Pagina 45 di 89 PrimaPrima ... 3544454655 ... UltimaUltima
Risultati da 441 a 450 di 886
  1. #441
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 2 settembre 2004

    Giovani, repubblicani e “centenari”

    RAVENNA - Un centenario sui generis, quello che i “giovani repubblicani” di una volta ricorderanno venerdì. Non una celebrazione, ma una festa, un ritrovo trasversale alle generazioni e, ora come ora, anche alle idee politiche.Gli ex della Federazione giovanile repubblicana di Ravenna in particolare e della Romagna in generale, si ritroveranno domani, venerdì 3 settembre, alle 18.30, al Bagno Sayonara di Lido di Classe. “Non ci saranno discorsi - si legge nell’invito -, ma solo brindisi nostalgici e l’occasione di incontrarsi di nuovo, dopo tanto tempo, con la voglia di raccontare un’esperienza irripetibile e straordinaria”. Irripetibile e straordinaria quanto può esserlo lo slancio ideale dei vent’anni.La Federazione giovanile repubblicana nacque nel dicembre del 1904; a Ravenna si è sciolta a metà degli anni Novanta per la mancata condivisione della linea prevalsa a maggioranza a livello nazionale.“Fu fondata come associazione autonoma, con un proprio statuto e indipendente dal partito - racconta lo storico Roberto Balzani -. Allora molti giovani erano legati alle idee dell’irredentismo, e molti di loro partirono volontari per la Prima Guerra Mondiale. Poi fu la stagione delle grandi battaglie contro il fascismo. Ne fu protagonista ad esempio, Oronzo Reale, che divenne segretario dell’Fgr nel 1922”. Negli anni caldi del Ventennio, poi, l’associazione fu sospesa.“Si ricostituisce nel dopoguerra su posizioni vicine a quelle di Giovanni Conti, del quale condivide le battaglie per la Costituente - prosegue Balzani -. Da questo momento diventa un movimento più affine al Partito repubblicano, e viene inserito nelle sue strutture”.Nelle file dell’Fgr - che si è sempre definita la “coscienza critica” del Partito repubblicano - hanno militato nomi ben noti del panorama politico e culturale italiano (oltre naturalmente a buona parte dei vertici del Pri): dallo storico Giuseppe Galasso al filosofo Tullio Gregory, da chi ha poi cambiato bandiera come Claudio Martelli a chi ha abbandonato la passione politica per un giornalismo lontano dai partiti come Alberto Ronchey. Autorevole esponente di una folta schiera di ex giovani repubblicani diventati poi giornalisti: fra questi Ugo Magri, Maurizio Ambrogi, Alessandro Cecchi Paone, Antonio Carioti, Oscar Giannino, Roberto Arditti.A Ravenna, interpretando alla lettera il ruolo di “coscienza critica”, spesso fu in contrapposizione con le posizioni del partito, al quale chiese spesso di uscire dalle coalizioni di governo locali. Fra le battaglie degli ultimi decenni, si ricorda quella contro la centrale a carbone negli anni Ottanta e quella per la salvaguardia delle piallasse negli anni Novanta.“E’ stata una grande scuola di formazione politica - conclude Balzani -: per alcuni la militanza nella Fgr è stato un fatto puramente generazionale, per altri una piattaforma importante per poi fare altre cose. A livello locale ha lasciato un’impronta importante nella nostra generazione: quando ci si incontra si finisce sempre di parlare di quell’esperienza”.

    e.d.m.

  2. #442
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da www.pri.it

    Emilia Romagna: appello della segreteria regionale per la raccolta delle firme sul referendum sulla legge per la procreazione assistita

    Ore decisive per la tutela della donna

    Queste sono le ore decisive per la raccolta delle firme per promuovere il referendum parzialmente abrogativo della legge sulla procreazione assistita vorrei perciò rivolgere un appello a tutti i repubblicani e a tutti i cittadini che hanno a cuore i problemi dell'autodeterminazione e la tutela della salute della donna, della fecondazione assistita e della libertà di ricerca scientifica, affinché si rechino presso le segreterie comunali o presso i banchetti allestiti dal comitato unitario in tutte le città dell'Emilia-Romagna.

