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  1. #601
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 13 gennaio 2006



    “Guidazzi è stato inopportuno”

    CESENATICO - Contrordine. Saranno solo e soltanto i repubblicani di Cesenatico a scegliersi il sindaco. Le dichiarazioni si Mario Guidazzi sulla possibile collocazione nel centro sinistra dell’Edera in caso di candidatura Panzavolta non sono per nulla metabolizzate del Pri di Cesenatico, che anzi le giudica “fuori luogo e inopportune”. A parlare è Giancarlo Andrini che, in una sorta di quadrunvirato, o meglio una segreteria collegiale e allargata, guida il partito repubblicano a Cesenatico. Domenica 8 gennaio Mario Guidazzi, storico esponente dell’Edera di Cesena, in una lunga quanto articolata intervista sul Corriere Romagna, alla domanda su cosa faranno i repubblicani a Cesenatico in vista delle elezioni amministrative-comunali di primavera ha risposto: “Dipende... Se ci fosse discontinuità potremmo allearci con il centro sinistra”. Dopodiché, specifica Guidazzi, “se il candidato fosse Nivardo Panzavolta (possibile candidatura targata Ds, ndr), penso che potremmo appoggiarlo”.Una dichiarazione che, considerata la portata, ha fatto subito il giro delle segreterie del partiti, in particolare quelli che si richiamano al centro-sinistra, e ha finito per creare più di una perplessità nei repubblicani di Cesenatico“Abbiamo disapprovato le dichiarazioni di Guidazzi sull’argomento elezioni - taglia corto il segretario Giancarlo Andrini - Sulla linea di Cesenatico il suo intervento è stato inopportuno”. Specifica con orgoglio Andrini: “Guidazzi deve sapere che la linea politica e le alleanze vengono decise solo e soltanto a Cesenatico. Qui il partito è retto da una segreteria collegiale formata da Bruna Righi, Mauro Gasperini, Primo Sasselli e il sottoscritto, in grado di decidere nello specifico”.Un modo per ribadire che le segreterie politiche, specie quelle non di Cesenatico debbono fare un passo indietro.“In questo momento è innegabile che ci siano contatti e incontri tra i partiti. Tuttavia in questa fase noi repubblicani, a Cesenatico, non abbiamo ancora deciso nulla. Non abbiamo stretto intese né con la destra né con la sinistra. Una cosa è certa: i candidati a sindaco verranno solo dopo i programmi e le eventuali intese”.

  2. #602
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 18 gennaio 2006

    “Sulla politica estera il Pri sta col centrodestra”

