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  1. #131
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    In origine postato da Paul Atreides
    Tra l'altro, tra i maggiori e diretti richiami a Costantino e in genere all'autokrator bizantino in età moderna troviamo...vescovi anglicani come Jewel o un Giacomo I Stuart che scrisse un testo intitolato ''Basilikon Doron'', direttamente ispirato al 'cesaropapismo' bizantino, sul diritto divino dei re.

    Addirittura Jewel, nella sua ''Defence of the Apology of the Church of England'', affermava che Costantino, essendo nato in Inghilterra da donna inglese, era un segno del destino per Elisabetta I cui il libro era dedicato.
    Questa poi (che non sapevo) è proprio bella, tanto più che nel libro "incriminato" di Zolla -pure lui mezzo anglosassone e dapprima docente di letteratura americana- si parla del rapporto particolarmente forte tra Bisanzio e l'Inghilterra pre-normanna.
    Evidentemente è un vecchio e tenace asse ideale che scopro stanotte.
    Un saluto

  2. #132
    Paul Atreides
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    Eh, sì. E' un asse consolidato assai

    PS. non ho mai digerito Zolla

    Un saluto...insonne

  3. #133
    zilath mexl rasnal
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    Predefinito Libri su Bisanzio

    In origine postato da Orazio Coclite
    Uno dei maggiori sviamenti che possiamo attribuire all'esegesi evoliana può forse essere stato proprio quello di aver negletto e posto ai margini una importante realtà tradizionale come quella dell'Impero Bizantino. Un argomento invero trattato assai poco in ambito tradizionalista, tanto che io stesso sento il bisogno di approfondire meglio la questione. Qualche testo da consigliare? Grazie.
    Ti posso segnalare come opere generali (non di ambito tradizionale/sta):

    Georg Ostrogorsky, Storia dell'impero bizantino

    AA.VV. (a cura di Guglielmo Cavallo), L'uomo bizantino

    John Julius Norwich, Bisanzio, Splendore e decadenza di un impero, 330-1453

    AA.VV. (a cura di B. Gentili), Giuliano Imperatore, Atti del Convegno della S.I.S.A.C. (Messina, 3 aprile 1984).
    Di questo vedi la recensione di M.E.Migliori in "Arthos", prima serie, nn. 31-32, pp. 121-123.

    Buon Anno

  4. #134
    Mjollnir
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    In Origine Postato da Satyricon
    Guarda, io leggo con ammirazione i miti norreni, le saghe celtiche; ne riconosco la sapienza tradizionale che ci trasmettono, la parentela con le cosmogonie greche e i miti romani, ma poi alla fine ad una Tradizione bisogna pur riferirsi pena aderire ad una sorta di “universalismo tradizionale” non troppo dissimile dal calderone New Age.
    Credo quindi, in quanto italiano, che la Tradizione che ci debba guidare non possa che essere quella romano-italica

    Sì, il tuo "punto di partenza" è abbastanza chiaro. Solo che poi, una volta in movimento, fa poca strada. Come ho detto, a me interessa una visione tradizionale che possa integrare e unificare - pur nelle rispettive peculiarità - tutti i popoli Europei. Ma non, come il cristianesimo, unificarli nella perdita di se' (naturalmente qui gli amici cristiani potrebbero contestarmi, ma non entro nel merito di quest'altro problema). Unificarli e nel contempo differenziarli efficacemente da altre tradizioni provenienti dall'esterno, ossia una integrazione positiva. Varie riflessioni mi hanno portato a credere che l'unica base tradizionale valida per questo scopo sia l'eredità indoeuropea e non, ad es, Roma.
    Intendiamoci, non nego la solidita' e i diritti che la tradizione romana puo' rivendicare sulla penisola. I problemi principali che mi si pone di fronte alla romanità (oltre ad alcune perplessità non risolte sulla natura dell'impero e l'universalità) sono

    1. non assolutizzarla come valore ultimo ;
    2. soprattutto non accentuare in modo unilaterale gli aspetti assorbiti successivamente che ci allontanano dalle altre tradizioni europee.



    Al contrario, mi preme invece sottolineare gli aspetti comuni, sulla base dei quali poter superare antiche diatribe, contrapposizioni e conflitti che non hanno + ragion d'essere, se mai ne hanno avuta.
    Conflitti e divisioni che invece vedo rispuntare molto pericolosamente nelle posizioni di Peucezio e in gran parte delle tue.



