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  1. #41
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    UNA VERSIONE DELLA STORIA CILENA DATA DA CHI C'ERA ........

    AL DI LA' DELLA RETORICA DI SINISTRA......



    New York.

    Un settimanale della sinistra italiana, Diario, diretto da Enrico Deaglio, ha in parte corretto la tentazione di rimettere in circolo, dopo il corto di Ken Loach presentato a Venezia l’anno scorso, “l’altro 11 settembre”. Quello cileno (1973).
    Per Loach fu semplice. Se Pinochet e gli americani hanno stuprato il Cile con un colpo di Stato per avidità e sete di dominio, e lo hanno fatto trent’anni fa in una data diventata oggi simbolica per altri, noti motivi, tutto il conto ideologico torna a posto. Il paese che fa le odiose guerre contro Saddam è lo stesso che ha fatto di Salvador Allende un martire della libertà per gli stessi motivi che guidano oggi l’occupazione di Baghdad e motivano la “resistenza” dei baathisti e dei terroristi: imperialismo.
    I morti delle Torri seppelliscano i loro morti, e non se ne parli più.

    Ma Roberto Ampuero non è d’accordo. Ampuero aveva vent’anni quando Allende imbracciò il fucile che gli aveva regalato Fidel Castro e si uccise nel palazzo della Moneda. Era un giovane comunista. Espatriò, trascorse sei anni a Cuba, capì come stavano le cose e adesso che ha cinquant’anni scrive romanzi, lavora e studia in una piccola università dello Iowa. Il Washington Post, che non è un bollettino degli anticastristi di Miami con il coltello tra i denti, ha pubblicato domenica un suo articolo che Diario aveva lodevolmente anticipato. Una ricostruzione e un’opinione che stroncano la leggenda sulla quale la sinistra ideologica ha educato una o più generazioni di ragazzi, quelli che marciano per la pace con la maglietta di Ernesto Che Guevara e Diario sottobraccio, prevalendo di molte lunghezze sulla fragile sinistra politica che invece aveva compreso la realtà (fu Enrico Berlinguer, ancora lucido, a scrivere subito dopo la caduta di Allende: la lezione del Cile è che non solo non è attuale la rivoluzione, ma che perfino una maggioranza risicata è insufficiente a governare in Occidente nell’èra della Guerra fredda).
    Ampuero dice che Allende “lo abbiamo ammazzato tutti”. Il generale Augusto Pinochet, appoggiato dagli americani e da Henry Kissinger in persona, impose con molti lutti e molta disperazione una soluzione violenta e degradata dall’uso della tortura della crisi cilena, e su questo non sussistono ragionevoli dubbi. Ma della violazione del patto costituzionale cileno e della tragica fine del governo Allende furono responsabili le componenti di Unidad Popular che avevano dichiarato “defunta” la democrazia cilena e che hanno lavorato attivamente per seppellirla in nome del solito mortifero “ideale”: importare in Cile un modello economico-sociale-ideologico antidemocratico e illiberale che aveva già compiuto il suo storico fallimento in Unione Sovietica, in Cina, nell’Est europeo e a Cuba.
    Ampuero nota che, per ironia della storia, i soli comunisti cileni, realisti e moderati sostenitori della cauta politica estera sovietica, cercarono invano di contrastare il disastro.

