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Discussione: Osho

  1. #191
    Papessa
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Dorjiev Visualizza Messaggio


    Una nota:
    Vorrei, visto che si cita il Buddha, precisare cosa dicono i praticanti del buddhadharma. Un vero buddhista non dirà mai a nessuno "ricordati che sei un Buddha".
    Il maestro Zen Soto, Dogen, ha scritto molto per correggere l'errore (come si vede già circolava nel Giappone del 1200) di far credere che la mente delle persone ordinarie (coloro che non hanno ancora risvegliato il bodhaishin attraverso una lunga pratica), sia sokushin zebutsu. Solo la "mente dei risvegliati" è sokushin zebutsu. La mente degli esseri ordinari (dei non "risvegliati") non è sokushin zebutsu. Nel vajrayana si parla di mente grossolana, mente sottile e mente estremamente sottile. Dire a tutti "tu sei un Buddha" è molto rassicurante e democratico, ma purtroppo è un errore che crea troppe illusioni (andrebbe spiegato meglio di quanto normalmente si faccia) dalle conseguenze a volte innocue e a volte drammatiche.
    Meno male Dorjiev.....

    Leggendo un po' più su mi ero sentita leggerissimamente mancare...poi le parole successive ( che riporto in citazione) hanno spiegato....
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  2. #192
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Dorjiev
    Dire a tutti "tu sei un Buddha" è molto rassicurante e democratico, ma purtroppo è un errore che crea troppe illusioni (andrebbe spiegato meglio
    di quanto normalmente si faccia) dalle conseguenze a volte innocue e a volte drammatiche.
    Non ha molta importanza se a qualcuno viene mal di testa ,ha le palpitazioni e si sente mancare.
    C'è sempre quell'ennesimo equivoco di fondo.
    Se quest'affermazione da fastidio è perchè avete già la visione mentale di quello "stato".
    C'è un'aspettativa di quello che può o deve essere quello "stato".
    Tutti si dimenticano che quello "stato" non si raggiunge per mezzo della meditazione , come Buddha stesso ha dimostrato.
    Invece...
    Dovremmo avere, come Buddha, il nostro barcaiolo di turno.

    E' questa la difficoltà maggiore:....il barcaiolo passa e noi non lo vediamo,...non lo vediamo perchè abbiamo delle aspettative: non abbiamo ancora azzerato il rumore di fondo della nostra mente.
    Buddha c'è arrivato da solo,...noi abbiamo bisogno di un Maestro.
    La meditazione aiuta molto di più dopo che hai incontrato il barcaiolo, prima tutto il lavoro per te lo fa il Maestro.
    Mi dispiace Dorjiev spiegare meglio questa cosà non si può.
    Mi chiedi di spiegare il significato del satsang?
    E' un'esperienza che bisogna vivere per se stessi.

    Poco più sopra ho citato testadiprazzo che dice:
    (lo ricito )

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo
    Il Maestro è come un Sole interiore..brucia la mente..le illusioni..i pensieri..
    alla sua presenza sia pure un video..un libro..un ologramma..ci sentiamo diversi..i muri crollano e ci ritroviamo noi stessi..senza ego..ma una
    semplice presenza..antica e dimenticata..ma l'origine di Tutto..è la Pace...la fine dell'illusione..
    Questa affermazione è quell'"esperienza", ma può essere riconosciuta solo da chi ha avuto quella stessa esperienza.

    Dici che quest'affermazione puo avere conseguenza drammatiche.
    Purtroppo,... E' VERO.
    L'ho scritto anch'io poco sopra che l'anelito verso l'nfinito quando diventa troppo pressante può portare all'autodistruzione.
    Ma non è "questa affermazione" che porta all'autodistruzione...
    Un mio carissimo amico, compagno di viaggio in questa ricerca, si è suicidato perchè ha frainteso il significato di quest'esperienza.
    Il pericolo non è stato aver sentito quell'affermazione.
    Il pericolo è permettere di nuovo che la mente prenda il sopravvento, ecco perchè la meditazione è molto più importante dopo il barcaiolo...
    Ma qui siamo già oltre...non stiamo parlando di gente "normale". Sto parlando di una persona che aveva quella comprensione di cui parla testadiprazzo.
    Comunque, per chi ha letto la storia di Buddha o anche quella di Cristo è descritto bene che cosa avviene quando ti trovi a faccia a faccia con te stesso.
    Quindi, è da un bel pò che ci hanno avvisati.
    Crediamo che quel pericolo venga dall'esterno e invece, guarda un pò, è una vocina stonata che viene da dentro noi stessi.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 28-03-10 alle 10:28

