Per assicurare la progressività dell'imposta a seguito dell'introduzione delle nuove aliquote e per creare una cosiddetta "no-tax area" (cioè un imponibile minimo escluso dall'Irpef) è stato introdotto un meccanismo che complica un poco la possibilità di effettuare conteggi rapidi dell'imposta.
Dal reddito complessivo aumentato di eventuali crediti d'imposta sui dividendi e al netto degli oneri deducibili, va dedotto un importo di 3.000 euro.
Tale deduzione è aumentata a:
7.500 euro per i redditi di lavoro dipendente;
7.000 euro per i redditi di pensione
4.500 euro per i redditi d'impresa o derivanti dall'esercizio di professioni.
Tuttavia queste deduzioni (dai 3.000 euro minimi per tutti ai 7.500 euro per i dipendenti) decrescono in funzione del crescere del reddito, fino ad azzerarsi completamente e naturalmente non sono cumulabili
Occorre applicare una formula che sostanzialmente è la seguente:
26.000 euro
+ detrazione di cui sopra (da 3.000 a 7.500 a seconda del tipo di reddito percepito)
+ oneri deducibili
- reddito complessivo
- credito d'imposta sui dividendi
= TOTALE
Se TOTALE diviso 26.000 da un risultato pari ad 1 o maggiore di uno, la deduzione spetta per intero;
Se TOTALE diviso 26.000 da un risultato di zero o minore di zero, la deduzione non spetta;
Se TOTALE diviso 26.000 da un risultato tra 0,0001 e 0,9999 la deduzione spetta in proporzione.
Esenzioni IRPEF
L'imposta non è dovuta se il reddito complessivo è formato esclusivamente da uno o più dei seguenti redditi:
- redditi di pensione fino a 7.500 euro
- redditi di terreni fino a 185,92 euro
- reddito dell'unità immobiliare utilizzata come abitazione principale.
Se il reddito complessivo è formato da uno o più dei suddetti redditi, e quello di pensione è superiore a 7.500 euro ma non a 7.800 euro, non è dovuta la parte di imposta netta che eccede eventualmente la differenza tra il reddito complessivo e 7.500 euro.
E ora i conti. Ho preparato 10 fasce reddituali.




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