gli ebrei in Israele. La "mappa" o il "processo" non sono degli obiettivi. L'obiettivo e' uno stato ebraico di Israele sicuro e riconosciuto, che possa vivere fianco a fianco con uno stato palestinese democratico. Mappe e processi sono solo degli strumenti, e sono utili solo per coloro che condividono questo obiettivo: Israele innanzitutto, e forse anche Abu Mazen. Certamente non Hamas, un nemico giurato di Israele, dichiaratamente impegnato in una guerra a oltranza contro l'esistenza stessa di uno stato ebraico in Medio Oriente. Chi - come Hamas - vuole la guerra, avra' la guerra. Anzi, la lotta per l'eliminazione di questi gruppi guerrafondai e' uno dei doveri che l'Autorita' Palestinese si e' assunta sottoscrivendo la Road Map. Dal momento pero' che Abu Mazen ha pubblicamente abdicato a questo compito, preferendo "negoziare una tregua", dunque tocca a Israele, come sempre, difendere la propria popolazione.
    Sono cose che il presidente Bush sa bene. Parlando dopo l'11 settembre disse: "Useremo ogni risorsa a nostra disposizione: ogni strumento della diplomazia, dell'intelligence, del diritto, ogni forza economica e ogni arma necessaria. Chiuderemo i canali di finanziamento ai terroristi, li metteremo gli uni contro gli altri, li inseguiremo da un luogo all'altro finche' non avranno piu' un posto dove andare a nascondersi. E perseguiremo le nazioni che offrono aiuto e rifugio al terrorismo. Ogni nazione, in ogni parte del mondo, deve decidere: o con noi, o con i terroristi".
    Rantisi e' un terrorista che merita la sorte dei terroristi. L'attentato di mercoledi' a Gerusalemme fa parte della sua ininterrotta guerra terroristica contro Israele. Una guerra che risponde al suo credo ideologico, non a un calcolo dei tempi.

    ( Jewish Institute for National Security Affairs, 11. 06.03 )
    "


    Shalom!!

  7. #27
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    " ANALISI E COMMENTI

    Israele avverte: "No a un processo di pace ostaggio dei terroristi"

    16 giugno 2003

    Secondo il ministro degli esteri palestinese Nabil Shaath, il gruppo estremista Hamas potrebbe accettare una tregua degli attentati anti-israeliani gia' entro martedi'. Shaath lo ha affermato lunedi', parlando con i giornalisti dopo un colloquio con ministri degli esteri dell'Unione Europea, senza tuttavia entrare nei particolari. "Stiamo intrattenendo intensi negoziati con Hamas, con l'aiuto dei nostri fratelli egiziani - ha detto Shaath - per cui e' chiaro che non intendiamo parlare adesso di temi che possono influenzare negativamente questi sforzi". I rappresentanti di Hamas sarebbero disposti a sospendere gli attentati in cambio dell'impegno da parte israeliana a non colpire i leader dell'organizzazione, una pratica che evidentemente sta facendo cambiare linea ai capi fondamentalisti. In ogni caso, ha specificato Zachariah al-Ara, esponente dell'Autorita' Palestinese, per adesso i gruppi estremisti propongono soltanto un'eventuale sospensione degli attentati all'interno di Israele, non quelli in Cisgiordania e striscia di Gaza. La Road Map prevedeva invece l'immediata cessazione di tutte le violenze, contro civili e militari, dentro e fuori Israele, e a questo si era impegnato il primo ministro palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) nel suo discorso ad Aqaba del 4 giugno scorso .
    Il ministro degli esteri israeliano Silvan Shalom ha dichiarato che una tregua di qualche mese non puo' in alcun modo sostituire l'impegno assunto ad Aqaba da israeliani e palestinesi, cioe' quello di disarmare e smantellare le organizzazioni terroristiche il cui scopo dichiarato e' impedire qualunque pace con Israele. Una tregua di qualche mese andrebbe esattamente nella direzione opposta, ha avvertito Shalom, giacche' essa servirebbe ai terroristi, pesantemente danneggiati dalle azioni anti-terrorismo israeliane, per riorganizzarsi e tornare a colpire quando meglio credono. " Un semplice cessate il fuoco permetterebbe ai terroristi di muoversi liberamente e di ricostruire i loro gruppi di fuoco, pronti a rimetterli all'opera appena decidessero che il processo di pace deve essere fermato - ha spiegato il ministro israeliano a Israel Radio - Per questo non possiamo accettarlo". Secondo Shalom, se le parti vogliono evitare che il processo di pace resti per sempre ostaggio nelle mani dei terroristi, l'unica cosa da fare e' debellare i gruppi terroristi e le loro strutture ".
    "Se nessuno ci sparera' addosso, chiaramente noi smetteremo di rispondere al fuoco" ha detto domenica nella riunione del governo il primo ministro israeliano Ariel Sharon, specificando che in ogni caso Israele si riserva il diritto di fermare in qualunque modo le "bombe umane" in procinto di compiere attentati .
    Intanto Israele fa sapere di essere disposto a trasferire gia' entro questa settimana il controllo della sicurezza nella parte settentrionale della striscia di Gaza all'Autorita' Palestinese. Gerusalemme sta solo attendendo un piano nel quale l'Autorita' Palestinese specifichi in dettaglio quali misure intende adottare per garantire ordine e sicurezza nelle aree abbandonate dai soldati israeliani. Fra queste, specificano a Gerusalemme, Israele sarebbe disponibile a includere fin dall'inizio anche il distretto di Betlemme (in Cisgiordania). Ultimamente infatti, secondo fonti della Difesa, gli allarmi terrorismo da quella zona non sono particolarmente numerosi.

    (Ha'aretz, Jerusalem Post, 16.06.03)
    "


    Shalom!!!

 

 
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