Pagina 4 di 6 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima
Risultati da 31 a 40 di 51

Discussione: Vacanze....

  1. #31
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Apr 2010
    Messaggi
    3,236
     Likes dati
    117
     Like avuti
    329
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Il Condor
    Quattrocchi era in Iraq a lavorare PER la Ricostruzione del Paese.

    Baldoni era in Iraq a lavorare CONTRO la Ricostruzione del Paese.

    Non e' una differenza di poco conto...
    Caro Condor,

    mi piacerebbe risponderti. Ma siccome le probabilità che la mia replica venga sforbiciata, o del tutto depennata, dall' occhiuto moderatore sono altissime ci rinuncio. Chi me lo fa fare?

    ciao

    g

  2. #32
    God, Gold & Guns
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione. La libertà è un agnello ben armato che contesta il voto. (Benjamin Franlink)
    Messaggi
    14,798
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da gianni g.
    Caro Condor,

    mi piacerebbe risponderti. Ma siccome le probabilità che la mia replica venga sforbiciata, o del tutto depennata, dall' occhiuto moderatore sono altissime ci rinuncio. Chi me lo fa fare?

    ciao

    g
    A chi lo dici... TUTTI i miei posts sull'argomento che avevo sul Principale sono stati cancellati

  3. #33
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Apr 2010
    Messaggi
    3,236
     Likes dati
    117
     Like avuti
    329
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Il Condor
    A chi lo dici... TUTTI i miei posts sull'argomento che avevo sul Principale sono stati cancellati
    Ed allora vienmi a trovare qua: www.legnostorto.com
    E' un forum di dx DOCG. Ma nessuno censura alcunché se non gli insulti e le offese gratuite.

    g

  4. #34
    God, Gold & Guns
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione. La libertà è un agnello ben armato che contesta il voto. (Benjamin Franlink)
    Messaggi
    14,798
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da gianni g.
    Ed allora vienmi a trovare qua: www.legnostorto.com
    E' un forum di dx DOCG. Ma nessuno censura alcunché se non gli insulti e le offese gratuite.

    g
    Non ho tempo per partecipare a due forum.

    Comunque la censura sul Principale (sui forum interni e' comprensibile) non dovrebbe esserci...

  5. #35
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    169,045
     Likes dati
    12,182
     Like avuti
    15,305
    Mentioned
    584 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da MrBojangles
    Il Condor This person is on your Ignore List.

    Ecco, bravo; vienile a postare qui le tue mostruosità da pazzoide.
    Qua non te le censurano di sicuro...
    quote:
    -------------------------------------------------------------------------------
    In origine postato da Il Condor
    A chi lo dici... TUTTI i miei posts sull'argomento che avevo sul Principale sono stati cancellati
    -------------------------------------------------------------------------------




  6. #36
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La ribellione del....

    ....pacifista

    Siamo europei, occidentali, italiani e davanti a un morto reagiamo tutti allo stesso modo. Modo cristiano. Ci viene voglia di inginocchiarci e di fare il segno della croce.
    Certe abitudini sono radicate, arrivano da lontano, dai genitori, dalla nonna, dall'infanzia. La notizia di Enzo Baldoni assassinato (contro ogni previsione) dalla gentaglia di Saddam Hussein, il cui regime i pacifisti nostrani aspiravano a proteggere dall'«aggressione» americana, è stata una pugnalata nello stomaco.
    Uccidere un uomo a sangue freddo per presunti motivi politici:qualcosa di estraneo alla nostra concezione del mondo. Ucciderlo poi a seguito di un ricatto non riuscito ripugna e sconvolge.
    Ma rende l'idea del livello morale dei banditi islamici, i quali non guardano in faccia nessuno; decapitano e sparano per convenienza, e lo fanno senza remore né rimorsi, spengono una vita come se spegnessero la fiammella di una candela. Inginocchiamoci e facciamo il segno della croce. La fine di Baldoni commuove eppure fa rabbia.
    Commuove perché il pubblicitario- giornalista non ha agito, in Iraq, per interesse personale; e fa rabbia perché se l'è andata a cercare e puntualmente l'ha trovata.
    A giudicare dalle sue stesse parole, scritte in una sorta di testamento, se la aspettava, la morte, e ne aveva identificato la sagoma scrutando il cielo prima di intraprendere l'ultimo viaggio. Un presentimento che non l'ha trattenuto dall'imbarcarsi, forse intontito da un malinteso senso dell'avventura, dal desiderio di verificare sul territorio che i poveri iracheni sono solo dei perseguitati dagli americani e che gli americani sono soltanto degli aguzzini.

