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  1. #41
    Cavaliere d'oro
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    Alla Francia gli facciamo un culo così! Già hanno Nizza, la Corsica, Briga, TEnda,il Moncenisio, il Monginevro, il Passo del Piccolo San Bernardo. Se si azzardano a pretendere qualcos'altro scoppia la terza guerra mondiale non ti sbagliare meridionalista delle mie ghette, già i francesi stanno sul cazzo a tutti, sopratutto agli americani!
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  2. #42
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    Interessanti alcuni spunti di Otto e di Rick_Hunter che dimostrano, se mai ce ne fosse bisogno, lo sbandamento della parte più sincera dell’area, incapace di trovare punti di riferimento, simboli comprensibili e “spendibili” anche nella nostra epoca.
    L’interpretazione della storia d’Europa fornita dai nostri tradizionalisti e centrata sul medioevo del Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca è certo suggestiva ma politicamente perdente per degli italiani, il medioevo, lungi dall’essere quel periodo oscuro che vorrebbe qualcuno, non fu nemmeno un periodo di splendore per le sorti della nostra amata Patria violentata e calpestata da più parti.
    Quali prospettive, quali idee-forza può fornire una destra del genere priva di un senso forte dell’identità nazionale, che preferisce riconoscere come proprio imperatore un Cecco Beppe o un Carlo Magno invece di un Augusto o di un Marco Aurelio? Che interpreta la romanità come un guscio vuoto come un semplice passaggio di potenza, di dominio territoriale ignorando specificità romane quali il Senato, il Popolo, la Patria che sole conferivano legittimità all’impianto politico sacrale dell’Imperium...
    Ridotta ad una sterile e senile riproposizione dei leit-motiv sulla decadenza di un mondo moderno ormai in preda agli spasmi estremi del Kali Yuga e condizionata da un pensiero impolitico ed “incapacitante” per il quale il riferimento alla classicità è sempre velleitario, quello alle armi romane retorico, l’ideale patriottico giacobino, non può essere in nessun modo un appiglio per un pensiero positivo che cerchi di restituire all’Italia il suo patrimonio di valori culturali e civili.
    A cosa può portare questo visione del mondo se non all’anarchismo esistenziale o ad una torre d’avorio apolitica?

    BASTA ALL’AUTOCOLONIALISMO CULTURALE RIPRENDIAMOCI LA STORIA......

    ...ITALIA PATRIA NOSTRA..

  3. #43
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    In origine postato da Paul Atreides
    Per me l'unico momento decente dell'intero risorgimento è il periodo che va dall'insurrezione siciliana al maggio del '48, compresa, quindi, la guerra federalista contro l'Austria. In quel momento si poteva costruire un'Italia diversa. E senza contare Cattaneo a Milano e Manin e Tommaseo a Venezia, anche loro federalisti.
    Hai dimenticato l'abate Gioberti.Aveva idee molto chiare.Forse, quello che vedeva piu' chiaro di tutti.Fiananco a Torino gli fu eretto un monumento.

  4. #44
    Cavaliere d'oro
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    In origine postato da Satyricon
    Interessanti alcuni spunti di Otto e di Rick_Hunter che dimostrano, se mai ce ne fosse bisogno, lo sbandamento della parte più sincera dell’area, incapace di trovare punti di riferimento, simboli comprensibili e “spendibili” anche nella nostra epoca.
    L’interpretazione della storia d’Europa fornita dai nostri tradizionalisti e centrata sul medioevo del Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca è certo suggestiva ma politicamente perdente per degli italiani, il medioevo, lungi dall’essere quel periodo oscuro che vorrebbe qualcuno, non fu nemmeno un periodo di splendore per le sorti della nostra amata Patria violentata e calpestata da più parti.
    Quali prospettive, quali idee-forza può fornire una destra del genere priva di un senso forte dell’identità nazionale, che preferisce riconoscere come proprio imperatore un Cecco Beppe o un Carlo Magno invece di un Augusto o di un Marco Aurelio? Che interpreta la romanità come un guscio vuoto come un semplice passaggio di potenza, di dominio territoriale ignorando specificità romane quali il Senato, il Popolo, la Patria che sole conferivano legittimità all’impianto politico sacrale dell’Imperium...
    Ridotta ad una sterile e senile riproposizione dei leit-motiv sulla decadenza di un mondo moderno ormai in preda agli spasmi estremi del Kali Yuga e condizionata da un pensiero impolitico ed “incapacitante” per il quale il riferimento alla classicità è sempre velleitario, quello alle armi romane retorico, l’ideale patriottico giacobino, non può essere in nessun modo un appiglio per un pensiero positivo che cerchi di restituire all’Italia il suo patrimonio di valori culturali e civili.
    A cosa può portare questo visione del mondo se non all’anarchismo esistenziale o ad una torre d’avorio apolitica?