    Riceviamo e pubblichiamo. Parto dall’ultima affermazione del Dott. Gianfranco Buriani sulla dichiarazione che oggi farebbe Ugo La Malfa. Mi stupisco ancora che qualcuno possa arrogarsi il diritto di interpretare quello che sarebbe oggi la posizione di Ugo La Malfa, non possiedo capacità divinatorie e trovo quindi difficoltà consistenti a compiere questo tipo di esercizio.Non so poi a cosa serva; serve molto di più analizzare alla luce delle vicende odierne il che fare, partendo dagli insegnamenti di Ugo La Malfa.Sulla base di questi, devo estrapolare gli elementi che posso condividere circa le proposte di questo o di quello schieramento politico.Parto dal più facile, perché su questo nessuno può avere dubbi: la politica estera. Ugo La Malfa ci ha insegnato che obbligo, anche per doverosa riconoscenza, del Pri è quello di essere sempre al fianco degli Stati Uniti e di Israele. Non è necessario ricordare tutti i passaggi della storia patria, che evidenziano come il Pri si è sempre collocato in questa posizione: dall’Alleanza Atlantica, agli Euromissili, fino a Sigonella, tanto da porci agli antipodi della sinistra comunista e non. Quindi tragga il Dottore Buriani le conseguenze ovvie. Noi non possiamo che essere d’accordo con la politica estera del Governo.Sulla politica economica il giudizio è molto più articolato. Però c'è un dato che noi non possiamo non ricordare un dato che è alla base di qualsiasi ragionamento che caratterizzi la posizione Repubblicana: rigore. Il rigore nella spesa, il rigore nel definire le priorità, il rigore nell’affrontare i problemi, anche locali, mai comunque prescindendo dall’interesse generale. Ecco perché nascono anche in me consistenti dubbi se non avversioni sulle leggi ad personam. E’ ovvio che su questi argomenti avremmo dovuto esprimerci, cosa che di fatto hanno fatto anche i Parlamentari Repubblicani. Ma nella storia del Pri quanti sono stati i momenti in cui i Repubblicani si sono trovati in difficoltà in maggioranza o nel Governo? Potrei elencarli, ma non direi assolutamente niente più di quanto si conosce.Per tornare all'attualità. Se io sposassi tutto quanto questo Governo fa o ha fatto, avrei assunto posizioni congressuali diverse. Sarei nella maggioranza nazionale e tutto ciò che Buriani dice al sottoscritto avrebbe ragione di dirlo. Ma non è così!C'è di più, io ho un obbligo nei confronti del Partito nel quale milito, obbligo che comporta anche sacrifici personali, sapendo bene che c’è una maggioranza nazionale con la quale ho il dovere di convivere.Avrei potuto fare come hanno fatto tante belle anime candide, andarmene … e poi? La casa Repubblicana sarebbe stata rinvigorita? La nostra tradizione salvaguardata? Le piccole o grandi cose che vogliamo fare sarebbero state più fattibili?E’ una strana logica quella secondo cui chi sta fuori ha ragione e chi sta dentro sempre torto. Chi stabilisce a priori chi è vergine e chi non lo è.Mi sembra che si ritorni ad antiche diatribe che hanno storicamente caratterizzato il Pri, dal tempo della legge Truffa con la fuoriuscita di Parri, all’apertura a sinistra con la fuoriuscita di Pacciardi, a quella dei “sinistri” Gualtieri, Visentini, Battaglia e altri con i Progressisti, fino alla Sbarbati e altri.La domanda fatidica è: che cosa hanno mai prodotto questi organizzatori di diaspore Repubblicane? Niente, assolutamente niente di nuovo.Ma torniamo a temi politici. Prendiamo ad esempio le riforme costituzionali, perché due sono le riforme alla Costituzione del 1948, la prima varata dal centro sinistra nel 2001 poi quella varata in questi mesi dal centro destra. Potremmo innanzi tutto rilevare che il metodo è stato identico. La modifica è stata fatta a colpi di maggioranza, forse in entrambi i casi per ingraziarsi la Lega (destra becera), nel 2001 definita “costola della sinistra” .Perché allora non dire come ha detto il Sen. Barbera, illustre costituzionalista, che le due riforme sono entrambe dannose in quanto “speculari”? Perché non essere almeno onesti intellettualmente?Caro Franco, ognuno di noi ingoierà i propri rospi, soffrirà, la differenza che rimarrà fra me e te è che io almeno albergherò sempre nella Casa Repubblicana; tu al contrario sei senza fissa dimora, spero solo che tu non debba provare quanto è amaro “salire le altrui scale” per trovarla.

    Mario Guidazzi

  3. #603
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 27 gennaio 2006

    I Repubblicani di Alfonsine parlano del Prg

    ALFONSINE (Ravenna) - Il Piano Regolatore di Alfonsine è scaduto da tempo e ormai i terreni edificabili riservati all’edilizia residenziale scarseggiano. Per questa ragione il gruppo consigliare del Partito repubblicano italiano alfonsinese ha organizzato per questa sera presso l’Auditorium delle scuole medie di via Murri, alle ore 20.30, un incontro pubblico sul tema: “Idee e proposte per una variante al Prg del Comune di Alfonsine”. Durante la serata saranno quindi presenti sia lo studio particolareggiato svolto dai tecnici incaricati dal Pri.

