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  1. #71
    Fieramente Leghista
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    Predefinito

    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Più volte ho parlato, in POL, sia del lager di Fenestrelle sia dei tragicomici "plebisciti" di annessione...
    Scusate se intervengo, ma, senza addentrarmi nel tema di questo thread che pure mi appassiona come indipendentista, voglio porre una piccolissima questione storica, in quanto mi interesso un po' a tempo perso di storia locale, e avevo letto molti anni fa (primi anni '90) sul quotidiano locale della mia Verona, un breve articolo sul cosiddetto "risorgimento" e le sue ripercussioni in area veronese, un articolo che poteva definirsi già moderatamente "revisionista", poichè metteva in evidenza la natura grottescamente truffaldina del plebiscito che si era immancabilmente tenuto anche qui nell'ottobre 1866. Oltre a ciò, ricordo che si accennava anche a un aspetto totalmente dimenticato e ignorato oggi: dopo l'invasione dello Stato Pontificio nel 1870, molti militari pontifici erano stati deportati in prigionia proprio nel veronese, tenuti qui per un periodo piuttosto lungo, poichè probabilmente doveva trattarsi di irriducibili, e la vita per quelle persone dovette essere tutt'altro che facile...
    Oggi di questo aspetto del "risorgimento" non interessa quasi niente a nessuno, e come ripeto la cosa è pressoche ignorata dai più.

  2. #72
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    Predefinito LIBRO SU QUEL PERIODO

    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Davvero molto interessante, e adesso proseguirò nella lettura... :)

    Tuttavia quelli riguardanti gli spagnoli in Sicilia nel diciassettesimo secolo (compresa la rivolta del 1674-78) mi sembrano fatti un po' troppo risalenti (anche se la storia è certo un continuum che non conosce cesure...)... Suggerirei dunque, almeno in questo thread, di concentrare il dibattito sul periodo successivo al 1734 (che vede un nuovo passaggio del Mezzogiorno nell'orbita spagnola, ma con l'instaurazione di una dinastia che da quel momento governò per proprio conto), e soprattutto su quello che va dai moti del 1847-48 in poi...
    Caro Tòmas,

    non hai qualche buon libro da suggerire su quel periodo ?
    Magari sulla Treccani c'e' qualche cosa di buono ? Vado a vedere
    ma temo ci sia qualche "arrangiamento".Sai com'e'.

    Te ne sarei molto grato.

    Buon anno !

  3. #73
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    Predefinito PLEBISCITI

    In origine postato da halexandra
    Scusate se intervengo, ma, senza addentrarmi nel tema di questo thread che pure mi appassiona come indipendentista, voglio porre una piccolissima questione storica, in quanto mi interesso un po' a tempo perso di storia locale, e avevo letto molti anni fa (primi anni '90) sul quotidiano locale della mia Verona, un breve articolo sul cosiddetto "risorgimento" e le sue ripercussioni in area veronese, un articolo che poteva definirsi già moderatamente "revisionista", poichè metteva in evidenza la natura grottescamente truffaldina del plebiscito che si era immancabilmente tenuto anche qui nell'ottobre 1866. Oltre a ciò, ricordo che si accennava anche a un aspetto totalmente dimenticato e ignorato oggi: dopo l'invasione dello Stato Pontificio nel 1870, molti militari pontifici erano stati deportati in prigionia proprio nel veronese, tenuti qui per un periodo piuttosto lungo, poichè probabilmente doveva trattarsi di irriducibili, e la vita per quelle persone dovette essere tutt'altro che facile...
    Oggi di questo aspetto del "risorgimento" non interessa quasi niente a nessuno, e come ripeto la cosa è pressoche ignorata dai più.
    Su come andarono piu' o meno i Plebisciti c'e' una gustosa ricostruzione fatta da Luchino Visconti nella trasposizione cinematografica de IL GATTOPARDO.Probabilmente l'avrai vista ma se non e' cosi' ti consiglio di acquistare la relativa cassetta.Ancora meglio nel libro.

    Non credo che la realta' sia stata poi molto diversa dalla finzione.
    I plebisciti sono appunto una delle pagine del nostro Risorgimento " da riscrivere ". Un autentica democratica presa per i fondelli.

    Il Risorgimento considerato solo in senso elegiaco ha finito alla fine per danneggiarlo e non poco.

  4. #74
    Giuro di essere fedele al Re!
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    Predefinito

    tutta questa discussione sul "Risorgimento elegiaco" è fondata e giusta sino a che animata dall'intenzione sincera di "dire la verità".
    A me sembra quindi che non sia fuori luogo il considerare che fosse naturale, nei decenni seguenti l'Unità, esaltare, ricordare, citare l'eroismo di tante migliaia (certo, non erano milioni) di uomini, che all'ideale di libertà, sacrificarono la vita sui campi di battaglia, nelle carceri e sulle forche dei vari Stati della Penisola. Fu un sacrificio di tale immane portata da essere alle origini della fondazione stessa della Croce Rossa.
    Premesso che ho profondo rispetto per quella grande parte di Popolo che subì i contraccolpi del processo unitario, mi chiedo:
    tale sacrificio avrebbe dovuto, proprio in Italia, venir sottaciuto o addirittura imbrattato come alcuni fanno in questo ed in altri thread?
    No, risponderebbe qualunque bambino intento a bersi il suo lattino.
    Il problema è stato ben messo a fuoco da Rexit, che mi permetto di citare:
    "...è stato il fallimento totale della repubblica che ha reso possibile tutte queste riserve sul risorgimento.
    Noi italiani in questa repubblica non ci sentiamo più italiani e si compie l'errore di cercare la colpa nel lontano passato (risorgimento) invece che in quello recente ( repubblica )."

  5. #75
    Cavaliere d'oro
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    In origine postato da halexandra
    Scusate se intervengo, ma, senza addentrarmi nel tema di questo thread che pure mi appassiona come indipendentista, voglio porre una piccolissima questione storica, in quanto mi interesso un po' a tempo perso di storia locale, e avevo letto molti anni fa (primi anni '90) sul quotidiano locale della mia Verona, un breve articolo sul cosiddetto "risorgimento" e le sue ripercussioni in area veronese, un articolo che poteva definirsi già moderatamente "revisionista", poichè metteva in evidenza la natura grottescamente truffaldina del plebiscito che si era immancabilmente tenuto anche qui nell'ottobre 1866. Oltre a ciò, ricordo che si accennava anche a un aspetto totalmente dimenticato e ignorato oggi: dopo l'invasione dello Stato Pontificio nel 1870, molti militari pontifici erano stati deportati in prigionia proprio nel veronese, tenuti qui per un periodo piuttosto lungo, poichè probabilmente doveva trattarsi di irriducibili, e la vita per quelle persone dovette essere tutt'altro che facile...
    Oggi di questo aspetto del "risorgimento" non interessa quasi niente a nessuno, e come ripeto la cosa è pressoche ignorata dai più.

    Scusa ma cosa pretendevi che offrissero a dei prigionieri di guerra? La cioccolata calda tutte le mattine a letto?! Tra l'altro non c'erano neppure le convenzioni varie sui prigionieri di guerra, e ti assicuro che non subirono trattamento peggiore di quello che subirono prigionieri in tutte le altre guerre europee di quel periodo.
    E poi ricordiamo che quei soldato papalini erano svizzeri, irlandesi, francesi, spagnoli, polacchi ecc. che si rifiutavano ostinamente di accettare la soppressione del dominio temporale del Papa, e se permetti da uno che viene da quei territori, qui il Papa non lo voleva più nessuno, nè lo vuole adesso. Chi parla di stati romani da ridare al Papa per valorizzare la sua teoria di divisione dell'Italia in nord, centro e sud, è solo un emerito imbecille che se provasse a portare in piazza una simile teoria si prenderebbe un bel calcio in culo lui e chi c'è l'ha mandato. Magari allo stesso papato se spera di guadagnare qualcosa con certi sobillatori.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

 

 
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