    Ha sbagliato tutto, Baldoni, e ha pagato i suoi errori, gli stessi commessi da tanti suoi compagni della sinistra, dalla più annacquata dai privilegi borghesi alla più dura e pura.
    Tra gli errori, un'illusione:le bandiere della pace, il dialogo, il soccorso ai deboli sono credenziali sufficienti a garantirsi dalla violenza di un popolo, quello iracheno, incapace di distinguere il male dal bene perché invasato, oltre che di nazionalismo irrazionale e becero, anche di bigottismo coranico.
    Ciascuno ha la sua religione e qualcuno non crede.
    A volte è meglio non credere.
    Il cristianesimo è buono ma i cristiani spesso sono cattivi.
    L'Islam è cattivo benché molti islamici siano buoni.
    Non è una differenza da poco. Se un cristiano uccide se ne vergogna.
    I nazisti gasavano gli ebrei però negavano.
    Gli islamici - non tutti per fortuna - sgozzano e se ne vantano al punto da mostrare trionfalmente le decapitazioni in video-Internet.
    Se ne vantano perché ammazzando salvano se stessi, suppongono di ubbidire ad Allah.
    Gesù è morto sulla croce per salvare gli altri, e non siamo convinti ce l'abbia fatta. Ma è un dato che questa fu la sua intenzione. D'accordo. Non avviamo guerre di religione, non le vogliamo.
    Ma la incompatibilità fra la civiltà delle Moschee e quella delle Cattedrali non ha altra spiegazione. La sinistra italiana finge di ignorare il problema ed è più incline a buttarla in politica spicciola: istintivamente amica di chi è nemico degli americani.
    Ovvio, è una semplificazione. Tuttavia come provare il contrario? Baldoni è stato tratto in inganno dal buonismo stolido del pacifismo militante, e non solamente da quello.
    Pur addolorati dall'atroce esecuzione, finora non documentata (come d'altra parte non è stata documentata quella di Quattrocchi), non ci rimangiamo un solo giudizio di quelli espressi nei giorni scorsi, nonostante gli insulti che ci sono costati. I progressisti a un ragionamento non oppongono un ragionamento, preferiscono l'invettiva e il disprezzo.
    Sono razzisti culturali. Non leggono le tue opinioni, le respingono a priori considerandole indegne di esame e di replica.
    È una forma di ignoranza condita di orgoglio.
    Il povero Enzo ci ha rimesso la pelle perché confidava nell'irresistibilità delle proprie idee schematiche: sono antiberlusconiano, sono antiamericano, sto con i disgraziati sotto i bombardamenti, ergo nessuno mi farà del male.
    Questo pensava, ma aveva un retropensiero inespresso: forse mi uccideranno, ma no che non mi uccidono.
    La Rai (Tigiuno) ha tracciato di lui un profilo da santo e ha evitato con cura di dire che era un ingenuo, ciò che invece sul Corriere non ha omesso di sottolineare Sergio Romano nell'edizione di ieri. Ingenuo è un eufemismo pietoso ed elegante, d'altronde Romano è un ex diplomatico.
    Baldoni, in realtà, parlandone da vivo, era fuori di testa, assolutamente intronato.

