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Discussione: D'Antoni: bye,bye CdL

  1. #31
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    Ho come l'impressione che ci sia un fuggi fuggi generale per tornare al passato, quello del pentapartito e vedere di isolare gli estremismi di destra e sinistra, chi ne fa le spese è la CDL che in questa maniera si sfascia completamente, dovessero poi cedere anche Fini o Casini all'indomani della prossima tornata elettorale non so come va a finire.

  2. #32
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    In origine postato da AngelodiCentro

    Ne riparliamo quando D'Antoni si pentirà amaramente della sua scelta stupida.
    Veramente D'Antoni ieri diceva di esserci pentito della sua scelta precedente...

  3. #33
    "SI PUO' FARE"
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    AdC, sulla Margherita era una battuta ............ ma mica tanto.

    Per le 100.000 preferenze di Latteri leggiti l'articolo di ieri sul Foglio sullo sfaldamento di Farza Italia.


    Voi poi ci pensate da soli. c' è rimasto qualcuno dei Vs. alla regione Sicilia che non sia indagato?
    Credo che tra Presidente, assessori e consiglieri .................... ci sia rimasto ben poco.

    Intanto ti preannuncio le prime uscite dall' UDC: il vicepresidente alla provincia di agrigento e un assessore comunale del Comune di agrigento.



    UDC: D'Antoni, dalla CISL molti sì a passaggio a Ulivo.

    (ANSA) Roma, 28 Aprile -

    Non avevano commentato la scelta del centrodestra, ma ora che D' Antoni ha scelto di passare all' Ulivo escono allo scoperto: sono i sindacalisti della CISL, che salutano positivamente la decisione del loro ex segretario generale.

    " Per noi è stata una liberazione - dice il segretario della CISL Liguria, Vittorio Panizza-.

    Abbiamo ricevuto decine di telefonate da militanti della CISL che dichiaravano la loro contentezza per questa scelta. La Liguria ha avuto dal Cnel la bandiera nera per la concertazione e quindi ci ritroviamo in questa scelta di D' Antoni. La decisione di D' Antoni avrà sicuramente ripercussioni alle prossime elezioni -spiega - a cominciare dalle comunali di Sanremo".


    Più sfumato il commento di Sante Marzotto. " Avrà avuto le sue buone ragioni - dice il segretario della Cisl del Friuli -. Lui aveva fatto, all' inizio, una scelta come terza forza che non aveva avuto successo. Poi si era schierato con il Polo. Adesso c'è un ripensamento. Questo è un fatto positivo".

    Per il segretario regionale della CISL Campania, Pietro cerrito, la passione politica di D' Antoni " è un patrimonio e un punto di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore il Mezzogiorno, un tema sul quale D' Antoni si è sempre impegnato, prima da sindacalista e poi da politico".

    Netto il giudizio dell' ex segretario delle Marche, per il quale " la scelta di D' Antoni di lasciare il Polo è un passaggio positivo, perchè si è reso conto della situazione disastrosa in cui versa il Paese sul piano economico". "D' Antoni, ne sono sicuro, sarà una risorsa per il centro sinistra, alla luce della sua esperienza in CISL".


    Una scelta "difficile ma consapevole", sostiene il segretario della Cisl Siciliana, Paolo Mezzio, e legata " a tanti fattori". "Ma soprattutto - spiega - alla rimozione del problema del mezzogiorno da parte del Governo. D' Antoni rappresenta una risorsa per la politica italiana. Non poteva assistere a questa deriva a destra del Governo, che rifiuta la concertazione. Sono sicuro che D' Antoni sarà sempre vicino alle ragioni del sindacato, che è stata e rimane la sua casa".

    " Niente rottura per scelte elettoralistiche". decreta, infine, il segretario regionale della Cisl Sarda, Mario Medde, ma per gli impegni non mantenuti dal Governo e dall' UDC sul piano della concertazione e dello sviluppo. Dunque è un fatto importante per la Cisl - sostiene - perchè D' Antoni rompe con il Governo in sintonia e per gli stessi motivi per cui la Cisl sta oggi conducendo la sua battaglia in piena autonomia contro scelte sbagliate di questo Governo".


