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  1. #31
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    Predefinito Rif: Albert Einstein e l'idea di Dio

    Citazione Originariamente Scritto da GNU-GPL Visualizza Messaggio
    Le 100.000 persone a cui era stata comunicata la data e l'ora del miracolo quindi hanno assistito ad un gioco di prestigio onf:

    Il paradosso è che Almeida Garrett insegnava Scienze Naturali all'Università di Coimbra:

    "The sun's disc did not remain immobile. This was not the sparkling of a heavenly body, for it spun round on itself in a mad whirl, when suddenly a clamor was heard from all the people. The sun, whirling, seemed to loosen itself from the firmament and advance threateningly upon the earth as if to crush us with its huge fiery weight. The sensation during those moments was terrible." - Dr. Almeida Garrett, Professor of Natural Sciences at Coimbra University - Fatima October 13, 1917
    vi prego ma siamo bambini delle elementari per creder al sole che danza?????

    Da Wikipedia: Analisi critiche e ricerche scientifiche. Alcuni autori contemporanei hanno proposto ipotesi naturali per spiegare l'accaduto. Secondo Kevin McClure, contrariamente a quanto riportato da De Marchi, vi è una notevole disparità nei resoconti dei testimoni: ad esempio, il movimento è descritto da taluni come a zig-zag e da altri come rotatorio; il colore è alternativamente rosso-giallo-porpora o grigio-blu. Inoltre, sempre secondo McClure, solo meno della metà delle persone coinvolte avrebbe visto il sole danzare e roteare nel cielo, staccarsi da esso, come per cadere sulla terra, e tornare su al suo posto[12].

    Nel 1989 Stuart Campbell affronta, con un articolo nel Journal of Meteorology[13], l'ipotesi di presenza di polvere nella stratosfera; il fenomeno è descritto anche da Paul Simons[14] in un articolo sul Times del 2005.

    Nel 1993 Joe Nickell, collaboratore del CSICOP (associazione omologa all'italiana CICAP) [15], studia la possibile presenza di un fenomeno noto come parelio: per motivi di rifrazione ottica, in determinate condizioni atmosferiche, il disco solare può apparire affiancato a circa 22 gradi da una o due immagini speculari. Il fenomeno è però statico e non contemplerebbe movimenti del disco solare. Secondo Joe Nickell, una temporanea distorsione dell'immagine sulla retina, causata dalla prolungata esposizione alla luce solare, può comunque provocare l'illusione di un movimento. Secondo lo studioso, si trattò quindi

    « verosimilmente di una combinazione di fattori, includenti fenomeni ottici e meteorologici (il sole è stato visto attraverso un sottile strato di nubi, facendolo apparire come un disco argenteo; una variazione dello spessore delle nubi ne ha causato variazioni nella luminosità, facendolo apparire avanzante o retrocedente; polvere o umidità in sospensione hanno causato la variazione di colore della luce solare; e/o altri fenomeni). »


    Nickell nota:

    «Forse non senza sorpresa, miracoli del sole sono stati segnalati presso altri siti Mariani - a Lubbock, Texas, nel 1989; al Santuario di Madre Cabrini vicino Denver, Colorado, nel 1992; a Conyers, in Georgia, agli inizi degli anni '90».[16]

    Nickell aggiunge che a Conyers, mentre i pellegrini erano testimoni di un presunto miracolo del sole,[17] «...il Georgia Skeptics Group puntò un telescopio equipaggiato con un filtro solare al Mylar» e che «più di duecento persone guardarono il sole attraverso uno dei filtri solari e nessuno vide niente di insolito».[16]

    Il Professore Auguste Meessen dell'Istituto di Fisica dell'Università Cattolica di Lovanio ha affermato che le presunte osservazioni furono probabilmente effetti ottici causati da una lunga osservazione diretta ad occhio nudo del sole. Meessen sostiene che gli effetti sulla retina prodotti anche da brevi periodi passati a fissare il sole possono dar luogo ad effetti "danzanti". Similmente, Meessen sostiene che i cambiamenti di colore a cui assistirono i testimoni furono causati per la maggior parte dalla rottura delle cellule fotosensitive della retina.[18] Meessen osserva inoltre che "miracoli del sole" sono stati riportati in numerosi luoghi dove masse di pellegrini sono state incoraggiata a guardare il sole. Egli cita a le apparizioni segnalate a Heroldsbach, Germania (1949) come un esempio, dove gli stessi identici fenomeni ottici già riportati a Fatima furono segnalati da più di 10.000 persone.[18]

