



C'era tutto un discorso sui cammelli, le crune degli aghi e il regno dei cieli che vi risparmio. Ma non è poi così sbagliato.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


Sul fatto che i miserabili e micragnosi pezzenti trovino le porte del Paradiso spalancate ho qualche dubbio..più facile trovino aperte le porte dell'ospedale o della galera..
Se invece la povertà è un dato interiore allora solo i poveri vanno in Paradiso..anche perché chi è povero al mondo è ricco agli occhi di Dio..ma è una povertà di desideri..di ego..di ambizioni..e una ricchezza di intima soddisfazione nel tornare nudi e semplici come infanti..
Ma nel corso dei tempi il concetto di povertà è andato a significare la miserabilità di beni materiali..cosa che con la povertà spirituale non ha comune misura anche se può essere simbolica di una povertà nei possessi..
E per quanto riguarda i possessi....Osho non possedeva nulla..usava semplicemente le cose..
E se questa sensazione si diffondesse nel mondo avremo che nessuno sarebbe proprietario di nulla..ma userebbe le cose...la casa..la terra..il Pianeta..
Anche il nostro corpo non è nostro..lo usiamo e spesso anche male ..e lo dovremo restituire..cosa a cui ci rifiutiamo in tutti i modi..anzi..studiamo apposta per trovare il sistema di non restituirlo mai..alla faccia della povertà....![]()
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)




Per quello neanche Gesù Cristo si è salvato dalla pena di morte..
Allora possiamo dire che se lo meritava..?
Con le battute manchiamo il punto..che poi è la disidentificazione con ciò che usiamo ..sia una Rolls..o una ciotola di plastica..
Non capire questo è condannarsi a non capire nulla sul fine della ricerca interiore..che è diventare poveri....non attaccarsi a nulla..neanche a Brahman..figuriamoci se un Maestro si attacca a un'automobile..
All'automobile invece si attacca chi è talmente succube dei beni materiali da considerare impossibile usarli senza attaccamento..
Nel mondo dello Spirito tutti gli attaccamenti sono parimenti uguali nell'impedire la salita..anche quelli che consideriamo degli aiuti..come i sacri testi ..giunge il momento che li dobbiamo buttare ..altrimenti certe ricchezze non passeranno attraverso la cruna dell'ago..e il cuore sarà più pesante di una piuma e ci impedirà il passaggio verso la Verità..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Anche nel Libro dello Splendore o Sefer ha-Zohar è riportato che il prossimo passo dell'evoluzione umana prevede il superamento della concezione egocentrica della vita. Dal voler avere si passerà inevitabilmente al voler donare. I Magi doneranno i loro averi nel momento in cui nascerà nell'uomo la Coscienza Cristica.
Ultima modifica di GNU-GPL; 21-03-10 alle 20:37


Non intendevo dire che se lo meritava. Come non volevo che apparisse una facile battuta. E' senz'altro vero, che anche un "ricco" che non prova nessun attaccamento, è un "povero".
Inoltre chi sono io per giudicare. Nessuno!
So soltanto che lo sfoggio della ricchezza, quando con molta probabilità in una nostra città, qualche "miserabile e micragnoso pezzente" (scusami ma questa tua affermazione la trovo molto antipatica) non ha un solo euro per poter mangiare cena, a me crea un forte imbarazzo. Insomma, non sono affascinato dal simbolo delle Rolls, la ricchezza sfoggiata non ha per me nessun valore di insegnamento. E poi io seguo un Maestro (Buddha) che benché sia nato come un ricco principe, abbandonò tutto e scelse di vivere la vita povera di un monaco. Decise di sporcarsi i piedi camminando sulla terra, come un qualsiasi e modesto pellegrino.
Ma capisco (permettimi ora una battuta) che questo vale solo per me, è adatto alla mia sensibilità, sensibilità che a molti puri "esoteristi" può risultare fastidiosa: troppo "exoterica"!
Ultima modifica di Dorjiev; 21-03-10 alle 21:53


Per conto mio no...non è affatto troppo exoterica.
E' vero che il "povero" è colui che non ha attaccamenti in mezzo a possibili beni materiali, ma reputo molto difficile restare indenni da attaccamento usando quotidianamente e ripetutamente di tali beni (e questo senza voler giudicare nessuno, tantomeno Osho che non conosco).
Semplicemente...il "folle di Dio" lascia i beni perchè ai suoi occhi non rivestono alcuna attrattiva, essendo il suo interiore tutto preso solamente da qello che rappresenta ai suoi occhi il sommo bene, quell'assoluto il cui richiamo egli percepisce nel suo cuore. Non c'è sforzo nel lasciare ciò di cui egli non sia innamorato per partire alla ricerca dell'amore che chiama.
E in questo percorso la compassione deve sempre essere esercitata: essa insegna che tra l'"altro" e "lui" non c'è confine, uccide l'EGO nel riconoscimento della totalità dell'UNO cui tende.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Sul denaro c'è un bellissimo testo di Osho qui: Il Denaro (Osho)
che aiuta a capire il suo atteggiamento verso di esso. La mia idea personalissima è che la povertà venga molto sopravvalutata. La povertà come la ricchezza è una condizione materiale, cosa c'entra con la spiritualità?
Cito uno stralcio dal testo linkato, che mi è piaciuto molto:
"Il denaro non è un problema! Può essere usato! Se ne hai, usalo; se non ne hai, allora usa la libertà che nasce dal non averne. Questo è il mio approccio. Se sei ricco, godine; la ricchezza porta con sé cose che nessun povero potrà mai godersi. Io sono stato sia ricco che povero, e in tutta onestà ti dico: ci sono alcune cose che solo i ricchi possono godersi. Godine quando sei ricco. E di nuovo ti dico, sono stato sia ricco che povero, e ci sono alcune cose che solo i poveri possono godersi. E non c'è modo di goderle entrambe contemporaneamente."
Ultima modifica di Patto; 21-03-10 alle 22:50


Mantengo le mie perplessità. Non perchè demonizzi il denaro, che ha solo una funzione strumentale, ma perchè spesso sul neofita ha un effetto, che lui lo voglia o no.
E' come se tu volessi educare un discepolo alla castità mettendogli davanti una bella donna nuda giorno e notte. E' saggio?
Il giusto sta sempre in mezzo: non demonizzare, non sottovalutare.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)