In Origine Postato da Marcod'Efeso
MESSA TRADIZIONALE: CULTO DAL CUORE, VETRINA O IDOLATRIA?
Propongo uno stimolo che mi pare significativo: la pugna a favore del culto tradizionale con quale spirito condotta?
Ognuno esamini se stesso. A me pare che dietro a molte richieste per la messa tradizionale ci siano sentimenti tuttaltro che univoci. A qualcuno sta a cuore la dignitÃ_ la bellezza, a qualcun altro un ordine giuridico da rispettare, ad altri ancora un ordine dogmatico da indicare...
Tuttavia, mi sembra che se sta a cuore la vita cristiana, le cose dovrebbero essere osservate con un peso un po' differente! La Chiesa è come una scala che conduce a Dio. La liturgia e ogni tipo di realtÃ_ ecclesiale sono dei semplici GRADINI: oltre il tempo NON SERVONO PIU' . Questo significa che sono utili tanto in quanto sono solidi e ci permettono di salire. E' ovvio che soffermarsi su un gradino più dovuto cosa piuttosto assurda, per chi vuole salire su una scala. Non è il gradino che dev'essere servito da me (questo è un mezzo non un fine) sono io che devo servirmi del gradino. Allo stesso tempo se veramente salgo non posso non "sentire" di essere in una situazione diversa da quando calcavo i primi gradini.
Ecco, in parole povere, per quanto la liturgia sia importante alcuni tradizionalisti possono finire quasi per farne un punto di arrivo dimenticando che essa è una realtÃ_ creata, utile sì ma solo tanto in quanto mi eleva e m'illumina interiormente. Allo stesso modo se mi soffermo più del dovuto sui gradini della scala per osservarne il colore, la forma ecc. mi devo chiedere sinceramente se non comincio a trasformarli in fine e ad avere un atteggiamento che la Scrittura chiama con un solo terribile nome: idolatria.
Non mi piono, queste, osservazioni peregrine o da poco.
Gentile Marco d’Efeso,
sono a darle innanzi tutto il benvenuto in questo nostro piccolo forum, il primo che ha scelto per intervenire in POL.
Certamente la risposta alla domanda che fa da titolo al suo garbato post dovrebbe essere la prima opzione. Culto dal cuore.
Ma è altrettanto vero che il rischio per alcune tipologie di sostenitori del rito antico di perdere un poco di vista l’obiettivo, di guardare solo ai ricami, all’incenso e al latino (che in un’ottica corretta hanno la loro importanza), sicuramente c’è. Talvolta almeno viene da pensarlo.
E’ anche da considerare che questa è l’accusa più semplice che i detrattori del rito antico rivolgono in modo gratuito (e spesso surrettizio) a chi invece lo sostiene, per dribblare un discorso serio di contenuto. L’accusa di “nostalgismo” (mi si passi il termine), di guardare solo al passato, ad un rito e ad una pratica (va da se) non al passo coi tempi. Addirittura l’accusa di pensare ad un rito quasi magico, passando quindi dalla fede alla superstizione. Il passo a volte è breve, ne sono a conoscenza.
D’altra parte mi domando (retoricamente) se nelle messe secondo il Novus Ordo certi rischi non vengano comunque corsi. Certa orizzontalizzazione circolante non mi pare si adatti molto alla immagine della scala da lei proposta.
Quanto si potrebbe dire sulla Liturgia! Quanti sono gli che andrebbero approfonditi in questo che è il più alto momento della vita cristiana!
E se certamente l’idea della Messa antica come fine è condannabile, non sarebbe giusto, ed anzi sarebbe un po’ scorretto, liquidare l’intero discorso in maniera cos’ sbrigativa.
Rinnovo il benvenuto
Un saluto
Theophilus




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