    Inoltre, nonostante tutte le varie testimonianze, va detto che non tutti i testimoni videro il sole "danzare". Alcune persone videro solamente una variazioni di colori. Altre, inclusi alcuni credenti, non videro assolutamente nulla.[19][20] Non esistono resoconti di alcuna inusuale attività solare o astronomica nel periodo di tempo in cui il sole fu segnalato come "danzante" e tantomeno esistono testimonianze di inusuali fenomeni solari al di fuori di Cova da Iria.[21]



    Senza entrare nel merito delle spiegazioni scientifiche basta un po' di ragionamento per non bersi tutte le castronerie che ci spaccia la superstizione popolare, ecco una breve sintesi:

    1 NON è affatto vero che tutte le persone presenti videro il fenomeno, esso fu visto da meno della metà dei presenti e non erano affatto 100mila

    2 questi fenomeni sono avvenuti altre volte nella storia in altre parti del mondo e con altre religioni, dappertutto capitavano fenomeni di visioni collettive, dunque o più le religioni sono contemporaneamente vere (cosa impossibile perchè si escludono a vicenda) oppure questo fenomeno può essere tranquillamente generato da altri fattori non paranormali, semplicissima logica.

    3 non trovo affatto stupefacente che migliaia di persone che fissano il sole per vari minuti abbiano poi allucinazioni, per altro hanno visto genericamente della luce muoversi, non è che hanno visto qualcosa di ben definito, basta che ti premi due dita sugli occhi per qualche secondo e vedrai fenomeni simili

    4 la suggestione porta molte persone a credere di vedere perchè altri hanno visto e non sentirsi dunque da meno, o indegni della visione del miracolo, dunque spesso molti non hanno affatto visto ma si convincono e ripetono (aggiungendo la loro interpretazione) i racconti degli altri, in questo modo il miracolo si AUTOCREA, basta che qualcuno accecato dal sole cominci ad avere le traveggole e gridi al miracolo che tutti grideranno al miracolo ad agni sfocatura del loro campo visivo, e a volte anche senza nessuna sfocatura.

    5 è possibile che al tutto si sia aggiunto anche qualche fenomeno atmosferico, voi direte: "eh già, proprio in coincidenza con l'appuntamento di lucia, mica era una meteorologa!" ebbene è inutile che vi spieghi come sia possibile se non comprendete il concetto di selezione naturale.
    La ragione per cui la danza della pioggia sembra funzionare è che gli indiani non smettono di danzare finchè non inizia a piovere

  2. #32
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    Predefinito Rif: Albert Einstein e l'idea di Dio

    eximius ancora non ha capito che non tutti gli uomini sono evoluti allo stesso modo.

    I cosiddetti "illuminati" sono un esigua minoranza.
    Ultima modifica di GNU-GPL; 22-07-11 alle 22:36

  3. #33
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    Predefinito Rif: Albert Einstein e l'idea di Dio

    Citazione Originariamente Scritto da GNU-GPL Visualizza Messaggio
    eximius ancora non ha capito che non tutti gli uomini sono evoluti allo stesso modo.

    I cosiddetti "illuminati" sono un esigua minoranza.
    siii certo, e solo uno c'ha la cicatrice di Voldemort!
    La ragione per cui la danza della pioggia sembra funzionare è che gli indiani non smettono di danzare finchè non inizia a piovere

  4. #34
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    Predefinito Rif: Albert Einstein e l'idea di Dio

    Citazione Originariamente Scritto da GNU-GPL Visualizza Messaggio
    eximius ancora non ha capito che non tutti gli uomini sono evoluti allo stesso modo.

    I cosiddetti "illuminati" sono un esigua minoranza.
    E stavo per dimenticare gli X-Men! ostridicolo:
    La ragione per cui la danza della pioggia sembra funzionare è che gli indiani non smettono di danzare finchè non inizia a piovere

  5. #35
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    Predefinito Rif: Albert Einstein e l'idea di Dio

    Citazione Originariamente Scritto da eximius Visualizza Messaggio
    E stavo per dimenticare gli X-Men! ostridicolo:
    Far parte della Fratellanza di Heliopolis non è per tutti.