    Il disegno di legge in discussione al Senato non solo non risolve infatti i problemi posti dalla legge 40 ma introdurrebbe addirittura un arretramento rispetto alla legge 194 in materia di aborto. A maggior ragione è fondata e necessaria l'iniziativa referendaria, e occorre che alle adesioni molto significative raccolte nel mondo medico, scientifico e accademico si accompagnino le firme dei cittadini per questa battaglia di libertà e di civiltà.

    Invito anche i consiglieri comunali e provinciali affinché diano la loro assistenza ai tavoli o raccolgano direttamente le firme sui moduli referendari in base ai poteri che assegna loro la legge.

    I giorni 10, 11 e12; 17, 18 e 19 settembre saranno indetti veri REFERENDUM DAY attraverso la capillare organizzazione di tavoli di raccolta in varie città italiane: informazioni e materiali referendari sono presenti sul sito www.comitatoreferendum.it.

    È possibile anche fare versamenti a sostegno di questa campagna, per sostenere attivamente lo sforzo del comitato cui partecipano forze politiche di schieramenti diversi, in nome di una battaglia fatta di principi di libertà.

    Widmer Valbonesi
    Segr. reg. Pri Emilia-Romagna

  3. #443
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 11 settembre 2004

    Anche la Campania nell’“alleanza”

    Ravenna - Anche l’Edera della Campania raccoglie la sfida lanciata da Ravenna di Riscossa repubblicana.Il nuovo ingresso nella “santa alleanza” stretta in prima battuta fra una delegazione del Pri ravennate e gli “amici” di Massa Carrara per fare uscire il partito nazionale dalla “Casa delle Libertà”, avrà la sua ufficializzazione il 24 settembre prossimo, nel corso di un dibattito promosso nell’ambito della tradizionale Festa dell’Uva di San Pietro in Vincoli.Il “vasto movimento di contatto” o meglio, il grande fermento che sta attraversando quella parte del partito contrario alla linea nazionale, sarà al centro di un confronto introdotto dal segretario della sezione del Pri della roccaforte “verde”, Daniele Roncaglia e coordinato dal capogruppo del Pri, in consiglio provinciale Mauro Mazzotti, che avrà come protagonisti principali il consigliere nazionale del Pri, Paolo Gambi, il consigliere regionale della Campania Giuseppe Ossorio e il segretario provinciale di Massa Carrara, Giorgio Raffi. Ma sono già previsti anche gli interventi di Beppe Savoldi, portavoce di Riscossa, del vicesindaco di Ravenna Giannantonio Mingozzi e del segretario regionale di Widmer Valbonesi.“Di fatto - conferma Gambi - l’incontro che si svolgerà alla Festa dell’Uva costituisce il primo sviluppo dell’iniziativa avviata insieme al Pri di Massa Carrara”. In particolare l’Edera campana in forte contrasto con la linea nazionale del partito, ha rimarcato ulteriormente questa “differenza” presentandosi con un proprio simbolo alle provinciali. Un “sodalizio a tre” fra Romagna, Toscana e Campania che, è sempre Gambi a parlare, “dovrebbe allargarsi anche al Lazio”. Quali sono i capisaldi di questo movimento interno? Sostanzialmente due. Innanzitutto “rivendicare l’inserimento a pieno titolo nell’ambito della tradizione politica del Pri. Il secondo riaffermare l’idea che il movimento repubblicano deve essere in grado di effettuare opzioni di alleanze elettorali, ma avere anche un’autonomia ed una propria identità. Noi - ricorda Gambi - abbiamo già compiuto l’opzione del centrosinistra, ma non ci accodiamo all’idea del partito unico. Come del resto per quanto riguarda la politica estera, noi siamo filo- occidentali, questo però non ci ha impedito di distinguere la nostra posizione per quanto riguarda la guerra in Iraq”. Perchè la scelta dell centrosinistra? “Perchè riteniamo che il centrodestra abbia fallito nel governo del Paese e che Berlusconi sia una pericolosa anomalia della democrazia italiana. Per questo abbiamo definito sciagurata la scelta di collocare il partito nel centrodestra. Noi tentiamo di impostare un movimento che, dalla periferia, punti al partito nazionale per fargli cambiare politica e dirigenti. Anche perchè siamo convinti che non regga, nè sul piano politico, nè su quello elettorale, una presenza a livello locale nel centrosinistra, e nel centrodestra a livello nazionale. Questo - ribadisce Gambi - per quel che mi riguarda è incompatibile”.“Siamo aperti nei limiti del realismo politico, ma nello stesso tempo lanciamo un messaggio di grande determinazione”: rincara la dose Mauro Mazzotti. Il che significa che se Riscossa non ce la farà a diventare maggioranza “tireremo dritto per la nostra strada”. Il momento insomma è delicato anche perchè occorre vedere quanto del Pri ravennate intenda veramente spendersi in questa battaglia. Per ora Riscossa può contare su un nucleo di promotori di cui fanno parte, fra gli altri, oltre a Gambi e Mazzotti, gli assessori provinciale Eugenio Fusignani e comunale, Enrico Laghi. “Ma sono convinto - prosegue Mazzotti - che anche il consigliere regionale Luisa Babini si ritroverà nell’iniziativa insieme a tutti gli amici che che non si riconoscono nella maggioranza, anche se all’interno della minoranza ci sono sfumature diverse”. Ma cosa succederà nell’eventualità che Riscossa uscisse, ancora una volta sconfitta al congresso nazionale? “Vorrà dire - è la risposta sibillina di Gambi - che cominceremo a collegarci con una serie di mondi”.E il movimento dei repubblicani europei? “Sono usciti dal partito dopo il congresso, ma non sono traditori e continuano ad essere repubblicani”.Nel frattempo l’auspicio è che si riesca ad allargare sempre di più i confini “geografici” di Riscossa. Un momento importante potrebbe essere costituito proprio dal dibattito alla festa dell’Uva, da sempre, ricorda Fusignani, foriera di importanti novità politiche.

