Apro su questo forum a dimostrazione di eccelsa prova di laicità la mia benevolenza più assoluta per il baciapile buttiglione. Che c'è di male se uno la pensa come il papa che la famiglia viene prima dello Stato e che i gay non possono costituerne una? Bisogna essere rispettosi delle idee altrui quali che siano e giudicare dai fatti. Non è detto che pensiero e azione si coniughino.
La voce repubblicana mi ha subito sostenuto con la seguente nota:
A dir la verità la questione Buttiglione è solo una di quelle sollevate dall'Europarlamento nei confronti della nuova commissione, dove almeno altri quattro candidati, di diverse nazionalità, sono finiti nel mirino. Se da una parte ci sembra molto strumentale l'atteggiamento dell'opposizione nel voler dare all'Italia l'esclusiva responsabilità dell'impasse in cui si è ridotto il presidente Barroso, dall'altra preoccupa una tale lacerazione politica fra schieramenti in Europa: questa si che non si è mai vista e non è certo foriera di buone prospettive future.
Per ciò che concerne in particolare il professor Buttiglione, sembra che egli ancora non si capaciti di cosa sia effettivamente successo. La nostra impressione è che egli più che per le sue idee e per discriminazione religiosa, sia vittima di una certa riserva maturata in alcuni ambienti del parlamento Europeo verso Berlusconi e la questione giudiziaria. Per cui più per quello che Buttiglione pensa o non pensa sui gay, il vero problema concerne l'incarico che gli è stato assegnato, incarico, si badi bene, deciso sulla base delle prerogative del presidente della Commissione e non del nostro governo. Capiamo quindi che ora il professor Buttiglione provi le tribolazioni del dubbio sul da farsi. Non lo aiuta certo, poi, vedere il cattolicissimo presidente della Commissione europea tornato in carica, Romano Prodi, recarsi visita in pompa magna, dal santo padre, a Roma.





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