  6. #36
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    Predefinito Rif: Albert Einstein e l'idea di Dio

    "Spazio e tempo: idee che possono cambiare" I neutrini più veloci della luce? Una rivoluzione

    di Maurizio Caverzan

    Se i dati saranno confermati, i neutrini più veloci della luce aprono le porte a una rivoluzione. Il filosofo della scienza, Giovanni Boniolo, spiega: "In prospettiva cambiano tutte le nostre certezze". E tra i "ragazzi di Ginevra" gli scienziati italiani fanno la parte del leone

    I neutrini più veloci della luce, come nei fumetti. Annunciati come «la scoperta del secolo», i 300.006 chilometri al secondo (misurazioni del Cern) toccati dal fascio di neutrini lanciati tra Ginevra e il Gran Sasso mettono in discussione la teoria della relatività di Einstein che si basa sulla velocità della luce pari a 300mila chilometri al secondo. Aprendo scenari imprevedibili. Per la scienza, la fantascienza e chissà che altro. Che cosa potrà cambiare per la vita di tutti i giorni di noi uomini comuni? Per capirlo ci siamo rivolti a Giovanni Boniolo, docente di Filosofia della scienza alla facoltà di medicina della Statale di Milano.

    Professore, se gli infinitamente piccoli neutrini battono allo sprint la luce possiamo stare ancora tranquilli?
    «Come ha detto il fisico del Cern che ha guidato la ricerca, aspettiamo un attimo perché si tratta di toccare la teoria della relatività di Einstein, uno dei pilastri della fisica moderna. Prima di stracciarci le vesti, massima prudenza. Già alcuni anni fa si era parlato di una scoperta simile. Poi si è tirato il freno... ai neutrini. Se stavolta tutto venisse confermato, dovrebbero cambiare le nostre teorie sullo spazio e sul tempo. Dovremmo rivedere il principio di causalità secondo il quale l’effetto non può precedere la causa».

    Però si parla di «scoperta del secolo».
    «Tenedo conto che il secolo è appena iniziato e che finora non ci sono state scoperte sconvolgenti sarebbe un’espressione corretta. Qualcosa che non accadeva da molto tempo sia in ambito fisico che medico».

    C’è chi paragona questa scoperta a quelle di Galileo.
    «Si tratterebbe di una notizia incredibile e sorprendente perché cambierebbe qualcosa di assodato da oltre un secolo. Tuttavia, mentre il capire che la terra ruota intorno al sole e non il contrario ha cambiato la concezione della vita comune, per l’uomo di oggi cambierebbe quasi nulla perché si tratta di una scoperta molto sofisticata».

    Nessuna rivoluzione per la vita quotidiana?
    «Per l’uomo di oggi la relatività è importante perché gli consente il buon funzionamento del Gps. Il calcolo esatto della posizione di una persona o di un oggetto sulla terra viene effettuato grazie alla teoria della relatività. Anche in questo caso questa scoperta non comporterebbe cambiamenti».

    Intravede altre applicazioni?
    «Non avventuriamoci nella fantascienza. Aspettiamo ciò che dirà la scienza».

    C’è chi ipotizza la possibilità di viaggi indietro nel tempo per la materia. Una cosa difficile anche solo da immaginare...
    «Nessuno e niente viaggia indietro nel tempo. Ma ci sono determinate soluzioni di equazioni di teorie fisiche che matematicamente ammettono la possibilità che, andando avanti, si torni in un tempo precedente».

    Questo potrebbe aiutare la prevenzione delle malattie?
    «Assolutamente no. Queste teorie fisiche non riguardano oggetti macroscopici o di natura umana. Non si ritrova il proprio nonno. Non a caso si chiama proprio “il paradosso del nonno”».

    Magari si potrebbe stanare la futura cellula tumorale.
    «Ahimé, anche lei è troppo grande. Si tratta di soluzioni matematiche senza nessuna implicazione empirica favorevole. Non sconfiggeremo il cancro grazie a questa scoperta».

    Si parla della possibilità di vedere un fenomeno prima del verificarsi delle sue cause.
    «La violazione della velocità della luce teorizzata da Einstein comporterebbe la violazione del principio di causalità».

    Il primo effetto forse è un aumentato senso d’incertezza dell’uomo?
    «Si ha ancora di più la percezione che la scienza non è la verità, ma un’ipotesi su come funziona il mondo. Questa scoperta rappresenterebbe la prima violazione della teoria di Einstein finora empiricamente ben corroborata».

    «Il secolo breve» ha aumentato il nostro senso di precarietà. Non si può contare sulle ideologie, sul capitalismo, la finanza eccetera. Ora anche le leggi della fisica vacillano?
    «Questo è normale per la scienza. Mentre le ideologie avevano un’ambizione dogmatica, qualunque scienziato sa che lavora con ipotesi. Andiamo avanti con la felicità di sapere qualcosa di più del mondo».

    Ma questa scoperta amplierebbe il potere della scienza o no?
    «Uno scienziato sa che il potere della scienza sta proprio nella sua capacità di autocorreggersi. Non ci sono dogmi all’interno della scienza. Se avessimo una teoria vera sul funzionamento del mondo saremmo Dio. Ma nessuno di noi lo è».

