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  1. #111
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    Predefinito SARDEGNA DENUCLEARIZZATA

    IN QUATTRO ARTICOLI UNA VOLONTA' COMUNE

    Il no alle scorie è condensato in quattro articoli di legge. Tanto basta per affermare che la Sardegna non può e non deve diventare la pattumiera nicleare del Paese. Oltre il principio -sancito proprio nell'art. 1- con il quale il consiglio regionale fonda la sua posizione invocando i poteri derivanti dalla statuto speciale e il principio di precauzione vigente nella normativa internazionale, c'è un elemento che merita una grande attenzione.
    E cioè la volontà di procedere ad una verifica se nell'Isola esistano già forme di inquinamento ambientale legate a fonti energetiche nucleari.
    E lo strumento di questa attività di verifica non sono solo le strutture regionali che già svolgono funzioni e mansioni di controllo. L'art. 2, infatti dice che, entro 10 giorni dall'entrata in vigore della legge sarà nominata una commissione d'inchiesta con il compito di verificare e monitorare nell'isola ogni eventuale presenza di materiali radioattivi.
    Si tratta di un'iniziativa di non poco conto, perchè finora si è parlato del rischio dell'arrivo di spazzatura nucleare, ma nulla è stato detto sul fatto che materiale di questo tipo sia già arrivato in Sardegna.
    Per ora si tratta solo di voci - alcune anche abbastanza allarmanti -, ma si sussurra che qualcosa sia già approdato nell'isola.
    In ogni caso, resta sempre aperto il problema della presenza dei sommergibili a propulsione nucleare nell'arcipelago della Maddalena. Ma questo è un problema che sta diventando sempre più attuale ed è stato invocato in molti interventi del dibattito di ieri in consiglio regionale.
    Un altro principio di grande importanza è fissato nell'ultimo comma dell'art. 2. E cioè che il consiglio regionale <<promuove l'adozione di apposite norme di attuazione statutarie che regolino i controlli e le azioni amministrative necessarie per l'effettiva denuclearizzazione del territorio>>.
    In parole povere, questo significa che la Regione interverrà perchè il principio fondamentale della legge venga rispettato.
    Ma non basta, viene infatti anche garantito un servizio di vigilanza e monitoraggio continuo sul territorio. Nell'art. 3, infatti, si legge :<< La Regione, attraverso le proprie strutture preposte alla vigilanza ambientale e sanitaria, cura la rilevazione tecnica e strumentale di presenze nell'isola di materiale nucleari e adotta le misure di prevenzione necessarie per impedire ogni contiguità con le popolazioni e le strutture civili insediate, nonchè l'immissione di nuove e ulteriori consistenze dei medesimi materiali>>.
    Una legge non molto articolata, si dirà, ma sicuramente un primo passo importante per frenare certe tendenze.
    Sicuramente un buon inizio.

    Da La Nuova Sardegna del 02/07/2003

  2. #112
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    Predefinito

    TORINO: Comune e Regione solidali con la resistenza dei Sardi.

    I sardi non sono soli nella loro lotta contro le scorie nucleari: e anche questo è un fatto estremamente positivo. Lentamente e anche clamorosamente cominciano a comparire una serie di alleanze che danno più peso alla posizione degli isolani, soprattutto dopo il <<no>> votato ieri dal consiglio regionale. Ieri, infatti, anche il consiglio comunale di Torino ha approvato un ordine del giorno contrario allo stoccaggio delle scorie nucleari in Sardegna. I consiglieri hanno anche aderito alla protesta che gli emigrati sardi faranno il 4 luglio sdraiandosi in terra nelle loro città di adozione. L'adesione è venuta anche dal consiglio regionale piemontese che è guidato dalla Casa delle libertà. Altre grandi manifestazioni di solidarietà sono inoltre in programma a Bologna, Roma e Torino.

  3. #113
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    Predefinito

    14/06/2003
    Matteo, Carbonia
    Se il ministro si è indignato per le reazione della Sardegna a un tal nefasto progetto, reazione che coinvolge tutta la società civile, Chiesa compresa, bè allora direi che siamo sulla strada giusta. Ci vogliono asserviti, piegati al loro volere, mansueti come delle pecore ma questa volta mi sa che gli dice male. Mi sembra di leggere nelle parole del ministro un certo fastidio a "concedere" a noi sardi "il privilegio" di non avere le scorie sotto i piedi. L'eccellenza romana vorrebbe ripotarci su un piano di "parità" con tutte le altre regioni; peccato che di tutto ciò ci si è dimenticati quando si è trattato di costruire autostrade, ferrovie moderne, sviluppo e quant'altro e ci si ricordi di questa "parità" soltanto adesso che hanno bisogno di una discarica nucleare.