  4. #604
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 2 febbraio 2006

    Prg, proposte per una variante

    Alfonsine - Il Prg del Comune di Alfonsine adottato nel 1990 e approvato nel 1993 mostra da tempo l’oramai inderogabile necessità di una variante specifica avendo oramai esaurito gli obiettivi. Negli ultimi anni, per ovviare a questo, l’Amministrazione comunale di Alfonsine ha cercato di tamponare alcune situazioni con varianti parziali che hanno aggiunto disordine al disordine.Questo è il motivo che ha indotto il gruppo consigliare del Partito repubblicano alfonsinese ha presentare pubblicamente ai cittadini le loro idee e le proposte per una variante al piano regolatore.Il Prg, giunto a scadenza nel 2003, non è al momento in fase di elaborazione in quanto legato alle coordinate che usciranno dalla stesura dei Piani strutturali dei Comuni aderenti all’Associazione Intercomunale della Bassa Romagna.“La poca lungimiranza delle scelte fatte col vecchio Prg - dicono i repubblicani - sono sotto gli occhi di tutti. Numerosi comparti sono occupati in realtà da attività in essere e, altri , da troppi proprietari che non trovano un accordo fattivo. Il terreno edificabile in paese è pressoché inesistente e i prezzi sono saliti enormemente. Il settore dell’edilizia si sta bloccando”.I consiglieri del Pri hanno quindi fatto loro le preoccupazioni di alcuni operatori del settore edile che li hanno contattati, e con l’ausilio di valenti tecnici hanno stilato una serie di proposte per una variante da presentare all’Amministrazione.Nell’incontro/dibattito che si è svolto all’Auditorium delle Scuole i consiglieri repubblicani hanno illustrato come con le loro proposte di vendita di aree incolte già di proprietà del Comune all’interno del centro del paese, lottizzando aree di proprietà comunale già servite di tutti i servizi, si risolva per l’immediato futuro il problema del terreno edificabile e, cosa di particolare rilevanza, far recuperare risorse che consentirebbero di fare manutenzione alle strade e ai marciapiedi, con particolare attenzione al centro della città e abbattere anche le barriere architettoniche da sempre trascurate nel paese.La manovra da indicata dal Pri porrebbe - secondo loro - rimedio all’urgenza del paese in tempi rapidi, perché attendere il nuovo Prg/Poc, significa porre un freno a tutte le attività economiche collegate al settore edile e scoraggiare quanti, anche dall’esterno vogliono investire capitali o implementare attività su Alfonsine.

    Donatella Gennari

  5. #605
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 8 febbraio 2006

    Nel Pri tornano i mal di pancia

    CESENA -Era già tutto previsto. Il Pri è organicamente nel centro destra. E’ stato sancito sabato scorso nel corso della conferenza programmatica dell’edera nazionale che è stata benedetta da Silvio Berlusconi. Nell’abbraccio è stato coinvolto anche il Pri di Cesena che fino ad ora aveva tenuto una scelta neutra. Una posizione di frontiera che però non aveva la forza per restare tale. A rimarcarsene è la minoranza interna, quella che guarda verso il centro sinistra. Accusano Guidazzi di non aver rispettato il mandato dell’assemblea. Di certo è l’ennesima crepa in un partito dalle due anime e che in un sistema bipolare ha dei grossi problemi di collocazione. Ogni volta si parla di rottura, di divorzi. Mario Guidazzi non è così pessimista. “Non credo ci divideremo - ha detto il segretario dell’Edera -. Che la minoranza interna non sarebbe stata entusiasta della decisione di allearci col centro destra lo avevo messo nel conto. E’ normale. Però credo ci siano ancora le condizioni per restare uniti”.Guidazzi poi ribadisce che lui continua a pensare al Polo Liberaldemocratico: “Comunque andranno le elezioni ci sarà uno sconvolgimento e ci sarà spazio per il terzo polo. Ed è per quello che mi impegnerò”.Intanto però lavora per il centro destra. Non è escluso che entri a far parte della lista dei candidati. “Può essere - dice -. Non bramo dalla voglia, però sono pronto a fare la mia parte”. Nello stesso tempo invita il segretario a convocare la segretaria regionale e lo invita a farlo entro la prossima settimana.Mentre Guidazzi pensa alle liste, la minoranza mastica amaro. “Chi sta in un partito - dice Nazario Sintini, consigliere comunale a Cesena - deve avere il senso della democrazia. Io cerco di adattarmi, ma ho molti mal di pancia. C’è modo e modo di stare nelle alleanze. Ho l’impressione che il Pri sia un servitore di Berlusconi. Abbiamo perso quella capacità di critica che ci ha sempre contraddistinto. C’è poi una cosa che mi dà enormemente fastidio: è brutto sapere che ci sarà la lista del Pri, ma che i generali saranno candidati con forza Italia. Mi sa tanto di presa in giro e di mancanza di rispetto per uno storico simbolo”.Tra i delusi c’è anche Renato Lelli, ex segretario di consociazione, che però evita polemiche. “In questo momento non è giusto fare contestazioni. Parlerò dopo il voto”.Nella lista degli scontenti si iscrive anche Enzo Baldazzi, sindaco di Sogliano. “Non condivido la scelta di allearsi con il centro destra, Del resto non è un segreto che io sia favorevole ad un accordo con il centro sinistra. A questo punto ritengo che dopo le elezioni sia necessario un chiarimento”. Baldazzi non vuole infiammare il clima anche perché è atteso da una tornata elettorale. In primavera si voterà a Sogliano per le amministrative. Baldazzi si presenterà alla guida di una lista civica appoggiata dalla coalizione di centro sinistra.

