Giovani, repubblicani e “centenari”
RAVENNA - Un centenario sui generis, quello che i “giovani repubblicani” di una volta ricorderanno venerdì. Non una celebrazione, ma una festa, un ritrovo trasversale alle generazioni e, ora come ora, anche alle idee politiche.Gli ex della Federazione giovanile repubblicana di Ravenna in particolare e della Romagna in generale, si ritroveranno domani, venerdì 3 settembre, alle 18.30, al Bagno Sayonara di Lido di Classe. “Non ci saranno discorsi - si legge nell’invito -, ma solo brindisi nostalgici e l’occasione di incontrarsi di nuovo, dopo tanto tempo, con la voglia di raccontare un’esperienza irripetibile e straordinaria”. Irripetibile e straordinaria quanto può esserlo lo slancio ideale dei vent’anni.La Federazione giovanile repubblicana nacque nel dicembre del 1904; a Ravenna si è sciolta a metà degli anni Novanta per la mancata condivisione della linea prevalsa a maggioranza a livello nazionale.“Fu fondata come associazione autonoma, con un proprio statuto e indipendente dal partito - racconta lo storico Roberto Balzani -. Allora molti giovani erano legati alle idee dell’irredentismo, e molti di loro partirono volontari per la Prima Guerra Mondiale. Poi fu la stagione delle grandi battaglie contro il fascismo. Ne fu protagonista ad esempio, Oronzo Reale, che divenne segretario dell’Fgr nel 1922”. Negli anni caldi del Ventennio, poi, l’associazione fu sospesa.“Si ricostituisce nel dopoguerra su posizioni vicine a quelle di Giovanni Conti, del quale condivide le battaglie per la Costituente - prosegue Balzani -. Da questo momento diventa un movimento più affine al Partito repubblicano, e viene inserito nelle sue strutture”.Nelle file dell’Fgr - che si è sempre definita la “coscienza critica” del Partito repubblicano - hanno militato nomi ben noti del panorama politico e culturale italiano (oltre naturalmente a buona parte dei vertici del Pri): dallo storico Giuseppe Galasso al filosofo Tullio Gregory, da chi ha poi cambiato bandiera come Claudio Martelli a chi ha abbandonato la passione politica per un giornalismo lontano dai partiti come Alberto Ronchey. Autorevole esponente di una folta schiera di ex giovani repubblicani diventati poi giornalisti: fra questi Ugo Magri, Maurizio Ambrogi, Alessandro Cecchi Paone, Antonio Carioti, Oscar Giannino, Roberto Arditti.A Ravenna, interpretando alla lettera il ruolo di “coscienza critica”, spesso fu in contrapposizione con le posizioni del partito, al quale chiese spesso di uscire dalle coalizioni di governo locali. Fra le battaglie degli ultimi decenni, si ricorda quella contro la centrale a carbone negli anni Ottanta e quella per la salvaguardia delle piallasse negli anni Novanta.“E’ stata una grande scuola di formazione politica - conclude Balzani -: per alcuni la militanza nella Fgr è stato un fatto puramente generazionale, per altri una piattaforma importante per poi fare altre cose. A livello locale ha lasciato un’impronta importante nella nostra generazione: quando ci si incontra si finisce sempre di parlare di quell’esperienza”.
e.d.m.




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