    -------------------------------------------


    Il Foglio, 28.4.04

    Il cappotto si strappa, in Sicilia è iniziata la fuga da Forza Italia
    Prime defezioni dopo il 61 a 0 delle politiche. Bianco gran cerimoniere porta a sinistra rettori e sindaci

    --------------------------------------------------------------------------------
    I centomila voti di Latteri - Catania. “U primu dei sessantuno a zero, ci scappò”. Scappò pure Sergio D’Antoni, deputato regionale di Democrazia europea confluita nell’Udc. E’ stato chiamato da Francesco Rutelli in persona nella rinata Margherita di Sicilia ma il fatto in sé non è considerato grave perché nella sostanza, il D’Antoni, ex sindacalista ridotto per il conquibus di consensi e per il contesto a rovistare nel marginale, abbandonato pure dai suoi, va col cappello in mano a fare la campagna elettorale a Luigi Cocilovo, capolista dell’Ulivo che è anche il suo ex numero due, dunque storia tristissima e pietosa è quella di D’Antoni. E il vero primo dei sessantuno a zero – orgoglio di pistagna del cappotto – è Filadelfio detto Adelfio Basile, senatore di Forza Italia eletto a Caltagirone, già protagonista alla Convenzione europea, economista, esponente di primo piano del Movimento federalista, figlio del grande Attilio Basile, il fondatore della scuola di chirurgia. Durissimo colpo per l’azzurra libertà quello del senatore Basile: è un pezzo pregiato della Sicilia dei professionisti, degli ottimi, della gente per bene che aveva dato credito alla Casa delle libertà, quello che se ne va. E insomma, lui è il primo dei sessantuno a zero del famoso cappotto elettorale di cui si fece giustamente vanto a suo tempo Gianfranco Miccichè, e scappa per seguire il suo capo cordata, fa armi e bagagli con Ferdinando Latteri, il magnifico rettore dell’Università di Catania, “un non avventuriero” che sabato scorso – con studiata e cinica conferenza stampa – ha comunicato all’universo mondo del laboratorio politico siciliano di avere accettato la proposta allettante dell’Ulivo. Meglio: ha accettato la proposta di Enzo Bianco, ha smesso di portare acqua allo stagno dei capi locali di Forza Italia ed è già pronto per la Margherita, candidato per le europee dove dovrebbe mettere a frutto il suo personale bagaglio di centomila voti. Questo è Latteri, una macchina elettorale potentissima, stoppata a suo tempo da Enzo Trantino, ma in piena età felice del berlusconismo quando il rettore era ancora un democristiano del vecchio ceto, oggi ritornato a essere macchina mangia consensi, se è vero che oltre se stesso, al soglio di Enzo Bianco (prossimo a ritornare sindaco) ha portato anche altri due parlamentari dell’Ars, Franco Catania (ex Forza Italia), l’assessore Vincenzo Lo Presti (ex Forza Italia), più altri ammennicoli in forma di consiglieri provinciali, comunali, consulenti e perfino presidi di facoltà, tutti ex Forza Italia: Pippo Vecchio, preside di Scienze politiche e Agostino Serra, preside di Medicina. Per non parlare dei sindaci: prossimi a seguire Latteri – intanto si dichiarano “moderati di centro” – sono Vera Cavallaro, sindaco di Viagrande (il paese dello scrittore Ercole Patti), Gaetano Bonfiglio, sindaco di Gravina, già presidente dell’Ordine dei medici, Salvo Giuffrida sindaco di Tremestieri Etneo e Salvo Allegra, primo cittadino di Raddusa. Tutti moderati di centro, ma con ironia opportuna. Miccichè, “proconsole della decadenza” Forza Italia in fondo è una vera forza a Catania. In consiglio comunale, dove è primo partito, con sindaco famoso assai, cioè Umberto Scapagnini, il partito dell’azzurra libertà è riuscito a ridurre il suo gruppo consiliare da quindici a otto. Ciò che di solito è pacifico – quando appunto un partito alla maggioranza non fa che attrarre altri pellegrini nell’esercizio della propria amministrazione – a Catania si risolve al contrario: ancora oggi se ne stanno scappando tutti. E pensare che Latteri era il naturale candidato, l’atteso sostituto di Scapagnini al Comune di Catania. Su questo compassato uomo di potere avevano puntato i suoi più febbrili sostenitori, Raffaele Lombardo innanzitutto, presidente della Provincia di Catania, ma anche la pattuglia di parlamentari di Alleanza nazionale capeggiati da Fabio Fatuzzo e anche lo stesso Silvio Berlusconi che, comunque, un no non lo dice a nessuno, piuttosto si nega, come ha fatto per tre lunghe settimane di fila quando, insofferente, Latteri ha chiesto un colloquio di chiarimento nel frattempo che Bianco lo stava già portando a concludere con Francesco Rutelli, Romano Prodi e Piero Fassino (con il solo no di Franco Marini). Era da tempo che Latteri mostrava segni di insofferenza, ma era successo che Gianfranco Miccichè – “Proconsole della decadenza”, ci dice Bianco – liquidò la questione con una didascalia crudele però falsa: “Non conta un cazzo Latteri”. E invece Latteri