    In Origine Postato da Satyricon
    ...e poi scusami ma non riesco a capire a quali “influenze discutibili e/o deplorevoli” ti riferisca se poi critichi il “razzismo culturale” di Peucezio;
    Per fare un solo illustre es, la componente etrusca, visto che ha influito molto sullo sviluppo di Roma. Altre popolazioni preindoeuropee sono state sostanzialmente rimpiazzate o assorbite culturalmente. Senza contare che poi spesso se ne amplia indebitamente l'estensione e la portata, poichè la stessa maggioranza dei popoli italici (Veneti, Liguri-Ambroni, Osco-Umbri, Sanniti, Siculi etc...) all'arrivo dei Latini sono altrettanto indoeuropei.


    In Origine Postato da Satyricon
    non credo che le popolazioni prearie della penisola o quelle del bacino del mediterraneo fossero inferiori rispetto a quelle germaniche del periodo, vorrei capire qual’è il tuo metro di giudizio in questo caso, la tua scala gerarchica...;
    No infatti non si tratta di superiorità-inferiorità: a me interessa la sostanziale matrice aria, all'interno di questa sono abbastanza elastico...




    In Origine Postato da Satyricon
    Non credo poi ad una distinzione così netta tra società matriarcali/lunari/meridionali e società patriarcali/solari/settentrionali, non vedo questa lotta eterna tra due principi irriducibili vedo piuttosto uno scontro ad un certo livello del simbolismo e una complementarità ad uno più alto; basta ricordare che la città di Troia era sotto il segno di Afrodite, se si seguisse questa categorizzazione storico-mitologica la stessa Tradizione romana verrebbe inficiata come tradizione asiatico-lunare (Venere era anche la divina progenitrice della Gens Iulia, allora anche Cesare...).
    La complementarietà non può non esserci, certo, perchè ogni tradizione, essendo "olistica", deve rendere conto del reale nella sua totalità. L'importante è però tenere per fermo che questa complementarietà non si realizza su un piano paritario.
    Circa la Troia epico-letteraria sarà anche stata sotto il patrocinio di Afrodite, però la triade precapitolina di Roma vede associati Giove, Marte e Quirino, e in quella capitolina non viene scalzata la figura di Giove ( Iuppiter = Dyaus Pitàr, Deus Pater come Dio della sovranità regale.



    In Origine Postato da Satyricon
    Purtroppo la questione meramente biologica ha un grosso peso in tutta una certa letteratura ariano-estrema tesa a rappresentare ironicamente i popoli sudeuropei come dei piccoli calimero bassi e scuri; sarebbe ora che una certa iconografia cambiasse e se si riconoscesse, come il buon senso ci porta a ritenere, che l’abitante medio di Theran sia più vicino fisicamente al tipo originario iperboreo di quanto lo sia quello di Berlino.
    Sono per il resto d’accordo con le altre tue considerazioni sui nordici....).
    Mah, qui bisogna essere + cauti, secondo me: se si vuole contrastare il nordicismo (=superiore perchè nordico) per le sue presunte derive biologistiche, si dovrebbe rifiutare il piano su cui esso si muove, e non sposare l'estremo opposto sullo stesso piano (=superiore perchè mediterraneo).
    Anche perche', una volta mostrata l'insufficienza del biologismo, non vedo che ci sarebbe di male arrivare alla eventuale conclusione della probabile tipologia nordica degli Iperborei.
    Né vedo l'importanza di arrivare a concludere che l’abitante medio di Theran sia più vicino fisicamente al tipo originario iperboreo di quanto lo sia quello di Berlino. Cosa che comunque non mi sembra imposta nemmeno dal "buon senso": infatti parlare di optimum climatico boreale non significa che nella patria originaria vi fosse un clima equatoriale, con raggi ultravioletti a palla ed estrema necessità di disperdere calore. Può benissimo essersi trattato di un clima temperato fresco, dove comunque la depigmentazione è normale e l'agricoltura possibile.


