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Fiori cerca il governo
«Insomma, non possiamo stare al servizio di....», la seduta sul Bilancio è sospesa da un Publio Fiori, vicepresidente della Camera, che, irritato, dà una botta al campanello:
«Non ci sono né il relatore, né il governo, me li cercate, per favore...» allerta i commessi.
Spariti.
Chi? Daniela Santanchè e il sottosegretario all’Economia, Giuseppe Vegas.
«Ma le pare che stiamo al loro servizio?», sbuffa Fiori uscendo dall’aula, «insomma, se si sono appartati lo dicano....», borbotta con mezzo sorriso. «Surreale», si sussurra nel Transatlantico. I deputati del Polo vagolano scrutando se all’orizzonte compaiono i due «desaparecidos». Nulla. La seduta era stata già sospesa alle 17,15 per dare dieci minuti alla relatrice di An di capire cosa si stava votando. «Qui si parla più di bilancia che di Bilancio...», la prende in giro un diessino. La seduta è ripresa, la seduta è subito sospesa. Riappaiono i due, ma chiedono una nuovo rinvio. Fiori esce di nuovo nel Transatlantico. Desolato, cammina a testa bassa. «Non si sono messi d’accordo sugli emendamenti, il governo e il comitato dei nove. Ora comincia il balletto....», commenta, sperando che la grana passi in mano a Casini.
Fiori è un autorevole scettico in An, «questo non è un bell’inizio» per la Finanziaria.
E il vertice?
«Non credo porterà a molto...».
n.l.




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