



chi si iscrive a un forum deve rispettare certe regole, ridicolizzare e criminalizzare altri forumumisti non è ammesso, e lascia stare il 1945
te l'ho già detto sarai irrequeto me per me sei il solito comunistello dozzinale che ama la società decadente e declinante
l'alce è uno dei miei animali preferiti, in Francese alce si chiama élan, che significa anche "slancio", slancio verso l'avanti, verso il progresso
tu lo rappresenti molto ma molto male, vuoi la rigidità comunista, vuoi la regressione e odi chi non è come te
una pessima persona, pero' non ti demonizzo


scommettiamo che questa discussione finisce su Febbre a 40?


Ok, penso che a questo punto gran parte del mondo lo ritenga effettivamente pazzo. Ma la vera domanda è: chi lo ha sostenuto e chi lo continua a sostenere cosa è?
Uno sprovveduto che si è fatto fregare da un pazzo, un credulone che crede a qualunque cazzata o che altro?
Con tutto il rispetto per i forumisti citati da Brunik, che al limite possono rendersi ridicoli su un forum che non legge nessuno, nella categoria di chi ha sostenuto e ha creduto a Trump, ci rientrano anche la signora Giorgia e il signor Matteo, che invece si rendono ridicoli occupando le massime istituzioni italiane... Non sarebbe giusto iniziarci a fare qualche domanda sulla loro capacità di analisi politica? Non sarebbe giusto farci qualche domanda sui nostri leader che volevano dare il Nobel per la pace a questo squilibrato?


nazisti agitatissimi![]()
quando @FrancoAntonio prevede il futuro dobbiamo solo alzarci in piedi per una standing ovescion
![]()