    Perciò Dio rimane sempre al suo posto.
    «Dio non ha nessuna relazione con la scienza. Che è una realtà umana che non ha nulla a che fare con la descrizione di cause trascendenti».

    Dal punto di vista filosofico che cosa cambia?
    «Questo risultato è interessante perché ci fa capire che forse dobbiamo osservare il mondo con maggiore attenzione».

    I neutrini più veloci della luce, come nei fumetti. Annunciati come «la scoperta del secolo», i 300.006 chilometri al secondo (misurazioni del Cern) toccati dal fascio di neutrini lanciati tra Ginevra e il Gran Sasso mettono in discussione la teoria della relatività di Einstein che si basa sulla velocità della luce pari a 300mila chilometri al secondo. Aprendo scenari imprevedibili. Per la scienza, la fantascienza e chissà che altro. Che cosa potrà cambiare per la vita di tutti i giorni di noi uomini comuni? Per capirlo ci siamo rivolti a Giovanni Boniolo, docente di Filosofia della scienza alla facoltà di medicina della Statale di Milano.

    Professore, se gli infinitamente piccoli neutrini battono allo sprint la luce possiamo stare ancora tranquilli?
    «Come ha detto il fisico del Cern che ha guidato la ricerca, aspettiamo un attimo perché si tratta di toccare la teoria della relatività di Einstein, uno dei pilastri della fisica moderna. Prima di stracciarci le vesti, massima prudenza. Già alcuni anni fa si era parlato di una scoperta simile. Poi si è tirato il freno... ai neutrini. Se stavolta tutto venisse confermato, dovrebbero cambiare le nostre teorie sullo spazio e sul tempo. Dovremmo rivedere il principio di causalità secondo il quale l’effetto non può precedere la causa».

    Però si parla di «scoperta del secolo».
    «Tenedo conto che il secolo è appena iniziato e che finora non ci sono state scoperte sconvolgenti sarebbe un’espressione corretta. Qualcosa che non accadeva da molto tempo sia in ambito fisico che medico».

    C’è chi paragona questa scoperta a quelle di Galileo.
    «Si tratterebbe di una notizia incredibile e sorprendente perché cambierebbe qualcosa di assodato da oltre un secolo. Tuttavia, mentre il capire che la terra ruota intorno al sole e non il contrario ha cambiato la concezione della vita comune, per l’uomo di oggi cambierebbe quasi nulla perché si tratta di una scoperta molto sofisticata».

    Nessuna rivoluzione per la vita quotidiana?
    «Per l’uomo di oggi la relatività è importante perché gli consente il buon funzionamento del Gps. Il calcolo esatto della posizione di una persona o di un oggetto sulla terra viene effettuato grazie alla teoria della relatività. Anche in questo caso questa scoperta non comporterebbe cambiamenti».

    Intravede altre applicazioni?
    «Non avventuriamoci nella fantascienza. Aspettiamo ciò che dirà la scienza».

    C’è chi ipotizza la possibilità di viaggi indietro nel tempo per la materia. Una cosa difficile anche solo da immaginare...
    «Nessuno e niente viaggia indietro nel tempo. Ma ci sono determinate soluzioni di equazioni di teorie fisiche che matematicamente ammettono la possibilità che, andando avanti, si torni in un tempo precedente».

    Questo potrebbe aiutare la prevenzione delle malattie?
    «Assolutamente no. Queste teorie fisiche non riguardano oggetti macroscopici o di natura umana. Non si ritrova il proprio nonno. Non a caso si chiama proprio “il paradosso del nonno”».

    Magari si potrebbe stanare la futura cellula tumorale.
    «Ahimé, anche lei è troppo grande. Si tratta di soluzioni matematiche senza nessuna implicazione empirica favorevole. Non sconfiggeremo il cancro grazie a questa scoperta».

    Si parla della possibilità di vedere un fenomeno prima del verificarsi delle sue cause.
    «La violazione della velocità della luce teorizzata da Einstein comporterebbe la violazione del principio di causalità».

    Il primo effetto forse è un aumentato senso d’incertezza dell’uomo?
    «Si ha ancora di più la percezione che la scienza non è la verità, ma un’ipotesi su come funziona il mondo. Questa scoperta rappresenterebbe la prima violazione della teoria di Einstein finora empiricamente ben corroborata».

    «Il secolo breve» ha aumentato il nostro senso di precarietà. Non si può contare sulle ideologie, sul capitalismo, la finanza eccetera. Ora anche le leggi della fisica vacillano?
    «Questo è normale per la scienza. Mentre le ideologie avevano un’ambizione dogmatica, qualunque scienziato sa che lavora con ipotesi. Andiamo avanti con la felicità di sapere qualcosa di più del mondo».