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    14/06/2003
    Stefano
    Gradirei che venisse indicato un indirizzo e-mail(o più) a cui inviare un testo standard di protesta. E' una iniziativa che qualche volta ha dato i suoi frutti ( ad esempio contro la lapidazione di Safya in Nigeria).

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    14/06/2003
    Salvatore Deidda, Cagliari
    Home Page: http://www.azionegiovanicaravella.org
    Anche Azione Giovani Caravella, movimento giovanile di alleanza nazionale, sta organizzando un viaggio a roma per protestare contro l'atteggiamento del Governo.Siamo aperti a sederci al tavolo con altre organizzazioni e discutere di una manifestazione comune.

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    14/06/2003
    Alessandro Serra, Cagliari
    Nel corso della seduta del 13 c.m., il Consiglio della Circoscrizione n.1 ha ritenuto di non poter tacere dinanzi all’allarme destato dall’ipotesi di depositare in Sardegna scorie radioattive provenienti da altri paesi. La nostra terra, è bene ribadirlo, non è una discarica e una simile decisione non solo lederebbe il diritto alla salute – e ciò basterebbe-, non solo comprometterebbe ogni speranza di sviluppo sociale, culturale ed economico – e ciò basterebbe-, ma la cosa più grave è che calpesterebbe la dignità di un intero popolo. Ciò è inaccettabile e ogni cittadino deve sentirsi chiamato a manifestare il proprio dissenso e la propria indignazione: soprattutto coloro i quali ricoprono incarichi nelle Istituzioni e negli Enti Locali debbono opporsi con ogni mezzo lecito allo scempio, senza esitazioni, senza divisioni di parte, con tutto il coraggio e la forza richiesti da questa battaglia. Alessandro Serra (Presidente I Circoscrizione)

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    14/06/2003
    Roberto Masia
    Gentile redazione volevamo mettervi al corrente dell'evoluzione del gruppo di cui voi avete già avuto modo di parlare in occasione della nostar protesta di fronte al Consiglio regionale di via Roma a Cagliari. Se a breve non si avranno notizie confortanti,a riguardo delle rassicurazioni chieste al governo,ci muoveremo pacificamente verso la penisola,le nostre azioni non passeranno inosservate,siamo in contatto con i circoli sardi nella penisola,e il numero crescente dei sardi disposti a far sentire la loro voce stà diventando un fiume. Le nostre azioni non si concrentreranno solo a livello parlamentare,ogni monumento importante nazionale,evento sportivo,musicale, ci vedrà presenti con azioni che disturberanno tutto e tutti,sia in sardegna ma sopratutto nella penisola,e non solo.... Ci scusiamo sin d'ora se la cosa arrecherà tensioni o malumori ai cittadini che non sono schierati in prima linea in questa lotta,ma ci pare l'unica alternativa pacifica al silenzio delle istituzioni. Il nostro è un movimento senza colore o bandiera politica,se non quella dei quattro mori che ci rappresenta. Chi volesse far parte con idee o personalmente può mettersi in contatto anche telefonicamente al num 348.0314956 . Comitato Spontaneo sardo -sez sassari

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    14/06/2003
    Giuliano Perinozzi
    Siamo una Regione Autonoma, c'e' poco da discutere di scorie e altri rifiuti vari. Il Popolo Sardo ha eletto i suoi rappresentanti, sia di maggioranza che di minoranza, per cui poche chiacchiere, questo è una delle tante situazioni, dove gli onorevoli devono onorare gli impegni. Di conseguenza cari politici, le strategie per evitare le e..SCORI..azioni da nucleare, dovete studiarle e applicarle voi... Del resto la vita quotidiana insegna, chi non e' grado di assolvere a un compito, abbia la delicatezza di mettersi da parte. Giuliano Perinozzi