    Ecco. Giovedì 19 luglio su la Repubblica compare un articolone sormontato da un titolone: "Le mie vacanze col brivido nelle zone di guerra. Baldoni: faccio collezione di emozioni". Sommario: "Non sono un Rambo ma uno che vuole capire cosa spinge persone normali a imbracciare un mitra per difendersi". Occhiello: "Milanese, 56 anni, una passione particolare: andare in ferie dove sparano".
    Vi sembra il ritratto di un uomo equilibrato?
    Intanto il giornalista definisce persone normali quelle che imbracciano un mitra per difendersi (da chi?); talmente normali che lo hanno sequestrato e ammazzato gratis.
    Poi. Come fa un pubblicitario affermato, titolare di un'agenzia creativa (spot per multinazionali, incluse quelle degli odiati americani), economicamente solido, comproprietario di un maxiagriturismo in Umbria, moglie e due figli, un'età ritenuta dalla sinistra buona per la pensione, a mollare la famiglia allo scopo di assaporare il piacere "del brivido"?
    Ci consentirete: queste sono scelte irresponsabili.
    La sinistra dissente. Secondo la sinistra è lodevole che un quasi sessantenne sia un "collezionista di emozioni" e che per arricchire il proprio album dei ricordi si rechi in Iraq, vada in bocca a iracheni fondamentalisti e si faccia divorare.
    Se domattina vostro figlio manifesta il proposito, per eccitarsi, di percorrere l'autostrada in senso contrario qual è la vostra reazione? Chiamate il medico, suppongo.
    Verso Baldoni, preda di una insana voglia di brividi, la sinistra italiana mostra invece ammirazione e mobilita i suoi chierici al fine di celebrarne l'alto valore.
    Siete sicuri compagni d'essere in buona fede?
    È scontato. La morte è una "livella" e ci rende tutti uguali e ugualmente da perdonare.
    Ma a funerale avvenuto, tre giorni dopo le esequie, continuate ad apprezzare ancora il turismo estremo nei luoghi dove sgozzano gli infedeli?
    Michele Serra, smorto epigono di Luca Goldoni, ha dedicato a Libero un miserabile corsivo - uno sputo - mirato a squalificarne il lavoro, in cui si tira in ballo Quattrocchi che la destra avrebbe rispettato per motivi di bassa bottega politica.
    Serra dovrebbe sapere: Quattrocchi si recò in Iraq guadagnarsi la pagnotta; Baldoni ci è andato a provare brividi e collezionare emozioni (parole sue).
    Certamente, da morti sono identici; da vivi no.
    Il primo era un poverocristo, il secondo un turista agiato.
    Poi faziosi saremmo noi stando al cicisbeo della Repubblica.
    Vado di fretta e rispondo al caro Adriano Sofri e allo stimato Emanuele Macaluso (Foglio e Riformista) i quali mi accusano di aver criticato Baldoni, chiamandolo giornalista della domenica.
    A parte che Baldoni era un signor scrittore, e contrariamente a quanto si afferma figurava nell'Ordine (cosa ininfluente), il problema non è che pubblicasse articoli redatti nel tempo libero (che importa?), ma che abbia intrapreso il viaggio in Iraq per ricavarne sensazioni forti.
    Non gli stava a cuore l'informazione; non era in caccia di scoop; si accontentava di eccitazioni guerresche.
    Se Sofri e Macaluso avessero letto i miei pezzi anziché commentarli per sentito dire ne avrebbero compreso il senso. Peccato.
    Infine, Ezio Mauro, direttore egregio de La Repubblica.
    Anche lui ricorre allo scaracchio per confutare le tesi di Libero.
    E parla di barbarie intellettuale.
    Trattasi di mancanza di coraggio: quello di sostenere le opinioni con argomenti.
    Rifugiarsi nel conformismo rivestito di luoghi comuni espressi con linguaggio roboante, retorica da discorso funebre, da elegia manieristica, è più comodo.
    E piace alla gente che piace a lui.

    Vittorio Feltri

    saluti

  7. #37
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Allawi al Cavaliere....

    ....« Italia indispensabile »

