tIn Origine Postato da yota71
AFGHANISTAN, È TEMPO DI CRISI POLITICA
L’Afghanistan non sembra più essere al centro dell’attenzione dei media internazionali . L’impressione generale è che la situazione si stia deteriorando, che il paese stia vivendo una fase di tumulto politico e militare ma le informazioni sono molto scarse. Peace Reporter ha cercato di capirne di più andando a intervistare i protagonisti. Incominciamo con Mohayuddin Mehdy, ex consigliere politico di Ahmad Shah Massoud ed ex ambasciatore afgano in Tajikistan, ora coordinatore della nuova formazione politica chiamata Afghanistan National Movement (Naat-i-Milli Afghanistan). Il tutto alla viglia della Loya Jirga, la tradizionale riunione dei leader tribali locali che il 10 dicembre (55° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo) saranno chiamati a discutere e approvare la nuova Costituzione afgana che farà da quadro legale alle prime elezioni libere nella storia di questo Paese, previste per il giugno del 2004.
Dottor Mehdy, quali sono i suoi commenti sulla crisi politica che l'Afghanistan sta attraversando in questo cruciale momento della sua storia?
Sì, stiamo vivendo una crisi politica e un duro scontro in Afghanistan. Un mese fa, un rapporto dell’Osservatorio sui diritti umani (Human Rights Watch) ha accusato i principali leader dei mujaheddin , Marshall Fahim, Ministro della Difesa, e Younus Qanouni, Ministro dell’Istruzione tra gli altri, di violazione dei diritti umani. Poco tempo dopo, Sima Samar, leader del Comitato Nazionale per i Diritti delle Donne in Afghanistan, se ne uscita con l’accusa infondata che Marshall Fahim aveva distribuito illegalmente la terra ai propri amici e ai membri del suo partito. Ciò è completamente falso. (si veda replica di Human Rights Watch) L’obiettivo di questa campagna era politico e la crisi è ulteriormente peggiorata quando anche il Presidente Karzaj ha limitato l’autorità e il potere del Vice Presidente Fahim.
Qual è la strategia di Karzaj in Afghanistan?
Vuole il potere, un potere illimitato e lo sta usando contro i mujaheddin. Un esempio? Stiamo discutendo la nuova Costituizione, Karzaj non vuole che il Parlamento vi abbia alcun ruolo, vuole semplicemente governare l’Afghanistan, come un monarca. Noi siamo in totale disaccordo con tutto questo!
Dr. Mehdy, cosa intende esattamente con "noi"?
Stiamo organizzando un nuovo partito, per presentarci alle prossime elezioni. Si chiama Afghanistan National Movement (Movimento Nazionale Afgano) e sarà un partito multietnico, in cui tutte le componenti della società afgana verranno rappresentate. Molti leader come lo stesso Marshall Fahim , Younus Qanouni, e il Ministro per i Rifugiati Inaiatullah Nazari sono già attivamente impegnati nelle fasi preparatorie di questo nuovo partito.
Dopo quasi 25 anni, in Afghanistan sono ancora presenti degli stranieri armati. Ritiene possibile che l’Afghanistan raggiunga una vera indipendenza? E attraverso quali passaggi?
La battaglia per il potere è in corso in Afghanistan. Karzaj e i suoi seguaci stanno cercando di espandere il loro potere tramite la negoziazione con i Talebani. Una delegazione di 30 rappresentanti talebani ha recentemente visitato Karzaj qui a Kabul ed egli ha promesso loro due ministeri nel prossimo gabinetto. Si tratta ovviamente di una "nuova generazione" di talebani, rasati, ben vestiti, educati, in modo da essere esternamente "presentabili", ma rimangono dei talbani. La nostra priorità ora è quella di sconfiggere Karzaj e dar vita a un vero governo afgano. Nello stesso tempo, siamo consapevoli del fatto che per il momento la presenza straniera è ancora necessaria in Afghanistan, per prevenire lo scoppio di una guerra civile provocata dalle fazioni più estremiste dei Talebani e di Al Qaeda.
