Parlare di Osho è come parlare di una "storia d'amore fra il maestro e il suo discepolo" (sono parole di Osho), e inoltre non è il caso di parlare di religione ben sapendo che per Osho "la religione esiste solo in presenza di un Maestro". Ora quello che è importante non è disquisire su una storia d'amore, ma si tratta di sapere chi sia Osho.
Nell'hinduismo il Guru viene considerato come essenziale per la liberazione dal samsara. Il guru è colui che trasmette l'iniziazione ad un discepolo o sisya, poi individua un suo successore come suo erede, che prende la sua eredità e la trasmette a sua volta. Il guru è parte di una catena iniziatica o guru-parampara che ha inizio da un maestro originario o adi-guru. E' solo nel neo-hinduismo, influenzato pesantemente dall'Occidente, che appaiono i cosiddetti guru "autodidatti". Per capirci, non è impossibile che esseri eccezionali pervengano alla liberazione senza il tramite di un guru. Infatti gli avatara non necessitano di un guru, e possono talvolta apparire come guru indipendenti. Un avatara si manifesta al di fuori di una tradizionale successione iniziatica di guru-parampara.
Questa rarissima eccezione naturalmente ha affascinato gli occidentali, che senza particolari qualificazioni amano il "fai da te" spirituale ed evitano volentieri di sottomertersi alle regole tradizionali. Molto più comodo e affascinante sentirsi un avatara o seguire un avatara (che guarda caso si pone sempre fuori dalla tradizione), che cercare, da umile e ignorante discepolo, l'iniziazione di un vero e tradizionale guru che a sua volta ha ricevuto l'iniziazione dal suo guru...
Per tornare a Osho non vi sono alternative, o lo si considera come un avatara o se preferite un messia (non trasmettendo una tradizione di guru-parampara) o come uno dei tanti pseudo-guru o falsi guru (personalmente la sua passione per Wilhelm Reich, non mi lascia senza qualche serio dubbio) che circolano per il ricco (ricco di dollari) mondo della pseudo-spiritualità o della falsa spiritualità. Ognuno è libero (prendendosi naturalmente la responsabilità del suo gesto) di considerare Osho come vuole.




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