evidentemente avevi una idea sbagliata, guarda caso io invece non ho mai cambiato idea, non è che nel 2016 bisognasse essere Einstein per capire che Trump era un coglione
Comunque ti consiglio di leggere il saggio, spiega dal punto di vista psichiatrico perchè i nazisti tifino i coglioni come trump putin ed orban
Se c'è una cosa positiva del tuo ex idolo è che ha aperto gli occhi anche ai destri, notoriamente possessori di QI piu' basso e quindi piu' lenti di comprendonio
FRANCOANTONIO parte con una breve diffidenza verso Trump, poi diventa nettamente trumpiano in chiave populista e anti-Clinton, quindi sempre più trumpiano in chiave geopolitica anti-NATO/anti-guerra ucraina, e solo nel 2026 mostra una prima vera crepa sul piano dell’immagine e della gestione.
Quindi la traiettoria non è lineare dall’inizio. È più così:
- 2015: sospetto e prudenza
- 2016-2025: lunga fase pro-Trump molto marcata
- 2026: sostegno ancora presente, ma con prime ammissioni di danno politico
La formula corta è:
FRANCOANTONIO passa da uno scetticismo iniziale a un trumpismo forte e molto persistente, con un leggero raffreddamento solo finale.
1. 2015: all’inizio Trump non lo convince del tutto
Questa è la parte che lo distingue da alcuni trumpiani puri.
Nel 2015 FRANCOANTONIO scrive cose del tipo:
- Trump ha ragione su vari punti
- però non lo vorrebbe a capo dello Stato più potente del mondo
- gli sembra uno che potrebbe scatenare una guerra con troppa facilità
C’è anche un’altra sfumatura interessante:
- lo vede come pragmatico e realistico in politica estera
- ma insieme come uno senza troppi scrupoli
Quindi il Trump del 2015 non è ancora un idolo.
È una figura che incuriosisce e in parte convince, ma che appare anche pericolosa e imprevedibile.
2. 2016: la vera svolta, da curioso a sostenitore
Qui cambia tutto.
Nel 2016 FRANCOANTONIO diventa chiaramente pro-Trump. I nuclei più forti sono:
a) Trump come carta del populismo
Scrive esplicitamente che il mondo deve “giocare la carta del populismo” e che Trump può essere il segnale d’inizio.
b) Trump come anti-Clinton e anti-guerrafondaio
La Clinton viene descritta come:
- guerrafondaia
- pronta a un altro casino in Medio Oriente o con Putin
- pericolosa per l’Europa
Trump invece come:
- meno guerrafondaio
- disposto a parlare con Putin e Kim
- correttivo dell’errore di essersi messi contro la Russia
c) Trump come parte di un’ondata più ampia
Viene associato a:
- Le Pen
- Salvini
- populisti europei
- inversione di tendenza generale contro l’establishment
Questa è la vera nascita del suo trumpismo.
Nel 2016 FRANCOANTONIO non è più prudente: sta con Trump.
3. 2017-2021: trumpismo di difesa contro media, magistratura e apparati
Dopo l’elezione il sostegno non si raffredda, si struttura.
I temi ricorrenti sono:
Russiagate come montatura
FRANCOANTONIO insiste molto sul fatto che:
- le accuse contro Trump non si concretizzano
- i giornali amici dei democratici tirano fuori continuamente nuovi appigli
- gli apparati non accettano davvero il presidente eletto
Media e giudici contro Trump
Difende Trump contro:
- magistratura
- campagne di delegittimazione
- accuse di follia
- liberal e progressisti che vogliono farlo fuori per vie indirette
Trump come uomo che difende industria e confini
Resta allineato anche su:
- dazi
- industria americana
- immigrazione
- travel ban e controlli severi
In questa fase quindi il suo rapporto con Trump non è solo elettorale.
Diventa identitario di campo:
Trump è il leader eletto che il sistema cerca di bloccare.
4. 2020-2023: il tema centrale diventa “con Trump le guerre non partono”
Qui il suo trumpismo si sposta sempre più dalla guerra culturale alla geopolitica.
I cardini sono questi:
a) Trump non è guerrafondaio
Più volte sostiene che:
- con Trump non ci sarebbero state certe escalation
- con Trump non sarebbe partita la guerra in Ucraina
- Trump ha incontrato Kim
- è stato meno guerrafondaio degli altri presidenti
b) Biden è il vero problema
Biden viene trattato come:
- stupido
- escalationista
- causa del caos con la Russia
- espressione del campo progressista che ha riacceso i conflitti
c) Speranza nel ritorno di Trump
Nel 2022-2023 FRANCOANTONIO scrive chiaramente:
- “ci voleva un Trump alla Casa Bianca”
- spera che torni lui o comunque uno che ribalti la politica estera di Biden
- Trump è “100 volte meglio di Biden”
Questa è la fase in cui il suo trumpismo si fa più geopolitico.
5. 2024-2025: fase di massimo allineamento
Qui arriva il punto più alto.