Non crede, invece, che la presenza di truppe straniere in Afghanistan possa essere essa stessa causa di una continua guerriglia nel paese?
Sì, anche questo è vero, ed è una delle ragioni per cui la situazione politica è così tesa e difficile.
Di fatto, se guardiamo la situazione dal punto di vista del normale cittadino afgano che vive a Kabul, la sicurezza non è migliorata rispetto al regime talebano.
Sono d’accordo, la sicurezza a Kabul oggi è peggiore rispetto a tre anni fa. La città è più pericolosa, non solo più inquinata e più cara. Vi spiego il perché. Innanzitutto, non c’è alcuna cooperazione da parte di Karzaj. Invece di collaborare con i mujaheddin per migliorare la sicurezza della capitale, egli cerca di creare degli ostacoli, ponendo i suoi uomini nelle posizioni chiave. Karzaj sta utilizzando il proprio potere contro i mujaheddin negando loro ogni collaborazione presentandoli come nemici dei diritti umani. Vi è però anche una seconda ragione per la scarsa sicurezza a Kabul e in Afghanistan. Ancora una volta, è legata alla politica del Pakistan. Come in precedenza, il Pakistan sta cercando di assumere il controllo dell’Afghanistan. Da un lato, il Governo pakistano è un alleato degli USA nella "guerra al terrorismo", dall’altro, tramite ai loro servizi segreti, l’ISI, stanno aiutando la riorganizzazione dei Talebani, fornendo loro mano d’opera, armi e logistica, cercando così di destabilizzare la situazione.
Prima lei ha affermato che vi sono dei negoziati in corso tra il Governo di Karzaj e Talebani. Questo significa che anche tra i leader talebani vi sono delle posizioni contrastanti?
Le trattative non sono tra il Governo e i Talebani ma tra Karzaj e una parte dei Talebani. In altre parole, Karzaj sta cercando di consolidare la propria leadership tra i gruppi dell’etnia pastun. Egli sa di avere bisogno del loro supporto per le prossime elezioni e cerca di instaurare dei legami politici in questa direzione.
Quindi Karzaj, portato al potere dagli Stati Uniti, sta ora trattando con i rappresentanti di quel regime che gli americani volevano abbattere?
Esatto, Karzaj e molti altri della sua squadra sono ancora al servizio delle società petrolifere americane. Nello stesso tempo, egli ha anche una "agenda pastun", i suoi obblighi, derivanti dal fatto di essere un afgano, uniti alla necessità di creare un proprio partito lo portano a cercare di guadagnarsi un forte appoggio dalle potenti e influenti famiglie pastun.
La situazione sembra molto complessa. Intravede una via d’uscita?
Come ho detto in precedenza, credo che abbiamo bisogno dell’aiuto straniero. Di fatto, noi viviamo e lottiamo fra di noi, senza la possibilità di dar voce a bisogni, problemi e opinioni. Per l’Afghanistan, sarebbe veramente utile restare a stretto contatto con il resto del mondo. Abbiamo bisogno di trovare interlocutori che vogliano aiutarci nel processo democratico, a partire dall’Unione Europea.
a cura di Enrico Piovesana
Complimenti per un altro post che oltre a retorica, non dice un cazzo. Ma si sa..tu da umile sinitro/comunista "vuoi solo rendere conto alla gente della situazione". Si, certo. Con articoli che sono tutto fumo, ma di sostanza non c'hanno un emerito cazzo.
Per esempio, l'intervistato non dice un'emerita SEGA sui cambiamenti che il suo partito farebbe. Ma ti sveglierai una buona volte e ti renderai conto delle cazzate superficiali che posti?|
Un commento TUO, oltre le 2 patetiche righe, arrivera' mai?![]()




at-i-Milli Afghanistan). Il tutto alla viglia della Loya Jirga, la tradizionale riunione dei leader tribali locali che il 10 dicembre (55° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo) saranno chiamati a discutere e approvare la nuova Costituzione afgana che farà da quadro legale alle prime elezioni libere nella storia di questo Paese, previste per il giugno del 2004.
Rispondi Citando
