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  1. #1
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    Predefinito risposta ferruccio, pasquino. ero un balilla...

    il fatto che attualmente nessuno o comunque pochi si riconoscono in questo Stato, non è casuale, come del resto non è casuale una mentalità individualista così diffusa e generalizzata. Con il dopoguerra i Vincitori ( che hanno conquistato l'Italia grazie alla complicità di quella che può essere definita la mafia " primigenia") hanno attuato una politica che mirava proprio ad annullare ogni sentimento di appartenenza allo stato o nazionalismo, perchè soltanto in questo modo diventava possibile il controllo delle masse.
    Per 50 anni circa, una gran parte degli italiani hanno vissuto nel mito dell'unione sovietica, solo dopo la caduta del muro di Berlino hanno disconosciuto il comunismo in quanto tale, ed una parte nella filosofia del " viviamo tranquilli" molto bene rappresentata dalla D.C . E' un discorso questo, che in realtà non può essere fatto in poche righe, ma l'inversione culturale era necessaria per attuare la colonizzazione del paese conquistato e mantenere il potere della classe dirigente.
    Il fatto che attualmente una gran parte delle nuove generazioni si perda in alcol e droga, un altra parte sia formata da giovani rampanti disposti a vendersi pure la moglie se ciò favorisce la propria carriera, è utile ai nostri politici che in questo modo controllano meglio la situazione...
    I primi, ovvero i deficenti che con alcol e droga vogliono dimenticarsi di esistere, non danno fastidio a nessuno, neanche vanno a votare e non incidono nella vita politica del nostro paese, non scendono in piazza, non contestano, non danno fastidio in nessun modo; i secondi invece se li comprano semplicemente, sono persono che si vendono anche per una sola promessa...
    Noi invece, quelli che tentano disperatamente di capire ciò accade, siamo presentati alla società come un modello di nostalgismo, come 4 poveri disgraziati romantici che non capiscono come gira il mondo.
    Insomma Ferruccio, questa è una situazione che fà comodo a tutti! perchè se la massa avesse consapevolezza della situazione imporrebbe ai politici delle scelte che loro non vogliono fare e soprattutto non sono in grado di fare.
    Ecco perchè ci presentano la Milano da bere, ed un modello di società che non corrisponde a quella attuale.
    Io, sono rassegnata, perchè nulla è possibile se non esiste un popolo. Siamo ancora la plebe che vendeva le mogli ai soldati americani che sbarcavano in italia. siamo ancora quelli del " Francia o Spagna purchè se magna..." Insomma Ferruccio i tuoi ricordi hanno un valore proprio perchè sono tali.
    Ti saluto con affetto, perchè somigli tanto a mio nonno che era camicia nera, combattente e repubblichino, e che io non ho mai avuto la fortuna di conoscere perchè quando è morto ero troppo piccola.

  2. #2
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    Predefinito PER CLARISSA

    Grazie Clarissa e veramente di cuore.Insomma cosa vuoi che ti dica io in questa Italia attuale non mi ci riconosco.

    Chiaro che il fascismo aveva anche fatto i suoi errori.Io nei miei ricordi mica ho inneggato alla leggi razziali o alla guerra civile.

    Ho cercato soltanto di ricordare quel mondo come lo vidi io NON COME VIENE RACCONTATO IN MODO FAZIOSO E DISTORTO.

    Comunque Ti sei espressa molto bene ed mi hai recepito correttamente.

    Grazie ancora di cuore !

    Un saluto

  3. #3
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    Predefinito

    Noi ci sentivamo NAZIONE e cosi' fu fino al Luglio del 43.Dopo non piu'.

    Come scrive Ernesto Galli della Loggia l'8 Settembre la nazione mori' ma non perche' avevamo perso la guerra ma per COME erata stata gestita la resa.Sarebbe bastato che so' , che la
    Marina invece di andare a Malta si fosse autaffondata o che prima di autaffondarsi fosse andata a Salerno e li' avesse finito combattendo contro gli anglo-americani.

    Tutto fu troppo ignominioso. e quello che venne dopo lo fu ancora peggio.Certo oggi si mangia di piu' e emglio che nel 40.E ALLORA ?

    Confermo:fino al 25 Luglio del 43 FUMMO.Dopo ,,,,,,,,,,

  4. #4
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    Predefinito

    la "nazione" morì nell'ottobre del 22, infatti in tutto il mondo non credevano nemmeno che un paese europeo si desse un regime simile,
    ebbero anche parole di apprezzamento per il fascismo solo perchè gli sbagli degli avversari vanno incoraggiati e per presentarci il conto in seguito.