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    14/06/2003
    Danilo Pani
    approvo e apprezzo moltissimo il lavoro splendido che state facendo per la questione delle scorie nucleari, in quanto date voce al pensiero di tutti noi sardi. Dopo le aree militarizzate e il peso GRAVISSIMO delle aree industriali per la raffinazione del petrolio, anche le scorie no! Vorrei chiedervi se esiste, o se avete pensato di farlo, un form on line per la raccolta di firme (analogo a quello fatto da altri, ad esempio, per la donna nigeriana condannata a morte). Sarebbe molto più agevole per il popolo dei navigatori "firmare" in rete piuttosto che di persona, e si permetterebbe di firmare anche a coloro che non hanno la possibilità materiale di farlo in modo tradizionale. Grazie per la vostra attenzione, Danilo Pani

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    14/06/2003
    rachele marongiu duke, albuquerque, new mexico, USA
    Sarebbe veramente opportuno mandare le scorie in Costa Smeralda, ad avvelenare i barbari colonizzatori della nostra isola. Mi chiedo anzi perche' non sotterrarle in continente, nei giardini della schiera infinita di signorotti lombardi, piemontesi, romagnoli che hanno la seconda casa nella NOSTRA Sardegna. Tanto, per buona parte dell'anno, loro in Italia non ci sono, trovandosi in Sardegna a fare una vita da nababbi. Non ho parole per esprimere tutta la mia rabbia ed amarezza. Anni fa sono stata attaccata su vari forum perche' esortavo i Sardi a non essere ospitali verso gli invasori che pezzo per pezzo ci stavano sottraendo la nostra terra. Mi pare che questo episodio di intollerabile dominio sia servito a disincantare coloro che non volevano accettare la realta' dei fatti. Affiggiamo cartelli di protesta a porti e ad aeroporti: NON BENVENUTI in Sardegna!

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    14/06/2003
    Marcello, Sardigna
    Basta! esti s'ora de si ribellai a sa tirannia. S'oppressori italianu,fascista si olidi torrai commenti ais terras in soru,abua su chi crescidi è pagu prusu de aliga mala. Berlusconi e pili aintru de sas minieras!Sardigna libera e indipendente!

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    14/06/2003
    Antonello
    Abbiamo nel sangue una sola cosa la nostra terra !!!!!! Se ci tolgono anche questa sara' una grave ferita per la nostra razza e la nostra storia. Ci stanno cacciando via di casa lo volete capire !!! Purtroppo io sono del parere che con la politica italiana non ci sia nulla da fare "quello che conta sono le mazzete" e tutti i politici sono contenti!!! HO PAURA CHE FAREMO LA FINE DEGLI INDIANI D'AMERICA....LORO DICEVANO:"LA TERRA NON E' NOSTRA MA L'ABBIAMO PRESA IN PRESTITO DAI NOSTRI FIGLI", INFATTI LA LORO FINE....FU' QUELLA DI ESSERE STATI INVASI,DOMINATI,STERMINATI DAGLI ALTRI POPOLI PIU' FORTI; IO PENSO CHE PER NOI SARA' PIU' O MENO LA STESSA SORTE, FORSE IN MANIERA PIU' MODERNA.... LE RADIAZIONI. lA PROSSIMA VOLTA VOTIAMO PER LA NOSTRA TERRA NON PER NON PER CERTI FALSI POLITICI COME IL NOSTRO PRESIDENTE BERLUSCONI!!! TUTTI INSIEME, FORZA PARIS PS: DI NUOVO UN "grazie" PER I NOSTRI POLITICI SARDI.....CHE SEMBRA CHE STIANO (profondamente) DALLA NOSTRA PARTE..... CIAO A TUTTI

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  4. #114
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    Predefinito LA PROTESTA UNISCE I SARDI NEL MONDO