    In Origine Postato da Satyricon
    Per me nessuno dei due organismi che rivendicò l’eredità romana , il Papato e Il Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca poterono a pieno titolo dirsi romani visto che quest’ultimo si appellava al potere inerente il popolo ed il Senato romani ed al territorio di Roma.
    Beh, io il Papato lo saltavo a piè pari, ovviamente. Dal mio punto di vista, invece, il Sacro Romano Impero è un passo avanti, perchè il baricentro si spostò dal mediterraneo al continente. E questo rese potenzialmente + facile a questo organismo essere europeo anche se non romano. Non a caso, negli eterni dibattiti geopolitici sull'Unione Europea, la soluzione + valida ispirata al passato è quella di una Europa neo-carolingia.


    In Origine Postato da Satyricon
    Quando il Papa Leone III spedì al re franco Carlo le chiavi di Pietro ed il vessillo di Roma, il Senato ed il popolo arrestarono il Papa che riuscì a fuggire e tornò a Roma solo grazie alle armi di Carlo che venne poi incoronato imperatore la notte di Natale.
    L’Impero germanico nasce dunque viziato dalla mancanza di potestà pontificale; diversamente Costantinopoli, la nuova Roma, venne fondata in modo rituale; si delimitò il pomerio in modo da includere sette colli e al centro della città vennero sepolti i cimeli della vecchia Roma e di Gerusalemme, il palladio di Troia, l’ascia di Noè, la pisside di Maria Maddalena..
    In cima alla colonna venne posta la statua del Sole che aveva la faccia di Costantino e come raggiera i chiodi della croce.
    Mi sembra dunque evidente che l’unico impero che potesse vantare una piena continuità con quello romano fu quello bizantino, quello germanico non riesco a vederlo come vorrebbe l’Evola come una versione rettificata e rianimata (in virtù del comune retaggio nordico-ario) del decadente Impero romano ma piuttosto come un compromesso, e come tale incompleto, tra più forze.
    L’ideale ghibellino, che si vorrebbe segretamente nordico-pagano, ebbe sempre la spiritualità costantinea come ideale; Ottone III rinunciò alle tradizioni germaniche in cambio di quelle romane e bizantine, volle riportare la capitale a Roma aspirando all’unione tra Corona e Papato ed edificò il suo palazzo sullo sfarzo di Bisanzio.
    La stessa sciarada ghibellina del Graal, ce lo mostra in modo mirabile Zolla, rappresenta la proskomidia il prologo a porte chiuse della Messa bizantina in cui l’Imperatore beve dalla coppa eucaristica come il clero; la patena era il cosmo a lui sottoposto.
    Il sovrano infermo mostra ciò che gli occorre per guarire: una religiosità pontificale, bizantina.
    Lo stesso campione del ghibellinismo Federico II fu un fervente ammiratore della sapienza classica (allora trasmessa attraverso l’Islam) e non certo delle saghe celtiche; ed inoltre fu anche un tiepido crociato nonostante proprio negli ordini cavalleresco-crociati si trasmettese (secondo l’Evola) il superiore ethos guerriero nordico rivivificatore del simbolo romano.
    Pur avendo una sua validità storico-mitologica il Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca non fu mai l’Impero del popolo e del Senato di Roma (lo stesso Senato che Dante voleva riportato alla sua antica grandezza) e dunque la mia critica verte sull’impossibilità di usarlo come archetipo politico per chi a Roma si rifà...Impero per Impero preferisco quello di Augusto che riportò, simbolicamente, l’aurea età di Saturno.....).
    Fammi capire: la potestà pontificale avrebbe potuto essere attribuita da chi l'ha usurpata abusivamente, nel caso che questa opposizione non si fosse verificata ?
    Comunque per me, come avrai capito, la perfetta romanità è un [i]non-problema.
    Sull'ideale ghibellino invece ci sarebbe qualcosa da dire, e anche su come fu rappresentato da Federico II.
    Ma rimando per problemi di tempo.


    In Origine Postato da Satyricon
    Per Latini io indico, come mi sembra faccia anche Eliade, l’insieme di popolazioni neolitche prearie con quelle indoeuropee allogene che diede vita ad una sintesi crearice di quella civiltà originaria e unica che tanto diede all’Europa e al mondo.
    I Latini prearii ???Gli Indoeuropei allogeni ??? L'unica spiegazione e' che io abbia rosicchiato la storia antica di un'altra
    Europa su un pianeta simile alla Terra ma in un'altra galassia...

