

Ultima modifica di GNU-GPL; 07-07-11 alle 19:29


Einstein disse chiaramente di non credere in Dio nel senso che comunemente gli attribuiscono i credenti, appare inutile e fuorviante questa reinterpretazione postmortem del suo pensiero ad opera di un teologo che tenta di orientare ogni starnuto di Einstein nella direzione prefissata di dimostrare che in fondo diceva una cosa ma ne pensava un'altra. Einstein per altro aveva sicuramente sue specifiche opinioni in merito ma non aveva la pretesa di essere un filosofo e dunque appare forzato tentare di attribuirgli l'elaborazione consapevole di sottili distinzioni rispetto al pensiero di Spinosa che in sostanza diceva di condividere.
Non a caso questo articolo proviene da una istituzione che fa capo alla Chiesa e non da una istituzione culturale laica, ed è scritto ad opera di un teologo, colui che inventa la materia sulla quale ragiona, non essendo in alcun modo possibile dimostrare nulla di ciò che asserisce.






Einstein aveva aspettative di precisione e determinabilità per i comportamenti della materia, parlare di "disegno" e di "intelligenza" è una tua conclusione, infatti il contesto in cui furono pronunciate quelle parole riguardava l'indeterminabilità di posizione e velocità delle particelle elementari (poi rivelatasi effettivamente tale).
Dunque le cose sono due, o l'effettiva indeterminabilità di quei parametri (che si è poi dimostrata) dimostra l'assenza di un disegnatore intelligente o la determinabilità da sola non indica per forza la presenza di tale disegnatore.
Io credo che Einstein, che era un essere umano come noi altri, avesse delle aspettative di certezza e determinabilità retaggio della forma mentis umana (come io in principio non riuscivo a figurarmi come la luce potesse essere onda e particella, e pure non credevo in dio!) e pertanto avesse difficoltà a concepire quelle verità scientifiche.
Collegare questo con la credenza di un dio personale, o un dio creatore o disegnatore, è un artefatto postumo di chi voleva a tutti i costi collegare la faccenda a dio.
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-09-11 alle 11:46


Ultima modifica di GNU-GPL; 11-07-11 alle 18:37


bè sì erano i dadi non gli scacchi, ma il concetto non cambia.
per il resto non capisco bene cosa intendi.
la frase di einstein era una critica alla fisica quantistica secondo cui nella determinazione dei fenomeni naturali gioca un ruolo determinante il caso.
e il caso è un qualcosa indipendente da una volontà fosse anche quella di dio.


Einstein e il riferimento alla casualità dei dadi sta a significare che tutto dipende dalla coscienza cosmica di cui siamo parte integrante in quanto di oggettivo paradossalmente non esiste assolutamente nulla.
E' giunto il momento di abbondonare le vecchie credenze che la comunità scientifica e accademica e i mass media ci hanno inculcato per muoverci verso la nuova ed eccitante prospettiva dell'epigenetica.
Bruce Lipton ha dimostrato che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, e non è il nostro DNA a determinare la nostra vita e la nostra salute.
Si tratta di una grande rivoluzione della scienza e del pensiero umano, che ci libera dalla prigionia del destino.
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 08-03-16 alle 10:27


Queste sono tue convinzioni filosofiche che non sono dimostrabili e pertanto non si prestano ad alcuna discussione scientifica!
il concetto di coscienza cosmica non appartiene certo ad einstein, glie lo stai mettendo in bocca tu, questo il TUO punto di vista, un po' di onestà intellettuale nel NON metterlo in bocca ad einstein!


Ultima modifica di GNU-GPL; 14-07-11 alle 17:58