    ro. em.

  4. #444
    Forumista senior
    Data Registrazione
    30 Apr 2009
    Messaggi
    1,274
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Perchè i "Repubblicani Democratici" della Campania a Ravenna

    Perché i "Repubblicani Democratici" della Campania a Ravenna

    Con riferimento all'articolo di cui sopra, vorrei sottolineare alcuni punti sottaciuti nello stesso.
    Innanzitutto, il consigliere regionale dei Repubblicani Democratici della Campania, Giuseppe Ossorio, e la quasi totalità dei repubblicani campani uscirono dal Pri all'indomani del Congresso di Fiuggi che si tenne nel 2002, allorquando si concluse definitivamente, con estremo nostro disappunto, il percorso che condusse alla collocazione nazionale del Pri nel centrodestra. Essi costituirono in Campania il partito dei "Repubblicani Democratici" con proprie sedi nelle 5 province campane. Sito internet: "www. repubblicanidemocratici. it" .
    La scelta di lasciare il Pri, però, andava maturando già dopo le elezioni comunali tenute a Napoli nel maggio 2001, coeve alle elezioni politiche, quando fu chiara la scelta politica nazionale del Pri. In quell’occasione la dirigenza nazionale non consentì la presentazione della lista dell’Edera a Napoli a sostegno della coalizione di centrosinistra. Ricordo che a Napoli in una sola settimana si dovettero raccogliere nuovamente, sotto un nuovo e diverso simbolo, 60 accettazioni di candidature per il Comune e ben 250 accettazioni di candidature per le contestuali elezioni nelle 20 circoscrizioni. E non basta. Si dovette procedere nuovamente a raccogliere in una settimana ben 1500 firme autenticate al cospetto del notaio, a sostegno della lista con il nuovo simbolo. Nonostante la diffusa sfiducia e lo sbandamento del partito locale si conseguì il Consigliere comunale.
    La dirigenza nazionale fu costretta ad assumere una forte linea di coerenza e di adeguamento alle richieste della coalizione di centrodestra. Vi erano, come si è scritto, concomitanti le elezioni politiche e chiaramente bisognava avere una disponibilità verso i nuovi alleati. Difficilmente potevano prevalere i rapporti di correttezza e di lealtà dimostrate dal partito napoletano, e l’abnegazione della federazione regionale. La politica ha le sue leggi non scritte e, a mio avviso, la dirigenza nazionale del Pri, in linea con la organizzazione e la disciplina di un partito politico non poteva consentire alle articolazioni locali l’autonomia al libero svolgimento della politica. Convengo, infatti, che se si è in una coalizione, in un sistema bipolare e per di più determinata e costretta da una legge maggioritaria, bisogna essere coerente con quella coalizione, altrimenti si è fuori da essa. Bisogna, però, mettere in conto, con altrettanta lucidità e freddezza di analisi, che come si può legittimamente cambiare idea sul tipo di alleanza a livello nazionale ed assumere necessariamente la conseguente coerenza con la nuova alleanza, altrettanto legittimamente vi può essere a livello locale una coerenza con le proprie idee e con le conseguenti alleanze. Insomma, in politica vi sono le leggi scritte e quelle non scritte, però, vi è anche la reciprocità delle azioni e la legittimità di quelle azioni.