  5. #135
    Orazio Coclite
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    Predefinito Re: Libri su Bisanzio

    In origine postato da nhmem
    Ti posso segnalare come opere generali (non di ambito tradizionale/sta):

    Georg Ostrogorsky, Storia dell'impero bizantino

    AA.VV. (a cura di Guglielmo Cavallo), L'uomo bizantino

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    AA.VV. (a cura di B. Gentili), Giuliano Imperatore, Atti del Convegno della S.I.S.A.C. (Messina, 3 aprile 1984).
    Di questo vedi la recensione di M.E.Migliori in "Arthos", prima serie, nn. 31-32, pp. 121-123.

    Buon Anno
    Grazie.

  6. #136
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    >Sì, il tuo "punto di partenza" è abbastanza chiaro. Solo che poi, una volta in movimento, fa poca strada. Come ho detto, a me interessa una visione tradizionale che possa integrare e unificare - pur nelle rispettive peculiarità - tutti i popoli Europei. Ma non, come il cristianesimo, unificarli nella perdita di se' (naturalmente qui gli amici cristiani potrebbero contestarmi, ma non entro nel merito di quest'altro problema). Unificarli e nel contempo differenziarli efficacemente da altre tradizioni provenienti dall'esterno, ossia una integrazione positiva. Varie riflessioni mi hanno portato a credere che l'unica base tradizionale valida per questo scopo sia l'eredità indoeuropea e non, ad es, Roma.
    Intendiamoci, non nego la solidita' e i diritti che la tradizione romana puo' rivendicare sulla penisola. I problemi principali che mi si pone di fronte alla romanità (oltre ad alcune perplessità non risolte sulla natura dell'impero e l'universalità) sono

    1. non assolutizzarla come valore ultimo ;
    2. soprattutto non accentuare in modo unilaterale gli aspetti assorbiti successivamente che ci allontanano dalle altre tradizioni europee.
    Al contrario, mi preme invece sottolineare gli aspetti comuni, sulla base dei quali poter superare antiche diatribe, contrapposizioni e conflitti che non hanno + ragion d'essere, se mai ne hanno avuta.
    Conflitti e divisioni che invece vedo rispuntare molto pericolosamente nelle posizioni di Peucezio e in gran parte delle tue.
    Per fare un solo illustre es, la componente etrusca, visto che ha influito molto sullo sviluppo di Roma. Altre popolazioni preindoeuropee sono state sostanzialmente rimpiazzate o assorbite culturalmente. Senza contare che poi spesso se ne amplia indebitamente l'estensione e la portata, poichè la stessa maggioranza dei popoli italici (Veneti, Liguri-Ambroni, Osco-Umbri, Sanniti, Siculi etc...) all'arrivo dei Latini sono altrettanto indoeuropei.
    No infatti non si tratta di superiorità-inferiorità: a me interessa la sostanziale matrice aria, all'interno di questa sono abbastanza elastico...
    La complementarietà non può non esserci, certo, perchè ogni tradizione, essendo "olistica", deve rendere conto del reale nella sua totalità. L'importante è però tenere per fermo che questa complementarietà non si realizza su un piano paritario.
    Circa la Troia epico-letteraria sarà anche stata sotto il patrocinio di Afrodite, però la triade precapitolina di Roma vede associati Giove, Marte e Quirino, e in quella capitolina non viene scalzata la figura di Giove ( Iuppiter = Dyaus Pitàr, Deus Pater come Dio della sovranità regale.<

    Qui mi pare che tu, forse per amor di tesi, ti sei fatto un pò prender la mano; innanzi tutto credo che un’ analisi più profonda di certe teorie sveli appieno i rapporti tra ariosofia (la teosofia in salsa ariana), massoneria di frangia, occultismo ottocentesco e le dottrine arianofile, il che la dice lunga sulla pretesa di “tradizionalità” e “antichità” di certe “basi tradizionali” su cui si vorrebbe rifondare l’Europa...la matrice aria poi porta inevitabilmente ad una differenziazione gerarchica tra i popoli (anche se tu non lo vuoi ammettere) e, visto che i termini non sono certo neutri ma, in questo caso, ariano è sinonimo di “superiore”, il rischio di avviare processi di purificazione eugenetica degli elementi che si considerano “discutibili” non è così aleatorio.
    Non credo che gli italiani debbano sentirsi inferiori in quanto hanno sangue etrusco o non ario al 100% nelle vene, il che sarebbe difficile da dimostrare anche per i germani poichè non basta citare Tacito per eliminare eventuali incroci con popolazioni neolitiche preindoeuropee.
    Per ultimo non mi sembra onesto ridurre il poema sacro di Roma ad una creazione epico-letteraria in quanto sai meglio di me che il mito non ha funzione storico-pedagogica (almeno non è quella principale), ma in qualche modo fonda la realtà dandogli un senso.
    Ci andrei inoltre cauto anche con l’esegesi dumeziliana, in quanto lo stesso Del Ponte ha criticato più volte (pur riconoscendone il valore) lo studioso francese, stigmatizzando il suo “imperialismo indoeuropeo” teso a sottostimare l’apporto del sostrato preario e la sua “sottovalutazione dei dati annalistici e archeologici” quando appunto questi andavano contro le sue tesi definendo lo studioso “prosecutore dell’ipercritica delle fonti tradizionali” (Cfr. R.Del Ponte, Dèi e miti italici, ECIG).