    Allende fu combattuto da sinistra, prima di tutto e sistematicamente. Lo scopo dell’ala estrema e girotondina della sua coalizione era quello di impedire un esito riformista e gradualista dell’esperimento politico nato con la sua elezione risicata alla presidenza (Allende fu eletto con il 36,6 per cento del voto popolare). Invece di puntare sulla leva istituzionale, e di unire il paese, la coalizione fu spinta dalla sua ala estrema a rompere con la classe media, “decretando l’espropriazione arbitraria e massiccia di fabbriche e proprietà agricole, esigendo l’instaurazione di un sistema di istruzione unico e di Stato, promuovendo una giustizia ‘popolare’ e un esercito ‘democratico’ ”. Furono questi settori dell’izquierda cilena a far sfilare milizie armate incapaci al momento giusto di combattere ma perfette per spaventare la maggioranza moderata del paese e per inquietare un esercito di antica tradizione lealista, furono loro a battersi per la cancellazione unilaterale dei debiti internazionali e a sventolare le bandiere di Cuba, di Ho Chi Minh e del Che soffocando il riformismo socialista di Allende, già venato di massimalismo. Ampuero segna un punto decisivo in questo, che fu la componente trainante ed estremista di Unidad popular a smantellare un “sistema democratico funzionante”, fino a portare lo stesso Parlamento che aveva eletto Allende a decretare “l’illegalità” del suo governo tre settimane prima che l’esercito intervenisse (22 agosto 1973). E una parte cospicua di quella classe dirigente, che “aveva già rinnegato la democrazia cilena dopo le elezioni del 1970”, tre anni prima del golpe, svanì poi nel nulla lasciando militanti e resistenti e popolo nelle mani della repressione. Oggi hanno lo status di un ceto neoliberal, di centro sinistra, e se ne stanno ben installati nel potere delle consulenze e del lobbismo in favore delle multinazionali che volevano espropriare trent’anni fa, senza il minimo senso della dignità e senza il minimo accento critico verso il passato. Ampuero è rimasto giovane e moralista, ma in un senso diverso da quello di molti giovani lettori del Diario, che ora hanno di che pensare. E il fucile? Ampuero dice che “la morte di Allende è carica di simbolismo”. Si uccise letteralmente e metaforicamente con il fucile che gli aveva regalato quel cinico Caudillo di Fidel. Castro posava come amico di Allende, ma come poteva amare un presidente eletto, lui che “non aveva vinto – nemmeno le elezioni studentesche nei suoi anni prerivoluzionari” e che “in 44 anni di dittatura ha vinto tutte le elezioni con il 99 per cento dei voti”? Il suo ruolo nella caduta di Allende fu “decisivo”. Finanziò e armò il Movimento della sinistra rivoluzionaria, il Mir, che pensava di risolvere la faccenda a colpi di bombe e rapine, e sostenne materialmente la corrente estremista del Partito socialista cileno. La sua visita in Cile di tre settimane, nel 1971, fu il trionfo parodistico del castrismo in salsa cilena, e si chiuse con una manifestazione allo stadio alla quale Allende rifiutò di partecipare dopo giorni e giorni di campagna provocatoria che contribuì all’insurrezione della classe media.
    Della leggenda canterina e nera sui fatti del Cile Castro si occupò, secondo il resoconto spietato di Ampuero, anche in sede di istantaneo revisionismo storiografico. E il 28 settembre del 1973, davanti a un milione di cubani nella piazza della Rivoluzione, il Caudillo dipinse la sua icona di un presidente cileno che era morto sparando contro il nemico con il suo fucile, avvolto nella bandiera della sua patria: “Non si limitò a molestare Allende in vita, volle anche sottoporre a controllo la storia della sua morte”.
    Prima che un losco trionfo della Realpolitik, quando tutto è perduto e si fa avanti il dio ineluttabile che abita ogni tragedia, la storia dell’altro 11 settembre è l’ennesimo paradigma di una sanguinaria illusione.
    Allende fu eroico, ma fu tragicamente un golpista a restaurare in Cile la democrazia che ancora manca a Cuba.
    Pubblicando, Diario è stato intellettualmente onesto, e la logica manipolatoria della comparazione tra i due 11 settembre non esclude l’inizio di un ripensamento sulla violenza portata da sinistra alla democrazia cilena.
    Diciamo che è un progresso.

  2. #42
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    In Origine Postato da alemaggia
    eh allora?

    a est eran dittature....
    da noi che cazzo hai preso x il culo con la democrazia allora....
    Allora? Semplice... come detto piu' volte e da voi sorvolato..era in corso la GUERA FREDDA..e vorrei tanto che voi mi portaste esempi storici di nazioni che intrapresero una guerra.... con l'intezione di perderla....

  3. #43
    Viva la piadina!!!
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    In Origine Postato da alemaggia
    semplicemente leggendoti pare che modificar 42 articoli della costituzione a maggioranza sia una barzelletta.
    mente intervenire sulla politica economica di un apaese sia un atrocita...
    ma vaia vaia...

    Per la modificazione della Costituzione, il precedente l'avete fatto voi di sx nella passata legislatura.. quindi colpa vostra.. cavoli vostri, non si piange sul propio male.

    Certo che intervenire sula politcia eocnomica di un paese e' iu attrocit'a.. basta pensarci un po'.. un paese si basa sulla sua economia, dato che e' questa che crea le risorse per finanziare TUTTOIL RESTO, ivi compresi i programmi della sanita' pubblica pensioni ecc...... se non si ha un economia che crea risorse, puoi avere la migliore Costituzione del mondo... ma servira' solo come surrogato per la carta igienica...