è puro ventre molle della società naturaliter dc, è ontologicamente moderato, è il padrone delle ferriere elettorali, è quello che sposta le truppe cammellate con cui magari poi si fanno i cappotti elettorali, e sempre truppe sono anche se – come dice Lombardo – “faccio fatica a immaginare un’accoppiata Fava-Latteri alle europee”, il forcaiolo e il moderato. Era da tempo che Latteri mostrava segni di disagio perché dopo aver messo in sonno la sua macchina di potere voleva mettere all’incasso il proprio patrimonio scegliendo delle due l’una: o la poltrona al Palazzo degli Elefanti dopo Scapagnini o Strasburgo. Era da tempo che veniva in chiaro l’impraticabilità della prima ipotesi per sfacciata ubriacatura di Scapagnini: chissà perché, nonostante i più temibili presagi, è convinto di doppiare e ritornare a fare il sindaco a Catania. Impossibile infine la seconda ipotesi, il candidato di Forza Italia è Pippo Castiglione, assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana ma soprattutto, genero di Pino Firrarello, l’altra faccia dell’azzurra libertà che ha così ridimensionato il partito a dimensione familiare. Tutto ciò ha una definizione nel taccuino politico di Sicilia: il partito del pistacchio. Forza Italia è diventata Forza Bronte e il pistacchio appunto, è il frutto tipico di questa cittadina, e Bronte è luogo mitico per la memoria siciliana e non tanto per la repressione o liberazione garibaldina ma perché vi ha sede il collegio del liceo Capizzi dove si abbeverò Marcello Dell’Utri che pure nulla ha potuto per salvare dagli agguati di Firrarello il suo amico Franco Catania, brontese escluso dal pistacchio, deputato all’Ars di FI trasmigrato appunto verso l’Ulivo, con Latteri. L’atmosfera è rovente in Sicilia: “Scapagnini, Miccichè e ’ddu minchia di Berlusconi, minchia totale, non hanno capito l’operazione d’immagine che Bianco è riuscito a fare: ha fatto passare un chiaro messaggio e ciò che il primo dei sessantuno a zero se n’è andato, ma dietro di lui se ne andranno gli altri, la Margherita insomma, sta diventando il polo d’attrazione di tutti i delusi da Berlusconi”. Questo ci spiega una voce di dentro del quale, per carità di patria, non vogliamo dare nome e cognome, e lamentando come Forza Italia non abbia meccanismi di selezione della classe dirigente, ci congeda con la profezia solita: “Quello che succede a Catania è l’anticipazione di quello che accadrà dappertutto. La gente va dove c’è folla, il Latteri di turno si gioca la carta simbolica dell’istanza positiva, del progetto lungimirante e a noi resteranno i Firrarello, il partito del pistacchio o, peggio, lo champagne di Scapagnini, Sciampagninu: sbindatu, sgasato”. Nessuno ha provato a trattenere Latteri, fatta eccezione per Lombardo, perché questa è una brutta storia che riguarda i centristi, nessuno a Roma ha voluto mettere testa sulla questione – perdendo la Sicilia si perde tutto – e c’è caccia all’uomo ormai, un altro senatore del cappotto, Sebastiano Sanzarello detto Iano, per non sapere né leggere né scrivere s’è tolto da FI e s’è messo sotto scopa aderendo all’Udc. Gli equilibri di maggioranza non vengono eccessivamente turbati, ma c’è vera caccia all’uomo se a margine del vertice del partito di Marco Follini svoltosi ieri a Roma, Raffaele Lombardo s’è fatto scappare di dire: “Adesso mi ci metto io a fare la raccolta delle Margherite”, e Totò Cuffaro, presidente della Regione Siciliana, a nome dell’Udc, e nel nome dell’amicizia, ha detto chiaro chiaro (e sincero sincero) a Mirello Crisafulli, altra potente macchina elettorale, ma dei Ds, “vieni, candidati con noi”. Si fa fatica a immaginare un’accoppiata Latteri-Fava ma così sarà, viene più facile immaginare un’accoppiata Crisafulli-Cuffaro perché infine l’esponente dalemiano, uscito indenne dall’accusa di concorso mafioso, tirato per i capelli dalla procura di Messina per una storia di smaltimento di rifiuti, per favoreggiamento, ha un elettorato pesante disposto a seguirlo fuori da ogni confine, ma così non sarà. Col suo elettorato, Crisafulli, potrà solo cucinare la più squisita delle vendette anche perché ha dovuto subire l’ostracismo e il processo per via indiretta da Claudio Fava, l’uscente di Strasburgo, ma per mano diretta ha avuto il colpo di grazia da un altro mascariato a sinistra, da Gianni Parisi, già archiviato per un processo di mafia ma bollato nella motivazione come “protettore politico di Stefano Potestio” (imprenditore sotto processo, ndr) e ora costretto a recitare il copione dell’accusa, come nella migliore tradizione di famiglia, per meglio attraversare il personale lavacro. E’ tutta una gara a fare cappotti in Sicilia, specie in questi ultimi freddi. E intanto ’u primu scappò.
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  4. #34
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    Dai, non fare così, adesso.