    >Mah, qui bisogna essere + cauti, secondo me: se si vuole contrastare il nordicismo (=superiore perchè nordico) per le sue presunte derive biologistiche, si dovrebbe rifiutare il piano su cui esso si muove, e non sposare l'estremo opposto sullo stesso piano (=superiore perchè mediterraneo).
    Anche perche', una volta mostrata l'insufficienza del biologismo, non vedo che ci sarebbe di male arrivare alla eventuale conclusione della probabile tipologia nordica degli Iperborei.
    Né vedo l'importanza di arrivare a concludere che l’abitante medio di Theran sia più vicino fisicamente al tipo originario iperboreo di quanto lo sia quello di Berlino. Cosa che comunque non mi sembra imposta nemmeno dal "buon senso": infatti parlare di optimum climatico boreale non significa che nella patria originaria vi fosse un clima equatoriale, con raggi ultravioletti a palla ed estrema necessità di disperdere calore. Può benissimo essersi trattato di un clima temperato fresco, dove comunque la depigmentazione è normale e l'agricoltura possibile.<

    Non mi sembra onestamente di aver propugnato nessun suprematismo mediterraneo, ma di aver parlato sempre di “sintesi in senso superiore”, ti prego quindi di voler quotare i “punti incriminati” la prossima volta; il mio intervento voleva solo denunciare i limiti di certa mitopoetica indoeuropea che pretenderebbe di usare i dati delle ricerche scientifiche pro domo sua.
    D'altro canto, per le ragioni esposte nei precedenti 3d, non posso credere pienamente alla “probabile tipologia nordica degli iperborei” che mi sembra più una tua equazione personale che una asserzione storicamente dimostrabile.
    Comunque essendo per me una questione oziosa, in questa sede, stabilire l’esatta pigmentazione degli indoeuropei originari preferirei, sei sei d’accordo, tralasciare questi temi.


    >Beh, io il Papato lo saltavo a piè pari, ovviamente. Dal mio punto di vista, invece, il Sacro Romano Impero è un passo avanti, perchè il baricentro si spostò dal mediterraneo al continente. E questo rese potenzialmente + facile a questo organismo essere europeo anche se non romano. Non a caso, negli eterni dibattiti geopolitici sull'Unione Europea, la soluzione + valida ispirata al passato è quella di una Europa neo-carolingia.
    Fammi capire: la potestà pontificale avrebbe potuto essere attribuita da chi l'ha usurpata abusivamente, nel caso che questa opposizione non si fosse verificata ?
    Comunque per me, come avrai capito, la perfetta romanità è un non-problema.
    Sull'ideale ghibellino invece ci sarebbe qualcosa da dire, e anche su come fu rappresentato da Federico II.
    Ma rimando per problemi di tempo.<

    Qui ho il modo di puntualizzare alcune cosuccie e ribattere a qualche considerazione apparsa in precedenti post.
    Innanzi tutto non credo sia solo Zolla tra i tradizionalisti a evidenziare il vizio d’origine del Sacro Romano Impero dato che anche un Del Ponte considera che “l’equivoco significato dell’incoronazione di Carlo Magno, da parte del vescovo di Roma, ha condizionato sin dalle origini le reali possibilità e la legittimità stessa del Sacro Romano Impero d’Occidente: questo nonostante i tentativi in senso opposto, peraltro senza successo, di alcune dinastie imperiali particolarmente qualificate, come poterono essere quelle degli Ottoni e degli Svevi e le nobili speranze di figure come quella di Dante Alighieri”. (R. Del Ponte, A proposito di “terze Rome” e via dicendo, in “La Cittadella”, IV, 12).
    Per considerare l’esatta natura del Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca basterebbe analizzarne il nome: l’Impero è Sacro (legato ciòè ad una particolare forma religiosa il cristianesimo), della Nazione Tedesca (l’imperatore è di etnia germanica e i principi teutonici sono i grandi elettori) in questo senso il medioevo rappresenta quella zona grigia dove le due grandi anime del tradizionalismo (Europa/arianità – Europa/cristianità) si possono riconoscere entrambe (e credo che fosse proprio questo l’intendimento di Evola e anche di Romualdi); la stessa ambivalenza di simbolologie quali quella del Graal e degli ordini cavallereschi passibili di più chiavi di lettura è il trait d’union dove è possibile confrontarsi e non scontrarsi su tematiche comuni.
    Non è un caso che sia esponenti dell’una o dell’altra corrente, in una singolare eterogenesi dei fini, considerino l’Impero Germanico come il VERO Impero (o comunque un di più) rispetto a quello romano rappresentato generalmente come “meticciato” (spiritualmente o etnicamente).
    Per questo non viene mai analizzata la tradizionalità bizantina; essa è per l’uno portatrice di una spiritualità non cattolica, per l’altro è etnicamente troppo orientale (naturalmente la posizione geografica di Costantinopoli ricorda le origini mitiche dei romani ma questo non è mai sottolineato); è significativo che nello studio sul “Mistero del Graal” di Evola, l’ipotesi bizantina non venga neanche presa in considerazione!.
    Fatta questa premessa e considerato che effettivamente l’Impero fu Sacro e Germanico, occorrerebbe chiedersi: fu anche Romano? ovvero rivivificò effettivimente l’antica romanitas?
    Per rispondere a questo quesito credo sia utile postare la risposta che Federico Barbarossa diede al rinato Senato Romano (non vorrei qui entrare nel merito dell’altra questione riguardante il Barbarossa la lotta contro i comuni lombardi per la quale andrebbero fatti discorsi diversi).
    Il fatto storico è noto, nel 1143 si era costituito a Roma un nuovo Senato, un tentativo coraggioso di recuperare le antiche tradizioni, che recò un’ambasceria al Barbarossa alla vigilia dell’assunzione del titolo imperiale da parte dello svevo.
    Le richieste degli ambasciatori del Senato sono in fondo poche e ragionevoli riconoscere la maestà di Roma e le antiche leggi, di venire in pace e difendere la città dal “barbarico furore” e di pagare cinquemila libbre d’oro ai funzionari che dovevano acclamarlo in Campidoglio novello Augusto.
    L’Imperatore non mancò di rispondere: "Ho sentito molto celebrare il valore dei Romani e la loro saggezza (...).
    Volete sapere dove andarono l'antica gloria romana, l'austera dignità del Senato, la ferrea disciplina dei cavalieri, l'arte della guerra e l'invincibile valore nelle battaglie? Tutto questo sappiate ora si trova presso di noi Tedeschi; tutto giunse a noi assieme con l'impero. Da noi si trovano i vostri consoli e il senato, nostre sono le vostre legioni. Roma deve andare debitrice della sua vita alla saggezza dei Franchi e alla spada dei suoi cavalieri. Dica la storia se i nostri illustri antenati, Carlo ed Ottone, ricevettero la città per grazia di un uomo qualsiasi o se con la spada la sottrassero, insieme con il resto d'Italia, dalle mani dei Bizantini e dei Longobardi e poi la riunirono all' impero dei Franchi? (...)E così chiamato, anch' io sono venuto; il vostro signore diventò mio vassallo e voi fino ad oggi siete stati miei sudditi. Io sono il legittimo possessore. Chi dunque oserà strappare ad Ercole la clava? Forse il Siciliano, in cui speri? Lo ammaestri il passato.
    Voi mi chiedete un giuramento di tre specie, ma ascoltate: o è giusta o non è giusta la vostra richiesta; se non lo è, né voi potete chiedere né io posso dare; se lo è, non farei che confessare un obbligo contratto spontaneamente e, pertanto, sarebbe superfluo giurarlo.” (per il testo completo link ).
    L’arrogante tono del Barbarossa e l’indifferenza verso le istituzioni romane indicano come fosse la forza militare “la clava di Ercole” il fondamento dell’Impero germanico che fu si Impero de facto, ma non de iure, rappresentando più un tentativo che un esperimento perfettamente compiuto.
    Di questa mancanza di piena legittimità ne furono perfettamente consapevoli i sovrani più “illuminati” che proprio nel riferimento all’imperialità costantinea, bizantina cercarono di colmare questo vuoto mitologico.
    La mitologia imperiale alimentò l’idea della comune origine troiana e dei romani di ciò Ottone di Frisinga, uno storico dell’epoca ne fu l’ interprete (anche se non l’unico) riportando un’antica saga: “(..) Si tramanda anche che il popolo dei Franchi abbia tratto origine da loro (i troiani N.d.T.). Mentre infatti i principi troiani vagavano per sedi incerte, molti di loro stanziatesi in Scizia si diedero un re. (...) in lingua greca furono chiamati “franchi” dalla ferocia o “franchi” dalla nobiltà. Tuttavia alcuni tramandano che siano stati chiamati franchi da un certo Francone, principe troiano che risiedette vicino al Reno” (Ottonis Episcopi Frisingensis, Chronica, Lib.I, citato da R.Sannazzari, Clava Herculis o Fulmina Federici, in Convivium anno IV, n°14).
    Interessante è anche la genealogia riportata da Ottone di Frisinga che principia addirittura con Italus, anteposto a Ianus, primo tra i reges Italiae.
    Fu poi Goffredo da Viterbo, instruttore di Enrico VI, che giunse a riunire i due rami (romano e franco) in Bertha presunta madre di Carlo Magno, di origine bizantina e quindi romana.
    Verrebbe quindi da chiedersi perchè se gli stessi imperatori medievali cervano una legittimità imperiale rifacendosi a Roma e a Bisanzio (che ne era l’erede) dovremmmo noi cercare origini mitologiche in un ambiguo Nord...

    >I Latini prearii ???Gli Indoeuropei allogeni ??? L'unica spiegazione e' che io abbia rosicchiato la storia antica di un'altra
    Europa su un pianeta simile alla Terra ma in un'altra galassia...<

    Ok cap. Kirk ecco il nome dell’alieno delatore...trattasi di Mircea Eliade, terrestre che ritiene “l’etnia latina(...) il risultato di una mescolanza tra le popolazioni neolitiche autoctone e gli invasori indoeuropei scesi dai paesi transalpini”..coordinate astrali M.Eliade, Storia delle credenze e delle idee religiose, Sansoni)...qui signor Spock...passo e chiudo.

  7. #137
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    salve a tutti, sono rimasto impressionato dalle conoscenze di Orazio Coclite e degli altri membri del forum che hanno discusso questo thread.La storia antica penso non sia l'argomento adatto a questo forum e quindi chiedo a Orazio Coclite di contattarmi con un M.privato (perchè io non posso) e di dirmi dove posso rivolgergli alcune domande.(e-mail,o altro)
    grazie
    distinti saluti

  8. #138
    Orazio Coclite
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    Citazione Originariamente Scritto da cesareIV
    salve a tutti, sono rimasto impressionato dalle conoscenze di Orazio Coclite e degli altri membri del forum che hanno discusso questo thread.La storia antica penso non sia l'argomento adatto a questo forum e quindi chiedo a Orazio Coclite di contattarmi con un M.privato (perchè io non posso) e di dirmi dove posso rivolgergli alcune domande.(e-mail,o altro) grazie
    Ciao, scusa se ti rispondo solamente adesso, ma come sanno da tempo alcuni amici del forum, causa sopraggiunti impegni, non ho purtroppo più il tempo necessario per partecipare con assiduità come facevo prima.

    Comunque scrivi pure a questa mail con le tue domande:

    pontesublicio@email.it

    Saluti.

  9. #139
    ulfenor
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Celtic Pride
    ma scusa cosa sei masochista?
    parlare con sti arabo-teroni è solo tempo perso.
    questi hanno due fisse: il triculore e l'islam, oltre non vedono.
    da notare poi le affinità con il comunismo, basta leggere le fregnacce di wilhem....il peggio del peggio insomma.
    Leggiti il post iniziale caro il mio padanoide..

  10. #140
    HIROSHI SHIBA
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ulfenor
    Leggiti il post iniziale caro il mio padanoide..

    Il Padanoide, anche se rozzo esprime alcune profonde verità................

 

 
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