In origine postato da Skepto
Temo lo sia, in particolare la faccina![]()
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Dimenticavo: è atto di superbia rispondere agli atei ... Faccio ammenda![]()
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In origine postato da Skepto
Temo lo sia, in particolare la faccina![]()
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Dimenticavo: è atto di superbia rispondere agli atei ... Faccio ammenda![]()
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E vabbè così tutti si salvano perchè non hanno mai la piena coscienza ...In origine postato da Skepto
Tornando all'argomento del thread: il primo uomo in tutta probabilità si salverà.
Dirò di più: paradossalmente, potrà dannarsi solo se la sua fede di ateo è insincera.
La bestemmia contro lo Spirito Santo, o rifiuto della grazia che dir si voglia, non si configura come peccato mortale a meno che non sia effetuata con piena coscienza (altrimenti viene meno una delle condizioni per il peccato).
Se l'ateo è davvero tale, quando rifiuta la grazia non può farlo in piena coscienza (se lo facesse, vorrebbe dire che sarebbe conscio della presenza divina e quindi avrebbe scelto deliberatamente di credere in quella che per lui è una menzogna, ovvero la non esistenza di Dio)
Pertanto egli non ha compiuto peccato mortale.La piena coscienza significa essere semplicemente consapevoli e non già sotto pressione esterna (di sostanza o persone) o interna (stati della coscienza alterati dovuti a malattie o sostanze). L'espressione, quindi, va assunta in un significato ristretto, altrimenti verrebbe meno qualsiasi responsabilità personale dinanzi a Dio.


Aggiungo che la Chiesa, onde evitare fraintedimenti con l'espressione "piena coscienza", preferisce parlare di piena avvertenza, cioè la conoscenza, da parte dell’intelletto, del carattere peccaminoso dell'atto, della sua opposizione alla Legge di Dio. L'ignoranza simulata e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono.


Non è vero: l'uomo che sceglie di peccare sapendo che ciò che compie è male ha piena coscienza di ciò che fa.In origine postato da Augustinus
E vabbè così tutti si salvano perchè non hanno mai la piena coscienza ...La piena coscienza significa essere semplicemente consapevoli e non già sotto pressione esterna (di sostanza o persone) o interna (stati della coscienza alterati dovuti a malattie o sostanze). L'espressione, quindi, va assunta in un significato ristretto, altrimenti verrebbe meno qualsiasi responsabilità personale dinanzi a Dio.
Inoltre, se fosse vero ciò che dici allora anche un uomo che attivasse per sbaglio il lancio di un missile avrebbe piena coscienza (e anzi, se non sapesse mai cosa ha fatto realmente potrebbe morire senza pentirsi di una strage, quindi in condizione di peccato mortale)
E, per concludere l'intervento, non fu Cristo stesso, messo in croce dal popolo, a chiedere "Padre, perdonali perché non sanno cosa stanno facendo?"


Hai risposto ad un altro uomo, che è convinto che tu sia superbo, citando una lettera. Poi hai riso delle sue accuse.In origine postato da Augustinus
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Dimenticavo: è atto di superbia rispondere agli atei ... Faccio ammenda![]()
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A mio avviso il brano che citi non risponde alle accuse mosse verso di te; ma questo è secondario. Anche se tu avessi ragione da vendere, sbeffeggiare il prossimo tuo è superbia.


sì ma lo chiese per gli Ebrei, per evitare che venisse loro imputata l'accusa di "deicidio".In origine postato da Skepto
E, per concludere l'intervento, non fu Cristo stesso, messo in croce dal popolo, a chiedere "Padre, perdonali perché non sanno cosa stanno facendo?" [/B]
Disgraziatamente una certa corrente ecclesiologica è caduta nel tranello.
Inoltre lo domandò per tutti gli uomini ma in senso lato: ossia, poichè ogni volta che si pecca si crocifigge di nuovo Cristo, Egli pregò il Padre di perdonare i suoi crocefissori presenti e futuri.
Ma questo non riguarda l'ateismo, che misconosce il valore della Redenzione e quindi pecca contro lo Spirito.


E difatti si è detto che, se l'uomo sentisse la presenza di Dio (condizione necessaria per simulare ignoranza), non sarebbe più ateo.In origine postato da Augustinus
Aggiungo che la Chiesa, onde evitare fraintedimenti con l'espressione "piena coscienza", preferisce parlare di piena avvertenza, cioè la conoscenza, da parte dell’intelletto, del carattere peccaminoso dell'atto, della sua opposizione alla Legge di Dio. L'ignoranza simulata e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono.


L'ateismo è peccato, quindi come tu dici Cristo chiese di perdonarlo. Oppure l'ateismo non è peccato?In origine postato da Dreyer
sì ma lo chiese per gli Ebrei, per evitare che venisse loro imputata l'accusa di "deicidio".
Disgraziatamente una certa corrente ecclesiologica è caduta nel tranello.
Inoltre lo domandò per tutti gli uomini ma in senso lato: ossia, poichè ogni volta che si pecca si crocifigge di nuovo Cristo, Egli pregò il Padre di perdonare i suoi crocefissori presenti e futuri.
Ma questo non riguarda l'ateismo, che misconosce il valore della Redenzione e quindi pecca contro lo Spirito.


è peccato contro lo S.S., ergo chi vi persiste (e non si converte) si danna.In origine postato da Skepto
L'ateismo è peccato, quindi come tu dici Cristo chiese di perdonarlo. Oppure l'ateismo non è peccato?
quindi è perdonato se uno si converte, mentre se muore ateo no.
ovviamente, poichè la morte piomba su di noi senza preavviso, io fossi nell'ateo non persevererei nell'errore...![]()


Ma vedi, il fatto è proprio questo: se uno è autenticamente ateo, vuol dire che non ha percezione dell'esistenza di Dio. Può al più avere percezione di alcune persone che gli dicono che Dio esiste, ma non oltre.
Quindi non sa quello che fa.