    Il ministro degli Esteri: non abbandoneremo il governo iracheno.
    Rientro lampo a Roma, ieri per Silvio Berlusconi, che appena appresa la notizia della morte del giornalista Enzo Baldoni, si è attrezzato per tornare a Palazzo Chigi.
    Giusto il tempo di posare le valigie a Palazzo Grazioli, qualche minuto prima delle 17. Si è ben guardato dal ripetere il copione della tragedia targata Iraq, che prende sempre le mosse da Villa Certosa.
    Si trovava proprio a Porto Rotondo quando, lo scorso 15 aprile, lo raggiunse la notizia dell'uccisione di Fabrizio Quattrocchi, il primo ostaggio italiano morto per mano dei terroristi iracheni.
    Ma allora il Cavaliere non ritenne opportuno muoversi di lì, scatenando un ciclone di polemiche.
    Alle 17,20 in punto ieri, invece, era già alla sua scrivania di Palazzo Chigi, dove è giunta di lì a poco la chiamata del primo ministro del governo provvisorio iracheno, Ayad Allawi, che ha espresso il suo cordoglio per Baldoni e gratitudine all'Italia per l'impegno militare e civile « indispensabile » per assicurare un futuro migliore all'Iraq.
    Qualche minuto prima il premier è stato raggiunto dal ministro degli Esteri, Franco Frattini con il quale ha valutato l'eventualità dei funerali di Stato, che comunque dovrà essere discussa con la famiglia.
    Reduce da un'identica ondata di critiche sul caso Quattrocchi, sollevate dal ritardato allertamento dei familiari, anche Frattini è stato molto attento a non ripetere l'errore. E si è premurato di far avvertire il fratello di Baldoni, Sandro, dal capo dell'Unità di Crisi, Alessandro Cevese, alle 22,55 di giovedì sera, ancor prima che la notizia fosse divulgata dalla tv araba Al Jazeera.
    Poi è stato lui stesso a chiamarlo, alle 23,10, quando la morte del collaboratore di " Diario" è diventata una certezza, assicurandosi che pensasse il fratello ad avvertire gli altri familiari.
    A raccontarlo è stato lo stesso Frattini, che ieri ha ricevuto la telefonata del segretario di Stato americano Colin Powell, durante la sua audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato riunite in seduta congiunta nella sala del Mappamondo di Montecitorio.
    Ma la notizia più importante che emerge dalla cronologia del caso Baldoni ricostruita dal capo della Farnesina riguarda il video dell'esecuzione in mano ad Al Jazeera.
    Che « non è un video ma una foto digitale » , rende noto Frattini. La smentita arriva proprio dall'emittente araba.
    A confermare questa versione, la testimonianza dall'ambasciatore d'Italia a Doha, Giuseppe Buccino, che ha riconosciuto Baldoni attraverso un'immagine, proiettata su un grande schermo negli studi dell'emittente araba.
    Nel frattempo la procura di Roma, che aveva già aperto un fascicolo sulla morte del freelance, ha aggiunto il reato di omicidio. « Nella foto si vede il corpo di Baldoni in una condizione non cruenta. Niente teste tagliate » , puntualizza Frattini, che assicura: « Faremo di tutto per riavere la salma » .
    Il capo della Farnesina ribadisce il " no" al terrorismo: « Non ci sentiamo di abbandonare il governo Allawi » .
    E conferma « l'impegno di portare avanti la missione italiana di pace in Iraq, dove resteremo fin quando il governo provvisorio ce lo chiederà » .

    BARBARA ROMANO su Libero del 28 agosto

    saluti

  8. #38
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La Croce Rossa chiude le....

    ....polemiche: non era dei nostri

    ROMA - [ c. ma.] « Sono sconvolto, fino a giovedì sera, alle dieci, avevo elementi per pensare che tutto potesse risolversi per il meglio. Invece, poi, la notizia... »
    Maurizio Scelli, commissario straordinario della Croce Rossa, non sa capacitarsi per come siano andate le cose e a Libero ricostruisce la vicenda delle trattative per la liberazione di Enzo Baldoni, smentendo ritardi e reticenze da parte della Croce Rossa.
    E accuse, pesanti. Enrico Deaglio, direttore del settimanale Diario, ieri su Repubblica affermava che il convoglio, a cui si era aggregato il giornalista, dopo lo scoppio di una mina era ripartito, mentre l'auto di Baldoni era rimasta indietro, e « quelli del convoglio, arrivati a Bagdad, non hanno dato l'allarme. Enzo è stato abbandonato » .
    In più, diceva ancora Deaglio, è stata diffusa la notizia che il giornalista era in una « spedizione non autorizzata dalla Croce Rossa » .
    Cosa ha risposto al direttore di Diario? « Guardi, con Deaglio ci siamo già chiariti. Ho spiegato come la Croce Rossa si sia mossa immediatamente per attivare la propria mediazione, che ha dato subito l'allarme, quando è stata avvistata l'auto abbandonata e bruciata » .
    Può riassumere cosa è successo? « Baldoni è stato rapito il giorno 20, durante il viaggio di ritorno del nostro convoglio da Kufa a Bagdad, visto che a Najaf, dov'era diretto, non è potuto arrivare. Il convoglio è partito il 19, è stato attaccato nella stessa zona il 19, ha proseguito, è arrivato a Kufa, da dove gli americani non li hanno fatti proseguire per ragioni di sicurezza. Baldoni e il suo interprete viaggiavano parecchie centinaia di metri avanti al convoglio e quindi quando i nostri sono passati e si sono resi conto che c'era qualcosa che non andava ha dovuto andare oltre per ragioni di sicurezza, ma subito dopo è stato dato l'allarme » . E la presunta mancanza di comunicazioni ? « Non volevo intralciare l'andamento delle trattative, e poi avrei dovuto chiarire, come faccio adesso, che Baldoni non era in Iraq anche nella veste di volontario della Croce Rossa.
    Lo è stato, insieme alla moglie, ma ora faceva solo il suo mestiere e si era unito al nostro convoglio per avere una specie di " lasciapassare" nelle zone più rischiose. Molti giornalisti lo fanno, non è un mistero » .
    E per il recupero della salma? « Ci stiamo prodigando con il massimo impegno perché avvenga il più rapidamente possibile. Come per Fabrizio Quattrocchi, ha molta importanza il risvolto religioso della questione e sono stati attivati gli stessi contatti che ci avevano fatto ottenere il corpo di Fabrizio. Cerchiamo di far capire che, come il Corano impone il culto dei defunti e la sepoltura a una certa data dalla morte, anche per noi la restituzione della salma rappresenta una forma di rispetto della nostra religione » .

    saluti

  9. #39
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Missione giusta solo se....

    ....a condurla è la sinistra

    Del tutto legittima l'opinione secondo cui l'Italia dovrebbe richiamare i propri militari, abbandonando l'Iraq.
    È un'opinione che incontra forti e molto ragionevoli ragioni di segno opposto, a cominciare da quella di chi ritiene che la mancata partecipazione italiana alla missione o, peggio, il fatto di abbandonarla adesso, avrebbe esposto ed esporrebbe il nostro Paese a conseguenze e pericoli semmai anche più gravi.
    Ma, appunto, non si discute il diritto di ritenere inopportuna e magari anche sciagurata la presenza militare italiana laggiù: nemmeno se chi reclama il ritiro motiva questa sua richiesta con la considerazione che se i militari italiani lasciassero l'Iraq allora non saremmo più bersaglio dei terroristi.
    È un'impostazione erronea, ma, ripetiamolo, è legittima.
    Ma alcuni ( non pochissimi, purtroppo) credono o almeno fanno le mostre di credere che la stortura non stia tanto nell'impegno dei militari italiani in Iraq, quanto nel fatto che a mandarceli è il governo italiano, o per meglio dire questo governo.
    Del quale si contesta ( vedi l'editoriale di Repubblica di ieri) non già la scelta di mantenere le truppe in Iraq, bensì il " posizionamento ideologico".
    È un modo appena travestito per dire che non va bene la permanenza militare italiana perché a volerla non è un governo di sinistra.
    Naturalmente non la si mette in questa maniera grossolana, e l'idea è spacciata in forma di teoria più digeribile: siccome l'Italia governata dalla destra è serva di Bush, è ovvio che i terroristi ci diano addosso.
    Mentre se si trattasse di un impegno militare " democratico"
    ( come quello ordinato dal bombardatore del Kosovo, D'Alema), allora non solo eviteremmo i rapimenti e le esecuzioni dei nostri connazionali, ma contribuiremmo appunto " democraticamente" alla soluzione della crisi irachena.
    Una simile teoria - se di teoria si può parlare - è di quelle più pericolose perché insinua l'idea che un governo ( e un Paese) debba rispondere del proprio orientamento politico con il sangue dei propri cittadini.
    Volete Berlusconi? E allora non stupitevi se vi sgozzano.
    Che è - né più né meno - quel che propongono, minacciano e mettono in opera i terroristi.
    In un Paese civile proprio gli avversari, proprio le Opposizioni, proprio i contestatori delle scelte del governo difenderebbero il diritto dell'Italia al libero, per quanto provvisorio e non esclusivo, " posizionamento ideologico".
    In un Paese veramente democratico, la minoranza parlamentare e i nemici politici dell'esecutivo difenderebbero il diritto del proprio Paese ad avere un governo di segno ideologico " diverso".
    Non siamo questo Paese civile, evidentemente. Non siamo questo Paese democratico.