    Mi pare che già i fatti di grecia dimostrino quanto gli italiani avessero voglia di combattere sotto quel regime,
    e anche adesso il difetto "sta nel manico" non si può chiedere agli italiani di comportarsi bene quando lo stato dà simili esempi,

    il mito dell'unione sovietica....gli italiani nemmeno sanno cosa fosse l'unione sovietica, gli fu fatto mandare giù per attuare profique speculazioni politiche.

    Vedemmo un raggio di luce solo nel risorgimento, ma il fascismo si iscrive pienamente nella parabola discendente dell'italia.

  5. #5
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    Predefinito risposta x Pasquino

    posso anche capire che tu non hai la mia stessa visione del Fascismo... Non sarebbe una novità.
    però certamente non si può negare la volontà di Mussolini di trasformare una massa di derelitti in un popolo, come del resto non si può negare che per cinquant'anni la società ( indottrinata quanto vuoi e per i fini che vuoi) abbia vissuto guardando al comunismo come modello. Che poi quasi nessuno di quelli che votavano PC sapesse per chi e per cosa votavano , non è cosa nuova... perchè forse adesso lo sapete ?
    le tue affermazioni comunque, non fanno che avvalorare la mia tesi secondo la quale noi Italiani Non siamo un popolo, e che il servilismo è così diffuso in termini concettuali che nessun cambiamento sarà possibile. Purtroppo !

  6. #6
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    La Cina stava messa peggio di noi, un uomo, Mao, l'ha cambiata.

  7. #7
    sacher.tonino
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    ---------------------------------------------------------
    Noi Italia non siamo un popolo...dice Clarissa
    ----------------------------------------------------------

    A mio avviso, dobbiamo tessere un'analisi dettagliata ed articolata, e non lasciarci andare a luoghi comuni.
    Sono convinto che la più grande intuizione del dopoguerra fù il rafforzamento dell'IRI, ente voluto da Benito Mussolini.
    Raffaele Mattioli, fù l'artefice di questo grande miracolo, mantenendo nell'IRI alcuni manager che erano scampati all'epurazioni del 45.Molti i manager azionisti e liberali.
    L' IRI divenne la spina dorsale della nazione, l'isola delle partecipazioni statali che faceva da mamma, custode dei sogni imprenditoriali e della classe dirigente del dopoguerra.
    Grazie all'IRi abbiamo l'autostrada del Sole e tante altre opere che fecero dell'Italia una nazione avanzata, come la creazione della SIP che unificava il sistema telefonico nazionale.
    All'ombra dell'IRI si costitui una scuola di manager intellettuali, colti, umanisti ed intelligenti.
    Parallelamente, alle Frattocchie si formava tutta la generazione di dirigenti comunisti, mentre all'università cattolica cresceva tutta la classe dirigente democristiana.
    In seguito, fù la DC, a premere per la creazione della cassa del mezzogiorno, costellata di luci ed ombre , ma che ebbe il pregio di finanziare tante grandi opere meridionali.
    La fase discendente della politica del dopoguerra si ebbe con la condivisibile o meno svendita dell'IRI.In seguito un esercito di manager e dirigenti cresciuti all'interno di un ottica statale si videro orfani perfino dei partiti politici, spazzati via dal fenomeno denominato Mani Pulite.
    Ci troviamo, oggi, con una classe Imprenditoriale mediocre, con nuove dinamiche del mercato che hanno disintegrato tutto il patrimonio impiegatizio statale giolittiano che era stato cresciuto, in seguito dal fascismo, e anche dopo il fascismo da uno stato comunque organico e fortemente centralista.
    La media borghesia è sempre più vicina alla middel class, è ha smesso di essere faro culturale, colto e preparato.
    La folla commossa accorsa al funerale dell'Avvocato Gianni Agnelli testimonea come gli Italiani hanno intuito, con la dipartita dell'Avvocato, la scomparsa dell'ultimo epigono di un Capitalismo illuminato, raffinato, intelligente, composto, educato, universalmente riconosciuto.
    Complessivamente, oggi l'Italia paga la mancanza di una Classe Dirigente illluminata, di unaclasse Imprenditoriale Umanistica, di una rete economica sana ed organica, di una unità d'intenti e visioni moderne e nello stesso tempo ancorate al genio Italiano, luminosamente espresso nel risorgimento.
    Oggi l'italia galleggia a mezza aria, alla ricerca di un governament stabile, liberale, che sia attento al welfare state e nello stesso tempo alla nuove aspettative di un mondo globalizzato e moderno.
    Antonio

    Nell'immagine, Giovanni Agnelli.Ultimo esponente di un Capitalismo illuminato e colto.


  8. #8
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    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
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    Predefinito

    In origine postato da sacher.tonino

    Nell'immagine, Giovanni Agnelli.Ultimo esponente di un Capitalismo illuminato e colto.

    ...oltre ad essere sfruttatore di operai, membro della Trilateral e del Bilderberg club (super logge capitaliste che decidono i destini economici e politici del mondo) repubblicano antifascista, "naso di platino" e, dulcis in fundo, patron della Juve (addebito non meno grave dei precedenti).

  9. #9
    Orazio Coclite
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    In origine postato da Bellarmino
    ...oltre ad essere sfruttatore di operai, membro della Trilateral e del Bilderberg club (super logge capitaliste che decidono i destini economici e politici del mondo) repubblicano antifascista, "naso di platino" e, dulcis in fundo, patron della Juve (addebito non meno grave dei precedenti).
    Senza dimenticare come il di lui nonno si arricchì mandando a lavorare nelle fonderie ragazzini di 8-10 come era uso ai tempi.
    Su personaggi del genere io sputo sopra! Sfruttatori del popolo e ricattatori dello stato italiano.
    E sempre giuvemmmerda!

  10. #10
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    In origine postato da sacher.tonino
    A mio avviso, dobbiamo tessere un'analisi dettagliata ed articolata, e non lasciarci andare a luoghi comuni.
    Sono convinto che la più grande intuizione del dopoguerra fù il rafforzamento dell'IRI, ente voluto da Benito Mussolini.
    Raffaele Mattioli, fù l'artefice di questo grande miracolo, mantenendo nell'IRI alcuni manager che erano scampati all'epurazioni del 45.Molti i manager azionisti e liberali.
    L' IRI divenne la spina dorsale della nazione, l'isola delle partecipazioni statali che faceva da mamma, custode dei sogni imprenditoriali e della classe dirigente del dopoguerra.
    Grazie all'IRi abbiamo l'autostrada del Sole e tante altre opere che fecero dell'Italia una nazione avanzata, come la creazione della SIP che unificava il sistema telefonico nazionale.
    All'ombra dell'IRI si costitui una scuola di manager intellettuali, colti, umanisti ed intelligenti.
    Parallelamente, alle Frattocchie si formava tutta la generazione di dirigenti comunisti, mentre all'università cattolica cresceva tutta la classe dirigente democristiana.
    In seguito, fù la DC, a premere per la creazione della cassa del mezzogiorno, costellata di luci ed ombre , ma che ebbe il pregio di finanziare tante grandi opere meridionali.
    La fase discendente della politica del dopoguerra si ebbe con la condivisibile o meno svendita dell'IRI.In seguito un esercito di manager e dirigenti cresciuti all'interno di un ottica statale si videro orfani perfino dei partiti politici, spazzati via dal fenomeno denominato Mani Pulite.
    Ci troviamo, oggi, con una classe Imprenditoriale mediocre, con nuove dinamiche del mercato che hanno disintegrato tutto il patrimonio impiegatizio statale giolittiano che era stato cresciuto, in seguito dal fascismo, e anche dopo il fascismo da uno stato comunque organico e fortemente centralista.
    La media borghesia è sempre più vicina alla middel class, è ha smesso di essere faro culturale, colto e preparato.
    La folla commossa accorsa al funerale dell'Avvocato Gianni Agnelli testimonea come gli Italiani hanno intuito, con la dipartita dell'Avvocato, la scomparsa dell'ultimo epigono di un Capitalismo illuminato, raffinato, intelligente, composto, educato, universalmente riconosciuto.
    Complessivamente, oggi l'Italia paga la mancanza di una Classe Dirigente illluminata, di unaclasse Imprenditoriale Umanistica, di una rete economica sana ed organica, di una unità d'intenti e visioni moderne e nello stesso tempo ancorate al genio Italiano, luminosamente espresso nel risorgimento.
    Oggi l'italia galleggia a mezza aria, alla ricerca di un governament stabile, liberale, che sia attento al welfare state e nello stesso tempo alla nuove aspettative di un mondo globalizzato e moderno.
    Antonio
    Agnelli avversò duramente l'iri progressista deli anni 60 e enrico mattei.....

    In fondo la seconda repubblica e fini sono opera sua....e dei "comunisti".

 

 
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