





Dio non gioca a dadi è il modo con cui viene in genere riportato il pensiero di Einstein, che in realtà disse:
«Sembra difficile dare una sbirciata alle carte di Dio. Ma che Egli giochi a dadi e usi metodi "telepatici" è qualcosa a cui non posso credere nemmeno per un attimo».
La critica pare si riferisse alle scoperte scientifiche nelle quali il senso comune non trova più posto.
Eisenberg scopriva il principio di indeterminazione dimostrando come sia impossibile definire la caratteristica della realtà soltanto tramite il misurarla.
Nelle dimensioni del mondo macroscopico tale alterazione è trascurabile ma in quello infinitesimale la misurazione altera la quantità misurata.
L'esempio classico di tale fenomeno è il movimento dell'elettrone nell'atomo.
Se si vuole conoscerne il momento (il prodotto della velocità per la rotazione) non si può saperne la posizione e viceversa.
Si tratta di un paradosso che viola le le regole del comune senso razionale umano.
Il principio dell'indeterminazione ha un'altra conseguenza dalla quale non ci si può sottrarre.
Dato che l'osservatore in qualche modo può determinare o almeno influenzare il risultato di un esperimento, ne consegue che alle quattro dimensioni note ne dobbiamo aggiungere una quinta: la consapevolezza umana.
Dio sta dunque giocando a dadi?
Secondo la Cabbalah no in quanto essa ha sempre previsto il passaggio da un pensiero unicamente razionale legato ad una percezione meccanicista dell'Universo ad uno che sa accettare e utilizzare i paradossi per descrivere e comprendere la realtà.
Nell'Albero della Vita tale passaggio è quello tra Binà (intelligenza) e Chokhmà (Sapienza).
Inoltre l'equivalente cabalistico del principio di indeterminazione si trova nel più alto livello Keter (Corona) dalla quale proviene la Luce che riempie e vitalizza tutte le altre Sefirot.
Riteneva Einstein che veramente Dio stesse giocando a dadi?
Credo che ad un certo punto abbia anche pensato di essersi potuto sbagliare (se mai lo avesse pensato) nel voler circoscrivere la Forza attiva di Dio alla sola sfera razionale tanto che disse:
«La Scienza senza la Religione è zoppa, la Religione senza la Scienza è cieca»
Ultima modifica di Lupo; 16-07-11 alle 19:22


Lo Zodiaco di Dendera infatti stava a significare che il Velo di Iside, in base ai segni dello Zodiaco medesimo, ciclicamente scompare.
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-09-11 alle 11:45


