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  1. #11
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    In origine postato da Oli
    A parte questo, credete che sia possibile essere comunisti (seriamente) e contemporaneamente cattolici (seriamente)?
    Teoricamente no, dato che il comunismo, come ho accennato, sostiene una visione materialistica della Storia e della realtà: inoltre la dottrina sociale della Chiesa contenuta nella Rerum Novarum è diversa dai principii socialisti marxisti.
    Tuttavia non sono così rari come si potrebbe pensare data questa premessa i casi in cui esistano persone politicamente comuniste e di religione cattolica: per fare alcuni casi tratti dalla mia vita personale, ti posso citare una mia zia e un mio collega d'Università (nonché mio amico) al tempo stesso comunisti e cattolici (direi catto-comunisti se il termine oggi non avesse un'accezione spregiativa). Nel 1944 inoltre vi era un bollettino, "La Voce Operaia", espressione dei cattolici comunisti durante la Resistenza.
    In Sud America tutta la "Teologia della Liberazione" aveva un'impronta marxista o perlomeno para-marxista.
    L'avveribio "seriamente" poi è a discrezione di ciascuno, quindi non so quanto ciò che io intenda per "seriamente" tu possa intenderlo tale...

  2. #12
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    In origine postato da Oli
    SI, direi di si, sono abbastanza soddisfatto.
    Resta il fatto che nella lista delle persone che sono state indicate ci sono 2 nomi che davvero non riesco a coniugare con l'ideale di giustizia: Stalin e Che Guevara.

    Mi risulta che abbiano parecchi morti sulla coscienza.

    A parte questo, credete che sia possibile essere comunisti (seriamente) e contemporaneamente cattolici (seriamente)?
    Stalin e Che Guevara insieme, davvero aberrante. Che Guevara ha combattuto una guerra di liberazione ed è normale che in guerra si va con i fucili e non con mazzi di fiori ed è giusto che uno uccida per liberare un popolo dall'oppresione.
    Per Marx la religione è l'Oppio dei popoli.
    Per Bertinotti, il rifondatore del comunismo, questa frase non è condivisibile.
    Scegli tu a chi dare più credito.
    L'unico modo per non avere cattivi padroni è non avere padroni

  3. #13
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    In origine postato da Oli
    SI, direi di si, sono abbastanza soddisfatto.
    Resta il fatto che nella lista delle persone che sono state indicate ci sono 2 nomi che davvero non riesco a coniugare con l'ideale di giustizia: Stalin e Che Guevara.

    Mi risulta che abbiano parecchi morti sulla coscienza.
    Tralasciando Stalin, traditore della rivoluzione sovietica e dunque nemico acerrimo di ogni comunista che sia davvero tale, mi risulta che anche Garibaldi abbia parecchi morti sulla coscienza... eppure è "eroe nazionale"!
    (tieni anche conto che Guevara combatteva per la giustizia sociale, contro una dittatura, Garibaldi per questioni puramente patriotiche -che, al tempo, interessavano a ben pochi-)

    A parte questo, credete che sia possibile essere comunisti (seriamente) e contemporaneamente cattolici (seriamente)?
    Ovviamente sì. Io ne sono (pur con molti dubbi) un esempio. Mia madre, pure, mio nonno anche.
    Senza per questo contestare l'effetto stupefacente della religione sui popoli... un conto è la religione in sè, un altro è l'uso che i potenti ne fanno. Uno è libero di credere a ciò che vuole, fintanto che nn impone nulla agli altri e nn sfrutta "Dio" per salvaguardare i suoi interessi e imbuonire le masse incazzate.

    Ovviamente un cattolico comunista non può essere cattolico ortodosso, perchè fra Rerum Novarum e balle varie la Chiesa ne ha dette di stronzate in merito... ma nulla vieta credere in Dio e in Gesù Cristo, e contemporaneamente propugnare la liberazione dell'umanità dallo sfruttamente capitalista!

    Ad ogni modo la storia e l'attualità ne sono piene di esempi!
    (Don Gallo, Frei Betto, Don Milani, ecc...)
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  4. #14
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    In origine postato da soviet999
    ma nulla vieta credere in Dio e in Gesù Cristo, e contemporaneamente propugnare la liberazione dell'umanità dallo sfruttamente capitalista!