  3. #193
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    Predefinito Rif: Osho

    Quindi non è che siamo "fuori pericolo" se non sentiamo quell'affermazione.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 28-03-10 alle 10:34

  4. #194
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Non ha molta importanza se a qualcuno viene mal di testa ,ha le palpitazioni e si sente mancare.
    C'è sempre quell'ennesimo equivoco di fondo.
    Se quest'affermazione da fastidio è perchè avete già la visione mentale di quello "stato".
    C'è un'aspettativa di quello che può o deve essere quello "stato".
    Tutti si dimenticano che quello "stato" non si raggiunge per mezzo della meditazione , come Buddha stesso ha dimostrato.
    Invece...
    Dovremmo avere, come Buddha, il nostro barcaiolo di turno.

    E' questa la difficoltà maggiore:....il barcaiolo passa e noi non lo vediamo,...non lo vediamo perchè abbiamo delle aspettative: non abbiamo ancora azzerato il rumore di fondo della nostra mente.
    Buddha c'è arrivato da solo,...noi abbiamo bisogno di un Maestro.
    La meditazione aiuta molto di più dopo che hai incontrato il barcaiolo, prima tutto il lavoro per te lo fa il Maestro.
    Mi dispiace Dorjiev spiegare meglio questa cosà non si può.
    Mi chiedi di spiegare il significato del satsang?
    E' un'esperienza che bisogna vivere per se stessi.

    Poco più sopra ho citato testadiprazzo che dice:
    (lo ricito )



    Questa affermazione è quell'"esperienza", ma può essere riconosciuta solo da chi ha avuto quella stessa esperienza.

    Dici che quest'affermazione puo avere conseguenza drammatiche.
    Purtroppo,... E' VERO.
    L'ho scritto anch'io poco sopra che l'anelito verso l'nfinito quando diventa troppo pressante può portare all'autodistruzione.
    Ma non è "questa affermazione" che porta all'autodistruzione...
    Un mio carissimo amico, compagno di viaggio in questa ricerca, si è suicidato perchè ha frainteso il significato di quest'esperienza.
    Il pericolo non è stato aver sentito quell'affermazione.
    Il pericolo è permettere di nuovo che la mente prenda il sopravvento, ecco perchè la meditazione è molto più importante dopo il barcaiolo...
    Ma qui siamo già oltre...non stiamo parlando di gente "normale". Sto parlando di una persona che aveva quella comprensione di cui parla testadiprazzo.
    Comunque, per chi ha letto la storia di Buddha o anche quella di Cristo è descritto bene che cosa avviene quando ti trovi a faccia a faccia con te stesso.
    Quindi, è da un bel pò che ci hanno avvisati.
    Crediamo che quel pericolo venga dall'esterno e invece, guarda un pò, è una vocina stonata che viene da dentro noi stessi.
    Ma che vai dicendo?
    Ma tu credi che l'esperienza citata da Testa non sia stata percepita da tanti in alcune circostanze? Disilluditi...non è affatto difficile "sentire" quanto lui ha illustrato...ma NON PER QUESTO si è arrivati da qualche parte.

    Personalmente ho avuto ben di più di quello in un paio di circostanze particolari, ma questo non significava affatto che io fossi giunta chissà dove. Il lavoro per arrivare ad uno stato di coscienza preciso è molto arduo e lungo: e per "stato di coscienza" intendo qualcosa di effettivo, reale, non emotivo, non suggestivo, ma concreto e stabile. Un punto di arrivo ricercato da tutti i pellegrini dello spirito, uno stato particolare che intride ogni parte dell'essere e fuoriesce anche se non lo vuoi, giungendo agli altri anche se non è questo che cerchi.

    Non la miseria della nostra condizione ordinaria quale la viviamo comunemente.
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
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  5. #195
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    Predefinito Rif: Osho

    Una cosa è certa, ognuno ha le sue convinzioni e le mantiene, discuterne e confrontarsi a volte è utile e serve a crescere interiormente, altre volte è discorso sterile e fine a se stesso. Come in questo caso: c'è chi ritiene Osho un maestro e chi, come me, pensa invece che si tratti di un impostore e di un imbroglione e non per le Rolls ma per come stravolge, deforma e utilizza per i suoi fini, le dottrine con cui viene a contatto. Come nel caso di Rumi, come per l'Advaita Vedanta e per mia fortuna non conosco i suoi scritti più di tanto.

