Li ho visti!!!!!!!!
Domenica mi trovavo a passare di fronte al Grand Hotel Vesuvio.
Pensavo di trovare una folla impressionante o per lo meno molte persone.
Invece vuoi per il cattivo tempo, vuoi perchè era sabato e la gente aveva meglio da fare, di fronte all'albergo c'erano una trentina di anziani signori (età minima 60) con il distintivo dei Savoia.
Non mancavano sul portone due guardie reali stile "Panteon" a Roma.
Ma non c'era nessuno.
Allora a me ed a un amico è venuta la curiosità (inutile negarlo) di vedere "il nostro re".
Dopo un buon quarto d'ora che aspettavamo (con io che mostravo al mio amico continuamente la tessera di quest'anno del partito in modo più che altro che la vedessero gli altri vecchiettini) esce Emanuele Filiberto e la madre.
Il padre no.
Pare fosse già uscito. Secondo una signora vicino a me (circa 60 anni) "Sua Maesta", cioè Vittorio Emanuele, "era rimasto amareggiato per il vile comportamento tenuto dai sudditi Napoletani."
Sui muri ho visto infatti tantissimi manifesti con scritto "Savoia, massacratori del popolo napoletano, traditori degli Italiani" manifesto controcorrente - Il foglio.
Chi fossero gli autori di questi manifesti non lo so.
Faccio notare che la signora di cui parlavo poco fa era del Nord. Non so di dove ma l'accento non era sicuramente settentrionale.
Ora l'impressione che ho avuto è che lì di Napoletani ce ne fossero pochissimi. Meno di dieci.
Sei giapponesi facevano le foto divertiti dalla scena.
Un signore canticchiava la marcia reale.
Rispondo canticchiando l'inno nazionale.
Emanuele Filiberto esce.
Saluta.
Qualche vecchietto intorpidito dal freddo (sul Vesuvio nevica e nevischia anche lì sul mare trasportata dal vento) saluta l'erede al trono.
Esce la regina.
Saluti più affettuosi, rumorosi e sentiti che al figlio.
Se ne vanno.
Me ne vado.
I vecchietti restano per quando il re tornerà.
Una signore con una fascia con lo stemma savoia al braccio e un basco militare che non faccio in tempo a vedere bene viene a chiedermi, prima che possa allontanarmi (io già pensavo che potessi avere delle noie per la tessera del Partito Repubblicano che sventolavo a destra e a manca fino a cinque minuti prima) viene a chiedere proprio a me se sapevo cosa aveva fatto la Juve.
Dico che ha vinto tre a zero con il Modena. Mi dice che lui è Juventino come tutti i monarchici, perchè quando morì il re fu l'unica squadra a mattersi il lutto al braccio. Dico che lo sapevo. Mi chiede se sono monarchico.
Rispondo: "No, Repubblicano".
Sorride. mi offre una gomma. Accetto e ci salutiamo.
Vado via veramente questa volta con il senso di aver visto una farsa per quanto riguarda il "re".
E con un senso di rispetto per tutti questi anziani signori, che hanno trovato la forza dopo 50 anni di andare a Napoli, sotto una pioggia torrenziale (io alla fine ero fradicio) per vedere il loro re.
Li rispetto perchè per loro il Re è il simbolo dell'Italia. Io non voglio il re, ma amo l'Italia.




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