    Ma questa scoperta amplierebbe il potere della scienza o no?
    «Uno scienziato sa che il potere della scienza sta proprio nella sua capacità di autocorreggersi. Non ci sono dogmi all’interno della scienza. Se avessimo una teoria vera sul funzionamento del mondo saremmo Dio. Ma nessuno di noi lo è».

    Perciò Dio rimane sempre al suo posto.
    «Dio non ha nessuna relazione con la scienza. Che è una realtà umana che non ha nulla a che fare con la descrizione di cause trascendenti».

    Dal punto di vista filosofico che cosa cambia?
    «Questo risultato è interessante perché ci fa capire che forse dobbiamo osservare il mondo con maggiore attenzione».

    "Spazio e tempo: idee che possono cambiare" I neutrini più veloci della luce? Una rivoluzione - Cultura - ilGiornale.it
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 25-09-11 alle 11:36
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  7. #37
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    Predefinito Rif: Albert Einstein e l'idea di Dio

    I pionieri Così sognò la letteratura

    di Gianfranco De Turris

    Più veloce della luce! Con questa esclamazione Superman si lanciava, ma invece di attraversare lo spazio attraversava il tempo: gli anni gli sfrecciavano accanto come cerchi concentrici e passando in un gorgo si trovava nell’anno del futuro in cui doveva salvare l’umanità. Ma lui era un kryptoniano dagli straordinatori poteri, però a livello popolare raffigurava un ancestrale desiderio, quello di tentare di conoscere gli eventi che ci attendono domani. Ma quando non c’era la teoria della relatività, secondo cui i viaggi nel tempo sono impossibili, con cui confrontarsi come ci si comportava?
    Quando gli scrittori del ’700 e dell’800 dovevano immaginare un futuro e descriverlo con intenti utopici o antiutopici, cioè raccontando di una società perfetta da imitare o di una società imperfetta da evitare, non potevano far altro che ricorrere al sonno: personaggi che si addormentano per cause naturali o artificiali, quindi una animazione sospesa, per poi risvegliarsi nel futuro. Ce li hanno descritti il francese Louis Sébastien Mercier in L’an 2440, reve s’il en fut jamais (1772), l’americano Washington Irving in Rip van Winkle (1819), mentre il toscano Narciso Feliciano Pelosini con Maestro Domenico (1871) scrisse una fiaba antirisorgimentale (un suddito del Granducato si addormenta e si sveglia in un Regno d’Italia per lui da incubo...). Ma ci sono anche l’inglese H.G. Wells con Quando il dormiente si sveglierà (1899) e il nostro Emilio Salgari con Le meraviglie del duemila (1907). Naturalmente si può andare nel futuro anche ipnotizzati o meglio mesmerizzati (Uno sguardo dal 2000 di Edward Bellamy, 1888) o sognando (Sette giorni a Nuova Creta di Robert Graves, 1949).
    Tutti mezzi diciamo così «naturali» e accettati, sino a quando non giunse proprio quel Wells che aveva utilizzato l’animazione sospesa che, pochi anni prima del romanzo citato aveva avuto un’idea grandiosa: spostarsi nel tempo, o meglio nel futuro, usando un marchingegno, proprio una «macchina del tempo». E appunto The Time Machine (1895) fu il suo scientific romance che aprì una nuova via alla narrativa che poi si chiamò science fiction (1929) e da noi fantascienza (1952).
    Trascorsa l’età pioneristica della fantascienza, gli scrittori capirono che viaggiare nel tempo poteva produrre paradossi di ogni tipo. Uno dei primi che applicò l’idea che viaggiando alla velocità della luce il tempo rallentava fu L. Ron Hubbard, poi noto per aver fondato prima la Dianetica e poi la Scientologia, con Ritorno al passato (1950), dove gli astronauti restano giovani e la Terra su cui tornano è molto invecchiata. Ma la questione fondamentale era: andando nel futuro si può cambiare il passato? E andando nel futuro non potrebbe succedere qualcosa per cui noi stessi non saremmo mai esistiti? A evitare questi paradossi gli autori di fantascienza si inventarono la «polizia temporale» che con i suoi interventi nel passato e nel futuro cerca di evitare che si possano produrre mutamenti catastrofici nella Storia. Tra le migliori serie di questo genere, di certo le storie di H. Beam Piper con la sua Polizia Paratemporale e di Poul Anderson con la sua Pattuglia del Tempo, ma anche altre grandi firme si sono cimentati con il tema: da Jack Williamson con La Legione del Tempo (1938) a Isaac Asimov con La fine dell’eternità (1955).
    Poter conoscere quel che avverrà, è sempre stato il sogno dell’uomo, prima attraverso gli dèi poi la scienza (e la fantascienza): magari per evitare gli sbagli del passato. Ma come racconta P.D. Ouspenskij nel romanzo La strana vita di Ivan Osokin (1947), proprio aver visto il futuro ci impedisce di evitare gli errori della vita precedente, sicché essa, nonostante tutti i nostri sforzi sarà sempre la medesima.