    Questa è la mia opinione personale e storie del tipo

    L'ho scritto anch'io poco sopra che l'anelito verso l'nfinito quando diventa troppo pressante può portare all'autodistruzione.
    Ma non è "questa affermazione" che porta all'autodistruzione...
    Un mio carissimo amico, compagno di viaggio in questa ricerca, si è suicidato perchè ha frainteso il significato di quest'esperienza.
    Il pericolo non è stato aver sentito quell'affermazione.


    non fanno altro che confermarmelo.
    Solitudine e sconforto possono presentarsi a chiunque in qualsiasi momento, arrivare al suicidio è disperazione.
    L'anelito all'infinito non porta all'autodistruzione, mai, proprio perchè sono due cose antitetiche, la disperazione è per chi non vede l'infinito, magari proprio perchè qualche imbroglione gli ha tarpato le ali.

    Tutti si dimenticano che quello "stato" non si raggiunge per mezzo della meditazione , come Buddha stesso ha dimostrato.
    Invece...
    Dovremmo avere, come Buddha, il nostro barcaiolo di turno.
    ??????????

    Non c'è nulla di più errato di questa affermazione, la ricerca interiore non è un'attesa passiva di illuminazione dall'esterno, di un "maestro" che ci risolva tutti i problemi, è affanno, ricerca, studio, tutto quello che vuoi ma deve partire dal cuore ed è essenzialmente attiva.

    Questo non significa che tutto ciò che veniva insegnato nelle comuni di Osho fosse sbagliato e basta, forse pure lui stesso era in buona fede ma distorcendo tecniche di apprendimento, concentrazione ed estasi(samadhi) creava l'illusione di "capacità" che possono dare qualche risultato immediato ma che non portano alla "liberazione". Penso che aderire a quel tipo di organizzazioni possa solo creare gravi scompensi "karmici" che nel tempo impediscano una reale possibilità di realizzazione interiore, ma questa, ripeto, è solo la mia opinione personale.
    Ultima modifica di zucchetta; 28-03-10 alle 12:20

  6. #196
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Ma tu credi che l'esperienza citata da Testa non sia stata percepita da tanti in alcune circostanze? Disilluditi...non è affatto difficile "sentire" quanto lui ha illustrato...
    già, basta solo cambiare il nome, il sentimento rivolto e la realizzazione della sua natura possono essere applicate a qualunque Maestro, non solo ad Osho


    Citazione Originariamente Scritto da zucchetta Visualizza Messaggio
    Non c'è nulla di più errato di questa affermazione, la ricerca interiore non è un'attesa passiva di illuminazione dall'esterno, di un "maestro" che ci risolva tutti i problemi, è affanno, ricerca, studio, tutto quello che vuoi ma deve partire dal cuore ed è essenzialmente attiva.
    condivido pienamente;
    la via deve avere anche un cuore, non solo testa
    Ultima modifica di baba; 28-03-10 alle 13:18

  7. #197
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum
    ...Non la miseria della nostra condizione ordinaria quale la viviamo comunemente.
    Mi dispiace per te primahyadum , ma questo è un bel concetto mentale che dimostra quale gabbia ci sia ancora attorno a te .

    Pensare che la nostra condizione ordinaria sia un'impedimento a "qualcosa" mi fa sorridere. (..ma la storiella del fiore di loto non ti dice niente?...)
    Pensare che il nostro stato esteriore , dove viviamo, sia un'impedimento a qualcosa, mi fa sorridere.
    L'uomo può vivere dove gli pare ed comunque solo.
    Pensare che certe esperienze si possono avere solo in qualche monastero sperduto sull'himalaja mi fa sorridere.
    Tutti questi pensieri mi fanno sorridere , perchè sono gli stessi pensieri che ho avuto anch'io, ma erano pensieri....
    Tutti questi pensieri ve li potete tenere e spero che qualcuno non si offenda se vi dico che non vi porteranno da nessuna parte.


    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum
    Ma che vai dicendo?
    Ma tu credi che l'esperienza citata da Testa non sia stata percepita da tanti in alcune circostanze? Disilluditi...non è affatto
    difficile "sentire" quanto lui ha illustrato...ma NON PER QUESTO si è arrivati da qualche parte.
    Sentirlo non è difficile... E' il comprenderlo che è difficile.
    Sono due cose ,molto...molto..ma molto diverse.
    E la prova che non l'hai compreso è quello che scrivi dopo:

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum
    Personalmente ho avuto ben di più di quello in un paio di circostanze particolari, ma questo non significava affatto che io fossi
    giunta chissà dove. Il lavoro per arrivare ad uno stato di coscienza preciso è molto arduo e lungo: e per "stato di coscienza" intendo
    qualcosa di effettivo, reale, non emotivo, non suggestivo, ma concreto e stabile. Un punto di arrivo ricercato da tutti i pellegrini
    dello spirito, uno stato particolare che intride ogni parte dell'essere e fuoriesce anche se non lo vuoi, giungendo agli altri anche
    se non è questo che cerchi.
    Mi permetto di dirti che se avessi compreso quello "stato" non diresti queste cose, per il semplice fatto che lo stai definendo.
    ...Sai già a priori che quello stato si trasmette da chi c'è l'ha chi non ce l'ha, come per induzione.
    Se fosse così il mondo sarebbe già salvo.
    Ci mettavamo tutti, mano nella mano con il Maestro, in girotondo ed eravamo tutti illuminati.

    Chiedi ha un bambino perchè è felice quando fa il girotondo.
    Non lo sa.
    La consapevolezza è essere come un bambino, ma comprendere anche il dono per cui siamo felici.

  8. #198
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da zucchetta
    Dovremmo avere, come Buddha, il nostro barcaiolo di turno.??????????

    Non c'è nulla di più errato di questa affermazione, la ricerca interiore non è un'attesa passiva di illuminazione dall'esterno, di un "maestro" che ci risolva tutti i problemi, è affanno, ricerca, studio, tutto quello che vuoi ma deve partire dal cuore ed è essenzialmente attiva.
    Tutti i buddhisti sanno che l'episodio del barcaiolo è il momento della comprensione di Buddha, è il momento della sua illuminazione.

    Possiamo meditare sette anni in una foresta, possiamo meditare tutta una vita, ma se falliamo l'appuntamento con il barcaiolo di tutta questa meditazione non ce ne facciamo un bel niente, come Buddha ha dimostrato.
    Cos'ha fatto Buddha per festeggiare l'incontro con il barcaiolo? Si è scofanato una bella ciotola di riso, alla faccia dei sette anni di digiuno...
    Ultima modifica di Z4rdoz; 28-03-10 alle 15:22

  9. #199
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    Predefinito Rif: Osho

    L'allegoria del barcaiolo serve a far comprendere che l'illuminazione arriva all'improvviso, non sai quando e non sai come, ma arriva solo dopo un lavoro interiore lungo e faticoso, se non sei preparato (e non si tratta di erudizione) non c'è barcaiolo che tenga.

    A quel punto la ciotola di riso s'equivale al digiuno, ma solo a quel punto.
    Per non fallire quell'appuntamento bisogna essere ben desti.

  10. #200
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    Predefinito Rif: Osho

    Citazione Originariamente Scritto da zucchetta
    L'allegoria del barcaiolo serve a far comprendere che l'illuminazione arriva all'improvviso, non sai quando e non sai come, ma arriva solo dopo un lavoro interiore lungo e faticoso, se non sei preparato (e non si tratta di erudizione) non c'è barcaiolo che tenga.

    A quel punto la ciotola di riso s'equivale al digiuno, ma solo a quel punto.
    Per non fallire quell'appuntamento bisogna essere ben desti.
    Anni fa euvitt postò una lunga serie di illuminazioni (strambe e divertenti)...
    non c'è una regola.
    Che sia un lavoro lungo e faticoso non c'è dubbio, ma rischia di rimanere tale se non ci viene in soccorso un Maestro.
    Nessuno ti vieta di fare questo percorso individualmente, ti faccio un grande "in bocca al lupo",... ma perchè fare tanta fatica ???
    Se non ammettiamo che siamo tonti per natura non andiamo da nessuna parte.
    Quel barcaiolo è sottocasa tutti i giorni, ma non lo vediamo...
    Ultima modifica di Z4rdoz; 28-03-10 alle 17:20

 

 
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