    BASTA ALL’AUTOCOLONIALISMO CULTURALE RIPRENDIAMOCI LA STORIA......

    ...ITALIA PATRIA NOSTRA..
    Condordo con te, pienamente, ma purtroppo non si può parlare nei forum della storia romana come storia patria di glorie nazionali senza essere delegittimati e marchiati fascisti, per cui in politica nazionale è ancor più difficile, rimane solo da parlare dei comuni, che però rappresentarono nella loro piccolezza un fatto di grande debolezza e quindi di decadenza per la nazione italiana.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  5. #45
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    Predefinito

    In origine postato da Satyricon
    Interessanti alcuni spunti di Otto e di Rick_Hunter che dimostrano, se mai ce ne fosse bisogno, lo sbandamento della parte più sincera dell’area, incapace di trovare punti di riferimento, simboli comprensibili e “spendibili” anche nella nostra epoca.
    (........)
    ...ITALIA PATRIA NOSTRA..
    Rick aggiunge:
    "Condordo con te, pienamente, ma purtroppo non si può parlare nei forum della storia romana come storia patria di glorie nazionali senza essere delegittimati e marchiati fascisti, per cui in politica nazionale è ancor più difficile, rimane solo da parlare dei comuni, che però rappresentarono nella loro piccolezza un fatto di grande debolezza e quindi di decadenza per la nazione italiana."

    A me sembra proprio che le verità riferite da Satyricon e Rick siano riconducibili alla rimozione, peggio, alla demonizzazione di pagine stupende della nostra evoluzione civile, ad opera delle ideologie comunista e fascista che hanno presteso di sostituire i valori immanenti dei quali, appunto, si sente la mancanza di simboli comprensibili e spensibili.

    Solo, ma non esitante nemmeno per la paura di venir tacciato (eeh.. la conseguenza delle ideologie!) di retorica patriottarda, Vi prego di leggervi, a proposito di cultura civile, romanità, "punti di riferimento" e di simboli, quanto propone Carducci:

    "... Quella luce tra gli orrori de l'italica sventura
    queste tombe e queste mura a i di novi la serbar (...)
    Or desio dei nostri morti, de viventi amore e gioia,
    Bianca Croce di Savoia , tu sorridi al nostro ciel. (...)
    Su, stringetevi, o possente gioventù delle legioni!
    Su, risorgi, o Per Capponi; tocca i bronzi a libertà! (...)
    Noi, progenie non indegna di magnanimi maggiori,
    noi con l'armi e con i cuori ci aduniamo intorno a te. ....

    Certo nessuno potrà dire che Carducci era allineato con qualcosa o con qualcuno. Solo italianissimo di forte, marcata estrazione repubblicana.
    Ecco, vedo la levata di scudi: fuori tempo!, superato!, e giù parolacce e insulti e giù calunnie manipolatrici denigranti quella crescita che il fascismo ed il comunismo fermarono.