    I pionieri Così sognò la letteratura - Cultura - ilGiornale.it
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  8. #38
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    Predefinito Rif: Albert Einstein e l'idea di Dio

    Noi conosciamo meno del 5% della materia. Einstein fu un prodotto dei suoi tempi. Ricordo la lettera che scrisse al presidente degli Stati Uniti, in cui spingeva le ricerche della bomba atomica e il suo uso, lui che voleva passare alla storia come un falso pacifista. Albert sei l'abberrazione di quei tempi imfami, la tua teoria, o meglio quella della tua ex moglie (la relatività non fu farina del suo sacco, e questo è largamente provato, la prima moglie slava era anch'essa una studiosa di fisica teoretica che dimostrò da subito grandi possibilità e potenzialità) ti ha dato fama che probabilmente non meritavi! Solo plank con il suo quanto ha ancora una sua valenza, dato che da sempre le due teorie erano inconcigliabili, e tutti ne erano consapevoli, ma ripiegati su di loro stessi.
    Girava una barzelletta su questo Nobel che la riporto tomo tomo (non è esoterica, ma rompe la seriosità di questa discussione):
    << Albert è alla fatidica prima notte di matrimonio con la sua bella moglie slava, il giovane sposo sente che per quell' importante gamia deve seguire le tradizioni ebraiche che prevedevano la preparazione emotiva esacerbata verso il primo "amplesso" dei due sposi. L'uomo per creare un la "tensione" va in bagno e protrae i tempi così la moglie, che era andata precedentemente, aspettava nel lettone con una certa tensione caricandosi all'inverosimile. Ecco che Albert ritorna, ed è nudo, ma la sposa non deve assolutamente vedere il suo cognuge nudo la prima notte, ma la sposa ormai in deliquo e non sa resistere: accende la luce e così vede Einstein nuto ed eslama:" Alberto che fisico!" e lui tranquillo risponde:"Cara tutto è relativo!"
    Non me ne abbiate di questa digressione, abbraccio tutti con cordialità!

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    "Spazio e tempo: idee che possono cambiare" I neutrini più veloci della luce? Una rivoluzione

    di Maurizio Caverzan

    Se i dati saranno confermati, i neutrini più veloci della luce aprono le porte a una rivoluzione. Il filosofo della scienza, Giovanni Boniolo, spiega: "In prospettiva cambiano tutte le nostre certezze". E tra i "ragazzi di Ginevra" gli scienziati italiani fanno la parte del leone

    I neutrini più veloci della luce, come nei fumetti. Annunciati come «la scoperta del secolo», i 300.006 chilometri al secondo (misurazioni del Cern) toccati dal fascio di neutrini lanciati tra Ginevra e il Gran Sasso mettono in discussione la teoria della relatività di Einstein che si basa sulla velocità della luce pari a 300mila chilometri al secondo. Aprendo scenari imprevedibili. Per la scienza, la fantascienza e chissà che altro. Che cosa potrà cambiare per la vita di tutti i giorni di noi uomini comuni? Per capirlo ci siamo rivolti a Giovanni Boniolo, docente di Filosofia della scienza alla facoltà di medicina della Statale di Milano.

    Professore, se gli infinitamente piccoli neutrini battono allo sprint la luce possiamo stare ancora tranquilli?
    «Come ha detto il fisico del Cern che ha guidato la ricerca, aspettiamo un attimo perché si tratta di toccare la teoria della relatività di Einstein, uno dei pilastri della fisica moderna. Prima di stracciarci le vesti, massima prudenza. Già alcuni anni fa si era parlato di una scoperta simile. Poi si è tirato il freno... ai neutrini. Se stavolta tutto venisse confermato, dovrebbero cambiare le nostre teorie sullo spazio e sul tempo. Dovremmo rivedere il principio di causalità secondo il quale l’effetto non può precedere la causa».

    Però si parla di «scoperta del secolo».
    «Tenedo conto che il secolo è appena iniziato e che finora non ci sono state scoperte sconvolgenti sarebbe un’espressione corretta. Qualcosa che non accadeva da molto tempo sia in ambito fisico che medico».