    E' una reazione a catena, inarrestabile. Supera il mare, arriva nella Penisola, e continua in Germania per arrivare fino all'Argentina e all'Australia. E' il sentimento dell'appartenenza, il sentire in modo tenace il senso profondo delle proprie radici. L'ipotesi di creare in Sardegna il sito unico nazionale per stoccare le scorie radioattive ha risvegliato in tutti i Sardi l'orgoglio dell'identità e la rabbia per la possibilità che l'isola possa trasformarsi in una pattumiera radioattiva. Ecco quindi arrivare da tutti i circoli dei sardi nel mondo documenti di protesta, manifestazioni di dissenso e l'adesione alle iniziative antinucleari.
    Come quella prevista per domani, voluta dalla Rete dei Movimenti. L'invito rivolto a tutti i sardi, anche agli emigrati in tutto il mondo quindi, di partecipare a un clamoroso gesto clamoroso, gesto dimostrativo collettivo: alle 20,30, stendersi per terra per dieci minuti, come morti.
    In Sardegna la manifestazione principale si svolgerà a Cagliari, al Bastione saint Remy. Secondo le indicazioni degli organizzatori, i partecipanti dovrebbero preferibilmente vestirsi di bianco o di nero e non dovranno esserci bandiere di parte: il simbolo della manifestazione dovrebbero essere invece gli aquiloni.
    Una sirena darà il segnale dell'inizio della "morte nucleare" e un tamburo scandirà il trascorrere dei minuti, fino al segnale conclusivo, segnato dalla voce della sirena.
    Domani, quindi, i sardi in tutto il mondo protesteranno in modo silenzioso per la propria terra.
    Il senso e la dimensione di questo movimento contro il nucleare ha messo in moto anche i sardi che hanno un ruolo istituzionale fuori dall'isola. Come in Lombardia, dove è prevista una manifestazione di piazza e una mozione in consiglio regionale firmata da tutti i capigruppo.
    Stefano Maullu (primo consigliere sardo eletto al Pirellone) ha inteso così dare voce alla preoccupazione che i sardi che vivono in Lombardia condividono con gli abitanti dell'isola sul possibile invio di scorie radioattive in Sardegna.
    La mozione esprime <<grande preoccupazione per i forti rischi per la sicurezza e la salute dei cittadini che un'ipotesi del genere provocare accompagnati al grave rischio ecologico e di depauperazione ambientale che tale scellerata scelta potrebbe causare>>.
    <<In questi giorni - ha detto Maullu - abbiamo assistito ad una grande mobilitazione di cittadini, sindaci, personalità politiche, personalità del mondo scientifico e della cultura che hanno manifestato con forza e in vari modi il proprio dissenso>>.
    << Domani andremo in piazza anche a Milano per difendere un patrimonio naturale nazionale già fortemente gravato da una forte presenza di servitù militari>>.
    La manifestazione milanese avrà luogo in piazza Duomo alle 20,00 e coinvolgerà tutti i circoli sardi della Lombardia.
    <<La gestione di un problema così delicato qual'è lo spostamento e lo stoccaggio di materiale radioattivo - ha sostenuto Maullu - richiede una legge specifica e un accordo europeo e non può essere governata da provvedimenti dirigistici e non rispettosi delle realtà territoriali>>.
    La mozione chiede alla giunta regionale lombarda e al presidente Formigoni di promuovere, a partire dalla Conferenza Stato-Regioni, tutte le possibili iniziative giurisdizionali e politiche per la tutela dei cittadini sardi e la salvaguardia del patrimonio naturale.
    Sulla mozione presentata al Consiglio regionale della Lombardia ha preso posizione Sveva Dalmasso, presidente del gruppo "Per la Lombardia", originaria di Cagliari, informata dell'iniziativa solo dopo la presentazione del documento.
    << Mai come in questo momento la Sardegna ha bisogno - ha detto - di dimostrarsi unita su un problema troppo serio per essere lasciato ai protagonismi dei singoli. Troppe volte i sardi sono stati accusati di essere individualisti e qualcuno, forse, vuole rafforzare questa nomea. Il nucleare è un problema troppo serio per farne una battaglia solitaria>>.
    << Sono profondamente convinta - ha concluso - che un'isola-icona dello sviluppo sostenibile e della grande potenzialità del fattore ambientale - una delle poche "merci" ancora abbondanti nell'isola - fanno della Sardegna un patrimonio che tutti hanno interesse a preservare. In questo caso è, comunque, preferibile un'accentuazione della vigilanza e della mobilitazione>>.
    Insomma, la voce della protesta è definitivamnte uscita dai confini dell'isola. Ora è un problema di tutti i sardi.

