Il mistero della morte a Praga di Tycho Brahe (1546-1601), il figlio del governatore del castello di Helsingborg in Danimarca diventato famoso come astronomo e alchimista, potrebbe essere presto chiarito se troveranno conferma le ricerche condotte da una coppia tedesco-americana, Anne-Lee e Joshua Gilder. I due sono convinti che Brahe sia stato ucciso con due dosi successive di un composto a base di mercurio, sulla base di analisi di alcuni peli dei baffi - prelevati dai resti del corpo nel 1901 - compiute nel 1996 all'università di Lund, in Svezia. I coniugi Gilder, in un libro dal titolo Intrigo celeste, uscito in Usa il 18 maggio scorso, ritengono di avere addirittura scoperto l'assassino e il movente del delitto, avvenuto nella Praga dell'eccentrico re Rodolfo II.
L'avvelenatore sarebbe stato Johannes Kepler (), l’astronomo e filosofo tedesco più noto in Italia come Keplero, che per primo riconobbe la natura ellittica delle orbite dei pianeti e formulò le tre leggi sul moto planetario, tuttora note come le leggi di Keplero. E per arrivare a questo risultato egli si sarebbe servito della enorme collezione di dati raccolti in alcuni decenni di attività proprio da Tycho Brahe.
La morte di Brahe fu attribuita ufficialmente alla rottura della vescica, durante un pranzo ufficiale quando, secondo l'etichetta della Corte imperiale, era vietato alzarsi da tavola prima dell'Imperatore. Brahe morì in realtà il 24 febbraio 1601 di uremia. Secondo i due autori di Intrigo celeste, sarebbe stato invece Keplero a dargli di nascosto in due occasioni una dose di cloruro di mercurio, presa dal laboratorio dello stesso Brahe, dedito anche a pratiche alchimistiche. Il movente? Quello di mettere le mani sui dati che avrebbero permesso a Keplero di disegnare la meccanica celeste, insieme ad Isaac Newton, ai quali per la prima volta aveva avuto accesso quando era diventato assistente di Brahe a Praga nel 1600.
Brahe, a parte la mancanza del naso perso in un duello quando era giovane e da allora sostituito con una protesi di metallo (sembra di rame), fino alla sua morte aveva avuto una salute di ferro. L'improvvisa malattia ed i sintomi indicati dai suoi contemporanei, secondo gli autori della ricerca sembrano confermare l'avvelenamento da cloruro di mercurio. L'ipotesi dell'uremia provocata da una elevatissima percentuale di mercurio era stata avallata anche dalla prima ricerca sui peli dei baffi di Tycho, condotta attraverso uno spettrometro di assorbimento atomico all'istituto di medicina legale dell'università di Copenaghen, in Danimarca. I risultati erano stati presentati ad un convegno di tossicologia a Lipsia nel 1993.
Una traccia ulteriore, una confessione quasi, i coniugi Gilder ritengono di averla trovata nella stessa corrispondenza di Keplero, il quale nel 1605 avrebbe scritto: "Non metto in discussione il fatto che dopo la morte di Tycho, mentre i suoi parenti erano assenti o ignoravano il vero contenuto, mi sono appropriato contro la volontà degli eredi dei dati di osservazione ancora rimasti...". Ed in un altro passaggio, tratto dalla descrizione che egli fa di se stesso, Keplero afferma di avere "un carattere da cane" ed una "vera passione per ingannare ed imbrogliare".
"Una tesi altamente astrusa" è il parere di Helmut Groessing, autorevole storico dell'università di Vienna che ha condotto varie ricerche su Keplero. Groessing però ammette di non avere ancora letto Intrigo celeste.
Fonte: www.swissinfo.org
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), l’astronomo e filosofo tedesco più noto in Italia come Keplero, che per primo riconobbe la natura ellittica delle orbite dei pianeti e formulò le tre leggi sul moto planetario, tuttora note come le leggi di Keplero. E per arrivare a questo risultato egli si sarebbe servito della enorme collezione di dati raccolti in alcuni decenni di attività proprio da Tycho Brahe.
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