Crisi mondiale liquidità
di Fulvio Giulio Visigalli
Sulle cause di questo tracollo finanziario mondiale molte parole sono state spese e fiumi di inchiostro si sono riversati sulle pagine dei quotidiani. Cercare la spiegazione ultima e definitiva di questo momentaneo panico internazionale non è facile. Molti autorevoli commentatori si sono allineati contro l’ex presidente della Fed Alan Greenspan. Il motivo?
Semplice: il Maestro, per ridurre l’impatto della crisi economica degli anni 2000-2001 aveva dato il via ad una straordinaria fase di politica monetaria espansiva con la conseguenza diretta di un aumento spaventoso della liquidità nel sistema economico. Denaro facile e a buon mercato. Una vera manna per tutti gli operatori. Sicuri anche di poter contare sugli interventi della Fed nel momento in cui la situazione dovesse diventare rischiosa tutti gli operatori hanno cominciato a diversificare gli investimenti cercando rendimenti più alti (ricordiamo che è stata propria l’immensa liquidità immessa ad abbassare tutti i rendimenti degli investimenti in essere). Il tempo scorreva intanto. L’ingegneria finanziaria nel frattempo partoriva nuovi strumenti finanziari in grado di alzare “artificialmente” i rendimenti. Tra i più noti agli addetti del settore erano le cartolarizzazioni dei mutui bancari. Non entrando nei particolari di questi strumenti basterà dirvi che si tratta di carta straccia. La logica sottostante è semplice: un lavoratore privo di sufficienti garanzie economiche decide di comprarsi una casa al di sopra delle proprie capacità di reddito. La banca chiude un occhio e gli concede il prestito. La banca a sua volta trasforma il suo credito in una sorta di obbligazione da lanciare sul mercato. Gli investitori si incuriosiscono di tale nuovo strumento e lo comprano perché la banca concede un tasso di rendimento maggiore di altri investimenti sicuri (tipo i titoli di stato). La banca è sicura che il flusso di pagamento delle rate del mutuo potrà coprire la sua uscita per le cedole (e il rimborso) che dovrà versare all’acquirente dell’obbligazione. Finché il lavoratore paga tutto fila liscio. Ultimamente però il nostro lavoratore non è più riuscito a pagare e tutto il sistema è saltato. Colpa solo del nostro lavoratore americano che si è visto infranto il proprio sogno americano (ovvero la casa con giardino e un buon lavoro nella vicina città)? Non proprio. Le colpe sono del sistema finanziario che è andato oltre alle sue funzioni. La ricerca infinita di profitti ad ogni costo è arrivata alla fine della propria folle corse? Siamo di fronte, grazie agli interventi concertati della Banche Centrali mondiali, ad un nuovo ordine mondiale? Non credo. Le conseguenze saranno disastrose. Non è una crisi confinata ad uno stato preciso (come nel caso delle crisi valutarie). Questa crisi è una crisi di sistema: dura, feroce e violenta. La voce autorevole del Fondo Monetario è assente. La Banca Mondiale si nasconde e non si espone. La nostra Banca Centrale Europea tentenna e per ora lascia intendere che non alzerà i tassi a Settembre. Il motivo è logico: ci penserà infatti il prossimo rallentamento mondiale a raffreddare la spinta inflazionistica europea (che poi, in tutta confidenza, non è poi così grave). Sospensione di una assurda politica monetaria restrittiva? Si. Ed è meglio così. Altrimenti saremmo stati costretti a vedere uno scontro inedito tra politica e autorità monetaria: i premi segnali lanciati da Sarkozy in merito alla gestione della politica monetaria europea non ci tranquillizzano. Quando la politica bussa alla porta dell’indipendenza delle Banche Centrali non è mai buona novella. Aspettiamo con calma il botto dei mercati finanziari. Ma ricordiamo tutti quanti che, secondo gli analisti finanziari, gli anni che finiscono con un sette (dal lontano 1927 passando per il 1987 per arrivare al 2007) non sono mai stati tranquilli…ancora tre mesi e poi la cabala finanziaria ci rassicurerà un poco.
Fulvio Giulio Visigalli - Responsabile economico F.G.R.
tratto dal sito nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana
http://www.fgr-italia.it/index.php?o...d=204&Itemid=1




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