    Difatti, tutti i sistemi che sono stati sviluppati e che hanno concorso col Capitaliso sono falliti perche' non erano in grado di creare ed utilizzare le risorse in maniera efficente.. ovvero hanno perso dal punto di vista economico.. non ci vuole molto per vederlo.. e' un evidenza storica.
    Il resto sono solo parole a base di retorica, nulla piu'.

  4. #44
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    In Origine Postato da Amati75
    Allora? Semplice... come detto piu' volte e da voi sorvolato..era in corso la GUERA FREDDA..e vorrei tanto che voi mi portaste esempi storici di nazioni che intrapresero una guerra.... con l'intezione di perderla....
    che cosa c'entrava il Cile con la Guerra Fredda? ed il tentativo di assassinare De Gaulle che c'entrava con la guerra fredda??

    Diciamo che c'era anche una guerra di INTERESSI.. e con la scusa della guerra fredda gli Usa hanno fatto le peggio zozzerie..per dirla alla romana...

  5. #45
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    In Origine Postato da Amati75
    Allora? Semplice... come detto piu' volte e da voi sorvolato..era in corso la GUERA FREDDA..e vorrei tanto che voi mi portaste esempi storici di nazioni che intrapresero una guerra.... con l'intezione di perderla....
    TI RIPETo perche hai portato la DEMOCRAZIA IN ITALIA se tanto la CIA AVEVA STABILITO CHE IL FRONTE POPOLARE NON AVREBBE MAI POTUTO VINCERE.
    PERCHE?

    ALMENO CHE A EST FOSSERO REGIMI LO SAPEVAM TUTTI...

  6. #46
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    In Origine Postato da alemaggia
    già, secondo lui tutto era permesso... anche quando con la guerra fredda non c'entrava nulla...

  7. #47
    Viva la piadina!!!
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    In Origine Postato da danny78
    che cosa c'entrava il Cile con la Guerra Fredda? ed il tentativo di assassinare De Gaulle che c'entrava con la guerra fredda??

    Diciamo che c'era anche una guerra di INTERESSI.. e con la scusa della guerra fredda gli Usa hanno fatto le peggio zozzerie..per dirla alla romana...
    Che cosa centrava il Cile con la guera Fredda?

    Ma Danny.. mica sarai serio vero.. perche' se dici una stronzata del genere scusami se non prendero' seriamente quello che esponi dopo...

    Spero seriamente che questa infelice affermazione ti sia sfuggita per errore...

    O t'e' sfuggita per errore o non hai la piu' pallida idea di che scosa fu la guerra fredda.

  8. #48
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    In Origine Postato da alemaggia
    TI RIPETo perche hai portato la DEMOCRAZIA IN ITALIA se tanto la CIA AVEVA STABILITO CHE IL FRONTE POPOLARE NON AVREBBE MAI POTUTO VINCERE.
    PERCHE?

    ALMENO CHE A EST FOSSERO REGIMI LO SAPEVAM TUTTI...
    Io non ho portato un bel nulla.. semmai noi dato che PERDEMMO la guerra da noi stesi dichiarata, dovemmo sottostare alle decisioni altrui.
    Perfortuna nostra le elezioni del 1948 furono "manipolate", per lo meno asiscurarono di avere elezioni anche dopo, nel caso avesse vinto il frote popolare, staremmo ancora qui a ricordare le gloriose (ed ultime ) elezioni del 1948...

  9. #49
    Viva la piadina!!!
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    In Origine Postato da danny78
    già, secondo lui tutto era permesso... anche quando con la guerra fredda non c'entrava nulla...

    Se davvero sei convinto che la guera fredda non centrasse nulla in Cile.. non hai capito un cazzo.. e senza offesa.

  10. #50
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    In Origine Postato da Amati75
    Se davvero sei convinto che la guera fredda non centrasse nulla in Cile.. non hai capito un cazzo.. e senza offesa.
    Sai benissimo a cosa mi riferisco.. Allende non aveva nessun contatto con Mosca.. si era rifiutato di avere appoggi armati.. nn chiuse i giornali durante le contestazioni..

    Era un Leader Democratico che (forse sbagliando.. ) aveva un programma e lo stava realizzando..

    Gli Usa non potevano permettere questa "affermazione democraica del Socialismo" e per questo lo hanno rovesciato...

    Ecco la verità.. questo rende gli Usa PARI agli URSS punto e basta.

 

 
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