    Vedrai che un bel giorno il sole tornerà a risplendere anche per voi pollisti.

    Dai, coraggio, lo sai che la vita è fatta a scale: Silvio scende Prodi sale.

    Adesso fammi un bel sorriso, da bravo.

  5. #35
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    In origine postato da brunik
    Dai, non fare così, adesso.

    Vedrai che un bel giorno il sole tornerà a risplendere anche per voi pollisti.

    Dai, coraggio, lo sai che la vita è fatta a scale: Silvio scende Prodi sale.

    Adesso fammi un bel sorriso, da bravo.
    Se c'è il big bang politico poi tu rimani a sinistra o valuterai la nuova situazione?

  6. #36
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    In origine postato da Manuel
    Se c'è il big bang politico poi tu rimani a sinistra o valuterai la nuova situazione?
    Cosa intendi per "big bang politico"? Che la destra molla Berlusconi e Bossi?

    Mi pare difficile che ci sia sto big bang, non mi sembrano molto lesti di comprendonio i pollisti.

  7. #37
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    Dai, Angelino, capisco la delusione, ma non trattarmelo così adesso, il Sergio.

    Prova tu a capire le sue ragioni, per una volta nella vita non fare l'integralista.

    Ti rimane pur sempre il Cuffaro, no? E cosa vuoi di più nella vita, un Lucano?

    E allora vada per il lucano, ti diamo il Mastella in cambio del D'Antoni, così la smetti di frignare.

  8. #38
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    Arrow Ennesimo intervento di Goyassel La Zucca

    Domanda per quegli ulivisti che stanno giubilando per l'ingresso di D'Antoni nell'Ulivo:

    Se domani, o anche stasera stessa, quel fine statista del Dott. (sic!) Salvatore Cuffàro, governatore della Regione Sicilia, dichiarasse chiusa la sua esperienza nella Cdl e si proclamasse pronto a sostenere l'alleanza di Centrosinistra, voi, gentili ulivisti-che-giubilate-per-il-"ritorno"-del-D'Antoni, sareste ugualmente contenti? DiteMi: sareste pronti a fare i ponti d'oro anche per lui, ennesimo figliol prodigo del trapezismo politico italico?

    Grato per eventuali risposte, saluto cordialmente,

    G.L.-

  9. #39
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    Predefinito Re: Ennesimo intervento di Goyassel La Zucca

    In origine postato da Goyassel La Zucca
    Domanda per quegli ulivisti che stanno giubilando per l'ingresso di D'Antoni nell'Ulivo:

    Se domani, o anche stasera stessa, quel fine statista del Dott. (sic!) Salvatore Cuffàro, governatore della Regione Sicilia, dichiarasse chiusa la sua esperienza nella Cdl e si proclamasse pronto a sostenere l'alleanza di Centrosinistra, voi, gentili ulivisti-che-giubilate-per-il-"ritorno"-del-D'Antoni, sareste ugualmente contenti? DiteMi: sareste pronti a fare i ponti d'oro anche per lui, ennesimo figliol prodigo del trapezismo politico italico?

    Grato per eventuali risposte, saluto cordialmente,

    G.L.-
    Confesso innanzitutto che devo ancora capire quali spirito animi le parole di La Zucca, se quello del Possidente siciliano o del suo creatore - e non escludo che entrambi possano concorrere alla causa -.
    Ciò detto, non giubilo per l’ingresso di Sergio D’Antoni nel centrosinistra. Ne prendo atto e arrivo a concludere che ci saranno effetti elettorali positivi per la lista unitaria, specie in Sicilia e nel Sud Italia. Se a tornare nell’Ulivo (era stato anche dell’UDEUR) sarà Cuffaro non gli farò certo ponti d’oro, innanzitutto perché le sue doti trapeziste sono sinceramente altra cosa rispetto a quelle di D’Antoni e da ultimo perché su di lui aleggia più di un sospetto in materia di mafia.

    Lieto di poterle rispondere, mi congedo con umiltà.
    Il sig. Lollo

  10. #40
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    Predefinito Re: Ennesimo intervento di Goyassel La Zucca

    In origine postato da Goyassel La Zucca
    Domanda per quegli ulivisti che stanno giubilando per l'ingresso di D'Antoni nell'Ulivo:

    Se domani, o anche stasera stessa, quel fine statista del Dott. (sic!) Salvatore Cuffàro, governatore della Regione Sicilia, dichiarasse chiusa la sua esperienza nella Cdl e si proclamasse pronto a sostenere l'alleanza di Centrosinistra, voi, gentili ulivisti-che-giubilate-per-il-"ritorno"-del-D'Antoni, sareste ugualmente contenti? DiteMi: sareste pronti a fare i ponti d'oro anche per lui, ennesimo figliol prodigo del trapezismo politico italico?

    Grato per eventuali risposte, saluto cordialmente,

    G.L.-
    Beh, tra D'Antoni e Cuffaro c'è una notevole differenza, credo.

    D'Antoni è un ex sindacalista, mai sfiorato dal sospetto di tangenti o collusioni mafiose, che, presentatosi da solo e raccogliendo voti che è presumibile pensare si sarebbero riversati in maggior misura nel centrosinistra, aveva poi tradito i suoi elettori andando nella CDL.

    Uscendo dalla CDL alla vigilia delle elezioni europee rinuncia ad un posto sicuro come parlamentare europeo (era secondo nella lista dei candidati UDC) per una ipotetica poltrona futura nell'Ulivo. Se fosse stato così assetato di poltrone prima si sarebbe fatto eleggere, e poi sarebbe passato con Prodi.

    Cuffaro è un caso a parte, maggiormente paragonabile a Cirino Pomicino. Tutti conosciamo i suoi metodi clientelari e i sospetti che aleggiano sul suo conto. Si è candidato alle europee solo per avere l'immunità parlamentare.

    Sicuramente nella Lista Prodi non sarebbe mai entrato e non penso proprio che nessuno abbia mai pensato di chiederglelo.

    Piuttosto c'è da scommettere che tenterà un qualche accordo col Mastella, come ha fatto Don Cirino.

    Per quanto riguarda il "giubilo", comunque, non riguarda tanto la figura di D'Antoni in sè quanto la presa d'atto dello sgretolamento della ex roccaforte pollista in Sicilia, e quindi un altro passo avanti verso la vittoria finale sul berlusconismo e la salvezza della patria.

 

 
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