    db

  6. #606
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 8 febbraio 2006

    All’osteria si serve il menù repubblicano

    Montefiore - Un risorgimentale convivio ai piedi della Rocca immaginando di essere a tavola con Garibaldi e Mazzini.Domani alle 20.30 a Montefiore, la cittadina che si è imposta come vera e propria "culla repubblicana della provincia", si terrà la tradizionale "Cena Repubblicana", l'incontro culinario che quest'anno prevede un menù con chiari riferimenti a coloro che si proclamano essere "I figli della Giovane Italia".Sulle tavole dell'Osteria del Castello per l'incontro organizzato dalla Sezione "Silvagni Secondo", il primo amatissimo sindaco repubblicano montefiorese, verrà servito l'antipasto risorgimentale, seguito da "tortellacci alla garibaldina" e "coniglio alla carbonara".Il vino con cui si accompagneranno le libagioni, come reso chiaro nel manifesto dell'evento, sarà quello "della vecchia cantina repubblicana di Pietro Cipriani", l'attuale vice sindaco in carica. Alla cena repubblicana di Montefiore sono attesi ospiti dalle province di Cesena, Forlì e Rimini. Per l'occasione verranno messe in mostra le bandiere storiche delle sezioni del Pri di Forlimpopoli e Forlì, risalenti agli anni trenta. I premiati con speciale encomio dal partito dell'Edera saranno l’onorevole De Carolis e Luigi Liverani.

  7. #607
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 10 febbraio 2006

    Amministrative con l’Edera



    RAVENNA - “È stato un ottimo IX febbraio”, commenta il vicesindaco reggente, Giannantonio Mingozzi. Ma tant’è: nella giornata in cui in ogni sezione repubblicana si celebrano incontri per ricordare l’anniversario della Repubblica romana, il segretario nazionale del Pri, Francesco Nucara ha dato la disponibilità del simbolo dell’Edera alle prossime amministrative ai repubblicani ravennati schierati con il centrosinistra. Una concessione vincolata al programma che per altro i repubblicani hanno già presentato come contributo ai candidati sindaco e presidente della Provincia, che dovrebbero svolgersi alla fine di maggio.Il via libera è arrivato dopo un incontro che si è svolto ieri pomeriggio nella sede del Pri di via Paolo Costa al quale hanno partecipato i vertici locali al gran completo. A Nucara il Pri di Ravenna ha regalato un’Edera in mosaico (nella foto Fiorentini). Un dono al segretario e un messaggio esplicito per sottolineare che, dopo la delusione delle ultime regionali, l’Edera questa volta è un simbolo che in una realtà dove la tradizione repubblicana è forte, non può certo mancare.Il segretario Nucara ha poi partecipato alla tradizionale cena di San Piero in Campiano per la festa del IX febbraio.

  8. #608
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 11 febbraio 2006

    “Chi dirige sia responsabile Sì alla raccolta delle firme”

    FORLI’ - La Direzione nazionale del Pri, a maggioranza, ha deciso di presentarsi alle elezioni politiche con il Centrodestra, ma sul problema della prossima raccolta di firme per poter presentare il proprio simbolo al Senato è già polemica, a livello locale, e non solo.Widmer Valbonesi, segretario regionale Pri dell’Emilia-Romagna, pur non condividendo la scelta della segreteria nazionale dichiara che comunque “il Pri regionale raccoglierà le firme per la presentazione del simbolo dell’edera alle elezioni del Senato non appena disporrà dei moduli necessari a farlo”. Il non condividere la scelta politica di schieramento - secondo Valbonesi - “non può significare in alcun modo boicottare una scelta democratica e soprattutto non consentire ai repubblicani di esprimersi a favore del proprio simbolo. Faccio perciò un appello a tutti i repubblicani e al loro senso di responsabilità per ritrovare quella serenità della ragione”.

  9. #609
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 19 febbraio 2006

    Anche il Pri approva la Circonvallazione

    CERVIA - Anche i repubblicani questa volta hanno approvato il Piano particolareggiato relativo al terreno della parrocchia Santa Maria Assunta, sul quale sorgerà un complesso edilizio. Ciò che aveva spinto l’Edera in tema di adozione, ad astenersi sull’ordine del giorno, era la futura circonvallazione che passerà accanto all’ospedale ed alla scuola media. Il capogruppo del Pri Giancarlo Capelli ha ribadito in aula queste perplessità, aggiunte all’innesto della futura strada - che si allaccerà a via Monte Amiata -, nella Caduti per la Libertà. Quest’ultimo sbocco, oltretutto ampliato, si preannuncia ad alta densità di traffico. Per non parlare della parte nord della “spina”, che dovrebbe “scavalcare” l’immobile delle pompe funebri, rasentando appunto l’ospedale ed immettendosi (dopo avere attraversato via Stazione) nella nuova Amiata. Quest’ultimo progetto però è ancora sulla carta, e del resto lo stesso capogruppo del Pri confida complessivamente in una soluzione indolore. (...)