Qua entra di nuovo in gioco la capacità di sollevarsi un po' da terra per riuscire a traboccare dall'alto vaso in cui siamo prigionieri, quello dei nostri punti di vista:
il senso delle parole cambia con gli anni, spesso, per alcune parole il senso cambia in pochi decenni, sfumature si perdono o si introducono, così come si perdono o si introducono significati multipli di un'unica parola.
Se noi pensiamo di poter comprendere il pensiero di Einstein ritenendo che le parole “dio” e “religione” da lui usate avessero né più né meno lo stesso significato che hanno per noi oggi ne viene soltanto che Einstein era uno schizofrenico totale:
“Mi fa arrabbiare come nient’altro l’insieme di dicerie che girano sul mio conto.
Io non credo affatto in un dio personale che giudica l’uomo per il suo operato”
“Non posso immaginare un dio che premi e punisca gli oggetti della sua creazione, i cui fini siano modellati sui nostri. Un dio, in breve, che non è che un riflesso della fragilità umana. Né posso credere che un individuo sopravviva alla morte del suo corpo,
sebbene gli animi deboli nutrano tali opinioni per paura o per ridicolo egoismo.”
“A me basta il pensiero dell’eternità della Vita, la coscienza e il presentimento della mirabile struttura del mondo in cui viviamo, insieme con lo sforzo incessante per comprendere una particella, per piccola che sia, della Ragione che si manifesta nella Natura.”
"Dio non gioca a dadi con l'universo.” (da una lettera del 4 dicembre 1926 a Niels Bohr; citato in Bartolomeo, Magni, p. 174)
Dio non gioca a dadi è il modo con cui viene in genere riportato il pensiero di Einstein, che in realtà disse: «Sembra difficile dare una sbirciata alle carte di Dio. Ma che Egli giochi a dadi e usi metodi "telepatici" [...] è qualcosa a cui non posso credere nemmeno per un attimo» (cit. in Bill Bryson, Breve storia di (quasi) tutto, traduzione di Mario Fillioley, TEA, 2009). Niels Bohr, alle cui teorie si riferiva Einstein con questa frase, rispose "Non dire a Dio come deve giocare". Più tardi, in una discussione dove John Wheeler proponeva la sua (e di Richard Feynman) interpretazione sui positroni, Einstein ripropose la famosa frase "Non riesco ancora a credere che Dio giochi a dadi", aggiungendo anche "Ma forse mi sono guadagnato il diritto di commettere degli errori" (dal libro di Piergiorgio Odifreddi "Incontri con menti straordinarie").
“Il sentimento religioso provocato dalla comprensione delle profonde interrelazioni della realtà è un qualcosa di diverso da quello che di solito viene definito con il termine religioso. È più propriamente un sentimento di venerazione per il disegno che si manifesta nell'universo materiale. Non ci porta ad immaginare un essere divino a nostra immagine e somiglianza, che ci fa domande e che si interessa a noi come individui. Non esiste né volontà, né dovere ma solo essere assoluto.” (citato in Helen Dukas and Banesh Hoffman, Albert Einstein – The Human Side, Princeton University Press, 1979)
“Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell'essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell'incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio.” (citato in Isaacson, Einstein: His Life and Universe, Simon e Schuster, pag. 27)
“L'idea di un Dio personale è un concetto antropologico che non sono capace di prendere seriamente.” (da una lettera del 1946; citato in Helen Dukas and Banesh Hoffman, Albert Einstein – The Human Side)
“La parola Dio per me non è nulla se non l'espressione di un prodotto della debolezza umana, la Bibbia una collezione di onorevoli, ma pur sempre puramente primitive, leggende che sono comunque piuttosto infantili. Nessuna interpretazione per quanto sottile può (per me) cambiare questo fatto... Per me la religione ebraica, così come tutte la altre religioni, è una incarnazione delle più infantili superstizioni.” (da una lettera a Erik Gutkind, gennaio 1954; citato in lettersofnote.com)
“Non cerco di immaginare un Dio; mi basta guardare con stupore e ammirazione la struttura del mondo, per quanto essa si lascia cogliere dai nostri sensi inadeguati.”
“Non credo in un Dio personale e non ho mai nascosto questa mia convinzione, anzi l'ho espressa chiaramente. Se c'è in me qualcosa che si può definire sentimento religioso, è proprio quella sconfinata ammirazione per la struttura del mondo nei limiti in cui la scienza ce la può rivelare.”
Egli pare essere religioso e contro le religioni, pare non credere in dio ma lo ammette sempre nei suoi discorsi.
Basta andare oltre la superficie delle parole per capire che le contraddizioni si spiegano col fatto che egli non attribuisce affatto a queste due parole il significato che gli si attribuisce oggi, quando parla di dio egli parla di un “essere assoluto e razionale”, assoluto è molto diverso da supremo, e “essere” non perde la sua funzione di verbo all'infinito, non si fa soggetto, parla di “essere delle cose”, esalta la razionalità in senso assoluto.
E quando parla di “religione” egli esprime quel concetto che noi oggi rendiamo piuttosto col termine “religiosità”, che non è strettamente collegato al moderno concetto di religione, egli parla di ammirazione per l'universo razionale, per delle leggi che per egli erano addirittura più razionali (secondo quel modello che voi disprezzate tanto come misero arido e limitato) di quanto la scienza avrebbe infine accertato.
Si ponga in particolare l'attenzione su quelle in neretto.


Il concetto di Dio proprio di Einstein è più o meno lo stesso di tutti i forumisti di Esoterismo.
Tutti meno Eximius.
Tra noi c'è chi ci crede in Dio ed è anche religioso, chi ne ha un'idea vaga quasi atea ... ma tutti a parte Exiumius crediamo, come Einstein, che ci sia dell'altro oltre la sfera del visibile e del materiale, pur con tutte le diverse possibili sfumature che ci rendono tutt'altro che un gruppo monolitico avente le stesse convinzioni in termini di Spiritualità in generale ed eventualmente di Religione in particolare.


stai completamente fuorviando il pensiero di Einstein, gli stai dando delle sfumature che lo sconvolgono portandolo a un concetto di dio e religiosità simile al tuo da un concetto di dio e di religiosità che nemmeno io, ateo, potrei dire di rifiutare.
Einstein non dice affatto “che ci sia dell'altro oltre la sfera del visibile e del materiale”, egli al contrario parla di
“stupore e ammirazione la struttura del mondo”
e poi “A me basta il pensiero dell’eternità della Vita, la coscienza e il presentimento della mirabile struttura del mondo in cui viviamo, insieme con lo sforzo incessante per comprendere una particella, per piccola che sia, della Ragione che si manifesta nella Natura.”, parla di “profonde interrelazioni della realtà”
e ancora “un sentimento di venerazione per il disegno che si manifesta nell'universo materiale.”
e poi “Non cerco di immaginare un Dio; mi basta guardare con stupore e ammirazione la struttura del mondo, per quanto essa si lascia cogliere dai nostri sensi inadeguati.”
parla di “sconfinata ammirazione per la struttura del mondo nei limiti in cui la scienza ce la può rivelare.”
egli dunque parla di UNIVERSO MATERIALE, parla di REALTA' (dal latino res, cosa materiale), parla di SFORZO INCESSANTE per conoscere la STRUTTURA DEL MONDO fino alla più piccola PARTICELLA.
Non c'è nulla nel pensiero di Einstein che lasci pensare che egli intenda trascendere dalla realtà materiale, questo è un vostro grosso equivoco che vi torna comodo, egli parla piuttosto di realtà materiale così ampia e complessa da non poter mai essere completamente svelata, che è ben altra cosa!
Un conto è concepire che l'uomo è comunque limitato e potrebbero esserci cose oltre la sua comprensione, questa non era una teoria scientifica di Einstein ma solo una sua opinione personale, che posso anche tranquillamente ammettere, non è antiscientifica, io personalmente ritengo che l'uomo attraverso la ricerca possa arrivare a conoscere una gran parte della realtà materiale, i sensi si affinano con gli strumenti, e le ricerche sono indirette, ci sono cose che non si percepiscono coi sensi, ma lasciano delle tracce, degli affetti che, a loro volta, sono percepibili solo con altri strumenti, ma queste cose, mi spiace, per quanto difficilmente percepibili, sono MATERIALI, SCIENTIFICHE, RAZIONALI. Ma forse ci saranno cose nella realtà materiale che noi, dalla nostra posizione e condizione, non riusciremo mai a comprendere definitivamente. Questo vuol dire quando parla di SENSI INADEGUATI e di LIMITI DELLA SCIENZA.
Un altro conto è usare la scusa della limitatezza della condizione umana per ammettere violazioni delle leggi di natura che ci sono ben note, questa è una cosa che Einstein non avrebbe nemmeno concepito, ed è un paralogismo totale, è molto diverso quello che dice Einstein da dire che ci sono cose che vanno oltre la comprensione ma che si possono studiare su un mazzo di carte, o con altri strani riti e artifici superstiziosi.
Egli ha detto che la mente umana, forse, non può arrivare a tutto, non ha detto che alcune cose che sembrano non capirsi (in realtà per lo più gli scienziati le spiegano) con le leggi di natura però possono essere capite e dominate (questa è la vostra pretesa) da alcune persone che “vedono oltre” che possono affermare di SAPERE (mentre Einstein e tutti gli altri esseri umani no) anche se non sono in grado di dimostrarlo con prove razionali perché tanto loro non hanno bisogno di prove, loro vedono oltre”
Einstein ha detto che razionalità non può spiegare e dominare tutto, NON che ci sono cose che si possono spiegare e dominare senza la razionalità!
Stai facendo solo un gran confusione di concetti.
State ribaltando dei concetti logici per piegare Einstein alle vostre illogicità!




Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-09-11 alle 11:44
La ragione per cui la danza della pioggia sembra funzionare è che gli indiani non smettono di danzare finchè non inizia a piovere


Le 100.000 persone a cui era stata comunicata la data e l'ora del miracolo quindi hanno assistito ad un gioco di prestigioonf:
Il paradosso è che Almeida Garrett insegnava Scienze Naturali all'Università di Coimbra:
"The sun's disc did not remain immobile. This was not the sparkling of a heavenly body, for it spun round on itself in a mad whirl, when suddenly a clamor was heard from all the people. The sun, whirling, seemed to loosen itself from the firmament and advance threateningly upon the earth as if to crush us with its huge fiery weight. The sensation during those moments was terrible." - Dr. Almeida Garrett, Professor of Natural Sciences at Coimbra University - Fatima October 13, 1917