    di IURI MARIA PRADO su Libero

    il tutto confermato dagli interventi che "l'opposizione" posta quotidianamente.
    saluti

  10. #40
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Apr 2010
    Messaggi
    3,236
     Likes dati
    117
     Like avuti
    329
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L' Unità intervista Gavino Angius, presidente dei senatori DS:

    «Altro che svolta, via dall’Iraq»

    ROMA «Baldoni era un uomo libero e di pace. Lo testimonia la sua vita, la sua professione, la sua curiosità politica e culturale, il suo senso di vicinanza e di amicizia verso chi soffre e patisce...». Il presidente dei senatori ds Gavino Angius non credeva ai suoi occhi quando ieri mattina gli hanno portato le copie di «Libero» con il linciaggio mediatico che quel giornale ha fatto su Baldoni: «Una cosa indegna. Mentre Baldoni era già nelle mani dei carnefici».

    Trattato come un ostaggio di serie B?

    «Peggio. Come se il sequestro fosse stato costruito ad arte per fare chissà quale scoop. Davvero vergognoso. Ancora oggi quel giornale spiega che Baldoni “cercava brividi in Iraq”. La verità è che il terrorismo non guarda in faccia a nessuno - come ha detto anche il presidente della Camera - neppure le persone che vanno ad aiutare i più deboli. Il terrorismo ha una natura intrinsecamente feroce al di là delle matrici politiche o religiose».

    Lei ha partecipato alla audizione del ministro Frattini di fronte alle commissioni Esteri e Difesa. Ci sono stati chiarimenti sui punti oscuri del sequestro e sulla dinamica dei fatti?

    «No. L’esposizione di Frattini è stata del tutto insufficiente e inadeguata. Mi hanno colpito tre cose: non è stato mai nominato il servizio di sicurezza italiano, non è stata mai nominata la Croce Rossa e non è stata detta una parola sulle iniziative che il governo avrebbe dovuto mettere in essere in questi giorni per sostenere la liberazione di Baldoni. Basta questo a testimoniare l’assoluta superficialità con la quale il governo è venuto a spiegarci ciò che avevamo già letto sui giornali. Non si capisce neanche quale sia stata la fonte che ha informato sull’uccisione del giornalista. La Tv Al Jazeera? Non sono stati quindi i servizi di sicurezza italiani? Perché si è parlato per ore di un video raccapricciante e poi il ministro ha detto che esiste un solo fotogramma? La vicenda è circondata da aspetti oscuri e confusi. Dovrebbero dirci la verità. C’è da chiedersi se il nostro governo abbia fatto davvero tutto ciò che era in suo potere per la liberazione di Baldoni. Ne dubitiamo».

    Frattini ha detto: resteremo in Iraq fino a che il governo iracheno ce lo chiederà. Ma c’è oggi in Iraq un organismo realmente rappresentativo del popolo iracheno?

    «No. Non c’è un governo né un Parlamento che siano rappresentativi del popolo iracheno. Come abbiamo rilevato nel dibattito alle commissioni congiunte, in realtà il governo Allawi è privo di legittimazione. Condizionato dal salvacondotto dell’Amministrazione americana. Per questo non può avere nessuna capacità di mediazione. Tanto è vero che nella crisi di Najaf la mediazione non è stata esercitata dal governo provvisorio ma da Al Sistani, la massima autorità sciita... E il Parlamento riflette esattamente la composizione del governo. Con l’esclusione di forze di opposizione che potrebbero rappresentare un punto di vista diverso. Questo è stato un errore molto grave da parte dell’Amministrazione americana».

    Fra l’altro in questa tragica occasione bisognerebbe guardare anche agli altri morti, alla strage di due giorni fa di cento sciiti...

    «Ci troviamo in una crisi che si va avviluppando in una spirale senza via di uscita dal punto di vista politico. Con una parte delle forze culturali, politiche e sociali irachene che non si riconosce nel governo e nel Parlamento. Con gruppi e componenti terroristiche che infestano il Paese insieme a gruppi di criminali e malavitosi. Una situazione di precarietà estrema. Come fa Frattini a dire che bisogna andare avanti e continuare nel lavoro che si è svolto? Bisogna fare esattamente il contrario. Occorre discontinuità per uscire da questo terribile scenario».

    È il leit-motiv della destra: la morte di Baldoni rafforza le ragioni della presenza militare italiana in Iraq.

    «Niente affatto. Qui si scontrano due punti di vista profondamente diversi sul ruolo dell’Italia nella crisi irachena. La difficoltà italiana in Iraq deriva dal fatto che dopo oltre un anno non è affatto chiaro lo scopo di questa missione».

    Frattini continua a ripetere che è una missione di pace. Non è una finzione ormai intollerabile?

    «Parliamoci chiaro. Non è una missione di pace. È anche vero che noi non abbiamo fatto la guerra. La verità è che non si capisce che cosa sia questa missione. E questo è terribile e tragico perché ci espone a tutto. Espone le nostre forze armate, i giornalisti italiani, le forze del volontariato e persino la stessa Croce Rossa. Ma non è chiaro, o lo è fin troppo, il senso delle politica estera italiana in Iraq e più in generale in Medio Oriente. Siamo esposti a rischi e ignobili ricatti perché il nostro paese ha deciso di subordinare le sue scelte fondamentali di politica estera alle decisioni dell’Amministrazione americana».

    Tanto è vero che Powell ha chiamato Frattini per congratularsi del sostegno e della fedeltà.

    «È evidente che dal punto di vista americano l’Italia si presenta come un alleato fedelissimo e subordinato. Le forze riformiste del centrosinistra, Ds, Margherita, Sdi, Repubblicani, hanno espresso un punto di vista unitario che è stato apprezzato sostanzialmente da parte delle altre forze della coalizione. Abbiamo chiesto al governo di assumere una ferma iniziativa politica di intesa con l’Ue per imprimere una vera svolta nella crisi irachena. Il lavoro da svolgere è difficile e complicato. Va fatto aprendo un confronto con l’Amministrazione americana. Occorre un nuovo ruolo dell’Onu che adesso non è in condizioni di tornare a Bagdad».

    Non sarebbe meglio dire: basta tutti a casa perché non c’è motivo per il quale adesso i nostri militari restino in un contesto nel quale, come dice Rosy Bindi, non è possibile né ricostruire, né riconciliare? I Verdi ad esempio chiedono una nuova mozione per il ritiro...

    «Lo abbiamo detto: in queste condizioni non ha senso restare. Oggi tutto il centrosinistra è unito nel dire: non ha senso restare, dobbiamo tornarcene a casa. C’è una differenza fra la posizione delle forze riformiste e quella della sinistra più radicale a partire dal Prc. Noi diciamo che se ci fosse l’avvio di un processo nuovo, con l’Onu che si rimette in moto, il nostro paese dovrebbe riconsiderare un contributo attivo non solo di sostegno umanitario ma anche di presenza militare in Iraq (qualora fosse richiesta da un governo realmente rappresentativo). Una nuova mozione? A luglio abbiamo votato una mozione e siamo stati battuti. Non so che senso avrebbe presentarne un’altra. Meglio incalzare le forze di maggioranza nel governo e nel Paese. Ma non escludo nulla».

 

 
Pagina 4 di 6 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Vacanze
    Di UgoDePayens nel forum Cattolici
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 02-08-10, 15:58
  2. ***vacanze*****
    Di italianuova2 nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 12-08-06, 20:02
  3. Vacanze......vacanze...e ancora vacanze...
    Di pensiero nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 120
    Ultimo Messaggio: 04-08-06, 11:32
  4. Le mie vacanze
    Di Dario nel forum Natura e viaggi
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 21-09-05, 15:57

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito