È come il Monopoli, con tanto di dadi e imprevisti. Ma spiega le difficoltà di una ragazza di colore che si vende per vivere. Ed è polemica
Monica Maggi
Si chiama Puttanopoly, ed è il gioco da tavolo che il Comitato per i diritti delle prostitute ha ideato con un preciso scopo: informare e spiegare tutto sui drammi e sulle aspirazioni delle ragazze extracomunitarie ‘in vendita’ sulla strada, e sul loro disagio in terra straniera. ‘Non è un caso che Puttanopoly abbia questo nome – racconta Daniela Mannu, ideatrice del gioco e consulente per il Comitato - È simile a Monopoli, e come per questo gioco, tutto ruota intorno al denaro e agli imprevisti. I due elementi ricorrenti nella vita della ragazza di colore che inizia a prostituirsi.
La nascita del gioco da tavolo è stata casuale ma elaborata: un anno e mezzo fa Daniela e Lucia Mainetti, altra consulente del Comitato, grafica ed esperta di comunicazione, sfornano l’idea. “Il Comitato aveva bisogno di entrate economiche - spiega Daniela - ed essendo io un’appassionata di giochi di ruolo e da tavolo, ho buttato lì il progetto di Puttanopoly”. Diciotto mesi circa di gestazione e il gioco nasce, a fine marzo di quest’anno a Pordenone. “La prima presentazione – racconta la Mannu - è stata a Pordenone alla Galleria Furlan, e poi Bologna”. Pia Covre, che insieme a Carla Corso ha fondato venti anni fa il Comitato, è soddisfatta della virata ludica ma non superficiale dell’iniziativa. “Puttanopoly riproduce la vita vera delle prostitute straniere in Italia, dall'ingresso clandestino, attraverso contratti capestro con gli sfruttatori, fino all'obiettivo di tornare nel proprio Paese con abbastanza denaro per mantenere la famiglia”. Proprio come per il Monopoli i giocatori hanno dadi, pedine, caselle e banconote, e un regolamento dettagliatissimo: si può giocare in due fino a dieci, età minima sedici anni.
A ognuno dei partecipanti è assegnata una carta d'identità e un contratto per l'ingresso in Italia e i personaggi sono differenti ma tragicamente simili nel loro disagio: Teuta di 19 anni dall’Albania, due figli lasciati a casa e già finita in ospedale per mano dagli sfruttatori; la nigeriana Terry, 18 anni, nubile e magrissima; la russa Tatiana di vent’anni e con due genitori a carico.
Le schede di identità riportano nazionalità e l’obiettivo, che può essere per esempio mantenere la famiglia lontana o recuperare i documenti e tornare a casa. La strada per raggiungere il traguardo sarà impervia: come per il Monopoli di infantile memoria ci sono imprevisti (sfighe) e possibilità (probabilità positive). Il percorso è lungo e pieno di ostacoli, proprio come l’esistenza reale di una ragazza straniera che si prostituisce per vivere, ma sempre con una prospettiva di speranza alla fine. Sembra anche che per il gioco, in vendita per ora on line solo su www.puttanopoly.com a 69 euro più spese di spedizione, siano già previsti aggiornamenti per adeguare il gioco alla nuova legge sulla prostituzione Bossi/Fini. E Daniela Mannu, insieme a Pia Covre lanciano a voce un appello, pubblicato anche dal sito: “In verità stiamo cercando un editore che si accolli le spese della pubblicazione del gioco. Per ora lo offriamo solo dalle pagine di puttanopoly.com e dagli altri siti collegati a noi, soprattutto luccioleonline.org . Ma per una diffusione maggiore servirebbe un mercato ‘classico’, da negozio insomma. Finora cinquanta sono state le scatole di Puttanopoly inviate per posta”. E conclude la consulente: "facciamo anche affidamento sulla Tempep, il web ring di impegno sociale presente in 22 paesi europei che ci ha dato la disponibilità alla traduzione del gioco".
Da: http://www.espressonline.it/eol/free...Content=201932




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