  5. #115
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    Predefinito IN PIAZZA CONTRO LE SCORIE

    I sardi si mobilitano contro l'arrivo delle scorie nucleari nell'isola. Domani a Cagliari e a Sassari, ma anche a Roma, Torino, Milano, Pordenone, e poi in Germania, Svizzera, Argentina e Australia, sono previste manifestazioni di protesta per bloccare lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi nelle miniere del Sulcis e in altre località della Sardegna.
    Tutto questo mentre alla Camera il deputato di FI Gabriella Pinto, in un'interrogezione al Ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, ha chiesto << se risponda al vero la notizia dell'avvenuto interramento di materiale radioattivo in diversi siti della Sardegna e, in caso affermativo, quali provvedimenti intenda adottare per verificare le relative responsabilità e valutare l'adozione di eventuali misure di rimozione dei materiali>>.
    L'interrogazione di Gabriella Pinto segue alla denuncia fatta da Gavino Sale, leader di I.R.S., durante un'assemblea a Sassari sabato scorso. Secondo Sale sarebbero già stati interrati in Sardegna 60-70 mila fusti di materiale radioattivo: dopo l'interrogazione della parlamentare sarda eletta in Lombardia spetta al ministro Matteoli fornire una risposta. Un grosso passo l'ha fatto anche il Consiglio regionale, che mercoledì ha approvato all'unanimità (suscitando anche l'apprezzamento di legambiente) la "Dichiarazione della Sardegna territorio denuclearizzato".
    La mobilitazione contro l'arrivo dei rifiuti nucleari non ha confini. In tutta Europa i circoli dei sardi manifesteranno per dire no all'eventualità che l'Isola diventi davvero una pattumiera nucleare.

  6. #116
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    Predefinito BERLUSCONI: << NIENTE SCORIE>>

    La Sardegna oggi scende in piazza: in tutto il mondo. Da Cagliari a Sassari, a Roma, Torino, Milano,Bologna, Madrid, Parigi, Sydney è gigantesca la mobilitazione contro l'arrivo delle scorie nucleari.
    Ieri Berlusconi è intervenuto sulla vicenda ed ha promesso: mai le scorie arriveranno nell'Isola. <<Sarebbe un controsenso per chi ha nell'ambiente la sua migliore risorsa economica>>.
    Dopo la tempesta di Strsburgo, c'erano poche probabilità che Berlusconi in persona presenziasse alla firma del protocollo d'intesa Stato-Regione sulla viabilità, a palazzo Chigi. E invece il Cavaliere si è presentato, puntuale e pimpante, e tra battute sul conflitto di interessi e pacche sulle spalle al "figlioccio" Mauro Pili, ha affrontato subito il tema più spinoso:<< Non capisco da dove sia venuta fuori questa storia delle scorie nucleari da stoccare in Sardegna. Posso assicurare che è stata inventata di sana pianta, è un falso problema basato sul nulla>>.
    Il Presidente evidentemente non sa che fior di documenti hanno "fotografato" l'isola come sito ideale, pur senza citarne mai il nome. Non a caso, contro il "progetto pattumiera" si sta realizzando una imponente mobilitazione popolare.
    Uno sforzo inutile, secondo il capo del Governo, << perchè nessuno ha mai pensato alla Sardegna come centro di raccolta delle scorie. Ripeto: è un problema che non esiste e non è mai esistito>>. Il perchè è presto detto: << Sappiamo tutti - ha detto Berlusconi - che l'attività trainante dell'economia sarda è il turismo ed è evidente che verrebbe irrimediabilmente compromessa dalla presenza di un deposito di materiale nucleare>>.
    Si è infervorato il Cavaliere, ha alzato la voce e si è perfino avventurato sul difficile campo delle spiegazioni giuridico-costituzionali nel sostenere che la Sardegna "pattumiera nucleare" rappresenta un'ipotesi impossibile. <<Tutti sanno - ha precisato - che lo Statuto della Regione ha valenza costituzionale. Ed è alla Regione che spetta la gestione del territorio. Quindi, nessuna istituzione italiana può adottare decisioni in contrasto con la volontà della Regione stessa.>>
    Forse il Presidente non sa che molti anni fa una base per sottomarini nucleari è sorta a La Maddalena senza che la Regione sarda e tutti i suoi cittadini ne sapessero niente. Con buona pace dello Statuto.
    Nel caso specifico, Berlusconi non si è risparmiato nello smentire l' ipotesi scorie in Sardegna. Tont'è che i cronisti presenti ieri a Palazzo Chigi hanno voluto farglielo rimarcare quasi in via ufficiale. << Ribadisco - è stata la sua risposta - che non esiste un progetto per realizzare in Sardegna un deposito di scorie nucleari. E' un problema falso, pretestuoso e infondato>>.

    Lucio Salis 04/07/2003

  7. #117
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    Predefinito Re: BERLUSCONI: << NIENTE SCORIE>>

    In Origine Postato da magda

    Nel caso specifico, Berlusconi non si è risparmiato nello smentire l' ipotesi scorie in Sardegna. Tont'è che i cronisti presenti ieri a Palazzo Chigi hanno voluto farglielo rimarcare quasi in via ufficiale. << Ribadisco - è stata la sua risposta - che non esiste un progetto per realizzare in Sardegna un deposito di scorie nucleari. E' un problema falso, pretestuoso e infondato>>.

    Lucio Salis 04/07/2003
    Il Presidente, come tutti i suoi discepoli di FI sardi, vuole passare come paladino della Sardegna... Comunque l'importante è che da ora in poi i sardi potranno sventagliare anche questa sua dichiarazione...

  8. #118
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    Predefinito I SARDI DEL MONDO A TERRA: NO ALLE SCORIE

    Tutti giù per terra. Silenzio assoluto: si è smagnetizzato il cd con l'urlo della sirena e il rullo del tamburo che avrebbero dovuto scandire i dieci minuti contro le scorie, ieri al Bastione. Cagliari si scorge all'orizzonte, con il suo panorama, il porto e la Sella del Diavolo, mentre continua a muoversi disordinatamente.
    Ma circa mille persone, nel monumento più caratteristico della città, hanno deciso di dire no: << le scorie nucleari qui non devono passare>> dicono Nicola Cantalupo e Pietro Perra di Quartu. Sono arrivati a decine anche dal Sulcis, il territorio più a rischio. No alle scorie non sta scritto solo su striscioni e bandiere. Ai manifestanti non bastano le assicurazioni di Silvio Berlusconi. E il "Chi l'ha detto che arriveranno?" pronunciato dal premier non soddisfa neppure i politici. Non si fida Gianmario Selis, non si fida Emanuele Sanna. E Mario Melis, ex presidente della Regione, grande saggio della politica sarda, ammonisce << dopo le dichiarazioni di Berlusconi spero che il Governo non torni indietro: se le scorie arriveranno sarebbe a rischio l'ordine pubblico in Sardegna. Credo che alla fine prevarrà comunque la ragione. Un Governo può far calare dall'alto una decisione se il popolo è distratto. Ma qui non solo ha preso coscienza del problema ma addirittura si è ribellato. E queste battaglie - conclude Melis - si vincono soltanto con la grande mobilitazione popolare che effettivamente c'è stata>>. Tra i mille c'è Barbara Fois, docente di storia Medioevale all'Università, aderente alla Rete dei movimenti, il cui coordinamento ha organizzato il sit-in. S'interroga: << Che fine ha fatto la proposta del premio Nobel Carlo Rubbia, che sosteneva che con un sistema di Spallazione sarebbe stato possibile rendere inerti le scorie? Evidentemente dietro, c'è un interesse di tipo commerciale>>.
    Maglietta bianca o nera, simboli convenzionali della morte nucleare, per dieci minuti i sardi che non vogliono che l'Isola si trasformi in una pattumiera radioattiva si sono sdraiati per rifiutare la morte nucleare. Le bandiere con i Quattro mori e quelle azzurre contro le scorie hanno sventolato per tutta la serata. Nessuna bandiera di partito, anche se le presenze "politiche" sono quasi tutte del centro sinistra. Interrogazioni parlamentari, parole, battaglie civili, bandiere: per la prima volta la mobilitazione è di massa. Ci sono anche i politici, tutti del centro-sinistra. Ivana Dettori e Pier Sandro Scano ricordano che << non è facile chiamare a raccolta così tanta gente, un venerdì sera qualunque, per sdraiarsi a terra: il motivo era nobile e i sardi che hanno a cuore le sorti dell'Isola hanno risposto alla grande.>> Due ragazzi reggono uno striscione con il viso nascosto dalla maschera antigas. Verso le 21 il grande girotondo conclusivo ha congedato i manifestanti con le bandiere al vento.
    Intanto, a Milano, l'ex capo dello Stato, Francesco Cossiga, giudica positivamente la presa di posizione di Berlusconi. << La presa di posizione del premier è molto importante perchè non c'è provvedimento che possa essere attuato se il Presidente del Consiglio impone il suo veto. Questa mobilitazione da parte dei sardi era necessaria come misura preventiva: anche se tutto quanto era a livello di ipotesi, è buono che i sardi si siano mobilitati. In una Regione che punta sul turismo non era pensabile far arrivare i fusti radioattivi>>. Le parole del premier non rassicurano invece Tore Cherchi, sindaco di Carbonia, che ricorda un documento dei sindaci del Sulcis per << non abbassare la guardia>>. L'ex deputato lancia un messaggio: << I sardi si fidino di se stessi e basta!>> Alessio e Lucia Raimondi, Mauro Piras, Gianni Garbati, Matteo Bartolini, Pietro Mariani, Massimo Marras, Karin Marzocchini sembrano pensarla allo stesso modo: ieri hanno manifestato in Plaza Mayor a Madrid. All'aereoporto di Elmas, oggi dalle 10 alle 12, la rete Lilliput sensibilizzerà i turisti distribuendo volontini contro le scorie nell'Isola.

    Lorenzo Piras 05/07/2003

  9. #119
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    Predefinito BERRITAS E BANDIERE A ROMA

    " No cherimus su muntonariu radioattivu in Sardegna". Messaggio in limba per chiunque pensi di trasformare l'isola in un deposito di scorie radioattive. L'ha dipinto su un lenzuolo bianco la pasionaria del Gremio, Maria Vittoria Migaleddu (Sassari), l'hanno fatto proprio mille sardi riuniti ieri in piazza Trilussa per dire no alla trasformazione dell'isola in una discarica di morte.
    Sono arrivati da tutti gli angoli della città, nuoresi, sassaresi, cagliaritani e oristanesi, avvisati da un tam tam di giornali, messaggi telematici o soltanto bocca a bocca, per dire "No alle scorie": Sardi uniti per salvare l'isola in pericolo,un vero miracolo, spettacolo assolutamente unico. Un tripudio di Quattro mori fatto in casa, magliette, lenzuola, bandiere,manifesti, volantini, berritas, che ha invaso la piazza e bloccato il traffico nel lungotevere Sanzio. Ma solo per pochi minuti, quando tutti si sono sdraiati sulla strada tra lo sguardo divertito dei turisti e interdetto dei romani.
    Manifestazione pacifica ma carica della sana tensione di chi teme di essere preso in giro per l'ennesima volta. E pazienza se appena l'altro ieri il Presidente Berlusconi ha detto che << il problema non esiste, non è mai esistito>>. I sardi hanno preso troppe fregature per abboccare all'ultimo proclama. Semplicemente non ci credono. Senza distinzioni, tra chi manifesta nell'isola e chi ieri si è mobilitato in tutto il mondo per scongiurare il "pessimo regalo" in arrivo d'oltremare.
    Preoccupatissimi anche i Sardi di Roma, gente che ha lasciato la Sardegna da decenni ma non ha mai tagliato il cordone ombelicale. Come i consiglieri del Gremio Giovanni Battista Sotgiu (emigrato nel'44) e Salvatore Casu, o la giovane barman Roberta Cancedda, prima di arrivare in piazza con il kit personale di bandiera e lenzuolo con teschio: "per non fare questa fine. No morte". L'accompagnava Aurelio Senes ( Alà dei Sardi), studente di architettura con una sola certezza. "Noi sardi non siamo mai uniti, ma questa volta riusciremo a vincere".
    Ne sono convinti anche Tore Murgia e Mario Dejna del Circolo dei sardi di Ostia, autori del lenzuolo "La Sardegna ha un'anima"
    Ogniuno ha il suo messaggio, più o meno ispirato, dai giovani dell'IRS che affidano al leader Frantziscu Sanna uno scettico: << Berlusconi? Ci credo, ma non mi fido.>>, a Maurizio Picca di Legambiente:<< Le scorie sono un segnale, già si parla di centrali nucleari: ormai può passare di tutto>>.
    Allarme generale, lanciato da tanti sardi qualunque, perchè gli annunciati Vip non si sono visti. Numerosi però i Sardi di successo, come i giornalisti Pasquale Chessa (Panorama), Pino Corrias (Rai), Nicola Corda (Agenzia Italia), Simonetta Fiori e Sergio Frau (La Repubblica), il pubblicitario quartese Fedele Usai (che ha disegnato le magliette) e l'ex presidente del Gremio Grazia Mannironi. La politica era rappresentata dal neo senatore Luigi Zanda e da Mariotto Segni con messaggio personale a Silvio Berlusconi:<< Non trasformi la Sardegna in una pattumiera e lasci che i sardi scelgano da soli il loro presidente>>.