    Cordialità

  6. #46
    Cavaliere d'oro
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    Predefinito All'Italia

    CXXVIII
    Italia mia, ben che ’l parlar sia indarno

    Italia mia, ben che ’l parlar sia indarno
    a le piaghe mortali
    che nel bel corpo tuo sì spesse veggio,
    piacemi almen che ’ miei sospir sian quali
    spera ’l Tevero e l’Arno,
    e ’l Po, dove doglioso e grave or seggio.
    Rettor del cielo, io cheggio
    che la pietà che ti condusse in terra
    ti volga al tuo diletto almo paese:
    vedi, segnor cortese,
    di che lievi cagion che crudel guerra;
    e i cor, che ’ndura e serra
    Marte superbo e fero,
    apri tu, padre, e ’ntenerisci e snoda;
    ivi fa che ’l tuo vero,
    qual io mi sia, per la mia lingua s’oda.
    Voi, cui fortuna ha posto in mano il freno
    de le belle contrade,
    di che nulla pietà par che vi stringa,
    che fan qui tante pellegrine spade?
    perché ’l verde terreno
    del barbarico sangue si depinga?
    Vano error vi lusinga;
    poco vedete, e parvi veder molto,
    ché ’n cor venale amor cercate o fede.
    Qual più gente possede
    colui è più da’ suoi nemici avolto.
    O diluvio raccolto
    di che deserti strani
    per inondar i nostri dolci campi!
    Se da le proprie mani
    questo n’avène, or chi fia che ne scampi?

    Ben provide natura al nostro stato,
    quando de l’Alpi schermo
    pose fra noi e la tedesca rabbia;
    ma ’l desir cieco, e ’n contr’al suo ben fermo,
    s’è poi tanto ingegnato,
    ch’al corpo sano ha procurato scabbia.
    Or dentro ad una gabbia
    fiere selvagge e mansuete gregge
    s’annidan sì che sempre il miglior geme:
    et è questo del seme,
    per più dolor, del popol senza legge,
    al qual, come si legge,
    Mario aperse sì ’l fianco,
    che memoria de l’opra anco non langue,
    quando, assetato e stanco,
    non più bevve del fiume acqua che sangue.

    Cesare taccio che per ogni piaggia
    fece l’erbe sanguigne
    di lor véne, ove ’l nostro ferro mise.
    Or par, non so per che stelle maligne,
    che ’l cielo in odio n’aggia:
    vostra mercé, cui tanto si commise:
    vostre voglie divise
    guastan del mondo la più bella parte.
    Qual colpa, qual giudicio, o qual destino
    fastidire il vicino
    povero, e le fortune afflitte e sparte
    perseguire, e ’n disparte
    cercar gente, e gradire,
    che sparga ’l sangue e venda l’alma a prezzo?
    Io parlo per ver dire,
    non per odio d’altrui né per disprezzo.

    Né v’accorgete ancor per tante prove
    del bavarico inganno
    ch’alzando il dito, colla morte scherza?
    Peggio è lo strazio, al mio parer, che ’l danno:
    ma ’l vostro sangue piove
    più largamente: ch’altr’ira vi sferza.
    Da la matina a terza
    di voi pensate, e vederete come
    tien caro altrui chi tien sé così vile.
    Latin sangue gentile,
    sgombra da te queste dannose some;
    non far idolo un nome
    vano senza soggetto;
    ché ’l furor de lassù, gente ritrosa,
    vincerne d’intelletto,
    peccato è nostro, e non natural cosa.

    Non è questo ’l terren ch’i’ toccai pria?
    non è questo il mio nido
    ove nudrito fui sì dolcemente?
    non è questa la patria in ch’io mi fido,
    madre benigna e pia,
    che copre l’un e l’altro mio parente?
    Per Dio, questo la mente
    talor vi mova, e con pietà guardate
    le lagrime del popol doloroso,
    che sol da voi riposo
    dopo Dio spera; e pur che voi mostriate
    segno alcun di pietate,

    vertù contra furore
    prenderà l’arme; e fia ’l combatter corto,
    ché l’antiquo valore
    ne l’italici cor non è ancor morto.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  7. #47
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    Bellissimo, Rick, non si può certo dir altro.