    C’è chi paragona questa scoperta a quelle di Galileo.
    «Si tratterebbe di una notizia incredibile e sorprendente perché cambierebbe qualcosa di assodato da oltre un secolo. Tuttavia, mentre il capire che la terra ruota intorno al sole e non il contrario ha cambiato la concezione della vita comune, per l’uomo di oggi cambierebbe quasi nulla perché si tratta di una scoperta molto sofisticata».

    Nessuna rivoluzione per la vita quotidiana?
    «Per l’uomo di oggi la relatività è importante perché gli consente il buon funzionamento del Gps. Il calcolo esatto della posizione di una persona o di un oggetto sulla terra viene effettuato grazie alla teoria della relatività. Anche in questo caso questa scoperta non comporterebbe cambiamenti».

    Intravede altre applicazioni?
    «Non avventuriamoci nella fantascienza. Aspettiamo ciò che dirà la scienza».

    C’è chi ipotizza la possibilità di viaggi indietro nel tempo per la materia. Una cosa difficile anche solo da immaginare...
    «Nessuno e niente viaggia indietro nel tempo. Ma ci sono determinate soluzioni di equazioni di teorie fisiche che matematicamente ammettono la possibilità che, andando avanti, si torni in un tempo precedente».

    Questo potrebbe aiutare la prevenzione delle malattie?
    «Assolutamente no. Queste teorie fisiche non riguardano oggetti macroscopici o di natura umana. Non si ritrova il proprio nonno. Non a caso si chiama proprio “il paradosso del nonno”».

    Magari si potrebbe stanare la futura cellula tumorale.
    «Ahimé, anche lei è troppo grande. Si tratta di soluzioni matematiche senza nessuna implicazione empirica favorevole. Non sconfiggeremo il cancro grazie a questa scoperta».

    Si parla della possibilità di vedere un fenomeno prima del verificarsi delle sue cause.
    «La violazione della velocità della luce teorizzata da Einstein comporterebbe la violazione del principio di causalità».

    Il primo effetto forse è un aumentato senso d’incertezza dell’uomo?
    «Si ha ancora di più la percezione che la scienza non è la verità, ma un’ipotesi su come funziona il mondo. Questa scoperta rappresenterebbe la prima violazione della teoria di Einstein finora empiricamente ben corroborata».

    «Il secolo breve» ha aumentato il nostro senso di precarietà. Non si può contare sulle ideologie, sul capitalismo, la finanza eccetera. Ora anche le leggi della fisica vacillano?
    «Questo è normale per la scienza. Mentre le ideologie avevano un’ambizione dogmatica, qualunque scienziato sa che lavora con ipotesi. Andiamo avanti con la felicità di sapere qualcosa di più del mondo».

    Ma questa scoperta amplierebbe il potere della scienza o no?
    «Uno scienziato sa che il potere della scienza sta proprio nella sua capacità di autocorreggersi. Non ci sono dogmi all’interno della scienza. Se avessimo una teoria vera sul funzionamento del mondo saremmo Dio. Ma nessuno di noi lo è».

    Perciò Dio rimane sempre al suo posto.
    «Dio non ha nessuna relazione con la scienza. Che è una realtà umana che non ha nulla a che fare con la descrizione di cause trascendenti».

    Dal punto di vista filosofico che cosa cambia?
    «Questo risultato è interessante perché ci fa capire che forse dobbiamo osservare il mondo con maggiore attenzione».

    I neutrini più veloci della luce, come nei fumetti. Annunciati come «la scoperta del secolo», i 300.006 chilometri al secondo (misurazioni del Cern) toccati dal fascio di neutrini lanciati tra Ginevra e il Gran Sasso mettono in discussione la teoria della relatività di Einstein che si basa sulla velocità della luce pari a 300mila chilometri al secondo. Aprendo scenari imprevedibili. Per la scienza, la fantascienza e chissà che altro. Che cosa potrà cambiare per la vita di tutti i giorni di noi uomini comuni? Per capirlo ci siamo rivolti a Giovanni Boniolo, docente di Filosofia della scienza alla facoltà di medicina della Statale di Milano.

    Professore, se gli infinitamente piccoli neutrini battono allo sprint la luce possiamo stare ancora tranquilli?
    «Come ha detto il fisico del Cern che ha guidato la ricerca, aspettiamo un attimo perché si tratta di toccare la teoria della relatività di Einstein, uno dei pilastri della fisica moderna. Prima di stracciarci le vesti, massima prudenza. Già alcuni anni fa si era parlato di una scoperta simile. Poi si è tirato il freno... ai neutrini. Se stavolta tutto venisse confermato, dovrebbero cambiare le nostre teorie sullo spazio e sul tempo. Dovremmo rivedere il principio di causalità secondo il quale l’effetto non può precedere la causa».