  10. #610
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 26 febbraio 2006

    Guidazzi capolista al Senato

    CESENA -Eccolo lì, cinque anni dopo il gran rifiuto. Nel 2001 Mario Guidazzi, allora vicesindaco di Cesena, rifiutò il corteggiamento del centro destra. Il Polo lo voleva candidare nel collegio che poi fu occupato da Laura Bianconi che divenne senatore. Il no definitivo Guidazzi lo pronunciò nello studio di Giuseppe Bettini, allora esponente di spicco di Forza Italia.



    Adesso “Marione” è capolista al Senato del Pri che ora è alleato del centro destra.Gli scenari però cambiano in maniera radicale. Cinque anni la candidatura di Guidazzi poteva creare un vero e proprio cataclisma nel mondo amministrativo locale e faceva parte di un disegno strategico che avrebbe creato non pochi problemi al centro sinistra. Erano due le mosse. La candidatura di Guidazzi avrebbe potuto avere un effetto domino di un certo rilievo. Innanzitutto la giunta Conti avrebbe rischiato di andare in minoranza e le elezioni anticipate erano uno spettro possibile. A rischio c’era anche la Provincia guidata da un repubblicano, Piero Gallina. L’altro anello era il Comune di Cesenatico. Quasi tutti ritenevano che sarebbe passato al centro destra che alle urne era guidato dal repubblicano Sasselli. Invece nulla è andato come Forza Italia auspicava. Guidazzi rimase al suo posto e Comune e Provincia non ebbero ripercussioni. Inoltre Sasselli perso il “duello” con Zoffoli.Adesso invece Mario Guidazzi è poco più che un candidato di bandiera. Le possibilità che possa essere eletto sono vicine allo zero. Per riuscirci l’Edera, a livello regionale, deve ottenere il tre per cento. Al momento è accredita di circa l’1,4. Guidazzi lo sa, ma non se ne preoccupa. “Il mio obiettivo - dice - non è l’elezione. A me piace la politica e il confronto e la campagna elettorale è uno dei momenti più interessanti”.Che sarebbe stato capolista lo si sapeva da un po’ di tempo, ma l’ufficializzazione c’è stata venerdì sera. La lista sarà composta da 21 persone. Al numero due c’è Laura Bartoletti Borghi e comprende un altro cesenate: Africo Morellini, ex consigliere comunale.“E’ una lista interessante - dice Guidazzi -. E’ composta anche da imprenditori e professionisti di ogni età. Ci sono anche molti giovani, il che significa che il partito repubblicano ha un futuro assicurato”.Ipotizza una campagna elettorale porta a porta, fatta di molti incontri, non solo nei circoli. “Voglio parlare con la gente” dice il leader del Pri cesenate.Lei in passato però non è mai stato temero col Governo Berlusconi.“E’ vero e ribadisco che ha avuto molti limiti. Adesso però non dobbiamo parlare del passato, ma del futuro. Bisogna partire da un presupposto: chiunque sarà chiamato a governare avrà delle grosse difficoltà. Ed allora bisogna essere chiari con le persone. Io il programma di Prodi l’ho letto tutto, fino all’ultima riga. Mi sembra un gran compromesso che non affronta i temi più spinosi”.A cosa si riferisce?“Facciamo alcuni esempi. L’energia. Non possiamo continuare a pagare il 34 per cento in più degli altri paesi europei. Serve una presa di posizione netta sul nucleare. Idem sulle grandi strutture e non parlo solo della Tav. Serve poi più liberalizzazione dei servizi. Per quanto riguarda la politica estera secondo me il neutralismo che predica Prodi è un vero e proprio Harakiri”.Lo sa che avrà pochissime possibilità di essere eletto?“Sì, ma non è quello il problema. Del resto, diciamoci la verità, io negli ambienti romani non mi ci vedrei benissimo. Ho sempre preferito stare a Cesena. E poi mi è sempre piaciuto partecipare”.

    Davide Buratti

 

 
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