    Ad ogni modo la storia e l'attualità ne sono piene di esempi!
    (Don Gallo, Frei Betto, Don Milani, ecc...)
    Fino a che si usano slogan si può dire di tutto ...

    bisognerebbe intendersi su cosa significa per voi lo sfruttamento capitalista , visto che se così fosse l'uomo sarebbe stato sfruttato da qualcuno da quando è nato ...

    sfruttamento di chi su chi ?

    Ci sono molti Nobel per l'economia che spingono per fare in modo che gli stati sottosviluppati possano crescere anche da soli e il tanto seguiti Fondo Monetario pubblica ricerche su questi stati.

  5. #15
    BENESSERE&OZIOXTUTTI
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    Lo sfruttamento capitalista è il lavoro non retribuito che gli operai prestano al datore di lavoro per gonfiargli le tasche.

    oppure, girando il discorso:

    Lo sfruttamento capitalista è il danaro sottratto dall'imprenditore all'operaio per gonfiarsi le tasche.
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  6. #16
    Baltic States in my heart
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    In origine postato da soviet999
    Lo sfruttamento capitalista è il lavoro non retribuito che gli operai prestano al datore di lavoro per gonfiargli le tasche.

    oppure, girando il discorso:

    Lo sfruttamento capitalista è il danaro sottratto dall'imprenditore all'operaio per gonfiarsi le tasche.
    Si ma ...
    il mercato prezza i salari ...



    e tu parli dell'operaio come se fosse un semplice dipendente quando in realtà deve essere anche azionista ... mettiamocelo in testa che siamo indietro anni luce in questo paesello che si chiama Italia ...



    se andate sul forum ULIVO vedrete cosa scrivo , cercate il mio thread intitolato "politica economica corretta per l'Italia"

    ho scritto sul forum ulivo per il semplice fatto che berlusca è un mezzo pagliaccio agli occhi dei mercati internazionali , pur non essendo il sottoscritto di sinistra...

    ciao

  7. #17
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    In origine postato da Yankee
    Si ma ...
    il mercato prezza i salari ...
    Falso. Il mercato del lavoro è l'unico in cui chi compra (il datore) decide il prezzo, e non chi "vende" (il lavoratore)

    Da lì nasce la sottrazione di risorse. Questo è possibile creando povertà e regolando i posti di lavoro in base agli interessi di pochi. Se ci fosse un'interesse collettivo, ci sarebbero i posti di lavoro per soddisfare quel bisogno.

    Insomma, il capitalismo è molto limitante.

  8. #18
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    In origine postato da yurj
    Falso. Il mercato del lavoro è l'unico in cui chi compra (il datore) decide il prezzo, e non chi "vende" (il lavoratore)

    Da lì nasce la sottrazione di risorse. Questo è possibile creando povertà e regolando i posti di lavoro in base agli interessi di pochi. Se ci fosse un'interesse collettivo, ci sarebbero i posti di lavoro per soddisfare quel bisogno.

    Insomma, il capitalismo è molto limitante.

    Ma il datore di lavoro è quello che ci caccia gli schei per l'attività produttiva ... cioè che si assume il rischio di fallimento ...

    per cui è lui che deve decidere , perchè possiede la società ...

    è il principio del diritto commerciale.

    Comunque un dipendente può sempre licenziarsi e cercare un lavoro migliore , per cui anche lui fa mercato.

    cose normali mi sembra , forse sarò io che non ho letto testi filosofici però

  9. #19
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    Possiede la società, e non le persone. Inoltre anche i lavoratori rischiano... anzi, un imprenditore non finisce sotto un ponte, un lavoratore si.

  10. #20
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    Il Che avrà anche combattuto gli opressori, ma ha messo sù una dittatura insieme al suo compagno di merenda.
    Cmq leggendo i primi 2 post su cosa significa essere comunisti ne deduco che non ne esista uno solo nel mondo, partendo da chi fà politica di professione, che mette al primo posto la carriera e investe montagne di soldi in affari nazionali e mondiali, oppure tipo D'alema che stà in un attico dello stato,di 250 mq e paga 300.000 delle vecchie lire(Striscia).

 

 
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