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    Predefinito MAGLIETTE E STRISCIONI CONTRO LE SCORIE

    OLBIA. Silvio Berlusconi è entrato nel tunnel con la barzelletta pronta. Sapeva che ad Olbia lo attendeva la protesta contro l'ipotesi di sbarco in Sardegna delle scorie nucleari. Ha detto che non arriveranno e l'ha buttata a ridere:<< Ho i miei servizi segreti personali: è la sinistra che voleva portare le scorie a casa mia>>. I suoi l'hanno applaudito convinti. Ma la protesta c'è stata ugualmente, anche se le forze dell'ordine, presenti in massa, hanno tentato di tenerla lontana dalla celebrazione dentro il tunnel. Non è mancata qualche tensione. Hanno protestato con le magliette il comitato gallurese anti-scorie, con gli striscioni "Indipendentzia", con le bandiere Rifondazione e la Sinistra giovanile. E un ferroviere di Cargeghe ha ricordato al presidente del consiglio i suoi guai con la giustizia.
    Tra poliziotti, carabinieri e guardie lo schieramento di sicurezza intorno al tunnel era impressionante. L'ordine era di tenere lontane le manifastazioni. Difficile però fermare 70 persone che arrivano alla spicciolata indossando una t-shirt bianca. E' la forma di protesta scelta dal comitato gallurese contro le scorie nucleari. I poliziotti tentano di fermarli e di fargli levare la maglietta. Li disarma una battuta:<<Ma perchè può entrare quel signore con la Lacoste e io con una semplice maglietta no?>>. Passano un pò alla volta, conquistano la prima fila e sventolano le maglietta davanti a Berlusconi. I sostenitori del Cavaliere non hanno da ridire: nessuno vuole la spazzatura radioattiva in Sardegna. E' a questo punto che il Presidente può fare il discorso che si era preparato:<< Mandatemele tutte le vostre magliette, non ce n'è più bisogno. Le scorie non arriveranno, l'ho già detto>>. Poi la storiella sulla sinistra che vuole mettergli le scorie in casa. << Ad Arcore?>>, gli urlano. E lui: << No, a Porto Rotondo>>.
    Niente scorie, assicura Berlusconi. << Ma noi delle parole dette dal Presidente del consiglio non ci fidiamo, tante volte ha detto una cosa e ne ha fatta un'altra>>, replica a distanza GiamPiero Marras, arrivato ad Olbia con Bustianu Cumpostu e altri militanti di Sardigna Natzione Indipendentzia.
    Anche loro hanno provato ad eludere la sorveglianza. Si sono nascosti in un palazzo in costruzione dirimpetto all'ingresso del tunnel scelto per l'inaugurazione. Se fosse riuscita , Berlusconi avrebbe letto i loro striscioni con le scritte "NO ISCORIAS ITALIANAS, RAJU" e "A FORA SAS BASES DAE SARDIGNA".
    Vengono scoperti prima, quando il palazzo voiene passato al setaccio. Sul tetto, peraltro, ci sono agenti appostati con fucili di precisione. Striscioni sequestrati. Vengono restituiti ed esposti a distanza solo quando Berlusconi sta per salire in macchina per andare via.
    Neppure la Sinistra giovanile è riuscita ad arrivare davanti a Berlusconi con le sue bandiere. Le forze dell'ordine fermano il gruppo davanti all'Hotel President. C'è anche qualche battibecco e qualche spintone. In serata, arriva la protesta dei Democratici di Sinistra. << Alla Sinistra giovanile - afferma il consigliere comunale Marino Achenza - è stato impedito di passare. Altrettanto non è accaduto qualche minuto dopo quando sono arrivate le bandiere di Azione giovani, guidate da un consigliere comunale del centrodestra. L'inaugurazione del tunnel ha avuto connotati da manifestazione di regime. Impedire di manifestare, questo sì che è un atto illiberale>>. L'ultima affermazione è una risposta allo stesso Berlusconi. Qualche sua frase è stata accolta da fischi. Pochi, per la verità, perchè la discreta folla che si è presentata al Presidente era in prevalenza plaudente. Ma la debole contestazione evidentemente poteva rovinargli la festa. Ha voluto replicare: << Fischiando non si è liberali>>.

    07/07/2003 Antonello Sechi

 

 
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