
Originariamente Scritto da
Dorjiev
Che Osho dica e lo si crede sulla parola senza battere ciglio, che (come si legge nel suo recente libro tradotto in italiano "Il mondo è in fiamme" ed. URRA): << Il Buddha è stato profondamente frainteso, non solo dai suoi nemici, anche dai suoi amici... In questi venticinque secoli a milioni lo hanno seguito sulla base di un'errata comprensione. Il primissimo passo è sbagliato. Il monaco buddhista non è riuscito a comprendere ciò che realmente il Buddha sta indicando [nel sutra Dhammapadha] >>; come dire che per 2500 anni tutti i buddhisti non sono stati che dei poveri imbecilli. Infatti Osho afferma con sicurezza: << migliaia e migliaia di commentari sono stati scritti su questi splendidi sutra; ma se il primo passo è sbagliato, tutto va a rotoli >>. Come fa un Osho a fare questa affermazione? Per i suoi discepoli è semplice: Osho non è un seguace di Buddha, ha sperimento la stessa verità del Buddha. Questa è la certezza dei discepoli di Osho: << Ricordati: io parlo della mia esperienza personale >>. Per un seguace di Osho è chiaro e palese che un semplice buddhista o hindu o cristiano o musulmano ecc. è un "giudice" e non un "testimone": << essere un testimone è qualcosa di totalmente diverso dall'essere un giudice >>. Il testimone è l'Uomo Nuovo che si avvia verso un radioso avvenire.
Queste non sono opinioni, sono certezze, per coloro che amano Osho. Personalmente, visto che ho in mente gli effetti devastanti e terribili delle varie "inquisizioni" (anche se i "revisionisti" vogliono convincerci che non furono così terribili), non ho nulla da censurare, da deridere o da reprimere.
Quello che a me interessa, è stabilire l'origine di un movimento, di una teoria, di una religione, ecc..
All'inizio di questa discussione su Osho, Euvitt fa una strana affermazione (che noto è passata completamente inosservata), che a me sembra invece utile per chiarire alcune cose (peccato che Euvitt non ci "sveli" il nome del suo Maestro, sarebbe interessante, lo ripeto, molto interessante saperlo, perché chiarirebbe tante cose, forse poco note anche agli stessi discepoli di Osho): << ...interrogo il mio Maestro e....sperando di aver ben compreso riferisco
Osho nella sua vita precedente era un allievo ....forse migliore di me....ma sempre un allievo
Ha voluto provare ad insegnare.....il suo Maestro lo ha sconsigliato, poi per non privarlo dell'esperienza gli ha concesso di farlo
Tuttavia non lo ha abbandonato, il vero Maestro di Osho l'ha seguito nascosto tra i suoi allievi >>.
Se Euvitt non si è semplicemente divertito a prenderci in giro, devo dire che sono parole enigmatiche, che lasciano presagire molto, molto di più di quanto si creda.
Ecco il punto. Che ruolo "segreto" (per conoscere il ruolo ufficiale è sufficiente visitare il Resort di Meditazione in India o seguire i corsi e programmi nella sede della Multiuniversità dell'essere) ha realmente svolto Osho? Nessuno?