    Per questo l’uscita dal Pri dei campani fu senza polemiche e senza clamore, e neppure rancore, almeno da parte nostra, nel reciproco rispetto delle rispettive scelte, delle rispettive idealità.
    Fu determinante, soprattutto, il dissenso dei repubblicani campani dalle scelte politiche che erano state assunte ufficialmente dai Congressi nazionali straordinari che si erano necessariamente succeduti a ritmo serrato. I 4 punti di profonda divergenza furono: 1) il giudizio fortemente critico sull'affidabilità e la credibilità politica della CDL, oggi come allora, caratterizzata dalla presenza di una forza allora eversiva, e oggi sicuramente antimeridionale come la Lega Nord; 2) dal mancato affrancamento, specie sul piano locale, degli esponenti di An dalla cultura e dalla prassi politica missina, che in Campania si manifesta in modo evidente; 3) ma, soprattutto, dal giudizio politico negativo sulla prassi interna che assiste alla formazione della linea politica di Forza Italia, come ebbe a sottolineare Norberto Bobbio in un memorabile articoli sul quotidiano La Stampa di Torino, ove non solo il dibattitto è assente, ma la linea politica è dettata da interessi particolari fin troppo manifesti, come è tuttora evidente; 4) infine, sull’azione antimeridionalista del Governo nazionale, sulla quale finalmente oggi convengono anche gli esponenti repubblicani che siedono n Parlamento.
    I punti suddetti furono argomentati nella terza mozione congressuale di minoranza e di opposizione presentata dagli amici Ossorio e Guariglia, a nome della federazione della Campania, al Congresso nazionale di Bari.
    I "Repubblicani Democratici", quindi, hanno accolto con favore l'invito rivolto dagli amici del Pri di Ravenna. Sono aperti al confronto ed al dibattito con chiunque abbia a cuore il rafforzamento di una componente autonoma dei repubblicani nel centro sinistra. In questa fase, stante il sistema politico attuale, sarebbe cosa importante ed auspicabile. Altre vie non se ne conoscono in un sistema politico bipolare, determinato e condizionato soprattutto da una legge elettorale maggioritaria e a un turno. Quest’ultimo è un aspetto importante e determinante nell’analisi della odierna realtà e delle prospettive politiche.
    In Campania i "Repubblicani Democratici" sono premiati elettoralmente dall’opinione pubblica e hanno saputo ottenere rispetto ed attenzione da parte del centro-sinistra, rivendicando sempre la loro autonomia politica ed organizzativa. Siamo speranzosi di vedere come evolverà il dibattito di Ravenna.
    Giuseppe Gizzi

  5. #445
    Registered User
    Data Registrazione
    30 Jun 2003
    Località
    centro Italia
    Messaggi
    2,800
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Opportuno,

    per maggior chiarezza questo post di Gizzi.L'iniziativa annunciata sulla stampa di alcuni amici romagnoli, poteva in effetti generare (in coloro meno informati), un qualche equivoco circa la collocazione di Ossorio e compagni dal momento, che poteva lasciare intendere un loro rientro nel partito, in realtà mai avvenuto.
    omar proietti