Nel 2024-2025 Trump è per FRANCOANTONIO:
- quello che può chiudere la guerra in Ucraina
- quello che può tagliare fondi a NATO e Kiev
- quello che può mettere fine all’Europa “leccapiedi”
- quello che può fermare i mondialisti
- quello che umilia il progressismo
I temi più forti sono quattro.
a) Ucraina
Ripete in molti modi che:
- l’Ucraina ha perso
- Trump chiuderà i rubinetti
- con Trump la guerra finisce
- Zelensky dovrà adattarsi alla realtà
b) NATO
Qui è molto netto:
- spera che Trump tagli i fondi USA
- spera che esca dalla NATO
- tratta la NATO come baraccone pericoloso
- vede in Trump il leader che può smontarla davvero
c) Europa e dazi
I dazi non lo spaventano quasi mai:
- li legge come leva negoziale
- come difesa degli interessi americani
- come sveglia per l’Europa
d) Progressismo
Nel 2025 usa Trump anche come arma simbolica:
- contro il “progressistume politically correct”
- contro i mondialisti
- contro la sinistra che non capisce perché perde
Questa è chiaramente la fase di massimo trumpismo del profilo.
6. 2026: prima crepa vera, ma non rottura completa
Qui compare qualcosa che prima quasi non c’era.
Da una parte FRANCOANTONIO resta ancora molto vicino a Trump su vari punti:
- se ferma Gaza
- se ferma la guerra in Ucraina
- se “si sbarazza” di Maduro
- se colpisce l’Iran in chiave preventiva
- se porta avanti l’uscita dalla NATO
Quindi il sostegno di fondo non sparisce.
Ma compaiono due novità:
a) giustificazioni più faticose
Su Iran e dintorni il tono è più difensivo:
- se Trump si è mosso così, avrà coperto le spalle
- se ha sbagliato prima sui siti nucleari, poi avrà corretto
- insomma: più razionalizzazione, meno entusiasmo lineare
b) ammissione di danno d’immagine
La frase più importante del 2026 è questa:
- “Trump ha dato una cattiva immagine al sovranismo”
Questa è la prima vera presa di distanza politica seria.
Non è ancora abiura, ma è il segnale che il Trump finale, pur restando utile su alcuni dossier, non è più impeccabile agli occhi di FRANCOANTONIO.
Cosa resta costante in tutto il periodo
Ci sono quattro continuità molto forti.
1. Anti-Clinton, anti-Biden, anti-progressismo
Trump è quasi sempre il polo opposto a:
- Clinton
- Biden
- progressisti
- mondialisti
- media ostili
2. Centralità della Russia/Ucraina
Il vero salto qualitativo del suo trumpismo passa da lì:
- con Trump niente guerra
- con Biden sì
- Trump tratta, Biden alimenta
3. Ostilità alla NATO
Questa è una costante fortissima negli ultimi anni:
- disprezzo per la NATO
- speranza che Trump la svuoti o la chiuda
- lettura della NATO come motore di tensioni
4. Fiducia lunga, non occasionale
Non è trumpiano solo quando conviene.
Lo difende a lungo, anche nei momenti più controversi, e soltanto molto tardi comincia a concedere che Trump possa aver danneggiato il campo sovranista.
Sintesi finale
La traiettoria di FRANCOANTONIO è questa:
2015: diffidenza iniziale; Trump sembra realistico ma anche pericoloso e impulsivo.
2016: svolta netta; Trump diventa la carta populista giusta contro Clinton, guerre e ostilità verso la Russia.
2017-2021: sostegno solido e combattivo; Russiagate, giudici, media e apparati vengono letti come macchine di delegittimazione contro il presidente eletto.
2020-2023: Trump è sempre più il presidente della non-guerra e il contrario di Biden.
2024-2025: fase di massimo allineamento; Trump è visto come colui che può chiudere l’Ucraina, tagliare la NATO, umiliare i mondialisti e battere il progressismo.
2026: nessuna rottura completa, ma prima vera crepa: resta utile su molti dossier, però comincia a essere percepito come uno che ha danneggiato l’immagine del sovranismo.
La formula più precisa, quindi, è:
FRANCOANTONIO è un trumpiano forte e di lunga durata, con una breve diffidenza iniziale e un lieve raffreddamento finale.
Oppure ancora più secco:
prima teme Trump, poi lo adotta quasi pienamente, e solo alla fine comincia a pensare che gli stia costando troppo in immagine.


a si ? quindi hai sempre pensato che Biden era uno in gamba e in grado di governare l'America? Non ci credo neanche se lo confermi
Guarda che non c'erano molte alternative, o Biden o Harris o Trump
Cosa ci facevi con Biden e la Harris?
Anche tu avrai cambiato idea su Biden ma non hai nessuno che ti fa l'analisi


A parte che @brunik esagera (zio datti una calmata) ma vedi anche tu come passi rapidamente a giudicare gli altri? Basta poco, che ce vo'.
Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.