    Io, però, nel contesto degli interventi precedenti tuoi e di Satyricon, ho citato Carducci in quanto mi sembra attuale, più che mai, la sua proposta di:
    "punti di riferimento, simboli comprensibili e “spendibili” anche nella nostra epoca."

    Certo che mi sarebbe piaciuto postare tutta completa la sua ode...

  8. #48
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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Beh, anche sul tuo volto mi sembra di scorgere un sorrisino di quel tipo, ma evidentemente questo forum mette allegria e sorridiamo tutti...

    Cio detto, io faccio eco a te... W gli Eroi di ieri e di oggi! Se tra di essi vi furono "Combattenti Risorgimentali" grandi e generosi a Loro onore!

    Ma ciò non toglie che la cornice in cui operarono, senz'altro a loro insaputa e in perfetta buona fede, era costuita da intrecci loschi che più non si potrebbe...

    Altro che "soffocare il cuore"... E' l'esatto contrario: a noi il cuore ancora brucia, ammirando capolavori come questo...


    Teste mozzate sanguinolenti in gabbie di vetro esposte come monito dai piemontesi all'ingresso di Isernia.


    Caro Tomás de Torquemada,

    è la prima volta che intervengo in questo spazio dedicato al risorgimento, e non ho ancora letto bene gli interventi finora succeduti.

    Invece non posso fare a meno di far notare a tutti subito, come sia completamente falsa la dicitatura della figura che hai inserito nel tuo post e che è presente nel sito che tu hai fatto riferimento.

    Per dimostrarlo anch'io inserisco un collegamento :

    http://Italia-reale.alleanza-monarch...503/052003.pdf

    ed esattamente in pagina 5 del giornale dei monarchici Italia Reale.

    Insomma questa figura non ha niente a che fare con il risorgimento ma è stata estrapolata dal mensile “Storia llustrata” n. 154 del 1970, dove si capisce che le teste tagliate si riferiscono ai prigionieri uccisi dai fanatici Boxer in Cina nel 1900.

    E' veramente grave che ci siano dei gruppi di persone che falsificano la storia con l'unico scopo di screditare il risorgimento e la monarchia in italia .

    Penso che sarete d'accordo con me nella gravità dell'accaduto.

    viva il risorgimento
    viva casa savoia
    viva l'italia

    saluti


  9. #49
    legio_taurinensis
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    AUSONIA LIBERA, SOVRANA E PADRONA DEL PROPRIO DESTINO!

    L'ITAGLIA NON ESISTE!

    NORD E SUD LIBERI

  10. #50
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    In origine postato da rexit


    Invece non posso fare a meno di far notare a tutti subito, come sia completamente falsa la dicitatura della figura che hai inserito nel tuo post e che è presente nel sito che tu hai fatto riferimento.
    Caro rexit,

    benvenuto nel forum...

    Il link non si apre, comunque non metto in dubbio la fondatezza della tua precisazione per la quale ringrazio... Suggerirei, tuttavia, di girarla anche al Cap. Alessandro Romano, che afferma di aver fornito l'immagine agli autori di testi in cui è stata successivamente riportata...

    http://www.brigantaggio.net/Briganta...messaggi04.htm

    (Egregio Sig. Bosco, Sono il Cap. Alessandro Romano, parente del Sergente Romano e coautore del testi da lei citati: "Briganti & Partigiani" e "La Storia Proibita". Volevo segnalarle alcune imprecisioni da me riscontrate nel suo interessante e molto efficace sito. Innanzitutto le "teste mozzate dei briganti", da Lei accreditate al buon testo di Ludovico Greco: " Piemontisi, Briganti e Maccaroni", sono state invece pubblicate, su mia fornitura (ho i negativi), su: "Briganti & Partigiani" e "I Savoia ed il massacro del Sud", ai quali, tra l'altro, ho fornito tutte le restanti foto.)

    Spero inoltre che si possa avviare un sano e costruttivo dibattito sui vari aspetti della "lotta al brigantaggio" che, a prescindere dalla truculenta immagine in questione, non mi sembra sia stata esente da abusi ed efferatezze...

    Cordialmente.

 

 
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