  6. #446
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 15 settembre 2004

    La terza via resta la migliore

    CESENA - “Meglio l’eutanasia che un lungo e disperato coma vigile”. E’ molto forte e dice tutto l’immagine che usa Mario Guidazzi per ribadire la sua convinzione sulla inevitabilità della “terza via” scelta dall’Edera cesenate. C’è una discussione molto accesa all’interno del partito per scegliere la rotta politica da imboccare, a cominciare dalle eventuali alleanze per le elezioni regionali. C’è chi teme che l’isolamento possa portare all’estinzione del Pri. Tra questi, il timoniere della Uil, Giuliano Zignani, che perciò ha auspicato intese con il centrosinistra, già nella consultazione elettorale emiliano-romagnola dell’anno prossimo. Guidazzi non è per nulla spaventato da questo dibattito: “Finché si discute - fa notare - vuol dire che si è vivi”. Però non condivide la posizione di chi vede come inevitabili le alleanze. “La verità - è la sua riflessione - è che il bipolarismo ha prodotto effetti molto negativi. Gli schieramenti sono condizionati dalle forze più estremiste. Lo stiamo vedendo anche sul nostro territorio, dove il caso dell’ampliamento dell’inceneritore di Forlì è emblematico. Quando si mettono insieme partiti con posizioni non omogenee e senza chiarezza programmatica, i problemi vengono presto a galla. La coalizione locale di centrosinistra è stata costruita attorno ad enunciazioni molto generiche, che hanno poco senso. Tornando alla vicenda dell’inceneritore, la loro convergenza sul fatto che la tutela ambientale è fondamentale non vuole dire nulla, perché per alcuni questo obiettivo si persegue in un modo, per altri nel modo del tutto opposto. In questo quadro politico confuso non ha senso che i Repubblicani si pieghino ad alleanze contro natura. E’ meglio sforzarsi di dare voce a quell’Italia laica che non ce l’ha più, proprio per questo assurdo sistema elettorale bipolare in cui sguazzano le tre B che sono lo sfacelo del nostro Paese: Bossi, Berlusconi e Bertinotti. Lo so che questa terza via che abbiamo sperimentato a Cesena è difficile, ma in questo momento non ci sono alternative. Prima dobbiamo ricostruire un esercito, facendo una proposta convincente a chi si sente stretto dentro i due poli pieni di contraddizioni. Poi, un domani, si potranno anche fare alleanze”.Questa posizione, però, nell’ultima chiamata alle urne, non è stata premiata dagli elettori cesenati.“Non sottostimerei il risultato che abbiamo conseguito - ribatte lo storico leader dell’Edera - C’è stato comunque un segno ‘più’, seppur piccolissimo. Comunque non potevamo fare diversamente davanti all’ingresso in maggioranza di una forza come Rifondazione comunista che ha posizioni arretrate che non possiamo accettare: quando si parla di privatizzazioni con loro è come parlare del diavolo con un prete. Sono convinto che con questa maggioranza ci aspettano cinque anni di immobilismo, perché nessuno avrà voglia di tirare fuori i problemi grossi che farebbero emergere contrasti. E invece bisognerà iniziare a parlare al più presto di alcune questioni chiave per il futuro del nostro territorio”.Quali?“Come sarà gestito il nuovo Prg? Che risposte si vogliono dare alla preoccupante crisi agricola? Che idee ci sono per lo sviluppo delle infrastrutture? Più in generale, il nodo centrale sono i rapporti con l’economia locale: va deciso come sostenere un sistema produttivo che rischia di segnare il passo, a partire dal mondo agricolo. Purtroppo vedo invece all’orizzonte un vuoto di proposta, che non può essere certo coperto da manifestazioni e marce. Le marce non portano a nulla: anzi, mi pare che la prima che mi viene in mente, quella su Roma, non abbia prodotto dei gran risultati”.Il riferimento polemico all’abbraccio tra la maggioranza e il mondo pacifista, soprattutto dopo l’affondo in città della “Carovana” dei missionari comboniani di Zanotelli, è evidente. L’ex vicesindaco non si nasconde dietro un dito e punzecchia i vecchi compagni di viaggio.“Oggi - sottolinea Guidazzi - bisogna fare fronte comune contro il terrorismo, come si fece con le Br. Invece ci si avvita su posizioni ultrapacifiste, che chiedono la smilitarizzazione del mondo e di porgere un fiore a Bin Laden. E a volte lo si fa addirittura in modo incoerente. Quando i Verdi, la settimana scorsa, hanno votato un documento a sostegno della Carovana della Pace lo hanno fatto intenzionati a votare, giovedì prossimo, anche le proposte lanciate da questa: lotta per la chiusura della base Nato di Pisignano e corsia preferenziale alle banche cosiddette etiche. E’ una posizione che non condivido, ma è naturale e coerente. I Ds, al contrario, hanno deciso di dirsi d’accordo a metà con la Carovana della Pace, con un voto favorevole su un documento che hanno fatto finta di leggere solo nella metà che gli faceva comodo. E se non si schiereranno con chi vuole un’irresponsabile smilitarizzazione, come sarebbe auspicabile per una forza di governo, chi li accuserà di incoerenza avrà tutte le ragioni”.