    Però si parla di «scoperta del secolo».
    «Tenedo conto che il secolo è appena iniziato e che finora non ci sono state scoperte sconvolgenti sarebbe un’espressione corretta. Qualcosa che non accadeva da molto tempo sia in ambito fisico che medico».

    C’è chi paragona questa scoperta a quelle di Galileo.
    «Si tratterebbe di una notizia incredibile e sorprendente perché cambierebbe qualcosa di assodato da oltre un secolo. Tuttavia, mentre il capire che la terra ruota intorno al sole e non il contrario ha cambiato la concezione della vita comune, per l’uomo di oggi cambierebbe quasi nulla perché si tratta di una scoperta molto sofisticata».

    Nessuna rivoluzione per la vita quotidiana?
    «Per l’uomo di oggi la relatività è importante perché gli consente il buon funzionamento del Gps. Il calcolo esatto della posizione di una persona o di un oggetto sulla terra viene effettuato grazie alla teoria della relatività. Anche in questo caso questa scoperta non comporterebbe cambiamenti».

    Intravede altre applicazioni?
    «Non avventuriamoci nella fantascienza. Aspettiamo ciò che dirà la scienza».

    C’è chi ipotizza la possibilità di viaggi indietro nel tempo per la materia. Una cosa difficile anche solo da immaginare...
    «Nessuno e niente viaggia indietro nel tempo. Ma ci sono determinate soluzioni di equazioni di teorie fisiche che matematicamente ammettono la possibilità che, andando avanti, si torni in un tempo precedente».

    Questo potrebbe aiutare la prevenzione delle malattie?
    «Assolutamente no. Queste teorie fisiche non riguardano oggetti macroscopici o di natura umana. Non si ritrova il proprio nonno. Non a caso si chiama proprio “il paradosso del nonno”».

    Magari si potrebbe stanare la futura cellula tumorale.
    «Ahimé, anche lei è troppo grande. Si tratta di soluzioni matematiche senza nessuna implicazione empirica favorevole. Non sconfiggeremo il cancro grazie a questa scoperta».

    Si parla della possibilità di vedere un fenomeno prima del verificarsi delle sue cause.
    «La violazione della velocità della luce teorizzata da Einstein comporterebbe la violazione del principio di causalità».

    Il primo effetto forse è un aumentato senso d’incertezza dell’uomo?
    «Si ha ancora di più la percezione che la scienza non è la verità, ma un’ipotesi su come funziona il mondo. Questa scoperta rappresenterebbe la prima violazione della teoria di Einstein finora empiricamente ben corroborata».

    «Il secolo breve» ha aumentato il nostro senso di precarietà. Non si può contare sulle ideologie, sul capitalismo, la finanza eccetera. Ora anche le leggi della fisica vacillano?
    «Questo è normale per la scienza. Mentre le ideologie avevano un’ambizione dogmatica, qualunque scienziato sa che lavora con ipotesi. Andiamo avanti con la felicità di sapere qualcosa di più del mondo».

    Ma questa scoperta amplierebbe il potere della scienza o no?
    «Uno scienziato sa che il potere della scienza sta proprio nella sua capacità di autocorreggersi. Non ci sono dogmi all’interno della scienza. Se avessimo una teoria vera sul funzionamento del mondo saremmo Dio. Ma nessuno di noi lo è».

    Perciò Dio rimane sempre al suo posto.
    «Dio non ha nessuna relazione con la scienza. Che è una realtà umana che non ha nulla a che fare con la descrizione di cause trascendenti».

    Dal punto di vista filosofico che cosa cambia?
    «Questo risultato è interessante perché ci fa capire che forse dobbiamo osservare il mondo con maggiore attenzione».

    "Spazio e tempo: idee che possono cambiare" I neutrini più veloci della luce? Una rivoluzione - Cultura - ilGiornale.it

    Magari, in una teoria che si chiama "relatività" stona un po' l'idea di una costante assoluta...
    « Prego bensì che l'una e l'altra cosa,
    la vittoria e il ritorno, tu conceda,
    ma se una sola cosa, o Dio, darai,
    la vittoria concedi sola! »

  10. #40
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    Predefinito Rif: Albert Einstein e l'idea di Dio

    Thread stupendo - ho scritto qualche pagina a proposito un trentina di anni orsono - andrò a scovarle per farne qui un post.

 

 
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