....parola «mafia»...
Italiani furbi. Mafia padrona dello Stato. Politici dal linguaggio contorto. Che sorpresa leggere il comunicato integrale dei rapitori di Enzo Baldoni.
Sembrano sceneggiatori di film di Alberto Sordi o della Piovra. Com'è strano il mondo, com'è bene informata Al Qaeda sul carattere degli italiani e dei loro capi, oltre che della loro amicizia con i boss.
Salvo poi diventare di colpo ignorantissima, e non credere che Baldoni sia un giornalista.
L'Islam terrorista sa tutto meno la cosa più facile da appurare: basta aprire internet, materia in cui i figli di Osama sono maestri.
Logico pensare ad una regia italiana.
E in fondo sta qui la speranza di salvezza per il sequestrato.
Che sia cioè una mossa propagandistica per far uscire da questa vicenda un Baldoni vivo e sorridente, pronto a lottare per la liberazione mondiale insieme con le sinistre e i pacifisti.
E umiliati e cattivi le destre e Berlusconi.
Ci tocca augurarci questo scenario.
Oggi scade l'ultimatum per Enzo Baldoni.
È nelle mani dell'"Esercito islamico in Iraq". O entro stasera il governo italiano, con «risposta chiara», dichiara di ritirare le sue truppe dalla Mesopotamia, oppure morte.
La risposta chiara già c'è: non cediamo.
I ragazzini invocano per tivù la liberazione del papà. Dicono parole dolci.
L'altra parte usa il linguaggio mistico dell'assassinio. Dall'Italia: «Liberatelo! Pace!». Dall'Iraq: «Uccideteli! Tortura! Berlusconi criminale,mafia! ».
Sperare? Secondo logica, non esiste. Resta la possibilità di una truffa abominevole.
A favore di tale ipotesi sta la serenità di Baldoni: su Al Jazeera pare sorridere come in un filmino familiare. Quasi che dopo il rapimento, gli avessero assegnato la parte da recitare: sappiamo che sei un bravo pacifista, poi ti liberiamo, e spieghiamo al mondo che se tutti gli italiani fossero come te, il vostro Paese potrebbe dormire sonni tranquilli.
Nel comunicato recapitato alla tivù del Qatar (lo pubblichiamo integralmente) non c'è spazio per i sentimenti gentili.
Si apre con un versetto del Corano: «Uccideteli, tramite le vostre mani Dio li tortura».
Si dice: «Il criminale Berlusconi; è nemico dell'Islam sia in Italia che fuori di essa. A causa della sua partecipazione alla guerra l'Italia è divenuta uno dei primi obiettivi da combattere e uccidere ».
Nel testo si ribadisce ancora che cosa sia l'Italia per costoro:
«Simbolo di crudeltà, della furbizia e dell'ingiustizia, figliastra della mafia».
Si sostiene: vi avevamo avvertito. Non vogliamo italiani tra i piedi, né semplici «cittadini» né soldati. Invece Berlusconi ha insistito a mandarceli.
Ed è davvero il colmo che un antiberlusconiano come Baldoni sia ritenuto servo di Berlusconi. Per i fondamentalisti se un infedele va in Iraq, può essere persino collaboratore di "Diario" e di "Linus", amico di Che Guevara, ma resta uno cui Berlusconi doveva impedire di andar lì.
Un po' grottesco, quasi che non sapessero la libertà che c'è in Italia.
Troppo finto per essere vero.
E in palese contrasto con la consapevolezza ideologica da no global all'amatriciana, che inzuppa il comunicato. I guerrieri di Allah dubitano che Baldoni sia davvero un giornalista, quasi possa essere una spia. Ma poi si rivelano ferratissimi sul resto. Berlusconi è definito «criminale», e l'Italia, ripetiamo, «figliastra della mafia». Che importa ai combattenti di Allah della mafia? Quando hanno buttato giù le Torri Gemelle non hanno tirato in ballo il Padrino, che pure regnava su New York e dintorni.
Invece, se ad esserci di mezzo è l'Italia, Al Qaeda mostra di avere una bella cultura delle pellicole di commedie all'italiana, dei processi di Palermo ad Andreotti oltre che delle indagini siciliane su Berlusconi, con relativa teoria del doppio Stato, secondo cui davvero l'Italia è figliastra della mafia.
Qualcuno è disposto a pensare che Zarqawi e Bin Laden si siano fatti una cultura in proposito per poi infiorarne i volantini?
Magari la sera, prima di dormire, accarezzandosi la barba, Osama si guarda una cassetta del Commissario Montalbano? Ma va' là.
I figli appaiono in video e dicono: «Nostro padre è un uomo di pace».
Il governo conferma che non cede al ricatto, ma conferma che Baldoni è un giornalista (non una spia), e che per Najaf l'Italia cerca mediazioni. Fanno tenerezza i ragazzi che si rivolgono «al popolo iracheno».
Coloro però che tengono in mano il loro papà sono gente che non ha nulla che fare con il popolo iracheno e con la pace.
I terroristi finiscono il loro messaggio con le minacce, ma anche con un altro tocco della loro sapienza italiana.
Chiedono al governo una «risposta chiara». La «mancanza di chiarezza» sarà intesa come un no.
Non vogliono roba tipo «convergenze parallele».
Ci conviene sperare che sia una burla italiana. Se no, finisce male.
RENATO FARINA su Libero
saluti




Rispondi Citando