    Gian Paolo Castagnoli

  7. #447
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 18 settembre 2004

    Depuratore e discarica Il Pri chiede chiarezza

    CESENATICO - L’Edera coglie la palla al balzo dell’indagine della magistratura sul giro di smaltimento dei rifiuti tossici per chiedere numi al Comune sul funzionamento del depuratore dal duemila a oggi. A farlo è il capogruppo del Pri in consiglio comunale Primo Sasselli. Lo fa alla luce dei primi risultati a cui è giunta la magistratura forlivese in tema di “rifiuti tossici”. Il capogruppo chiede che l’amministrazione comunale relazioni sulla questione depuratore, “allorquando - sostiene Sesselli - fu scoperto che siscaricava direttamente nelle vasche”. Altra richiesta formulata è su dove finivano i fanghi del depuratore di Cesenatico e quali erano i loro parametri. E ancora, l’esponente dell’Edera chiede informazioni sui progetti e sui programmi attuati nel frattempo nell’area della discarica di Cesenatico, dopo che quest’ultima ha cessato l’attività come tale al 31-12 -2002. “Sono informazioni - sostiene Sasselli - che andrebbero divulgate anche per rassicurare i cittadini specie all’indomani dello scandalo scoppiato sui rifiuti e sui fanghi contenenti sostanze tossiche”.

  8. #448
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 22 settembre 2004

    Cimatti: “Recuperiamo l’identità repubblicana”

    RAVENNA - Alla vigilia dell’iniziativa di Riscossa repubblicana, che si svolgerà il 24 settembre prossimo alla festa dell’Uva di San Pietro in Vincoli, il dibattito nell’Edera continua.Ieri è sceso quindi in campo il segretario dell’Unione comunale del Pri di Ravenna, Giancarlo Cimatti. Uno scritto di una paginetta che costituisce una sorta di “benedizione” postuma dell’iniziativa promossa - la settimana scorsa - dal circolo Endas Mauro Dutto dal titolo emblematico: “Repubblicani in Romagna: che fare?” . Ma che consente anche al segretario comunale di “schierarsi” proprio in vista dell’incontro di venerdì.Cimatti, infatti, che non ha mai nascosto di essere un sostenitore dell’autonomia dell’Edera da entrambi i poli e di avere come sogno nel cassetto quello di unire tutti i repubblicani, lancia un appello ai dirigenti del Pri romagnolo perché raccolgano la sollecitazione venuta dagli organizzatori di quella manifestazione: Antonello Piazza e il professor Roberto Balzani.“Ho trovato l’iniziativa intelligente e, soprattutto utile - afferma -. L’ho trovata pulita, aperta, tendente al recupero di unità ed identità. Pur non intervenendo - prosegue il dirigente repubblicano - mi sono sentito coinvolto nella serata e ho condiviso le motivazioni che credo l’abbiano ispirata. È diffuso nei repubblicani il disagio per la situazione politica, per la condizione del Pri. Come è apparso evidente il problema del repubblicanesimo contemporaneo, prima ancora che questione di schieramenti, è se esso sia in grado di offrire una politica che sappia dare risposte alla parte più illuminata del Paese come avvenne, per esempio, negli anni Sessanta. Credo vada accolto l’invito a ripristinare una corrente positiva di volontà convergenti che porti uomini e donne a ritrovarsi in uno spazio di elaborazione politica che sappia dare corpo ad una visione del futuro: a livello romagnolo e a livello nazionale”. Insomma: “Piazza e Balzani hanno gettato un ‘sasso nello stagno’. Tocca a noi tutti - mette in guardia Cimatti - non lasciarlo cadere invano. Venerdì prossimo il circolo Pri di S.Pietro in Vincoli organizza un’altra interessante iniziativa tesa a sostenere l’uscita del Pri dal centro-destra. E’ un desiderio che accomuna gran parte degli amici iscritti al Pri. E’ noto che nella maggioranza del Pri romagnolo vi sono due correnti di pensiero: chi vorrebbe che il partito uscisse da destra per collocarsi stabilmente a sinistra; chi vorrebbe che il partito uscisse dalla attuale maggioranza di centro-destra e, senza collocarsi nell’altro schieramento, cercasse di operare per costruire un’aggregazione liberaldemocratica. Mi pare che a priori non vi siano contraddizioni fra l’iniziativa dell’Endas e quella degli amici di San Pietro in Vincoli e quindi - conclude Cimatti - sia possibile un dibattito che possa produrre un recupero di unità e di identità dei repubblicani”.Questo è quanto. Anche se di primo acchito vien da dire che l’auspicio di Cimatti non sembra così facile da concretizzarsi. L’iniziativa che vedrà insieme ai dirigenti ravennati anche Giuseppe Ossorio, consigliere regionale della Campania e Giorgio Raffi segretario provinciale di Massa Carrara - aree dove l’Edera ha fatto in analogia con Ravenna la scelta di non stare nella Casa delle Libertà - ha un obiettivo ben preciso: dare atto del vasto movimento di contatto fra le varie realtà regionali che vogliono fare cambiare rotta al Pri nazionale. Perché, secondo Riscossa repubblicana, il discorso è uno solo: l’Edera deve “ricollocarsi nel solco della sua gloriosa tradizione: un partito della sinistra democratica, autonomo, laico, di forti contenuti sociali, europeista e occidentalista. Tradizionalmente collocato, autonomo e critico, nelle esperienze di centrosinistra”. Nel caso l’operazione non riuscisse, non hanno nascosto Gambi, Mazzotti, Fusignani e Laghi nel corso della presentazione dell’iniziativa di venerdì, “andremo fino in fondo”.

    ro. em.

  9. #449
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 24 settembre 2004

    La Riscossa Repubblicana parte da S.Pietro in Vincoli

    Ravenna - “Il partito nel centrodestra non ci va bene. Vogliamo ricollocare il Partito repubblicano nel solco della sua gloriosa tradizione: un partito della sinistra democratica autonomo, laico, di contenuti sociali, europeista e occidentalista. Tradizionalmente collocato in modo autonomo e critico, nelle esperienze di centrosinistra”.Nell’annunciare l’iniziativa in programma questa sera dalle 20,30 al cinema Farini di San Pietro in Vincoli, il volantino della sezione dell’Edera Farini richiama i temi che saranno al centro del dibattito. Stasera, appunto, nell’ambito della tradizionale Festa dell’Uva che si svolge nella roccaforte del Pri, scende in campo quel movimento di contatto, quel gioco di alleanze interne, che Riscossa Repubblicana sta mettendo in campo per imprimere una brusca inversione di rotta al partito che dal congresso di Bari in poi è uno degli inquilini della Casa delle Libertà.Rappresentativi delle alleanze, anche geografiche, sono i protagonisti del dibattito. Il tema verrà infatti affrontato dal ravennate Paolo Gambi, ex segretario provinciale del Pri e attualmente consigliere nazionale del partito, dal consigliere regionale della Campania Giuseppe Ossario e dal segretario provinciale di Massa Carrara, Giorgio Raffi. A fare gli onori di casa sarà il segretario della sezione Farini, Daniele Roncaglia; a Mauro Mazzotti, capogruppo del Pri in consiglio provinciale, invece, il compito di condurre il confronto. Ma è prevista anche la partecipazione di Sergio Savoldi, portavoce di Riscossa, del vicesindaco nonché portavoce provinciale del Pri Giannantonio Mingozzi e infine del consigliere regionale dell’Edera Luisa Babini.

  10. #450
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 25 settembre 2004

    Guidazzi rilancia il terzo polo

    CESENA -Continua il dibattito all’interno del Partito Repubblicano. Piero Gallina e Mario Guidazzi, due esponenti di spicco dell’Edera cesenate, intervengono per chiarire le loro posizioni all’indomani della prima riunione della direzione. Pubblichiamo integralmente le loro lettere.Ho letto, come sempre, il resoconto della riunione della direzione della Consociazione Repubblicana di Cesena ed ho notato alcune inesattezze. Non so se io sia più o meno amante del ‘brodo primordiale’, so di avere il diritto di esprimere valutazioni politiche riguardanti le scelte che il mio partito dovrà compiere nel prossimo futuro. Un primo dato: non ho mai pensato alla eutanasia come strategia del Pri, ho solo constatato che l’appiattirsi su posizioni acritiche non produce effetti positivi, tantomeno sui risultati elettorali. Oggi, a mio modesto avviso, né il centro-destra né il centro-sinistra offrono risposte compiute ai problemi del nostro Paese, essendo più impegnati a delegittimarsi vicendevolmente che a studiare soluzioni ai quesiti sempre più complessi che la società pone. Un esempio per tutti, il tema ‘devolution’ come è affrontato e come è stato affrontato nel passato? In modo approssimativo, superficiale, quasi che la modifica della Carta Costituzionale fosse o sia un problemino sul quale discutere “l’un contro l’altro armati”. O il problema economico, energetico, la politica estera, la lotta al terrorismo e chi più ne ha più ne metta. Questa situazione provoca una sorta di disaffezione al voto che oggi raggiunge il 50% del corpo elettorale. Io non ho capacità divinatorie, so per certo però che sia necessario dar voce a chi non vota, a chi non si sente di essere omologato di qua o di là. Chi pensa che la politica sia confronto e non sconti. Che l’avversario non sia un nemico da uccidere perché attenta alla democrazia. Il discorso sarebbe lungo e magari lo affronteremo in un’altra occasione, ma il tentativo di dar vita ad una terza forza è qualche cosa che mi entusiasma. Forse sono un illuso, ma l’Altra Italia di cui ci parlava Ugo La Malfa rimane il mio sogno. Un’Italia laica, occidentale, europea, che sia seriamente moderna, senza ‘clericalismi’ di destra e di sinistra. Penso che su questa strada si possano trovare persone, partiti e/o movimenti che si possano impegnare. Oggi alcuni volenterosi marcano queste posizioni., ad esempio i radicali, perché non tentare questo esperimento? Potrebbe definirsi l’Altra Emilia-Romagna, libera dai Bossi, Bertinotti, Berlusconi che anche qui purtroppo dettano regole.Leggo sotto il titolo ‘L’Edera resta spaccata’ una cronaca della riunione di mercoledì scorso abbastanza fedele nella sequenza degli interventi e delle posizioni espresse ma non fondata nel rappresentare il clima della discussione. Non ci sono sezioni ‘dilaniate’ o duri scontri ma un confronto, una discussione fra diverse opinioni e sensibilità che non si chiuderà certamente al prossimo incontro. Chi è nel Pri, anche dopo la scelta nazionale dell’alleanza di centro-destra, ha un forte senso di appartenenza ideale e culturale ad un Pri che, pur piccolo, sia un partito nazionale. In questo senso la nostra discussione cesenate dovrà inserirsi nelle decisioni che dovrà assumere la Federazione regionale del Pri. Quindi nulla di drammatico, ma una discussione anche vivace ed appassionata fra amici, un forte senso di appartenenza. Peraltro le discussioni servono per avvicinare le posizioni non per allontanarle.

    Mario Guidazzi - Piero Gallina

 

 
Pagina 45 di 89 PrimaPrima ... 3544454655 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. la Romagna toscana dovrebbe essere annessa all'Emilia-Romagna?
    Di dedelind nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 31
    Ultimo Messaggio: 28-09-11, 19:37
  2. ** Repubblicani in EMILIA e nella ROMAGNA (1)
    Di nuvolarossa nel forum Repubblicani
    Risposte: 931
    Ultimo Messaggio: 28-01-09, 20:17
  3. Repubblicani in Emilia e Romagna
    Di nuvolarossa nel forum Emilia-Romagna
    Risposte: 113
    Ultimo Messaggio: 06-09-08, 18:04
  4. Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 22-02-08, 21:30
  5. Emilia-Romagna
    Di Giò nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 09-02-05, 19:28

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito